Ricevo e pubblico. Mi sembra indicativo di come anche in partite di categorie minori l’isteria di Maroni e soci sia arrivata a far danni. Il tutto mentre a Inter-Juventus entra qualsiasi cosa sugli spalti…
REPRESSIONE CREATIVA A SAN DONA’.
Con il presente comunicato la Curva Sud di Sandonà intende esprimere la propria posizione in merito ai fatti di Domenica 23 Ottobre in occasione di Tamai-Sandonàjesolo.
Non siamo abituati a scrivere comunicati, ma l’apparato sanzionatorio messo in atto a più livelli impone una reazione chiara ed univoca.
Non cerchiamo giustificazioni. Vogliamo semplicemente raccontare come sono andati realmente i fatti.
E vogliamo, in conclusione, mostrare come l’insieme delle sanzioni raggiunga un risultato del tutto spropositato, ingiustificato, surreale.
A causa dei fatti di domenica scorsa, ai danni della società e di tutta la tifoseria biancoceleste, negli ultimi tre giorni si sono succeduti nell’ordine i seguenti provvedimenti: sanzione di euro 2.500 a carico della società; partita casalinga contro il Pordenone a porte chiuse; trasferta contro il Sarego (VI) vietata a tutti i residenti in Provincia di Venezia; ordinanza comunale di divieto di vendita di alcolici nel perimetro di 500m dello Stadio Zanutto.
Riportiamo di seguito la motivazione della sanzione:
“Per avere propri sostenitori in campo avverso:
- dal 28° minuto del primo tempo e fino al termine della gara rivolto espressioni gravemente offensive e minacciose all’indirizzo degli ufficiali di gara e degli organi federali;
- in più occasioni, lanciato numerose (circa 50) lattine di birra, piene e vuote, contro i calciatori della squadra avversaria ed uno degli assistenti arbitrali. Quest’ultimo veniva fatto oggetto anche del lancio di numerosi sputi che lo attingevano alla testa;
- al termine della gara, tentato di forzare il cancello di accesso alla zona degli spogliatoi senza riuscire nell’intento per il tempestivo intervento delle forze dell’ordine e di alcuni dirigenti della società. Gli ufficiali di gara erano costretti a ritardare l’uscita dai propri spogliatoi e venivano scortati dalle forze dell’ordine fino al casello autostradale.
Sanzione così determinata in considerazione della reiterazione e gravità dei fatti oggettivamente idonei a ledere la integrità fisica dei presenti sul terreno di gioco, tanto da avere indotto l’arbitro a sospendere la gara per alcuni minuti.”
Adesso facciamo le doverose premesse e le necessarie precisazioni.
I presunti comportamenti descritti nel comunicato (con le precisazioni che seguono) trovano la propria causa nel comportamento del giocatore del Tamai, un tale Zanardo, il quale, dopo aver realizzato un rigore inesistente, ha avuto la brillante idea di recarsi ad esultare sotto il nostro settore, sfottendo tutta la tifoseria con gesti plateali. La sintesi video della partita –consultabile liberamente sul sito della società- prova in modo incontrovertibile il comportamento del giocatore. Dopo aver realizzato il rigore, Zanardo ha percorso quaranta metri per recarsi a poca distanza dal nostro settore con atteggiamento a dir poco provocatorio. A quanto pare, Zanardo è abituato a sbeffeggiare i tifosi ospiti al momento di esultare. Sfortunatamente per Zanardo, i ragazzi di San Donà non sono abituati ad essere presi per il culo. Se li provochi, rispondono. Se li offendi gratuitamente, ti rispondono con gli interessi. I ragazzi della Sud si sono comportati come qualsiasi altro uomo con un briciolo di dignità che, offeso e preso per il culo, si alza e ti affronta. Queste, pertanto, sono le doverose premesse a quanto successo nel postpartita.
In merito al comunicato, sono necessarie le seguenti precisazioni.
In primis, non è affatto vero che la gara è stata sospesa “per alcuni minuti”. Le riprese video della partita confermano che la gara è rimasta sospesa solo per qualche secondo, e in particolare nei momenti immediatamente successivi alla provocazione di Zanardo, quando il capitano della nostra squadra è venuto sotto il nostro settore per stemperare il clima di tensione. La partita è ripresa subito dopo.
Non si riesce a capire come abbiano potuto quantificare in “almeno 50” le lattine di birra lanciate sul campo. Chi le ha contate? Sono state tutte lanciate dagli ultras del Sandonà? Mistero.
Non risponde al vero nemmeno l’affermazione secondo la quale i ragazzi di San Donà avrebbero “tentato di forzare il cancello di accesso alla zona degli spogliatoi”. Tale affermazione è spudoratamente falsa per il semplice fatto che il cancello di accesso agli spogliatoi era già aperto nel momento in cui i ragazzi sono andati a cercare chiarimenti con il giocatore avversario. Dopo pochi minuti, la situazione è tornata alla normalità. Sono volati insulti, ma il tutto è rientrato senza che fossero commessi danni alle strutture della società ospitante e senza che venisse aggredito alcun giocatore. Il “tempestivo intervento delle forze dell’ordine” non ha visto l’intervento di un intero battaglione di celerini, bensì la presenza di due (due!) carabinieri in servizio che, se la situazione fosse stata grave come decritta, avrebbero avuto un po’ di lavoro a fronteggiare la trentina di ultras biancocelesti. E ciò ad ulteriore conferma dell’esagerata rappresentazione fornita dal comunicato!
Questi sono i fatti di domenica scorsa così come realmente accaduti. L’abbiamo detto in premessa: non cerchiamo giustificazioni. Se veniamo provocati gratuitamente, rispondiamo tono su tono.
Ci sia consentito una breve riflessione. Gli ultras pagano a caro prezzo qualsiasi comportamento che le autorità ritengano “potenzialmente lesivo dell’ordine pubblico”. Pochi giorni fa, due nostri ragazzi hanno ricevuto il Daspo per aver acceso due innocui fumogeni (sic!) durante una partita di campionato. Contro i gruppi organizzati la repressione colpisce puntualmente anche i comportamenti più irrilevanti. Tale pugno di ferro, tuttavia, colpisce esclusivamente il mondo degli ultras. Perché non si comincia a punire severamente anche coloro che con il loro comportamento hanno creato situazioni di possibile tensione? In particolare, perché non si puniscono quei giocatori che, in balia di un ridicolo superomismo, provocano le tifoserie avversarie con conseguenze ben più gravi di quelle appena descritte?
A Firenze, un ultras bolognese ha subito il Daspo per aver mostrato il sedere ai tifosi viola. Tale comportamento è stato valutato dalle autorità come istigazione alla violenza e pertanto meritevole di essere sanzionato con il divieto di accesso agli stadi. Se mostrare il sedere è “istigazione alla violenza” (tu pensa..), come può essere considerato il comportamento di un calciatore che percorre quaranta metri, si reca proprio sotto il settore della tifoseria ospite, ed esulta con gesti plateali ed offensivi scatenando una legittima reazione?
Perché, nel nostro caso, nei comunicati non si è fatto alcun riferimento all’ingiustificata provocazione di Zanardo? In altre parole, perché devono pagare sempre gli ultras?
E pagano un conto salato.
In via immediata è scattata l’ammenda di 2.500 euro a carico della società, e la prescrizione di giocare la partita contro il Pordenone a porte chiuse. Queste sono le sanzioni che il Giudice Sportivo della Lega Dilettanti ha comminato al Sandonàjesolo.
Non solo. L’eco distorto dei fatti di Tamai è giunto su su fino alle sempre sensibili orecchie del Casms, il celeberrimo Osservatorio delle manifestazioni sportive. Trattasi di un consesso di uomini con una provata esperienza sul campo. Non è dato sapere cosa sia stato riferito in merito ai fatti di domenica, fatto sta che nella mattina del 27 Ottobre il Casms sentenzia laconico ““M.M. Sarego – Sandonà Iesolo” (serie D) del 6 novembre 2011, chiusura del settore ospiti e divieto di vendita ai residenti nella Provincia di Venezia;”.
Tale determinazione è completamente priva di presupposti ed è parzialmente sfornita di efficacia sanzionatoria. E’ priva di presupposti perché non si riesce a comprendere il benché minimo profilo di criticità della partita in questione. Le due squadre non si sono mai affrontate prima. Il MM Sarego non ha alcuna tifoseria. Nessuna preoccupazione può essere ricavata dal fatto che il match si disputerà nello stadio comunale di Montecchio, struttura “all’inglese” priva di barriere divisorie. Infatti i supporter sandonatesi si sono recati numerosissime volte allo stadio di Montecchio, dove superavano di gran lunga la presenze dei tifosi locali, il tutto senza dare il minimo disturbo sotto il profilo dell’ordine pubblico! Anzi l’arrivo dei supporters è sempre stato salutato con somma felicità dal ragionerie della società e dei gestori del bar che entrambi segnavano il record stagionale di incassi.
Tale decisione non stupisce più di tanto. E’ lo stesso Casms, infatti, che vieta trasferte in occasione di partite tra tifoserie gemellate, dando prova della propria competenza in materia.
In questo caso, tuttavia, il Casms si è addirittura superato. E’ riuscito ad imporre una restrizione che non può essere realizzata. La chiusura del settore ospiti, infatti, non può essere attuata per il semplice fatto che a Montecchio non esiste alcun settore ospiti! Si tratta di uno stadio che consta di una semplice tribuna coperta senza alcuna divisione. Ciò la dice lunga sulla consapevolezza di questo organismo nel determinare le proprie decisioni.
La creatività dei “ragazzi del Casms” ha raggiunto vette impensabili: sono riusciti a creare magicamente un settore ospiti che non esiste, per poterlo poi chiudere!
Al delirio sanzionatorio a cui stiamo assistendo, non poteva mancare all’appello l’amministrazione locale. Dopo la Giustizia Federale, dopo l’intervento governativo tramite il Casms, anche il Comune scende in campo. Ecco scattare l’ordinanza di divieto di somministrazione di bevande alcoliche nel raggio di 500m attorno allo Stadio Zanutto due ore e un’ora dopo le partite casalinghe. San Donà di Piave non è una metropoli, e lo stadio comunale si trova sfortunatamente in pieno centro cittadino. L’applicazione di questa sanzione si estende quindi a tutti gli esercenti del centro cittadino. Saranno colpiti tutti i locali del centro, ristoranti, pizzerie, nonché la stazione dei bus e dei treni. Se il buon padre di famiglia ordinerà una birra in pizzeria, il solerte cameriere dovrà rispondere “No signore!”.
Questo è quanto le pubbliche autorità sono riuscite a combinare a causa di episodi di modestissima entità. Una situazione completamente surreale.
Da parte nostra, la Curva Sud sarà regolarmente presente fuori dallo Stadio Zanutto in occasione della partita contro il Pordenone: non sarà una porta chiusa ad impedirci di sostenere i nostri colori. Nonostante il divieto di vendita dei biglietti, sarà inoltre presente in massa anche a Montecchio Maggiore. E per quanto riguarda il divieto di vendita di alcolici, non c’è alcun problema: ci porteremo le birre da casa.
Curva Sud Sandonà