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Salerno, 28 nov. (Adnkronos) – Questa mattina a seguito del rito direttissimo a carico di un giovane tifoso della Nocerina, squadra di calcio di Nocera Inferiore (Salerno), arrestato due giorni fa dagli agenti del commissariato di Nocera Inferiore, per inosservanza del provvedimento di divieto d’accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, ovvero il Daspo, il giudice del tribunale di Nocera Inferiore lo ha condannato a 6 mesi di reclusione. Inoltre il giudice ha applicato nuovamente nei confronti dell’imputato per la durata di 2 anni la misura del divieto di accedere agli impianti sportivi ove la Nocerina disputi partite di qualsiasi categoria con obbligo di presentarsi in concomitanza con gli incontri e per tutta la durata degli stessi presso il commissariato di Nocera Inferiore. Inoltre, l’ultras per tutta la durata delle gare dovra’ permanere presso il commissariato di Nocera Inferiore.
Nonostante la crisi generalizzata, bisogna dire che lo stato italiano funziona. Eccome se funziona. Un altro pericolosissimo ultras, colpevole di non aver osservato il Daspo, è stato in questi giorni rintracciato e punito. Il Daspo, lo ricordiamo, è un provvedimento amministrativo: non sporca le carte e può essere emesso da un questore senza regolare processo… Una limitazione della libertà bella e buona insomma, che però non viene emessa da un tribunale ma da un poliziotto che compila il suo rapporto… E se disobbedisci? Restringono ancora di più la tua libertà, condannandoti praticamente agli arresti domiciliari in caserma!
Fa piacere tutto questo rigore, vuol dire che lo stato funziona. Mi era venuto il dubbio dopo aver scoperto che i carabinieri facevano i maggiordomi di Berlusconi accompagnando su e giù le puttane da Arcore. E mi era rimasto questo dubbio dopo aver letto il curriculum penale di molti signori che ci governano (e che VOI avete eletto, io non voto e ritengo di aver fatto la scelta più giusta della mia vita!). Avevo quasi avuto una conferma dei miei dubbi vedendo quanti delinquenti e spacciatori trovi nelle strade a piede libero. E non ne avevo più avuto dopo aver saputo che Scattone, l’assassino di Marta Russo, lavora nella stessa scuola della sua vittima quando a me per una diffida ancora in sospeso mi è stato negato un contratto a tempo determinato presso le Poste Italiote per esempio. Ma questa notizia mi rallegra l’umore: possiamo star certi che lo stato verso gli ultras avrà sempre il pugno duro!
“40.000 delinquenti in libertà, ma con gli ultras nessuna pietà!” (cit.)
La Rai rinuncia al calcio. Il rischio c’è: deciderà fra domani e dopodomani il cda di viale Mazzini. In tempi di crisi, si vuole risparmiare. Come noto, la Rai ha fatto un’offerta al ribasso per i diritti in chiaro dal 2012 al 2015 e adesso con la Lega di serie A sono aperte le trattative private: ma alcuni consiglieri Rai vorrebbero spacchettare il prodotto, facendo un’offerta, al ribasso ovviamente, solo per la Domenica Sportiva e per la Giostra del gol (che va su rai International ed è seguita da milioni di italiani all’estero, dagli Usa all’Australia). Niente, insomma, Stadio Sprint. Niente Novantesimo Minuto, una delle trasmissioni-cult della Rai, in onda dal 27 settembre 1970 e che ha avuto tantitissimi volti noti (Valenti, Barendson, Maffei, Galeazzi, Tosatti, eccetera). Niente da fare: sarà una battaglia cercare di convincere i membri, almeno alcuni, del cda a fare un’offerta per tutto il pacchetto del calcio in chiaro. Tra l’altro, la Rai il prossimo anno avrà solo i secondi diritti dell’Olimpiade di Londra (massimo 200 ore), non avrà più i diritti della Champions (solo Sky, a pagamento, e Mediaset, in chiaro) e in futuro addio alle Olimpiadi di Sochi e quelle estive di Rio. Non si sa nemmeno se la Rai riuscirà a salvare i diritti della Coppa Italia dal 2012: in corsa dovrebbero esserci anche Sky e Mediaset. Addio Rai: una volta lo chiamavano servizio pubblico…
Addio novantesimo! Un altro ricordo della mia infanzia che se ne va… Era bello negli anni ottanta, era tutto più semplice: uscivo il sabato pomeriggio con mio padre, allo storico “Bar da Capon” (dove oggi sorge la Pizzeria Orient Express, a Roncaglia) dove lui giocava la schedina ed io mi bevevo una spumetta e facevo in tempo a giocare un paio di partite ai videogiochi prima di tornare a casa per cena. La domenica si faceva il giro dei nonni, saltava sempre fuori qualche mille lire di mancia, e le partite rigorosamente su “Tutto il calcio minuto per minuto” alla radio (ancora non si frequentava lo stadio). Poi alle 18 era ora di “Novantesimo Minuto” e non c’erano cazzi: i servizi dai vari campi, gli inviati così “strani” e così lontani dalla professionalità dei commentatori di Sky oggi… La schedina, novantesimo minuto… gli stadi sempre pieni e gli zoom sulle curve dell’epoca con i fumogeni… Il compianto Paolo Valenti col suo tic di scuotere sempre la testa, che una volta in mancanza delle immagini arrivò al punto di mimare le azioni da gol di una partita con le mani… l’Avellino ed il Como presenze fisse in serie A… Oggi tutto questo non c’è più, e forse non è nemmeno il caso di fare un’accusa circostanziata al “calcio moderno”: semplicemente è la vita, il mondo che va avanti, e sarebbe assurdo pretendere che tutto rimanesse sempre uguale! Mi tengo stretti i ricordi, fedele al motto che “tutto passa” e guardando pertanto al futuro con fiducia in attesa che passi quest’epoca di merda. Mia figlia crescerà con gli Hilights di Sky, alla fine è giusto così!
“Scusa Ameri, non è colpa nostra se questo calcio non è più quello di ieri!” (cit.)
E’ un giorno particolare per i tifosi veronesi e più in generale per il movimento ultras italiano. Quarantanni fa esatti, il 30 novembre 1971, nascevano le Brigate Gialloblù Verona Calcio Club, uno dei primi gruppi ultras organizzati in Italia. La partita di stasera allo stadio Tardini porta con sé un ulteriore anniversario perché proprio 20 anni fa, in novembre, le stesse Brigate Gialloblù si sciolsero a seguito della dura repressione mossa contro il gruppo da parte delle forze dell’ordine. Corsi e ricorsi storici che porteranno molti tifosi scaligeri allo stadio di Parma per ricordare la doppia data.
Le Brigate Gialloblù di Verona sono state in assoluto il gruppo più originale, “particolare” ed innovativo del panorama ultras italiano. Possiamo dire senza temere smentita che hanno scritto la storia degli ultras, cambiando il modo di tifare in Italia ed influenzando moltissime tifoserie. Oggi le Brigate non ci sono più, ma il loro ricordo influenza ancora gli stessi tifosi scaligeri, che pur avendo ancora una tifoseria di grande livello soffrono la frustazione di non essere più “quelli delle Brigate”. Peccato, peccato veramente.
Solo poche parole per parlare della situazione attuale. L’autosospendione che abbiao indetto andrà avanti fino a fine campionato, fino a quel giorno non ci scioglieremo ma faremo presenza in casa nel nostro posto senza fare il tifo. È una scelta sicuramente difficile ma non abbiamo alternative. ieri (sabato) eravamo a Milano per Milan-Cesena Primavera, un’occasione per stare insieme, continuare a fare gruppo e seguire il Cesena senza l’assurda tessera del tifoso. Noi a casa non ci stiamo! È molto probabile che in mancanza delle trasferte del Cesena, seguiremo la Primavera anche nelle prossime partite a Villa Silvia e fuori casa. il gruppo resiste e prova ad andare avanti, cercando nuove strade. Chi non vuole arrendersi, si unisca a noi!
Scelta coerente dei cesenati. E coraggiosa: parliamo sempre di una tifoseria che sta militando in serie A! Io penso che le guerre comportino per forza di cose sacrifici e morti. Senza entrare nel merito dei deceduti (mi auguro di rivederli un giorno a fare il tifo al posto che gli appartiene), penso che i sacrifici siano quasi necessari. O non si vince. Per questo mi fanno sorridere tutti coloro che si dicono contrari alla tessera e poi la sottoscrivono: se si combatte per un principio, si sacrifica anche il tifo per la propria squadra, per quanto la cosa sia pesante e porti sofferenza (se invece qualcuno è convinto che a noi, per esempio, faccia piacere rinunciare alle trasferte, vuol dire che questo qualcuno non ha capito un cazzo)! Il fatto di seguire la Primavera può essere un buon ripiego, che mi auguro presto seguiremo anche qui, per lo meno in quelle occasioni in cui non possiamo essere al seguito della prima squadra…
PADOVA. Dopo Paolo Zanarella, il “pianista fuori posto”, un altro artista di strada è finito nel mirino dei vigili urbani di Padova. Si tratta di Antonio Carnemolla, giocoliere habituée del liston che sabato a mezzogiorno ha rischiato una multa di cinquecento euro. I vigili sono tornati suoi loro passi anche perché i passanti, molti dei quali con i figli fermi sul liston ad ammirare la performance del giocoliere, hanno cominciato a protestare, prendendosela con gli agenti della Municipale, che se ne sono andati.
I vigili hanno contestato al giocoliere di utilizzare amplificatori di musica senza autorizzazione.
Il siparietto fra vigili e il Carnemolla è andato in scena verso le 12,40 di sabato, quando sul liston stavano passeggiando centinaia e centinaia di persone. Fra queste anche Michela Zampiron, in arte Mitch, pittice padovana. “Come artista mi sono sentita offesa nel vedere i vigili che volevano multare il giocoliere _ ha sottolineato Mitch _ trovo che sia una cosa vergognosa. Io credo che gli agenti potrebbero fare altro piuttosto che accanirsi con gli artisti di strada, che portano gioia e strappano sorrisi gratis”.
Secondo Michela Zampiron, i vigili avrebbero “stracciato” la multa su pressione dei passanti. “Da quello che ho capito _ ha chiuso Mitch _ gli agenti volevano multare il giocoliere per la musica. Ho sentito uno di loro dire che dava fastidio e non doveva avere la musica”. “Più che il volume hanno contestato il fatto che non avessi l’autorizzazione per l’amplificazione”, ha spiegato Antonio Carnemolla.
Diversa la versione dell’assessore ai vigili Marco Carrai: “Da quanto mi risulta non è stata elevata alcuna sanzione all’artista di strada. Gli agenti gli hanno solo chiesto di abbassare il volume della musica perché stava disturbando”.
Ricordo che una decina d’anni fa, nel locale che frequentavo (in piena zona Arcella, e senza parcheggi attorno) ci fu un periodo che i vigili venivano ogni sera ad elevare sanzioni alle auto parcheggiate in strada. Pare che il proprietario si rifiutasse di pagare la mazzetta al comandante dei vigili di allora, tale Lucio Terrin, e che questo per ripicca mandasse i suoi sottoposti ogni sera a fare multe li davanti. Ma io non ci credo, siamo in Italia, paese di gente onesta, tutto questo non può succedere! Dopo qualche serata, furono gli stessi avventori del locale a ribellarsi, ed una sera scesero proprio in strada ad inseguire i malcapitati vigili, che dovettero rinunciare ai loro pur buoni propositi di far rispettare il codice della strada… Qualche sera dopo arrivò al locale il Signor Terrin in persona, incazzato come una biscia, che prese a recitare la parte dell’ “uomo di stato”, colui che è “dalla parte della legalità” e che pretende “il rispetto delle leggi che rappresenta”. Un vigile, ho detto tutto. “Chi l’altra sera ha tentato di aggredire i miei colleghi, si faccia avanti, se è un uomo!”. Probabilmente era convinto che tutti avessero scritto “giocondo” sulla fronte, ma tant’è…
Questo per far capire che i vigili di Padova hanno la necessità assoluta di far cassa. Non ci sono santi ne madonne. Del resto, debbono far quadrare il bilancio del loro beneamato corpo, impegnato sul fronte di attività che richiedono un notevole sforzo di uomini. Per esempio, nell’organizzazione del campionato interno di Fantacalcio, che prevede serie A, B, C1 e C2…
Che bella città Padova! Gli spacciatori agiscono indisturbati e strafottenti in pieno centro ed in pieno giorno, ma le forze dell’ordine vanno a fare la multa ad un artista di strada! Che meraviglia!
E come sempre un applauso ai padovani, complici di questo stato di cose…
Genova – Un pullman di tifosi della Juve si è reso protagonista in negativo saccheggiando l’autogrill di Sant’Ilario poco prima del casello di Genova Nervi. I supporters stavano tornando dalla trasferta dell’Olimpico al termine della partita vinta dalla Juve contro la Lazio per uno a zero. Gli autori del fatto, circa una sessantina hanno portato via generi alimentari e non solo. Sono stati gli impiegati ad accorgersi del furto e avvisare la centrale operativa della Questura. La pattuglia della stradale giunta sul posto ha avviato gli accertamenti per risalire agli autori del fatto sequestrando le telecamere a circuito chiuso. Il bottino rubato si aggira su alcune centinaia di euro.
Ecco cosa intendevano dire quando parlavano di “agevolazioni anche agli autogrill per i tifosi muniti di tessera del tifoso”!
Un tifoso diciottenne è stato denunciato dalla Digos, a Torino, per avere acceso un fumogeno allo stadio Olimpico durante la partita di calcio di ieri sera fra il Torino e il Livorno. Il giovane, supporter torinista, verrà indagato per ”accensioni pericolose” per un gesto compiuto nel corso del secondo tempo sulle gradinate del settore nord.
“Accensione pericolosa” è un altro reato che mi mancava dalla lista. Fa la coppia con “Adunata non autorizzata”. Le strade sono piene di spacciatori, ma per fortuna che la polizia è impegnata ad individuare tutti coloro che accendono fumogeni negli stadi: almeno li la partita la potremo vedere in santa pace!
Continua la campagna denigratoria verso Napoli ed il suo splendido popolo. Ieri i tifosi atalantini, per rispondere ad uno striscione umano dei napoletani che recitava “Doni dacci le quote” hanno intonato dei beceri cori razzisti contro gli azzurri, riportati solo dalla stampa partenopea e quindi completamente ignorati dalla stampa nazionale che non esita due volte a mettere come pezzo principale della propria Home Pages la notizia della rapina alla fidanzata di Lavezzi come fatto dal Corriere dello Sport che ci mette “Il carico da 11″ come direbbe Camilleri, perchè linka gli articoli delle rapine riguardanti le donne di Hamsik e Cavani mentre quando ci furono le rapine ai vari Lucio, Mexes o Seedorf tanto per citarne alcune, gli bastò mettere un trafiletto a piè pagina tanto per mettersi l’anima in pace.
Non è un voler “giustificare”, la cosa è gravissima e tutta la Napoli per bene è mortificata ma in questi momenti l’ignoranza dell’italiano medio raggiunge vette imbarazzanti e per non sentirsi da meno la curva vicentina canta felice “Noi non siamo napoletani”. La cosa non fa nemmeno troppo specie perchè siamo abituati a cori peggiori, mortificanti, spesso accompagnati da striscioni ma è preoccupante quanto per l’Italia il razzismo verso il meridione sia un razzismo di serie b.
Yanina tramite Twitter ha chiesto scusa alla città, chissà se il quarto potere farà mai lo stesso…
Ai tempi di Maradona, quando il Napoli era ai vertici del calcio italiano, si parlava del pubblico del San Paolo come del più corretto e sportivo d’Italia… In realtà quelle poche tifoserie che negli anni ’80 si recavano in trasferta a Napoli, potevano raccontarvi con dovizia di particolari di celerini che sotto la divisa indossavano la maglia del Napoli, di oggetti di qualsiasi tipo che piovevano sulle loro teste, di scugnizzi che pisciavano dall’anello superiore…
Chiaramente non tutto sarà stato vero, come del resto era palesemente falso il tentativo di far passare il pubblico del San Paolo come “Il più civile d’Italia”, ma si sa: gli italioti si bevono qualsiasi cosa venga detta per tv, ed i giornalisti sono tutti troppo presi dal far passare la loro verità per andare realmente a fondo dei fatti (con poche, rare eccezzioni…); e poi anche loro “tengono famiglia”…
Piano piano il mito del pubblico “più corretto d’Italia” è tramontato, e degli ultras partenopei che negli anni ’90 hanno imperversato un pò in tutta Italia si può dire ciò che si vuole ma non che si nascondevano dietro i piagnistei, anzi…
Ora che il Napoli sta piano piano tornando ai vertici nazionali ed europei, ecco che si cerca di dare un’immagine diversa della città, e di far passare i problemi stessi di Napoli come semplice emanazione di “razzismo” del Nord. Razzismo di che? Innanzitutto l’autore sbaglia quando parla di “razzismo verso il meridione”: Napoli è una cosa ben diversa dal resto del meridione! E non a caso si canta “Noi non siamo napoletani!”.
In secondo luogo i partenopei in genere non fanno molto per farsi amare. Anzi direi che non fanno proprio nulla. Sono semplicemente convinti che tutto il resto del mondo sia più fesso di loro ed agiscono di conseguenza. Ma purtroppo le bugie hanno le gambe corte, ed il degrado che imperversa nella città di Napoli mette a nudo una realtà fatta più di ignoranza che di “giustezza”.
“Noi non siamo napoletani!” lo cantiamo anche noi. E lo canto anchio. Lo canto perchè non mi ritengo come loro e non voglio averci nulla da spartire. Come loro del resto non vogliono avere nulla da spartire con me e con gli altri veneti. Ci mancherebbe! Siamo due razze completamente diverse, ne siamo tutti ben coscienti, e per quanto mi riguarda non voglio nemmeno star qua a dire che noi siamo meglio o cazzate del genere: siamo diversi, punto. Se questo si chiama razzismo, allora chiamatemi razzista, se la cosa vi fa sentire meglio. Io me ne sbatto le palle, semplicemente…
Però vi do un consiglio, cari napoletani, o meglio “Cara” fetta di napoletani che ami passare come la povera vittima di turno: dacci un taglio con i tuoi piagnistei perchè la cosa non turba nessuno. Anzi, fa divertire molta gente che non ha capito la tua falsità ed è convinta di ferirti…
Multati perche’ sostavano in strada davanti dello stadio di Bassano del Grappa (Vicenza). Una ventina di tifosi della Carrarese (Lega Pro, I divisione) hanno avuto una sanzione da 24 a 94 euro per aver violato l’art.190 del codice della strada che che vieta ai pedoni di sostare o indugiare in strada salvo necessita’. Il 7 novembre i tifosi volevano assistere a Bassano-Carrarese ma non avevano potuto perche’ sprovvisti della tessera del tifoso. La polizia locale li ha sorpresi in strada e multati.
Io credo che ci sia un limite su tutto. Anche nel far rispettare la legge. Quando l’applicazione del massimo rigore riguarda solo una categoria sociale, ossia gli ultras, non si chiama più legge ma PERSECUZIONE. E gli ultras sono dei perseguitati, alla faccia di quella fetta di opinione pubblica che ancora pensa che lo stadio sia una zona franca in cui non vale nessuna legge…
Mi auguro che i carraresi si rifiutino di pagare e facciano ricorso. E se la multa dovesse essere confermata, che paghino tutti con monetine da 1 e 2 centesimi. Almeno questi cazzoni che a quanto pare a Bassano non sanno come impiegare il tempo, saranno per un pò impegnati a contare i soldi…
La trasferta di Modena è una delle poche che decidiamo di fare comunque. Lo scorso anno presenziavamo dovunque e comunque, rimanendo anche fuori dallo stadio nelle trasferte vietate. Quest’anno, visto che in pratica sono tutte vietate, abbiamo deciso di scegliere le trasferte in base alla loro importanza ed a quanto sia atteso il confronto con una determinata tifoseria. Per noi la trasferta è sempre stata vitale, ed il divieto in toto è una bastardata bella e buona, pertanto ci muoviamo quando c’è da muoversi. In fin dei conti dubito che qualcuno senta la mancanza di noi merde, di noi disadattati, di noi teppisti della domenica. No?
Come annunciato in settimana, ci si trova alle 10,30 di mattina allo stadio Euganeo. Prima però ho un impegno presso le poste italiane, e così arrivo con leggero ritardo. Noto che c’è parecchia gente al ritrovo, ed altra ancora ne sta arrivando. La cosa mi fa piacere perchè mi fa pensare che finalmente dopo anni stiamo diventando veramente un’unica entità. Alla fine saremo circa un centinaio di ragazzi a partire dall’Euganeo, non male per una trasferta vietata. Partenza in auto, appuntamento per tutti a Borgo Panigale, dopo Bologna. Sono in una macchinata discretamente “pesante”, pertanto abbiamo “l’onore” che parecchie macchinate ci seguono anche durante la sosta in autogrill. A Padova c’è il sole, ma fra Rovigo e fino a dopo Ferrara c’è un vero e proprio muro di nebbia, pertanto mi preparo psicologicamente ad una giornata in balia di questo “mostro” umidiccio, ma per fortuna appena dopo Ferrara ritorna a splendere il sole. Ci fermiamo a Borgo Panigale giusto in tempo per farci ben notare da una volante della Polstrada, dopodichè decidiamo di ripartire. Nuovo appuntamento: stazione ferroviaria di Modena!
Riprendiamo la strada, e facciamo a tempo a notare la qualità del servizio offerto dalle signorine di Borgo Panigale: lavoro anche in pieno giorno, e discretamente gnocche! Altro che le scimmie che ci troviamo spesso nelle strade di periferia a Padova… Ovviamente in mezzo al casino riprendiamo l’autostrada invece che la statale, mentre cominciano ad avvisarci che ai due caselli di Modena c’è l’esercito ad attenderci… alla fine tuttavia usciamo al casello Nord e non troviamo anima viva! Modena come città è anche carina, anche se ha lo stesso difetto di Reggio Emilia: ci passi e ti chiedi dove siano finiti gli abitanti del luogo… Che poi probabilmente è quello che si chiedono molti di coloro che vengono a Padova mentre attraversano alcune zone… Città storiche svendute agli stranieri, il declino dell’Italia e dell’Europa… Ovviamente la zona della Stazione è una vera e propria kasbah, come la stazione di Padova, anche se qui rispetto a Padova la maggior parte degli immigrati sembra di tutt’altra pasta: il grosso sono dell’africa nera, pochi nordafricani, e più che da spacciatori hanno l’aspetto da lavoratori. Sicuramente meglio che vicino alla nostra stazione…
Troviamo parcheggio subito dopo il cavalcavia della stazione e ci avviamo a piedi verso la stazione, a gruppetti anti-sgamo. Che poi non siamo nemmeno tanto anti-sgamo, voglio dire che le facce da stadio le abbiamo e l’andazzo di chi non è del posto idem… E balziamo all’occhio per essere decisamente gli unici italiani in zona… Io ed un altro scendiamo per la parte opposta e ci ritroviamo in un grande parcheggio in cui dei Moldavi stanno facendo una sorta di mercatino. Ignoro la provenienza della merce. Dopo un pò ci sentiamo un tantino osservati e risaliamo… notiamo che c’è anche la vedetta di turno sopra le scalinate… Giriamo l’angolo e siamo a meno di cento metri dalla stazione. Da lontano vediamo delle facce che ci vengono incontro, ma alla distanza che siamo non capiamo se sono dei nostri o meno. Ci fermiamo per ricompattarci e proprio in quel momento arriva la Digos a tagliarci la strada… Lo sbirro che scende sembra invasato, nemmeno stesse inseguendo un capo-mafia (per gli stranieri che leggono: quelli operano indisturbati in Italia! Le risorse sono impiegate per bloccare gli ultras che vorrebbero andare in trasferta…): “Siete di Padova? Documenti!”. Inizialmente facciamo tutti gli indifferenti, fingiamo un pò di non aver capito la domanda, poi pian piano li consegnamo… Sono agitati e non fanno molto per stemprare la tensione, anzi così a prima vista mi viene da pensare che sarebbero quasi contenti se qualcuno reagisse. Meglio che la manteniamo noi la calma. Nel frattempo arrivano altre tre volanti, e la Digos di Padova. Siamo circa una ventina li fermi. Gli sbirri di Modena vorrebbero pure portarci in questura, come se fosse un reato andare a Modena, ma poi realizzano che siamo in tanti quando altri gruppetti di ragazzi vengono fermati nei paraggi… un pò troppi per essere portati in questura senza problemi… Veniamo circondati e ci ritirano i documenti a tutti, mentre gli africani sono fermi a guardare la situazione: la cosa bella è che non è nemmeno la prima volta che mi capita di essere “dalla parte del torto” rispetto a loro, era già successo nel 1996 alla stazione di Padova dopo un Padova-Cagliari piuttosto caldo, ma tant’è… Mentre veniamo “condotti” in un posto più sicuro (per noi o per gli extracomunitari?). Ho modo di vedere anche un paio di soci fermi con aria indifferente alla fermata dell’autobus. La cosa gli andrebbe bene se non fosse che l’ultimo sbirro della colonna si ferma e gli chiede se sono di Padova… Alla fine ci viene fatta la proposta: “O vi portiamo allo stadio, o ve ne andate a casa!”, non c’è l’opzione “andiamo su un bar a vedere la partita”, alla faccia dell’ospitalità emiliana! Scegliamo di andare allo stadio, e c’è anche un pò di tensione perchè molti ragazzi si sono visti prendere i documenti e non gli sono stati ancora restituiti…
Sembra la parodia dell’Italia del terzo millennio, invece è dannatamente tutto vero: centinaia e centinaia di agenti in giro per la città per fermare noi, mentre i vari “trafficanti” della zona agiscono quasi indisturbati! E’ la dimostrazione di ciò che sostengo da tempo, ossia che molti questori e molti prefetti evitano accuratamente di affrontare i veri problemi della città e preferiscono applicarsi per segare le gambe ai gruppi ultras locali, che sono infinitamente più semplici da colpire e che garantiscono sufficiente visibilità vista e considerata l’importanza a livello mediatico che si da al calcio in questo paese di decelebrati! Ma la cosa più bella di tutte è riflettere sul fatto che per essere trattati come cittadini normali ci basterebbe avere la tessera del tifoso, e magicamente cambierebbe tutto! Già, sembra tutto incredibile, ma nella Repubblica delle Banane il possesso di una carta di credito prepagata ti fa passare dallo status di “potenziale delinquente” a quello di “tifoso appassionato”!!!
Ad ogni modo della tessera del tifoso ce ne sbattiamo tanto il cazzo, e pure ad essere trattati da delinquenti nonostante tutti studiamo e/o lavoriamo ci siamo abituati. Partiamo in corteo verso il Braglia, che non è molto lontano. I modenesi, se anche ci sono, non si vedono e non potrebbe essere diversamente… Arriviamo allo stadio a piedi e cantando, come ai vecchi tempi, ma a differenza dei vecchi tempi oggi non entreremo allo stadio. Perchè? Non l’ho mai capito sinceramente. Non ho mai capito il senso della Tessera del Tifoso, ho combattuto questo provvedimento ma non sono mai riuscito a capirne il senso…
Arriviamo allo stadio e ci compattiamo con altri ragazzi. Alla fine, di non tesserati che rimangono all’esterno siamo poco meno di 200. Un ottimo numero. Mentre siamo in attesa, arrivano anche i due pullman dell’AICB. Sinceramente mi fanno da ridere: c’è gente addobbata in tutte le maniere, e parecchi scendono dal pullman con addosso un curioso cerchiello in testa da cui spuntano una specie di antenne rosse. Altri ancora sembrano dei veri e propri alberi di natale. Mi rendo conto che noi non abbiamo capito un cazzo: anni a vestirci di Stone Island, Lacoste, Burberry, ecc per poi vedersi trattare come delinquenti! Un socio mi dice che tutto sommato li apprezza perchè ci sono sempre. Si certo, per il fatto di esserci sempre potrei apprezzarli anchio, per tutto il resto però non li apprezzo per niente. Sopratutto perchè molti di loro sono contenti di questa situazione, sono contenti che noi non ci siamo, e ieri questa soddisfazione la leggevi in faccia a molti tesserati… Dispiace, soprattutto perchè da un pò di tempo in Fattori si cerca di dialogare con tutte le parti, ma mi sembra che ci sia più di qualcuno che non merita il dialogo ma solo il disprezzo. Soprattutto qualcuno che ha anche una posizione di rilievo all’interno della tifoseria, e che davanti fa sempre una faccia (come anche ieri) e dietro un’altra. Ma forse non vale nemmeno la pena di perderci del tempo, ai primi rovesci, alla prima vera crisi vedrete tutti quanto valgono questi “nuovi” tifosi…
Dispiace anche che i media locali oggi parlassero quasi con toni da esodo dei 250 tifosi presenti a Sassuolo. Dicasi, 250!!! Saremmo potuti essere il triplo, ma quasi nessuno ha citato i poco meno di 200 ragazzi della Fattori presenti all’esterno del Braglia. Evidentemente gli ordini ben precisi sono quelli di “ignorarci”, ed è risaputo che molti giornalisti “tengono famiglia”…
Ad inizio partita ci compattiamo, facciamo qualche coro e dopo pochi minuti riprendiamo la strada per tornare verso le auto. La nostra presenza l’abbiamo fatta, la nostra figura anche. Sono poche le tifoserie che portano 200 ragazzi in una trasferta vietata, e credo ci sia da fare un plauso a tutti i ragazzi della Fattori attuale. Teniamo duro adesso che il momento è difficile, con questo gruppo poi ci toglieremo le nostre belle soddisfazioni!
Proposta: e se alle prossime occasioni andassimo anche noi a vederci la Primavera? Forse è anche più divertente…