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CASO-SANDRI, SENTENZA DEFINITIVA: SPACCAROTELLA CONDANNATO A NOVE ANNI E QUATTRO MESI!

Postato il 14 febbraio 2012 da La Padova Bene | Questo articolo è stato letto 1.343 volte

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Fonte: Corriere Fiorentino

La Cassazione ha confermato la condanna a 9 anni e 4 mesi per l’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella, dichiarato colpevole dell’omicidio volontario del tifoso della Lazio Gabriele Sandri, avvenuto l’11 novembre 2007 sull’A1 nei pressi di Arezzo. Spaccarotella potrebbe finire in carcere già nelle prossime ore per scontare la pena.

L’AGENTE: «ANDRO’ A COSTITUIRMI» – Luigi Spaccarotella ha saputo della condanna da una telefonata di un difensore. Inizialmente è rimasto incredulo, non si aspettava la conferma alla sentenza di condanna. Poi ha parlato con i parenti e con gli amici, comunicando loro probabilmente l’intenzione, già annunciata dal suo legale, di costituirsi. La preoccupazione maggiore di Spaccarotella, secondo quanto appreso, è per i figli, un bimbo piccolo e una bimba di circa 12 anni, che al momento in cui ha appreso la decisione stavano giocando in casa. Poi si è seduto sul divano, in lacrime, con il figlio piccolo in braccio. «Affronterò la situazione da uomo». Così Luigi Spaccarotella ha risposto a uno dei suoi legali che lo informava della decisione della Cassazione. L’agente «andrà a costituirsi». Sventola una bandiera tricolore attaccata alla ringhiera della terrazza della casa ad Arezzo di Spaccarotella. L’abitazione dell’agente si trova al secondo piano di un immobile situato in una zona residenziale, a circa un chilometro dal centro storico. Le persiane delle finestre sono accostate.

L’ITER GIUDIZIARIO – Spaccarotella che non ha subito carcerazione preventiva durante le indagini preliminari, era stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione per omicidio colposo, determinato da colpa cosciente. In secondo grado i fatti erano stati qualificati come omicidio volontario per dolo eventuale e la pena era stata elevata a nove anni e quattro mesi di reclusione. Il ricorso dell’imputato in Cassazione è stato ora rigettato e la sentenza è così diventata irrevocabile. Cominceranno ora gli adempimenti per l’esecuzione della pena, che dovrebbero concludersi nelle prossime ore, o mercoledì, con il trasferimento di Spaccarotella in carcere.

IL PADRE DI «GABBO» – «Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e voglio dire grazie a tutta la gente che c’è stata vicino fino a questo momento. Ho avuto un solo momento di scoraggiamento quando è stata emessa la sentenza di primo grado che era raccapricciante. Ma ora le cose sono andate come dovevano andare. Personalmente non ho alcun desiderio di vendetta ma la verità ha avuto difficoltà ad emergere». Così Piergiorgio Sandri, padre di Gabriele, ha commentato il verdetto della Cassazione. «Perdonare Spaccarotella? Ci posso riflettere ma lui deve dire tutta la verità. E poi il perdono si dà a chi lo chiede, invece la mamma di Spaccarotella non ha mai telefonato a mia moglie, la mamma di Gabriele. In quel momento – ha ricordato il padre di Gabriele – mio figlio è stato ucciso da un tutore dell’ordine. Spaccarotella è colpevole, ma non avrebbe dovuto trovarsi lì perchè era esagitato».

E IL FRATELLO – «La Cassazione ha confermato che l’uccisione di mio fratello è stato un atto volontario, seppure con la responsabilità del dolo eventuale e questo verdetto rispecchia il diritto e la realtà dei fatti«. Così Cristiano Sandri, il fratello avvocato di Gabriele. «Non è il discorso dell’anno in più o in meno di carcere, l’importante è che il principio di diritto sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge sia stato rispettato», ha aggiunto. Cristiano e il padre Piergiorgio sono usciti dalla Cassazione accompagnati dai numerosi amici di Gabo che sono stati con loro durante questa giornata. Non ci sono mai stati momenti di tensione, eccetto qualche piccolo mugugno in aula quando i difensori di Spaccarotella hanno sostenuto la tesi del dito «rattrappito» che, per incidente, aveva sparato a Gabriele.

IL PRETE – «Tanta tristezza anche se lui, quando l’ho visto un po’ di tempo, fa era sereno. Ha sicuramente sbagliato, ma da qui a dire che quella mattina si è alzato con l’intenzione di andare a uccidere una persona ce ne passa». Così don Antonio Bacci, il sacerdote che nel giugno 2007 sposò Luigi Spaccarotella e la moglie, commenta il verdetto della Cassazione. «Non l’ho ancora sentito – aggiunge -: certamente ha sbagliato ma parlare di omicidio volontario mi sembra assurdo. Non voleva uccidere». Don Antonio Bacci spiega che cercherà al più presto di sentire l’agente della Polstrada e la moglie, «la conosco da tanti anni, è stata una mia alunna. Penso anche ai loro figli». «Una cosa è l’omicidio colposo, altra quello volontario – aggiunge il sacerdote -. Purtroppo l’opinione pubblica, forse in particolare a Roma, aveva già deciso la condanna per omicidio volontario».

LA REQUISITORIA DEL PG – Il sostituto procuratore generale Francesco Iacoviello aveva chiesto la conferma della condanna d’appello, pari a nove anni e quattro mesi di reclusione. Per il pg si trattò di omicidio volontario e non colposo come invece ritenuto dai giudici di primo grado. La requisitoria del pg Iacoviello è durata circa un’ora e si è conclusa con la richiesta del rigetto del ricorso presentato dai legali di Spaccarotella, avvocati Federico Bagattini e Francesco Molino. In prima fila, insieme al legale di parte civile, avvocato Michele Monaco, il fratello e il padre della giovane vittima, Cristiano e Piergiorgio Sandri.

Alla fine, giustizia è fatta!!!

Certo, nove anni e quattro mesi possono sembrare pochi, ma dobbiamo capire che è una sentenza storica: è la prima volta che un agente di polizia viene condannato ad una pena così alta, pur in presenza di fatti gravi! Sicuramente molto ha fatto l’opinione pubblica in questo caso, penso ad altre vittime dello Stato come per esempio Federico Aldrovandi, i cui assassini lavorano ancora in polizia…

La sentenza confermata è una vittoria prima di tutto per la famiglia di Gabriele, che ha sempre chiesto “giustizia, non vendetta”, e la giustizia è arrivata: Spaccarotella qualche anno dentro se lo farà. Certo, non come se fosse stato un comune mortale, ma comunque si farà la galera, non lavorerà più in polizia e non avrà più il porto d’armi. E’ già qualcosa, piuttosto che il nulla previsto dalla sentenza di primo grado…

Ora è il momento che il nome di Gabriele continui a rieccheggiare nelle iniziative patrocinate dalla Fondazione nata in suo onore. E che continui a rieccheggiare negli stadi, per far capire che a prescindere dalla squadra amata, lui sarà sempre “uno di noi!”.

Questo sito rimarrà in silenzio nelle prossime ventiquattro ore, come segno di rispetto per la memoria di Gabbo e per la famiglia Sandri.



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commenti

8 Commenti per questo post

  1. Verona Nord:

    se con le stesse modalità avesse ammazzato un immigrato, e non un ultras, spaccarotella avrebbe preso 30 anni di galera, non 9.

  2. La Padova Bene:

    Anche questo purtroppo è vero…

  3. marco:

    9 anni (ma se ne farà meno!) non so niente al confronto di tutta una vita tolta…

  4. Vicentino:

    Se Spaccarotella avesse sparato ad un immigrato neanche un giorno di carcere avrebbe fatto. Questa sentenza deriva dal fatto che la famiglia Sandri ha potuto muovere l’opinione pubblica e i migliori avvocati visto che si tratta di una famiglia facoltosa e con possibilità economiche. Se fosse stato ucciso un pinco pallino qualsiasi, col cavolo che Spaccarotella veniva incriminato. Come in tutte le cose sono i soldi a fare il bello e il cattivo tempo.

  5. LDN 70:

    alla fine giustizia è fatta,almneo così sembra.
    dico sembra perchè questa brutta storia non ha nessu vincitore ma solo vinti,oltre che morti!
    GABBO inanzi tutto,il suo sorriso strozzato in un area di servizio,il suo futuro “spezzato” tutto quello che avrebbe potuto fare e dare alle persone a lui vicine,a quelle che avrebbe dovuto conoscere…e che invece ,tutto questo,lo ha fatto conoscere alle curve di tutt’italia e non solo,facendolo diventare,suo malgrado una specie di martire,forse avrebbe barattato tutta questa notorietà con “qualche” anno di vita in più,almeno lo volgio credere.
    la FAMIGLIA che nonostante questa giustizia,non lo potrà certo avere indietro,lasciandoli per sempre nel loro dolore,forse appena lenito da questa sentenza ma che lascia l’amaro in bocca,senza pensare a come e cosa avrebbe potuto lasciare con una sentenza di primo grado,praticamnete una pacca sulla spalla al buon SPACCAROTELLA
    AGLI AMICI a cui altro non resta che il ricordo,che magari si fa sempre più lontano,per i più con il passare del tempo,spero che adesso che questa vicenda è finita,a livello giudiziario,amici,conoscenti e curve che fino a ieri ineggiavano il suo nome chiedendo..giustizia continuino a ricordarlo..con la stessa veemenza presente fino a “ieri”
    alla famiglia di spaccarotella,eh si..ci sono pure loro,alla fine protagonisti involontari di tutta questa vivenda.
    certo,immagino che qualcuno o più di qualcuno sobbalzerà dalla sedia adesso,ma ho un pensiero pure per loro,come detto tante volte dai più..si chiedeva giustizia e non vendetta.
    anche loro porteranno per molto tempo questo fardello,certo in maniera minore dei genitori di GABBO,alla fine gli anni passano e questo peso,questo essere aditati come parenti di un’ASSASSINO…colpevoli solo di esserne maoglie genitori figli.
    alla giustizia,sospesa com’è stata per molto tempo dal dare un giudizio mite e uno più consono al fatto.
    sensa dimenticarci che le leggi le scrivono gli uomini,spesso sono sibilline,interpretabili e ai giudici non resta che chiudere la quadra spesso interpretando..a volte sbagliando
    adesso ci saranno persone che penseranno che questa sentenza sia lieve,comparata al fatto che ha ucciso una persona,equa in misura in cui l’interpretazione è che voleva far del male ma forse non uccidere o troppo mite..ha puntato e sparato,appunto per uccidere.
    io non sono un giudice e non so neppure,come tutti del resto cosa sia esattamente passato per la testa di spaccarotella ma quel che è stato non lo può ne potrà cambiare nessuno,prendiamola per una via di mezzo all’italiana..
    alla fine torniamo al punto..ABBIAMO PERSO TUTTI
    alla fine spaccarotella,perderà alcuni anni della sua vita,neppure troppi per quello che ha fatto,di questo ne sono sicuro,e la sua vita poi continuerà nella speranza che abbia una coscienza e che quello che ha fatto lo perseguiti per il resto della sua vita..potrebbe essere questa per certi versi la sua pena da scontare,il fare i copnti tutti i giorni e tutte le notte con questa cosa qua.
    personalmente,per quelo che può valere,da me non avrebbe nessun perdono perchè da uomo dico..se sbaglio pago,se da subito diceva ho fatto una cazzata giudicatemi forse sarebbe stato perdonabile ma da una persona che ha insistito a dire che non voleva far del male..mancava solo che dicesse non sono stato io a sparare..be no..qualsiasi pentimento,adesso,sarebbe tardivo e anche fuori luogo..ma come detto,questo è un mio pensiero e vale per quello che vale.
    l’augurio è che non ci siano più spaccarotella in giro,o il GABBO di turno,non avremmo più lacrime ma solo rabbia come spero che qualcosa cambi,magari diamo un bel daspo anche a tutti quegli sbirri che spesso sbagliano..consapevoli di essere supr partesa impunibili,mentre spesso troppo spesso noi continuaimo a pagare per una passione..che loro non capiranno MAI e non mi aspetto neppure che capiscano.
    LUNGA VITA AGLI ULTRA

  6. G.N.1973:

    Condivido in toto quanto dice il vicentino…

  7. Gesualdo Gustavo:

    Meglio una pecorella o uno spaccarotella?
    Resto sempre dell’avviso che,
    non sempre certamente,
    ma talvolta e sempre più spesso nei tempi moderni,
    è meglio uno spaccarotella che una pecorella.

    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X

  8. La Padova Bene:

    Ti auguro che lo Spaccarotella di turno non colpisca mai tuo figlio, altrimenti vedi quanto presto fai a cambiare idea, “cittadino”!

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