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Archivio | El Luganego

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BOVO CONTRO L’EUGANEO: “E’ UNO STADIO FREDDO!”

Postato il 16 aprile 2012 by La Padova Bene

“All’Euganeo con 23 mila persone si sente lo stesso calore che a Castellammare con tremila… Colpa della poca vicinanza degli spalti al campo! Mi piace più lo stadio del Vicenza quando ci gioco, ho sentito più il calore dei nostri tifosì lì che in casa con 18 mila spettatori…”. Parola di Andrea Bovo, che è anche il capitano del Padova. Penso sia superfluo sottolineare quanta ragione abbia, ma questo lo sanno tutti e lo vedono tutti. Giusto qualche politicante locale si ostina a negare l’evidenza…

Quello che non si dice mai è i danni che uno stadio come l’Euganeo ha fatto al Padova, eppure lo abbiamo visto tutti: per esempio a dicembre con la partita col Toro sospesa per un guasto all’impianto di illuminazione, che è costata tre punti a tavolino al Padova. Tre punti che oggi sarebbero importantissimi per la classifica…

Il Padova in questi anni ha l’occasione più che mai ghiotta di fare un salto di qualità calcistica che nella sua storia per lo meno recente non c’è mai stato, e di puntare a qualche traguardo. Per arrivare a questo, tuttavia, manca un tassello importantissimo: uno stadio vero, per il calcio! Nessuno pretende uno stadio nuovo, ma quanto meno una poderosa ristrutturazione dell’Euganeo è necessaria come il pane per il futuro stesso della società. Se non avverrà con soldi pubblici, sarà qualche privato a metterci mano, o lo stesso presidente Cestaro, ma non si può nella maniera più assoluta pensare che lo stadio del Calcio Padova avrà questa struttura da qui all’eternità

Diversamente da così, prepariamoci ad un’altra “comparsata” nella massima serie per poi ritornare subito in C, da dove siamo venuti. Una cosa che non meritiamo, meglio piuttosto rimanere in B con dignità. E, se accadrà, sapremo tutti chi ringraziare…

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PADOVA-TORO 0-3: QUESTI SONO I BENEFICI CHE HA PORTATO L’EUGANEO!

Postato il 15 marzo 2012 by La Padova Bene

Mi rendo conto di andare in parte controcorrente, ma vi dirò che me l’aspettavo il ribaltone di Padova-Torino, e non solo per il “peso” del Toro: da subito ho avuto la netta sensazione che le responsabilità dello Stadio Euganeo (e di chi ne è l’effettivo proprietario!) fossero ben maggiori di ciò che ci volevano far credere (Clicca qui per leggere). Subito nei giorni successivi era arrivato il famoso “comunicato a reti unificate” del Comune di Padova (Clicca qui) che portava le cifre dei soldi dati alla ditta appaltatrice dei lavori di manutenzione allo stadio. La ditta Osvaldo Mazza: ricordiamoci questo nome perchè è il principale responsabile del danno causato al Padova! Il tecnico della Ditta Osvaldo Mazza quel giorno staccò l’impianto generale dal gruppo di continuità, salvo poi tentare di riattaccarlo per dare la colpa all’Enel. Ergo, una ditta appaltatrice SCELTA DAL COMUNE come principale responsabile del danno subito dal Padova!

Tornando a noi, quel famoso comunicato che ho linkato sopra per me era molto indicativo di quanta coda di paglia avesse il Comune, proprietario dell’Euganeo, sull’accaduto. Oggi abbiamo la conferma: il Padova, ancora una volta, è stato danneggiato da quello che è lo stadio peggiore d’Italia, e stavolta non solo per la dispersione o la freddezza dell’impianto! Adesso cosa ci dirà Zanonato? Ed il vice-sindaco nonchè “tifosissimo biancoscudato” Ivo Rossi? Zampieri non lo chiamo nemmeno in causa perchè tanto risposte non ne da, e non potrebbe essere diversamente visto che in Giunta fa più che altro la marionetta…

Per me l’Euganeo è IL PROBLEMA PRINCIPALE del Calcio Padova, ed è ora che TUTTI ci rendiamo conto che dobbiamo fare la guerra a questo stadio. Tutti. Dalla società all’ultimo dei tifosi. Mi auguro che questo mio appello non cada nel vuoto, perchè dobbiamo capire una volta per tutte che senza stadio non c’è futuro nemmeno per il Calcio Padova 1910!

Come si fa una guerra? Innanzitutto una bella richiesta danni al Comune di Padova da parte del Calcio Padova stesso, che ha subito un danno per una negligenza ben precisa, e magari aggiungendoci anche il “danno biologico” subito dai tifosi; ed in secondo luogo con un Project Financing serio per avere un domani uno stadio migliore, visto che il Comune soldi per sistemare l’Euganeo non ne tirerà mai fuori e che Cestaro non ne ha abbastanza da spendere (o meglio, non ha un ritorno accettabile da solo)…

CIO’ CHE DOBBIAMO CAPIRE, ASSOLUTAMENTE, E’ CHE NE VA DEL FUTURO STESSO DEL CALCIO PADOVA; E DA OGGI IL TEMPO DELLE CHIACCHIERE, DEI PROCLAMI E DEGLI SLOGAN CONTRO LO STADIO DEVE FINIRE: AZIONI CONCRETE E LEGALI! Se non ve ne siete accorti, ci stiamo rimettendo solo noi, GRAZIE A QUESTO STADIO!

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LE CENTO TELECAMERE DELL’EUGANEO

Postato il 07 febbraio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Goal

“Vedere un pubblico numeroso come sabato scorso fa sempre piacere al presidente e alla società. Al contrario, assistere allo scoppio di quei botti non aiuta di certo. Però non vogliamo generalizzare il discorso alla tifoseria intera, nemmeno alla Curva Fattori, che nei momenti difficili ci è sempre stata vicina: ecco perché, grazie alle oltre 100 telecamere installate (un’altra delle voci che a bilancio pesa svariate migliaia di euro, ndr) speriamo che le forze dell’ordine possano risalire ai singoli responsabili, ai quali verrà chiesto di rispondere delle loro azioni”

La frase in corsivo è di Gianluca Sottovia, Direttore Generale del Calcio Padova. Direi una frase che fa riflettere, non tanto perchè si augura che i responsabili vengano identificati, quanto per la parte relativa alle oltre 100 telecamere installate all’Euganeo… CENTO TELECAMERE INSTALLATE IN UN LUOGO PUBBLICO UTILIZZATO OGNI QUINDICI GIORNI DA SI E NO DIECIMILA PERSONE!

Sinceramente mi sembra che qui abbiamo perso un pò tutti la bussola, ma lo dico da un pò. Per anni la politica locale ha utilizzato il calcio e lo stadio come mezzo di propaganda, dimenticando volutamente i veri problemi della città. Ci sono zone invivibili in città, dove non esiste nemmeno una misera telecamera a riprendere ciò che succede: debbono organizzarsi i cittadini, a loro rischio e pericolo, col risultato di non essere nemmeno ascoltati. E quando lo fanno, i risultati sono sconvolgenti:

In compenso però lo Stadio Euganeo è monitorato da oltre cento telecamere, che ogni mese richiedono spese di manutenzione che il Calcio Padova (in un impeto di furbizia, direi) si è accollato a suo tempo, per “venire incontro” a quello stesso Comune che del calcio locale se n’è sempre fregato altamente…

In uno stadio come l’Euganeo, per garantire che non ci siano incidenti fra opposte tifoserie, basta chiudere una strada. E se ci fosse qualcuno che tenta di assaltare un cordone di polizia basta una telecamera a monitorare la via, magari ad alta definizione così facciamo contenti in parte i cultori dello “spionaggio”. Qui invece ne abbiamo cento, di cui si fatica sinceramente a comprenderne l’utilità. Per quanto riguarda i fumogeni invece, lo ripeterò fino alla noia: sono sempre stati una coreografia degli stadi, ed un tempo non molto lontano entravano tranquillamente, con un responsabile che si occupava della distribuzione e si accertava (dietro la sua responsabilità appunto) che non finissero sulla pista d’atletica (al campo di gioco è impossibile che ci arrivino). Oggi gli stessi fumogeni sono stati cervelloticamente resi illegali, e contemporaneamente è stata fatta una legge per permettere appunto di scovare coloro che continuano ad accenderli clandestinamente. Insomma, per spillare un pò di soldi pubblici, è stata resa illegale una pratica fino a qualche anno fa innocua o quasi; soldi tolti ad altre zone cittadine dove ci sarebbero necessità ben più importanti!

Mi chiedo: la gente non avrebbe il diritto di poter vivere tranquilla nei propri quartieri senza trovarsi ladri in casa e spacciatori e tossici sul pianerottolo? Oppure la priorità del padovano medio è che vengano “beccati” quelli che accendono fumogeni allo stadio? Datevi una risposta…

 

 

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BERLINO: STADIO DI PROPRIETA’… DEI TIFOSI!

Postato il 21 dicembre 2011 by La Padova Bene

E’ un pò di tempo che a Padova si parla di riammodernare lo stadio Euganeo, ma anche di azionariato popolare… da Berlino arriva quest’idea di chi ha saputo unire le due cose. Fonte: The People’s Game

Un nuovo caso di società sportiva che propone ai suoi tifosi l’acquisto di azioni per finanziare non la costruzione ma il riammodernamento dello stadio: è quello dell’Union Berlin, che si è rivolta ai propri sostenitori-soci per reperire parte delle risorse necessarie per i lavori che renderanno lo Stadion an der Alten Försterei più fruibile e redditizio.

L’Union Berlin gioca nella 2.Bundesliga, la Serie B tedesca, dove è riuscito a risalire dopo essere finito nelle categorie regionali. Era uno dei principali club di Berlino Est, legato all’unione dei sindacati, mentre i rivali della Dinamo erano vicini alla Stasi. Storicamente l’Union, fortemente radicata nelle classi lavoratrici, ha rappresentato l’opposizione non ufficiale al sistema socialista e alla repressione. Tutti aspetti che hanno rafforzato il senso di appartenenza e la sensazione di unicità che caratterizzano la tifoseria.

I tifosi dell’Union hanno un forte legame di appartenenza con il loro stadio. Negli anni ’90 furono loro a ricostruirlo, con migliaia di ore di lavoro volontario. Era un periodo in cui il club andava bene sul campo ma malissimo nei conti, e furono necessarie raccolte fondi da parte dei sostenitori.
L’iniziativa ha una base democratica: si potrà acquistare al massimo dieci azioni: il numero minimo degli azionisti sarà quindi mille, e per ciascuno l’investimento potrà andare da 500 a 5.000 euro, cifre alla portata di tutti. Potranno comprare azioni solo i soci del club (associazione sportiva come tutti i club tedeschi) e gli attuali sponsor: si evitano così le speculazioni mettendo lo stadio in mano a chi lo ha a cuore.

Sulla cessione dei naming rights dello stadio si deciderà con la maggioranza dei due terzi. L’argomento è particolarmente importante per i tifosi. In Germania, dove i club hanno la maggiore percentuale di ricavi commerciali e da sponsor in Europa, dare agli stadi i nomi di grandi sponsor è qualcosa che i tifosi sopportano come un male necessario, ma talvolta rifiutano. La Germania è considerata – e per molti aspetti è – una roccaforte del calcio a misura di tifosi, ma non è certo immune dagli effetti della commercializzazione.

In totale dai tifosi si spera di raccogliere 5 milioni di euro. Altri 15 sono già stati trovati e la riuscita dell’operazione tra i supporters non influisce sul piano di miglioramenti dello stadio, che verrà comunque realizzato, ma potrebbe ridurre il relativo indebitamento, oltre ad avere significati più profondi.
Il progetto prevede una nuova tribuna (che permetta nuove opportunità di business), nuovi spazi dedicati dai tifosi (sede del fan club, bar e negozio di merchandising) ed accessi all’impianto più comodi e funzionali.

Mentre molti tifosi sono entusiasti dell’offerta da parte del club, e si sono messi in fila dalle prime ore del mattino per acquistarle, qualcuno si domanda se sia necessario pagare per qualcosa che si sente già proprio e che in parte già si possiede in quanto soci, e se la dirigenza non stia chiedendo un po’ troppo.
Ne vale la pena. Investire nello stadio significa investire nel futuro della propria squadra, e poter dire la propria quando si tratta di tutelarne la tradizione e l’identità, ma anche, almeno in parte, lo stato di salute economico-finanziaria. vale ancora di più la pena se ci sono delle misure di tutela per i tifosi ed una proprietà che sia veramente collettiva. Si tratta di una operazione, in pratica, win-win: ne guadagna il club e ne guadagnano i suoi sostenitori.

L’offerta delle azioni ai tifosi è stata pubblicizzata con cartelloni per tutta la città, che ritraggono tra diavoli del mondo del calcio (Blatter, Berlusconi e Red Bull), e con uno spot per il cinema in cui il presidente Zingler liquida le proposte dei consulenti di marketing con l’idea di vendere lo stadio ai tifosi. Una scenetta che riprende l’annuncio “L’FC Union vende la sua anima. Ai tifosi”. Zingler ha presentato il progetto ai 2mila tifosi intervenuti all’assemblea straordinaria ed il presidente onorario Mielis – da oltre 70 anni legato al club, anche come giocatore – ha dato una benedizione particolarmente significativa per i tifosi: il suo sostegno rappresenta una sorta di garanzia di continuità dello spirito del club anche in futuro.

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IL COMUNE DA I NUMERI

Postato il 06 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Padova Goal

“Il Mattino di Padova”, “Il Gazzettino” e “Il Corriere del Veneto” informano che dal febbraio 2002 al maggio scorso il Comune, per l’impianto elettrico dello stadio Euganeo, ha speso 293.394 euro. Molti degli incarichi tecnici sono andati all’impresa di Osvaldo Mazza, specialista nella manutenzione di impianti complessi come quello di viale Rocco. La prima spesa importante per la manutenzione dell’apparato tecnico risale al dicembre 2002, quando alla ditta in questione sono stati affidati lavori per circa 31 mila euro. Altri 27.873 (sempre allo stesso impiantista) sono stati spesi nell’ottobre 2003, quindi 23.083 euro nel novembre 2004. Quello dell’Euganeo (compreso il gruppo elettrogeno andato ripetutamente in tilt sabato) è un sistema che ha necessità di una manutenzione costante. Tanto che nel 2005, tra aprile e settembre, Palazzo Moroni ha stanziato ulteriori 35 mila euro in due tranche. Nell’agosto 2006 sempre la ditta Mazza è intervenuta sulle torri faro con una manutenzione costata 22.176 euro. Nel frattempo, nel luglio 2005, il Comune e il Calcio Padova avevano ratificato la nuova convenzione sullo stadio (con scadenza decennale) ad un importo di 300 mila euro. Nell’ottobre 2007 i nuovi lavori sull’impianto elettrico sono costati 10.455 euro, mentre ne sono stati sborsati 23.372 nell’aprile del 2008, questa volta non all’impresa Mazza, ma alla B.P. Engineering srl. Nel febbraio 2009 ancora opere per la manutenzione dell’impianto elettrico: 37.034 euro. Si arriva così al maggio scorso quando per la manutenzione degli impianti elettrici se ne sono andati 6.871 euro.

Il Comune di Padova fa un comunicato a testate unificate! Cazzo, mi sembra di vedere Berlusconi quando faceva i suoi discorsi unificando le reti Mediaset!

Sinceramente mi sa molto di risposta da chi ha la coda di paglia, forse per rispondere alle varie accuse piovute in questi giorni. Adesso abbiamo capito che il Comune ha appaltato i lavori dell’Euganeo all’impresa di tale Osvaldo Mazza, e che in otto anni ci hanno speso quasi 300.000 euro… Benissimo, e quali sono i lavori fatti? Perchè messa giù così ad una persona che non conosce la ditta in questione, potrebbe venir in mente che con quei 300.000 euro sono andati a bere ed a puttane per un bel pò di tempo sulle spalle dei padovani! E poi qui il problema è chiarissimo: è saltato l’impianto di illuminazione ed a quanto pare stando alle parole di Ivo Rossi (ma non si capisce bene nemmeno lui… è molto nebuloso…) il generatore esterno era stato precedentemente escluso da un tecnico per capire se il guasto era interno o esterno all’Euganeo (mi sa tanto di arrampicata sugli specchi, cmq…). Pertanto, visto che il problema si conosce, perchè oltre a fare i comunicati a testate unificate in cui si fa capire ai padovani che di soldi per lo stadio ne sono stati spesi abbastanza (perchè è li che si vuole arrivare…) non si dice anche ai padovani PER COSA sono stati spesi quei soldi? Non c’è niente di strano, si chiama chiarezza, non credo siano cose coperte dal segreto militare…

Sapendo poi come funzionano un pò tutte le cose a Padova, e cioè che lavorano solo gli amici di Quimby, mi chiedo anche quale tipo di rapporto abbia questo Osvaldo Mazza a cui sono stati appaltati TUTTI i lavori di manutenzione per l’impianto di illuminazione senza però poter sapere cosa di preciso è stato fatto. Perchè per fare un esempio stupido, su un argomento che da anni fa molto discutere (lo Spritz), uno che lavora molto a Padova, anzi direi l’unico che lavora nel campo della mondanità è Federico Contin a cui vengono affidate tutte le organizzazioni degli eventi estivi come i Bastioni o il Palagolena… Ma io che ho lavorato nel campo dei trasporti, posso dirvi che l’unica ditta autorizzata a fare le consegne in centro storico a Padova con i furgoni è un’azienda locale (fra l’altro, una delle poche che assume DIPENDENTI e non PADRONCINI) il cui titolare ha qualche grado di parentela (mi pare sia il cugino) con Zanonato… Perchè dico questo? Ma perchè a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca!

Caro Assessore Zampieri, io mi auguro di cuore molto più di lei che il giudice sportivo non possa far altro che scagionare il Padova dalla responsabilità oggettiva di quanto successo sabato. Mi creda, me lo auguro veramente di cuore, e ne sarò felice se ciò accadrà. Ma prima mi conceda il beneficio del dubbio.

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L’EUGANEO DELLA VERGOGNA

Postato il 04 dicembre 2011 by La Padova Bene

Mi sembra di essere tornato ai tempi di Viganò! Ricordate quel famoso Padova-Varese del 1999 che ci condannò alla C2? Ecco, ho la sensazione di rivivere la stessa situazione di allora… La stessa beffa… Una partita vinta meritatamente sul campo che si trasforma in una sconfitta a tavolino che va a penalizzare tutto il prosecuio del campionato… Di chi è la colpa?

Star qua a recitare la parte del padovano medio babbeo che va a frignare ed a prendersela col Toro mi sembra francamente fuori luogo. Primo, perchè il Padova al posto del Toro avrebbe fatto esattamente la stessa cosa; secondo, perchè il piagnisteo non deve appartenere alle nostre latitudini. Piuttosto mi sembra evidente la responsabilità di una delle più grandi piaghe della nostra città: lo stadio Euganeo!

Possiamo raccontarci ciò che vogliamo, ma abbiamo uno stadio fatiscente e inadeguato al calcio, dove nella stagione invernale piove perfino dentro alcuni uffici (di questo gli amici giornalisti non parlano più perchè “tengono famiglia”, vero?), riusciamo veramente a stupirci di quanto capitato ieri?

Il fatto poi che ad andarci in mezzo sia stato l’impianto di illuminazione, è quanto meno singolare: ricordo che qualche anno fa venne fuori il problema dell’impianto di illuminazione dell’Euganeo, che per colpa della copertura nelle due tribune est ed ovest (a proposito, a cosa è mai servita la copertura negli anelli superiori dato che sono chiusi da anni?) proiettavano dei coni d’ombra sul campo. Per questo motivo venne aggiunta una nuova sfilza di fari proprio sul tetto… Ora grazie al medesimo impianto raffazzonato (ricordo che all’inaugurazione dell’Euganeo era stato presentato come un impianto “moderno, tecnologico e rivoluzionario”!) rischiamo seriamente di perdere a tavolino una partita che sul campo probabilmente avremmo vinto con merito, ed una sconfitta contro la prima in classifica andrà inevitabilmente a pesare sull’equilibrio della stagione biancoscudata!

Adesso voglio sentire quelli che dicono che “lo stadio va bene così com’è!”. Voglio sentirli e vederli in faccia. Che lo ripetano in pubblico davanti a tutti se hanno le palle.

Qualsiasi decisione arriverà, il Padova è stato per l’ennesima volta penalizzato dallo stadio di merda in cui si trova a giocare. E sarei ben contento che il problema fosse solo l’impianto di illuminazione saltato ieri. Ne sarei veramente contento. No un cazzo, i problemi dell’Euganeo sono ben altri: per esempio il fatto che ogni volta che piove si trasforma in un acquitrino, che per uscire dal parcheggio ci vuole un’ora abbondante, che non ci sono mezzi pubblici per arrivarci (dove cazzo erano i bus navetta ieri?)… Da quando giochiamo all’Euganeo il Calcio Padova si è progressivamente staccato dalla città, e di questo dobbiamo ringraziare solo la classe politicia patavina; ma se Zanonato e le sue Iene non erano direttamente colpevoli al momento della costruzione, oggi hanno la responsabilità di amministrare e difendere uno stadio che non vuole nessuno, impedendone qualsiasi intervento a meno che loro stessi non possano trarne vantaggio per le proprie tasche… Vorrei sentire la Giunta, vorrei sentire che cosa hanno il coraggio di dire ancora per difendere l’Euganeo. Vorrei avere davanti Zanonato con la sua immensa faccia di merda, che mi dice che “ci sono stadi peggiori” come quello di Varese (ma vai a cagare Quimby! Te e i figli di puttana che ti hanno votato…). I proprietari dello stadio sono loro, quindi sono loro che dovrebbero occuparsi della manutenzione dell’Euganeo. Invece sono tutti impegnati a sputtanare i soldi pubblici per opere inutili come il palaindoor, la statua in stazione o l’Auditorium. Ovviamente trovano l’appoggio quando non anche il silenzio compiacente di buona parte della stampa cittadina… Di mettere mano allo stadio non se ne parla, però esserne i legittimi proprietari gli fa comodo, diversamente non metterebbero mille paletti a Cestaro…

La tifoseria deve capire, e lo sta capendo, che sono dei veri e propri nemici per il Calcio Padova. Zanonato e la sua gente. Sono dei nemici e forse non è nemmeno il caso di fargli troppi cori allo stadio, forse sarebbe il caso di cantargliene quattro quando lo si trova in giro per le piazze. Deve capire di non essere persona gradita. E se il Padova dovesse uscirne penalizzato da questa vicenda ridicola ed assurda, il far recepire il messaggio a chi di dovere deve diventare una priorità di tutti i tifosi biancoscudati.

Padova non merita di meglio di Zanonato, noi si.

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STADIO: IL COMUNE DICHIARA GUERRA AL CALCIO PADOVA

Postato il 12 novembre 2011 by La Padova Bene

Ancora una volta dobbiamo registrare un’autentica dichiarazione di guerra da parte del Comune di Padova alla società biancoscudata. Ormai ci sono abituato a questa gente di merda, buona solo a saltare sul carro dei vincitori come l’anno scorso quando eravamo in piena corsa ai playoff. Quello che credo non sia più sopportabile è il tentativo continuo di affossare il Calcio Padova in nome dei loro interessi. Andiamo a vedere quest’articolo tratto da Padova Goal:

Flavio Zanonato: “Quando abbiamo realizzato lo stadio c’erano tutti gli amici dello stadio eh? Che adesso non ce lo ricordiamo più… Siamo partiti da un pezzo minuscolo, non c’erano i parcheggi e non c’era la viabilità, che costava quindici miliardi di lire, questo è l’avvio, sette milioni e mezzo sarebbero adesso. Poi, una volta che l’abbiamo finito mancava una curva, c’era una montagnola, mancavano i parcheggi asfaltati, mancava la viabilità, e allora prima abbiamo fatto i parcheggi, poi la viabilità per l’accesso, parcheggi naturalmente asfaltati con un terreno in grado di assorbire l’acqua. Mancava, e l’abbiamo realizzato, un sistema di smaltimento delle acque meteoriche, perché la superficie coperta in caso di pioggia recapitava in un posto troppo piccolo e abbiamo fatto il laghetto. È stato speso complessivamente intorno ai 90 miliardi di lire, 45 milioni di euro… Poi si è detto “Ma non si potrà mica andare avanti senza una curva, no?”, e abbiamo realizzato la seconda curva, quella rivolta a sud. Poi si è detto “Ma le coperture delle due lunghe tribune, e come si fa, prendono la pioggia nelle tribune in alto!”. L’impianto di illuminazione era molto carente, e quindi un bell’impianto di illuminazione in grado di fare le riprese televisive. Poi si è detto “gli angoli, bisognerà chiuderli no, o gli angoli li lasciamo aperti?”, e si sono chiusi gli angoli, ed è uscito lo stadio che c’è adesso che tranne per il fatto che le due curve non sono completate da un secondo anello è lo stadio previsto nel progetto. È costato quasi 50 milioni di euro, cento miliardi di lire, pensate a tutta la viabilità… Bene, e adesso ci si dice “Ah ma non ci si vede perché la pista…”! Ma quando ci si è detti di fare la copertura non c’era la pista, non lo si sapeva che… E quindi bisognerebbe buttar via un quindici milioni di euro di opere già realizzate.

Di incontri con Cestaro non solo ci possono essere, ma ne ho fatti tanti! Non è mica che non l’ho mai incontrato Cestaro, l’ho incontrato non una, tantissime volte! Sono andato a cena insieme, vado alle feste quando siamo a Natale, l’ho incontrato 20-30-40 volte! Siamo andati a vedere la finalissima playoff che purtroppo non è andata bene, stiamo scherzando? Se in cambio di questo intervento si pensa di costruire un centro commerciale non c’è questa possibilità. La contropartita vuol dire che lo sta pagando la città di Padova, mettiamoci d’accordo perché non è che ci sono i conigli che escono dal cilindro! Intanto qualsiasi operazione di questo tipo, e avevamo messo a disposizione uno spazio proprio cercando proprio qualcosa del genere, non abbiamo ricevuto offerte da Cestaro, qualsiasi operazione di questo tipo è soggetta alle leggi dello Stato italiano, non c’è la trattativa privata che vado da Cestaro e gli dico lo do a te. C’è una gara, i soggetti si presentano e il Comune annuncia questa volontà, anche di fare un centro commerciale. I soggetti si presentano e dicono “Lo faccio io a queste condizioni”, si confrontano le condizioni e la più vantaggiosa economicamente e per qualità eccetera, non solo come soldi ma per tutto, la più convenientela Commissione la sceglie, non esiste lo scambio diretto, è chiaro? Non perché non voglia io, perché le leggi sono queste… Vi siete mai chiesti come mai l’Amministrazione che ha preceduto la mia seconda fase di sindaco, e quindi quella di Giustina Destro, non è riuscita ad affidare a Cestaro, dopo averglielo promesso, non è riuscita a farlo? Ma perché non lo poteva fare, non lo poteva per le leggi fare! Si sono presentati tre promotori che han detto tutti e tre “La palestra o il palazzetto dello sport? Lo faccio io!” Erano tre, non uno, e quindi bisognava selezionare uno dei tre con una Commissione. Una volta che un soggetto di questi, mettiamo Cestaro, si fosse presentato con il progetto esecutivo quello poteva essere richiesto da un altro, andava in gara e uno poteva dire “Lo faccio io”. Il vantaggio di chi vince è che ha la prelazione, cioè se uno dice “Lo faccio io a condizioni più vantaggiose” il promotore può abbassarsi oppure può farsi riconoscere i costi di progettazione. Perché non è successo? Eh, anche l’Amministrazione di prima che lo raccontava raccontava bugie, non era in grado di farlo. Ma poi, con che argomento decidiamo di buttare via una tribuna con la copertura e con tutto il resto, perdendo l’anello per l’atletica che è pochissimo usato, questo è vero… Con che argomento buttiamo via? Cioè, siccome non si vede bene, si vedono i giocatori un po’ piccoli, buttiamo via 25 milioni di euro, 20 milioni di euro? Cioè, penso che qualcuno avrebbe qualcosa da ridire in giro per la città, no? Che noi sentiamo solo quelli che vogliono vedere la partita… Dopo aver fatto un’opera dieci anni fa, non un secolo fa, ne buttiamo via mezza? Non è l’unico stadio con la pista di atletica, l’Olimpico ha la pista di atletica? Il Bentegodi ha la pista d’atletica? Ma allora avrebbe senso che una squadra dicesse “Se c’è un’area dove posso realizzare uno stadio più piccolo…”, si può discutere anche di questo con Cestaro! La contropartita è come dire che alla fine anche se non in soldi ma come merce è il Comune di Padova che si fa carico di questo, la contropartita è che ci facciamo carico, non vuol dire altro. Cestaro se ne farebbe carico al 90%? Mah, vedremo (Zanonato ride, ndr)… Il sottotribuna è diventato un centro direzionale di tipo sportivo, anche questi spariscono tutti?”

Dunque ricapitoliamo: Zanonato due anni fa, durante la stessa trasmissione, disse che era disponibile a parlare di un’eventuale ristrutturazione dello stadio. Un anno più tardi è venuto fuori a dire che dell’eventuale ristrutturazione se ne dovrebbe occupare il Calcio Padova. Adesso dice che l’area commerciale non è fattibile perchè ci sono già troppi centri commerciali in città. Che scoperta, se n’era già accorto Cestaro! Ora parla di realizzare un nuovo stadio in un’altra zona a patto che se ne occupasse Cestaro e che non si parli di area commerciale integrata… Vuole anche un pompino, Mister Quimby? Se è vero che ci sono troppi centri commerciali, Zanonato spieghi alla città come mai sotto quest’ultima amministrazione se ne sono realizzati due nella sola zona di Padova Nord, uno già attivo all’ex-Saimp (Interspar) ed uno in costruzione li vicino (Alì). Se il discorso commerciale è saturo, come mai a questi è stato concesso di costruire ulteriormente? Ed ancora: se veramente non ci sono soldi da mettere da parte dell’Amministrazione per quale motivo verranno spesi ottanta milioni di euro (il doppio di quelli che ha preventivato Quimby per l’Euganeo) per un cazzo di Auditorium che serve solo alla cricca radical-chic amica di Quimby? Fra parentesi a me il discorso mi andrebbe benissimo: non ci sono soldi per lo stadio? Non si costruisca nemmeno l’Auditorium, e si utilizzino quei soldi per sistemare le strade, per riqualificare i quartieri, per potenziare il trasporto pubblico… invece no, non ci sono soldi per il Padova e per i suoi tifosi, ma per i cazzi di questi infami (pista d’atletica e palaindoor quando c’era Sini-quaglia, Auditorium adesso) ci sono eccome!

Umberto Zampieri: “Guardi, le posizioni dell’Amministrazione comunale le avete appena sentite, io quello che posso aggiungere da Assessore allo Sport e all’Impiantistica Sportiva è che in questo momento le urgenze che abbiamo per lo sport nella nostra città sono altre. Ricordo che il Comune di Padova è proprietario di 51 impianti sportivi che quotidianamente sono popolati da centinaia di ragazzi e ragazze e bambini e bambine, ed è una fatica immensa soprattutto dopo in noti tagli subiti garantire la sicurezza e la qualità di questi impianti. Io mi ritengo fortunato perché nella nostra città di stanziamenti ci siamo difesi bene, c’è stata una grande attenzione. Nonostante questo serve continuare un lavoro intanto per completare le cose che sono state avviate. Ricevo quotidianamente decine di associazioni sportive, cittadini eccetera che la maggior parte non viene a chiedere all’Amministrazione di eliminare un impianto esistente per renderlo un po’ più bello… Tra l’altro, mi permetta, siccome allo stadio Euganeo ha sede l’Assessorato allo Sport ed io quasi quotidianamente qualche ora del mio tempo la trascorro lì dentro, dobbiamo ricordarci che il nostro stadio è uno stadio pieno di persone che ci lavorano! Cioè, parliamo sempre dello stadio per questo problema della pista, può essere un problema per alcuni tifosi che non gradiscono però dà anche l’opportunità di ospitare ad esempio il Meeting di atletica, e ha il dimensionamento che permette di ospitare anche alcuni eventi musicali, una cosa che non va scordata… […] Mi permetto di ricordare che c’è anche un contratto tra l’Amministrazione comunale e il Coni di Roma, non è un aspetto da sottovalutare… Abbiamo una moltitudine di attività, se si viene allo stadio Euganeo il martedì, mercoledì o ditemi voi quando si trovano un sacco di macchine. Cioè, c’è una percezione sbagliata dello stadio per chi lo frequenta solo il sabato… Francamente non so bene quando si sentono questi ragionamenti come si intenderebbe affrontare la problematica… Quello stadio, anche se per una volta l’anno, quando facciamo il Meeting d’atletica si riempie di persone. Il Colbachini non può ospitare un Meeting internazionale seguito da cinquemila persone. Attenzione perché la pista d’atletica non è una maledizione ma fa parte di un patrimonio sportivo collettivo della nostra città… Secondo, da Assessore allo Sport invito a riflettere sul fatto che oggi noi abbiamo già un patrimonio gigantesco come città, e penso sia un fatto positivo, e la complessità di questa gestione non è da poco, e dobbiamo concentrarci nel mantenere nel tempo la qualità di questi impianti…”

Il Padano-democratico Zampieri non si smentisce mai. Ha dimostrato di essere una bandierina con la tessera del tifoso, ne ha dato completa conferma sul tema dell’Euganeo. La pista d’atletica adesso viene difesa da Quattrocchi, dopo che la Giunta gli ha fatto il lavaggio del cervello. Una pista utilizzata una volta l’anno, per un meeting al quale assistono si e no tremila persone perchè è gratis! Questo in quanto a voltagabbana potrebbe darsi la mano con Fini, ed è un peccato che il Generale Badoglio non sia più vivo… Non escludo che un domani quando cambierà il vento politico potrebbe passare ad un altro schieramento. Tanto a lui interessa la sua poltrona. Casta sotto tutti i punti di vista.

Flavio Zanonato: “Alla domanda “Se mi incontro con Cestaro” rispondo “Anche domani, non ci sono problemi”, ma l’ho incontrato tante volte, ne abbiamo parlato tante volte. Se Cestaro decide di metterci 40 milioni di euro se ne può parlare… Dobbiamo parlare di cifre di questo tipo, non di cifre di mezzo milione o un milione di euro. Ci rendiamo conto che a mano a mano che il sistema di sicurezza degli stadi si è evoluto diventando sempre più rigoroso l’Amministrazione ha dovuto realizzare gli investimenti? Un’altra cosa: dov’è che sono distantissimi dal campo di gioco? Nelle due curve, sono obiettivamente molto lontane perché lì la pista compie il giro… Però di fatto trattiamo male gli ospiti, ma i nostri sono su un pezzo di tribuna… Se chiudo lo stadio da quella parte mi ritrovo con la tribuna molto lunga, devo anche segare un pezzo di tribuna… È nato così e non può trasformarsi più di tanto! Se Cestaro venisse e mi dicesse “Vogliamo fare un altro tipo di stadio” si fa da un’altra parte, magari noi mettiamo l’area, dopo c’è il problema della viabilità, dei parcheggi…”

 Ennesima provocazione di Quimby. Si dimentica che stadi come l’Olimpico (dove si vede di merda) hanno le tribune che seguono il perimetro della pista, mentre qui per mangiarci ulteriormente sui materiali di costruzione (scadenti, visto che qualche anno fa pioveva dentro gli uffici) sono andati via dritti, come se fosse Marassi.

Ormai mi sembra chiaro a tutti che questi sono nemici del Calcio Padova, e non mi si venga a dire che “ce la siamo cercata”, perchè Zanonato è sempre stato prevenuto. Io dico che visto che sono dei nemici, non debbono nemmeno avere più la possibilità di intervenire in nessuna occasione pubblica che abbia a che fare col Calcio Padova. Alla prossima presentazione della squadra stiano pure a casa, oppure i fischi questa volta dovranno essere talmente forti da far tremare le finestre dei palazzi intorno a Piazzetta Pedrocchi. Non debbono più avere nessuno spazio, quando si parla del Padova. Nemmeno allo stadio, dove sarebbe ora che venissero accolti a suon di epiteti anche in Ovest. Debbono capire che sono persone non gradite da tutti, non solo dalla Fattori. Se vi capita di incrociarli per strada, non fatevi scrupoli a dirgli ciò che pensate. Ed Ivo Rossi, se veramente è tifoso, deve avere il coraggio di prendere le distanze e di riconoscere pubblicamente che l’Euganeo è lo stadio più brutto d’Italia e che per il bene del calcio cittadino (e dello sport, visto che il calcio fa da traino) si deve intervenire. Oppure verrà considerato alla stessa stregua.

Un appello a Cestaro: liberiamoci di questa feccia! Se ce n’è la possibilità (soprattutto da parte sua, visto che la situazione la obbliga a farsi dei conti in questo senso) si acquisiscano dei terreni fuori Padova, in qualche comune della Cintura Urbana, e li si costruisca il suo stadio. Lasciamo pure che l’Euganeo se lo godano questi mentecatti, e togliamogli la gallina dalle uova d’oro! Anche perchè lei è molto amato dalla tifoseria, un suo disimpegno farebbe solo un torto a chi l’ha sempre sostenuta, mentre il fatto di spostare il Padova fuori dal Comune di Padova farebbe un torto solamente a chi vuole il nostro male!

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IVO ROSSI SULLO STADIO: “PARLIAMONE!”

Postato il 11 novembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Padova Sport

Qualche spiraglio di apertura per un dialogo sulla questione stadio arriva dal vicesindaco Ivo Rossi che al Mattino dichiara: “Il presidente Cestaro ci ha chiesto un incontro e noi glielo daremo con piacere – ha detto il numero due di Palazzo Moroni – Con il presidente mi lega una sincera amicizia e siamo pronti ad ascoltare quello che ci vorrà proporre. Abbiamo già fissato l’appuntamento per la prossima settimana. Le idee sono il sale della vita, soprattutto quelle che mirano a migliorare la qualità della nostra città”.

Credo che al di la di tutto noi tifosi dobbiamo tenere gli occhi aperti, specie se vogliamo uno stadio che prima di tutto rispetti le NOSTRE esigenze. Un buon inizio potrebbe essere quello di chiedere un incontro pubblico sul tema dello stadio… Ci tornerò maggiormente nei prossimi giorni.

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QUANDO PARLA LA SCIMMIA (QUELLA CHE SI HA IN CORPO…)

Postato il 10 novembre 2011 by La Padova Bene

Vi ricordate Alberto Gottardo? Quello che quest’estate fece un caso per una mia frase scherzosa pubblicata su un articolo? Ecco, quello che state per leggere è la sua ultima opera letteraria. L’ho presa dal suo sito, che non linko perchè in genere non faccio pubblicità alle scimmie, quindi andatevelo a cercare…

Ricomincia la discussione sullo stadio Euganeo. Ne ha parlato il presidente Marcello Cestaro a Padovagoal (clicca qui per vedere il video integrale della trasmissione). La notizia è ripresa dal Mattino di Padova. Certo l’Euganeo è brutto fuori e dentro, con la colpa originaria della pista di atletica. Ma siamo sicuri che abbia senso spendere soldi in un periodo come questo per una struttura dove vanno sì 10mila persone, ma due volte al mese, e per il resto del periodo è vuoto?
“In questi giorni – ha chiaro il presidente – voglio capire in un incontro con il Comune se è possibile fare qualche ritocco allo stadio. Non si può fare tutto assieme, però magari qualche piccolo intervento sarebbe opportuno e abbiamo anche delle idee”.
Tra queste sicuramente quella di edificare un centro commerciale a ridosso dello stadio e, soprattutto, a ridosso di quello che tra sei anni, se tutto va bene, sarà il più grande e nuovo ospedale del Veneto. Mica scemo il vecchio Cestaro. Quanti posti di lavoro costerà una operazione del genere? Certo ne produrrà un centinaio nel centro commerciale, per cui Cestaro di fatto ha comperato il Padova, blandito e poi tradito, politicamente si intende, da Giustina Destro. Ma quanti negozi e botteghe chiuderanno? chiedete ai commercianti del centro storico se sono contenti di avere un eventuale altro centro commerciale lungo la tangenziale. Guardate i negozi alla fine di via Roma, che chiudono uno dietro l’altro, e poi domandatevi se vale la pena sacrificare tutto questo in nome dello staDio come lo chiamano gli ultras. E’ vero, centri commerciali sono stati costruiti e sono in progettazione ai confini con Padova, basta pensare a quello dell’Interspar sul Bassanello, però in territorio di Albignasego o quello progettato al posto dell’ex seminario a Tencarola, ma praticamente a Padova. Sono degli abomini urbanistici, che creano traffico e costi alla città che non ne ha nemmeno i vantaggi di oneri di urbanizzazione. Ma continuare così perchè tanto li fanno a cento metri da Padova non è la soluzione. L’età delle pietre non è finita perchè sono finite le pietre. Evolversi vuol dire anche capire che concentrare il commercio nelle mani di pochi con grandi centri commerciali significa poi desertificare il centro storico e perdere in qualità della vita proprio nel cuore della città. E’ un prezzo che Padova è disposta a pagare per uno stadio più comodo?
“Molti dicono che l’Euganeo è il peggior stadio d’Italia. È scomodo per chi arriva, ha problemi di viabilità, ha una visibilità pessima” dice Cestaro. Ma allora chi te lo ha fatto fare, presidente, di venire in una città in cui lo stadio è così orrendo (la visibilità è la stessa del Friuli di Udine con la squadra in vetta alla serie A). “Mi piacerebbe che qualcuno che se ne intende di calcio, che sappia dirmi davvero cosa e come fare, facesse uno studio approfondito sulla questione. Noi ci abbiamo già provato, ma non mollo assolutamente”. Sarebbe bello effettivamente avere qualcuno che ne capisce di calcio. Come i Pozzo a Udine o i Gabrielli a Cittadella. E invece abbiamo Cestaro, e dobbiamo tenercelo, esattamente come lui deve tenersi l’Euganeo.

Alberto Gottardo

Questo articolo avrebbe dovuto essere firmato da Flavio Zanonato, invece il buon Quimby come tutti i dittatori non ha nemmeno il coraggio delle proprie azioni. L’ha fatto scrivere ad un suo “lacchè”, che poi gliel’ha postato sul suo profilo di facebook ottenendone l’approvazione. Non ci credete? Guardate qua:

Zanonato è il Berlusconi di Padova. In comune con il Silvio di Arcore ha la statura e la pienezza di se, ed il fatto che gli piace circondarsi di adulatori. Non va a troie come Silvio, però beve. Beve parecchio, e si dice che sia ben conosciuto anche dalle parti del Parco dei Tigli. Un nanetto tronfio ed ubriacone insomma. E Gottardo è il suo Emilio Fede: cosa possiamo dirgli al fedele servetto? Niente, prima deve finire di lucidarmi le scarpe, poi potrà rivolgermi la parola!

Al sindaco invece vorrei dire che l’articolo da lui commissionato, oltre che essere offensivo nei confronti di Cestaro e della tifoseria biancoscudata, denota una certa ignoranza ed ipocrisia. Ignoranza perchè non ha capito che l’obiettivo di Cestaro sarebbe quello di rendere vivibile lo stadio ben più di due volte al mese. Ipocrisia perchè pare che lui dei centri commerciali che ci sono a Padova non ne sappia nulla, eppure comanda in città dal 1993 seppur con la breve parentesi di Giustina Destro. Solo ora viene fuori a preoccuparsi dei commercianti del centro, ma dove era quando nascevano i vari Brentelle, i vari Padova Est ed i vari Ipercity? E visto che si parla anche dei commercianti del centro, Zanonato dovrebbe avere il coraggio di spiegare chi ha deciso gli improvvisi aumenti anzi RADDOPPI degli affitti dei locali in centro storico… Per esempio, avete presente il Bar Sommariva? Qualche anno fa pagava qualcosa come quattromila euro al mese d’affitto, da un giorno all’altro se lo vide raddoppiare a ottomila, e la stessa sorte toccò a molti altri locali della zona… Certo, i centri commerciali soffocano il piccolo commercio, e la Giunta Zanonato gli da una grossa mano! Dare poi la colpa al calcio è un ottimo “scaricabarile” per un finto intellettuale con il fango attaccato sotto le scarpe che gioca a fare il radical chic che odia il pallone come fa il sindaco, ma la realtà è ben diversa e lo sanno tutti…

Ma torniamo a parlare di stadio: Cestaro ha un progetto ed un’idea, a costo zero per l’amministrazione comunale che anzi verrebbe sgravata da un’onere. Ma a questo punto mi viene da pensare che probabilmente al Comune rimanere in possesso dell’Euganeo e dell’area circostante fa quanto mai comodo. Non intendono tirare fuori soldi ne farli tirare fuori a Cestaro. Ma non è vero che i soldi non ci sono…

Chi tirerà fuori gli ottanta milioni di euro che serviranno per costruire l’Auditorium? Voi, stupidi elettori padovani!

E chi ha tirato fuori i soldi per costruire quell’inutile palaindoor di fianco all’Euganeo? Sempre voi, stupidi elettori padovani!

Ed i soldi per ristrutturare la pista d’atletica e per far disputare il meeting anche quest’estate? Non credo di dovervelo ribadire…

Ulteriore dimostrazione che Zanonato è un nemico giurato del Calcio Padova, e fa di tutto per mettere i bastoni fra le ruote. Era meglio Giustina Destro a questo punto, ma dal punto di vista squisitamente calcistico sarebbe meglio perfino Berlusconi… Questi qualche anno fa erano convinti di averci affossato per sempre, ma purtroppo per loro siamo rinati, e non gli va giù! 

Ditemi una cosa: avete ancora il coraggio di stupirvi per i fischi della tifoseria a Ivo Rossi?

Al presidente Cestaro un consiglio: compri dei terreni in uno dei Comuni della Cintura Urbana e ci costruisca un nuovo stadio. Con centro commerciale annesso. Lasceremo lo stadio attuale a Quimby ed agli stupidi che lo appoggiano: che ci facciano giocare il San Precario!

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ELIMINARE LA PISTA D’ATLETICA DELL’EUGANEO? SI PUO’ FARE!

Postato il 09 novembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Padova Sport

Riportiamo da Il Mattino di oggi.
Cestaro è stato chiaro: d’ora in poi per lo stadio conteranno solo i fatti. Mai come in questa occasione il presidente è parso così convinto sulle possibilità di sistemare l’Euganeo. L’entusiasmo per una stagione iniziata ai vertici e soprattutto i quasi 10000 spettatori che hanno affollato lo stadio in queste prime giornate, hanno dato la spinta decisiva per affrontare l’argomento. Non c’è ancora un piano definito, tutto passerà dall’incontro con l’amministrazione comunale che Cestaro spera di avere a breve. Le idee non mancano, e il presidente avrebbe già individuato chi potrebbe offrirgli quel famigerato studio a costo zero per valutare l’intervento. Magari spalmando il tutto in 2 o 3 anni. Il progetto più sostenibile sarebbe quello di eliminare la pista d’atletica, senza abbattere le strutture ma tenendo attiva solo la tribuna ovest e avvicinando gli altri tre lati dello stadio. Questo, a progetto ultimato, anche se si potrebbe iniziare solamente avvicinando la curva di casa al campo, come richiesto dai tifosi. Per ora si è sempre nel campo delle ipotesi. Dopo aver riunito il consiglio d’amministrazione lunedì sera, salutando il nuovo socio Giorgio Maschio, ieri mattina Cestaro si è confrontato con il dg Sottovia e il responsabile marketing Potti, affrontando anche il tema dello stadio. «Il Cavaliere spera di incontrare il prima possibile l’Amministrazione comunale- le parole di Potti- Il presidente è sempre stato un imprenditore proiettato nel futuro. Vede avanti, sta programmando il futuro del Padova e lo stadio è al centro del nostro progetto. Vuol far tutto ciò che è possibile per migliorare la nostra casa. Dalla viabilità ai parcheggi, passando per gli spalti». Avvicinare le tribune è un sogno realizzabile? «Sì, ma dev’esserci la buona volontà anche del Comune. Padova deve capire che grande valore sia poter disporre di un presidente come Cestaro. Non capitano tutti i giorni imprenditori legati al mondo dello sport non dal punto di vista speculativo ma sociale. Non dobbiamo assolutamente perdere questa chance. Se ci saranno le condizioni per poter operare il Padova è pronto a farlo fin da subito». Le condizioni sembrano essere chiare: lo stadio non dovrebbe più rappresentare un peso, ma una risorsa per la società. È veramente possibile con l’Euganeo? Barbara Carron, ci crede. «Anche se il mio sogno sarebbe quello di uno stadio interamente di proprietà, fruibile tutta la settimana in cui convogliare le più svariate attività. Ma per il momento dobbiamo restare aggrappati alla realtà. Cestaro vuole affrontare veramente la questione ma ha bisogno di un aiuto. Capiamo che il Comune ha cose più importanti a cui pensare, ma dovrebbe anche riflettere su questo: quale altro spettacolo attira ogni settimana almeno 10000 padovani, se non il calcio? Spero che l’amministrazione riconosca quanto di buono sia stato fatto in questi anni dalla società e ci possa dare una mano».

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