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EMPOLI-PADOVA: IL PUNTO DI ARCHIBALD

Postato il 03 ottobre 2011 by La Padova Bene

L’Empoli apre e chiude la partita nel mezzo solo Padova. Vittoria molto convincente della truppa di Dal Canto che asfalta letteralmente l’Empoli, squadra non certo trascendentale ieri. Italiano scende di nuovo in campo da titolare per la seconda partita consecutiva e Perin viene preferito a Cano nel ruolo di vice Pelizzoli. L’ Empoli passa subito in vantaggio (Tavano 9’pt) ma subito c’è la reazione dei bianco sudati dopo appena tre minuti è Portin in girata che raccoglie un cross di Cutolo; dopo dodici minuti è ancora Cutolo che si beve un paio di difensori toscani per poi crossare in mezzo dove c’è Cacia che insacca con facilità. Da ora in poi Padova domina letteralmente Empoli che non cerea nessuna azione degna di nota. Nel secondo tempo Dal Canto toglie Italiano e inserisce Milanetto che dopo pochi minuti dalla sua entrata segna un altro gran gol (24’st)  con un bolide da fuori area. Passano tre minuti e Cacia serve un pallone a Cutolo che da dentro l’area insacca senza problemi. Partita ormai chiusa che l’Empoli ravviva con Ficagna (37’st) che in mischia riesce a segnare.

Il Padova raccoglie il settimo risultato consecutivo rispondendo alla grande alla vittoria del Torino. Ottima prestazione corale con il nostro tridente in gran spolvero con Cacia che continua a segnare, Cutolo che sforna due assist e un gol e Lazarevic giocatore che mi piace veramente tanto che fa davvero la differenza anche se deve essere più incisivo. A centrocampo Italiano sopra tutti non sbaglia un pallone imposta alla perfezione ogni azione davvero grande partita del capitano poi entra Milanetto e la musica non cambia anzi l’ex Genoa ci regala un eurogol. Marcolini solita ottima prestazione. Finalmente si vede anche Osuji che entra al posto di Bovo ma gioca pochi minuti per essere giudicabile. Per quanto riguarda la difesa Schiavi dopo qualche sbandata nelle partite iniziali è diventato una sicurezza e Portin che oltre una prestazione di spessore realizza un gol non di certo da difensore centrale! Per Donati e Renzetti ordinaria amministrazione. Perin partita sufficiente, incolpevole sui gol lo rivedremo nelle prossime partite. Complimenti a Dal Canto sta guidando alla perfezione la squadra, si inizia a vedere anche un inizio di gioco e soprattutto riesce a gestire alla perfezione il possibile dualismo Italiano/Milanetto. Solito grande carattere dei ragazzi che andati sotto dopo pochi minuti non si sono scomposti e anzi hanno sfornato una prestazione maiuscola.

Ora Martedì tocca all’Albinoleffe con la concreta possibilità di continuare questa striscia vincente.

Archibald 

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Archibald

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PADOVA-MODENA: IL PUNTO DI “ARCHIBALD”

Postato il 25 settembre 2011 by La Padova Bene

Tre punti che forse valgono anche di più!

Il Padova esce vittorioso nella sfida tra le mura amiche contro il Modena in una partita che sulla carta avrebbe dovuto essere molto più facile. Dal Canto preferisce Italiano a Milanetto e Dramè a Lazarevic. Primo tempo abbastanza brutto da vedere errori da tutte e due le parti, squadre che forse subiscono anche un po’ il caldo.

Da segnalare l’ ammonizione di Dramè, quarta per lui; giocatore di sicura prospettiva ma ancora un po’ acerbo sia dal punto disciplinare che nelle giocate durante le partite. L’ episodio che dà uno scossone alla partita è l’espulsione di Legati al 37’ del primo tempo. Il centrale bianco scudato pecca di ingenuità facendosi comminare prima un’ammonizione per proteste( questa la poteva tranquillamente risparmiare) e poi per un fallo di gioco un po’ duro.

Dopo l’espulsione Dal Canto è costretto a togliere Dramè per inserire Trevisan. Verrebbe da pensare che ora il Modena possa fare la partita per vincere invece rallenta in modo esasperato il gioco sembrando accontentarsi del pareggio e proprio verso la fine del primo tempo il Padova si fa pericoloso con alcuni cross e spunti di Cacia, Marcolini e Cutolo.

I primi quindici minuti riflettono l’andamento della prima frazione poi la svolta Italiano lancia Cacia che dribla il diretto avversario e portiere per poi insaccare; cinque minuti più tardi fallo su Cuffa al limite dell’area punizione calciata da Italiano con palla che si insacca alle spalle del portiere! Pratica Modena chiusa.

Che dire della partita? Beh senza dubbio non è stato un bell’ incontro da vedere poco gioco zero tiri in porta ma qua bisogna esaltare il carattere di questa squadra in 10 per trequarti di gara ma senza mai correre il rischio di subire lo svantaggio e ovviamente quando si hanno giocatori come Italiano, Marcolini (piedi di un’altra categoria) e Cacia che possono inventare la giocata quando vogliono è molto più facile fare bottino pieno. Squadra cinica ed esperta che riesce ad uscire da una situazione difficile senza ombre.

Unico neo della giornata è da segnalare nell’arbitro Merchiori che non fischia quando c’è da fischiare fischia quando c’è da applicare la regola del vantaggio e prende alcune decisione veramente discutibili. Da questa 6° giornata il Padova ne esce indubbiamente rafforzato dimostrando un atteggiamento da grande squadra!

Archibald

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CALCIO DA DIVANO: CITYZENS VS.PULCINELLA

Postato il 15 settembre 2011 by La Padova Bene

Dio benedica il calcio in tv! E’ un autentico toccasana in giornate come queste, dove sono impossibilitato ai movimenti dal “colpo della strega” ed anche stare seduto davanti il pc mi provoca non pochi problemi… Il fatto di potermi vedere almeno un pò di sano calcio sul piccolo schermo (rigorosamente sdraiato sul divano, of course! Anche se mi manca la birra…) mi solleva almeno in parte il morale…

Il programma della serata prevede un Manchester City-Napoli di parecchio gusto. Amo le coppe europee, una delle poche competizioni in cui posso tifare dichiaratamente CONTRO L’ITALIA senza sentirmi tacciare di “antipatriottismo” (ed anche quando gioca la nazionale e mi tacciano di questo… sai che me ne fotte?), ed ovviamente tutta la mia simpatia va per i “Cityzens”… Il fatto che Balotelli non gioca me li manda ancora più in simpatia! Il ManCity è sempre stata la squadra “povera” di Manchester, soprattutto se ne confrontiamo il palmarès con quello degli odiati concittadini dello United. Un pò come il Toro rispetto alla Juve, per capirci. Ma se andiamo a vedere i particolari, il City è sempre stata la squadra “vera” di Manchester, proprio come il Toro rispetto alla Juve! Per il City tifano i fratelli Liam e Noel Gallagher, ed anche Mickey Francis, neo-star del Wrestling Britannico…

Voi direte: che cazzo ce ne frega di Mickey Francis? Beh, se ve lo trovaste davanti credo sareste meno spavaldi (clicca qui), non fosse altro perchè il buon Mickey la sua fama se l’è costruita dapprima per strada, crescendo nelle stradine del Moss Side, una delle zone peggiori di Manchester; e successivamente in gradinata, nelle file degli hooligans dei Cityzens, e riuscendo a farsi un nome come uno dei “Lads” più temuti e rispettati di tutta l’Inghilterra.

Questa, tanto per gradirvi, è la recensione del libro “Maine Road Guvnors”, edito in Italia dalla Boogaloo:

Mickey Francis, insieme ai suoi due fratelli è cresciuto in una delle tante strade di quel ricettacolo di malessere che era il Moss Side, uno dei ghetti più duri d’Inghilterra, popolato da immigrati Caraibici e segnato da massiccie demolizioni; un oscuro dedalo ottimale per incutere terrore. Proprio l’area dove sorgeva Maine Road il vecchio stadio del Manchester City. Per i tifosi ospiti un incubo senza fine. A causa della brutalità imposta in casa dal padre, fin da piccoli i Francis hanno coltivato una cruda predilezione per la violenza, mettendo su gangs tribali con gli altri bambini della zona. Una volta cresciuti, per quindici anni (’74-’88) sono stati membri attivi di varie firms di hooligans al seguito dei Blues. In principio i Cool Cats, la firm nata come unione granitica di ragazzi black della zona arrivati sulla scena a sfrattare i veterani dei primi anni ’70 che, visti anche i legami con il National Front, non avevano certo visto di buon occhio tutto quel subbuglio black ad impossessarsi del Kippax, l’enorme gradinata dove si sistemava il tifo più turbolento del City. In seguito sarebbe arrivato il momento della Mayne Line Motorway Service Crew e poi, nel pieno del boom della cultura casual, largo a Guvnors e Young Guvnors. Attraverso un frenetico vortice di scontri ecco ripercorse tutte le varie rivalità trascinatesi per anni, con particolare attenzione a quelle con Man United, Scousers, Cockneys e Leeds. Un quadro prezioso delle dinamiche interne alle varie firms. La predisposizione dei Guvnors a non usare armi e i loro codici di ingaggio che prevedevano lo scontro solo con mobs rivali altrettanto motivate al confronto. Mickey, incarcerato (non per la prima volta, non per l’ultima) nell’ambito di Operation Omega ha dovuto allontanarsi dal football ma non dalla violenza lavorando come buttafuori in pubs e clubs in giro per “Gunchester”. Mickey non rinnega nulla del proprio passato, e questa è la sua storia di coriaceo e leale combattente delle gradinate. Benvenuti nel Moss Side…..non si fanno prigionieri!

Ogni volta che rileggo la prefazione di questo libro, penso al City “arabo” di oggi, al suo stadio superfigo ed a tutti i suoi tifosotti attuali; e mi chiedo quanto sarebbe durato tutto ciò ai tempi in cui i ragazzi del Moss Side imperversavano nelle gradinate… Ma tant’è: nel 1988, quando Mickey abbandonò la scena, io frequentavo la prima media ed entrai nel magico mondo delle curve solo tre anni più tardi. In Inghilterra erano in piena fase di cambiamenti, mentre in Italia ancora il calcio era divertimento. Oggi gli stadi italiani sono sempre più vuoti e desolanti, mentre oltremanica “scoppiano di salute”… Di sicuro stanno meglio che qua, e nessun ministro degli interni da quelle parti si sognerebbe di vietare una trasferta… Ergo, mi da che stasera vediamo i napoletani belli all’opera!

Personalmente, da buon Veneto, non posso che provare un sano disprezzo per la città di Pulcinella ed i suoi abitanti. Ma non è un fatto calcistico, è proprio una questione razziale. Noi e loro siamo razze diverse, siamo troppo diversi (pur essendo nati sotto la stessa bandiera dello stesso stato farlocco…) e ci facciamo troppo schifo a vicenda perchè l’uno possa avere simpatia per l’altro. Non voglio mettermi a fare troppi discorsi, perchè non se ne verrebbe più fuori e non è questo il mio interesse in questo articolo… Dico solo che speravo che gli inglesi gli dessero una bella lezione, e non solo sul campo! Lo scorso anno, per aver fatto troppo gli stronzi in casa propria, parecchi napulilli pagarono pedaggio a Liverpool: tutti o quasi erano semplici tifosi e non ultras; ma sinceramente, si può star li ad andare per il sottile con un napoletano? Gli Scousers si diedero la risposta più ovvia…

Detto questo va anche riconosciuto il valore degli ultras partenopei, che per quanto mi riguarda in Italia sono una delle migliori tifoserie in assoluto; mentre all’estero hanno avuto poche opportunità per mettersi in mostra… Nella scorsa edizione dell’Eurpa League so che ebbero qualche problemino anche a Bucarest, oltre che a Liverpool, e potrebbe essere interessante adesso vederli in azione contro i Cityzens, anche per fare un confronto… Tuttavia le mie attese rimarranno deluse: a tutt’oggi non ho notizie di “saluti” fra le due tifoserie all’esterno di Maine Road. Per quanto riguarda tuttavia l’impatto sugli spalti, non mi hanno deluso: credo ad occhio e croce che fossero sui 2.000, racchiusi in un quadrato tenuto insieme da decine di stewards in tenuta arancione.

Sul campo, uno spregiudicato Napoli tiene testa ai favoriti Cityzens, e meriterebbe anche qualcosina di più di un punto: Lavezzi è un’autentica spina nel fianco per la difesa inglese ed Hamsik si vede togliere dalla linea di porta un gol già fatto, mentre la retroguardia partenopea riesce ad imbrigliare i temutissimi Aguero e Dzeko, complice la giornata pessima di quest’ultimo. Nella ripresa “El Pocho” (che assomiglia in maniera impressionante ad un mio conoscente dell’adolescenza che poi ha trovato un futuro nello spaccio di sostanze stupefacenti…) esce dal campo, e tocca a Cavani (peraltro non particolarmente brillante) a venti minuti dalla fine togliere le castagne dal fuoco… Sembra fatta per il Napoli, ma è proprio in questi momenti che viene fuori lo spirito delle squadre inglesi (quel poco che ne è rimasto per lo meno) di non arrendersi mai: ricordo il Chelsea contro il Vicenza, che riuscì a ribaltare una semifinale che sembrava già segnata (riempiendomi fra l’altro di gioia); il Manchester ieri ci ha provato. Prima ha trovato il pareggio con Kolarov (punizione magistrale), poi ha spinto cercando una vittoria che non è arrivata e che sarebbe stata anche ingiusta considerato ciò che hanno messo in mostra i partenopei, nel complesso più squadra rispetto agli inglesi che tuttavia hanno delle individualità che in qualsiasi momento possono cambiarti la partita…

Passiamo ora agli spalti: penso che tutti vi sarete accorti di ciò che sostengo io, ovvero che il fatto che in Inghilterra tutti stiano buoni e seduti al proprio posto E’ UNA LEGGENDA METROPOLITANA! Stanno seduti giusto nelle tribune, mentre di fianco ai partenopei potevate notare il gruppo più “caldo” dei supporters Cityzens tutti rigorosamente IN PIEDI! Detto questo, va anche detto che il fatto che fossero in piedi o seduti poco cambiava, è giusto il gusto di dare le cose in faccia ai soloni di casa nostra: sembrava di giocare a Napoli, se n’è accorta la regia inglese che spesso inquadrava i napulilli (fra i quali spiccava in “Volpicella Vive” ed il classico “Curva A” da trasferta europea), se ne sono accorti i telecronisti che elogiavano “il grande tifo partenopeo”… Ciò che mi faceva ridere è che questi elogiavano le stesse identiche persone che in Italia dipingono come “mostri”: GLI ULTRAS! Faccio una domanda ai lettori: ma secondo voi si sono resi conto che il giorno che mai dovessero riuscire (perchè ho seri dubbi su questo) ad eliminare completamente gli ultras dagli spalti italiani, rimarrebbero soli con tutti i loro seggiolini di plastica ed i loro tifosi… di plastica? La riprova l’avete avuta ieri, per chi ha visto la partita: uno stadio non piccolo come il City-stadium, in silenzio a guardarsi la partita e ad ascoltare il tifo dei napoletani! Caro Maroni, rimettiti a suonare ma agli angoli delle strade, che quello è il tuo posto…

In conclusione, bella partita, meritava una serata di divano per essere visionata. Spero che la schiena si rimetta presto a posto, in modo da poter fare qualche servizio dal vivo proprio sulle partite di Coppa…

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IL DERBY DI PECHINO

Postato il 07 agosto 2011 by La Padova Bene

Milan ed Inter si sono disputati oggi la Supercoppa Italiana, il trofeo che solitamente apre la stagione calcistica… Con una differenza però: teatro non è stato lo stadio di San Siro ma il “Nido d’uccello” di Pechino!

Per molti è un incubo che si avvera: da più parti si dice che i cinesi si stiano prendendo la nostra economia, ed intanto si prendono il nostro calcio, la cosa che interessa di più agli italiani. Quasi uno psicodramma. Ma per fortuna c’è “Mamma Rai” che coprirà l’evento in chiaro per la gioia di tutti i teledipendenti di questo fottuto paese… Doppio psicodramma!

Credo che i cronisti sportivi della TV di stato italiota siano fra i più incompetenti, incapaci e faziosi d’Europa. Un misto di ex-calciatori, ex-arbitri e sedicenti giornalisti sportivi; che inanellano di quelle cagate degne del peggior Borile. Almeno il caro Giorgio, specie quando si becca col “sempreverde” Mariano Schiavon, riesce anche a farti ridere: questi della Rai ogni volta che aprono bocca riescono a farti cadere le palle e basta! Penso che il top l’abbiano toccato ad Italia-Serbia dello scorso ottobre, quando Stankovic e compagni andarono a fare il saluto cetnico sotto il settore di Ivan Bogdanov e soci, mentre il telecronista ripeteva al pubblico italiano (che ovviamente ci credeva, visto il livello culturale di questo paese…) “Vedete? Stanno dicendo ai loro tifosi che li fanno perdere 3-0 se continuano…”; ma quasi ad ogni occasione questi signori non fanno altro che confermare il livello infimo del loro giornalismo da due soldi…

Bastava sentire l’inizio della telecronaca della partita di ieri: quasi tutti hanno detto che, soldi o non soldi, far giocare la Supercoppa Italiana a Pechino è una porcata bella e buona; loro invece, da bravi democristiani, hanno fatto degli sforzi notevoli pur di arrampicarsi sugli specchi e cercare di far vedere il “lato bello” del modello cinese ai telespettatori italioti, che forse adesso cominciano a porsi delle domande… Per esempio il buon Carlo Paris parte con l’elogiare lo stadio di Pechino, il famoso “Nido d’uccello”, costruito per le Olimpiadi del 2008 e nemmeno tanto studiato per il calcio, secondo me… Ma guai a contraddire Carlo Paris su “lo stadio più bello del mondo”, dove credo che le due curve abbiano una distanza dal campo inferiore solo a quelle dell’Euganeo! Ma dico, porca puttana, sei un giornalista sportivo: hai girato il mondo? Hai visto qualche stadio al di fuori dell’Italia? Sei mai stato al Santiago Bernabeu? All’Old Trafford? A Wembley? A San Siro stesso (mica è tutta merda in Italia!)? Al Maracanà? Al Monumental? All’Allianz Arena? Come cazzo fai a dire che è bello lo stadio di Pechino? Si sarà bello per farci le Olimpiadi, ma uno stadio per il calcio è un’altra cosa!

E poi, mi perdonerete, ma un nido d’uccello normalmente all’interno è pieno di merda; e di merda sugli spalti ce n’era in abbondanza. Ditemi il cazzo che vi pare, io già non apprezzo molto la gente di Padova che tifa per le squadre a strisce, ma debbo ingoiare per non litigare con la mia dolce metà; ma che cazzo mi dicono dei cinesi (!?!) che tifano e che si prendono addirittura a pugni per due squadre straniere, europee, lontano anni luce da quella che è la loro cultura e la loro tradizione? Invece i telecronisti Rai sin dalla partenza hanno già mezzo metro di lingua abbondantemente infilato nel culo dei musi gialli… “Una splendida cornice di pubblico”, dove? Io ho visto dei pupazzi sugli spalti, con i colori di Milan e Inter, ed addirittura con alcuni stendardi copiati dalle due curve di San Siro… Una splendida rappresentazione teatrale se vogliamo, ma la cornice di pubblico che intendo io è tutt’altra! Ma Paris non demorde: “Pensate che per le strade di Pechino vedete degli store di Milan ed Inter…”, grazie al cazzo! Se tutto va bene l’abbigliamento in vendita lo produce qualche bambino del posto a prezzi stracciati (ma a voi stolti europei vi fanno pagare 60 € una maglietta), e con gli scarti di produzione hanno aperto gli store… Ed ancora: “Ci sono persino dei libri sulla storia dell’Inter scritti in cinese”, ma che cazzo vuol dire? Vuoi che li scrivano in italiano, che li debbono vendere in Cina? Anche in Italia ci sono libri sulla storia del rock, del punk e sulla vita di molte star musicali straniere scritti in italiano, basta tradurre, ma la verità è che qui la gente ascolta ancora Le Vibrazioni e Francesco Renga!

Ma la vera perla arriva quando viene descritta la rissa capitata all’allenamento di un paio di giorni fa, quando un cinese con la maglia del Milan si è seduto in mezzo a degli altri cinesi con la maglia dell’Inter rimediando un paio di schiaffoni e venendo cacciato non prima che gli venisse sfilata la maglia: fosse successo in Italia, si sarebbe gridato allo scandalo, con i telecronisti Rai che si sarebbero stracciati le vesti chiedendo leggi più severe (e sti cazzi! Non basta mica la sospensione della Costituzione che vige in ogni stadio da un ventennio a questa parte?) e con qualche idiota che si sarebbe lamentato di non poter portare i propri figli allo stadio. Ma essendo successo a Pechino, Paris si è limitato a un laconico “Rende perfettamente l’idea su quanto seguano il nostro calcio…”. Mi pare ovvio: debbono vendere il calcio italiano da quelle parti, e debbono far passare qualsiasi merdata come una cosa stupenda e meravigliosa! Ed allora via di lingua, che il posto in Rai non lo si conquista per meriti…

A me l’unica cosa che mi ha inculcato in testa questo gigantesco spot commerciale è che i cinesi sono delle marionette. Spero che quelli fossero messi li da qualche sponsor, con un copione da recitare, sul modello degli “ultras” sudcoreani ai mondiali del 2002. Perchè se così non fosse vorrebbe dire che sono un miliardo e mezzo di persone senza identità, senza nerbo, tutti con una mano infilata nel culo… Eppure sono un mercato immenso, tanto che anche l’Inter, nell’ennesimo “slancio di dignità” della gestione Moratti, si è presentata con una maglia con lo sponsor in cinese a far la coppia con l’orrenda divisa dello scorso anno col biscione trasformato in dragone!

La domanda è: ma questi cinesi, visto che hanno i soldi, non possono farsi il loro campionato ed investire su star straniere disposte a vendere la fine della loro carriera per un piatto di pastasciutta come fanno i loro vicini di casa giapponesi ed i principi arabi? Dobbiamo andare noi in casa loro oggi a giocare la Supercoppa e magari domani a giocare una giornata intera di campionato? Probabilmente però la risposta sta proprio nel paragrafo scritto sopra: sono delle marionette, e non ci hanno ancora pensato… Probabilmente per molti occidentali è anche un bene che siano delle marionette, così loro possono continuare ad essere “il mercato” e noi “i venditori”. Quello che non si capisce è per quale stracazzo di motivo se loro sono “il mercato” noi gli continuiamo a dare il culo gratis, cercando addirittura di assorbire le loro tradizioni che fanno a pugni con le nostre! Altri paesi (Inghilterra, Germania e Spagna) non ci pensano nemmeno a far disputare laggiù una loro competizione ufficiale, ma gli italiani si sa che sono solo capaci di piegarsi a novanta gradi…

Se negli spalti vediamo tanta merda, non è che sul campo lo spettacolo sia migliore… Le due squadre sono indietro di preparazione e si vede. Ma i calciatori ormai sono delle star perfettamente inserite nel circo televisivo. Prendete Gattuso e Ibrahimovic: mentre l’Italia sta vendendo il proprio calcio in Cina, loro staranno cercando di vendere la propria immagine in Bosnia, Kosovo e Montenegro; ed infatti si presentano con un perfetto look da zingari! Eto’o al contrario ha sempre la stessa posa a mani giunte come se stesse pregando: che si tratti di chiedere spiegazioni all’arbitro o di implorare una vigilessa di non fargli la multa, lui è sempre li a mani giunte.. Mi ricorda tanto qualche parlamentare del PD, con quel fare da mezzi preti!

Nel primo tempo l’Inter è più in palla, ed infatti va in vantaggio con una punizione magistrale di Sneijder sulla quale il camerata Abbiati ha potuto fare ben poco… Subito dopo essere andato ad abbracciare la panchina, l’olandere si gira anche ad incitare una curva che non c’è: chissà cosa ha pensato in quel momento…. A questo punto l’Inter potrebbe affondare, ma fa l’errore di non chiudere la pratica e nella ripresa viene fuori il Milan. Gasperini è li che guarda la partita con l’aria sorniona di quello che la sa lunga, ma temo che non arriverà nemmeno a Natale se va avanti così. Prima pareggia Ibrahimovic su assist di Seedorf, poi entra anche il futuro genero di Berlusconi (uno dei pochi che ha capito tutto dalla vita) a vivacizzare la manovra. Ed arriva anche il gol vittoria di Boateng, che sembra sempre più uno fuggito da una Banlieue più che un ricco calciatore…

In generale qualcosa di buono in campo si è visto: Sneijder che per conto mio è oggi come oggi il numero uno in Europa (lo metto anche davanti a Messi, che fuori dal Barcellona continua a fare schifo), Ibra che è oggi uno zingaro a tutti gli effetti ma resta un fuoriclasse, il neoacquisto nerazzurro Alvarez che si muove abbastanza bene e che secondo me saprà ritagliarsi uno spazio importante… Mi ha fatto una bella impressione anche il giovane Faraoni, niente di spettacolare, ma un bel mix di umiltà e personalità che per un difensore è importante: mi ha impressionato l’eleganza con cui è andato a sradicare un pallone dai piedi di Pato. Ma forse la cosa più bella l’ha fatta Thiago Motta, in una partita già nervosa di suo, con un entrata da autentico figlio di puttana sull’inguine di Thiago Silva. Ovviamente si è accesa una mischia, ed ovviamente il solito cronista è arrivato a biasimare il comportamento dei calciatori. Ma come? I cinesi sugli spalti possono menarsi e loro in campo no?

Al fischio finale, i cinesi esultano, Seedorf va ad autografare una telecamera ed i milanisti festeggiano come se avessero vinto la Champions. La Rai invece conferma il suo livello, ed il commento finale di uno degli inviati la dice lunga: “La sintesi della partita è che il Milan ne ha fatti due, l’Inter uno solo…”. Avesse tirato una pernacchia al microfono, avrebbe avuto più senso di un commento del genere!

Concludo con una domanda: quando è che Inter e Milan vanno a farsi la loro Superlega Europea con le altre squadre più ricche del vecchio continente e si levano dai coglioni dal calcio italiano una volta per tutte? Sarebbe la volta che cambierebbero tante cose nel calcio italiano…

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TORNA LA SCURE, LE ESTATI CALDE DELLE “FALLITE”

Postato il 13 luglio 2011 by La Padova Bene

La grande famiglia de La Padova Bene si arricchisce di un nuovo elemento. Ricordate di quando avevo lanciato un appello per eventuali nuovi collaboratori? Molto bene, da oggi avremo un nuovo fratello biancoscudato con noi che ci parlerà principalmente di calcio giocato… a modo nostro! Un caloroso saluto a Bwara (che a dispetto del nome, è bianco e parla in lingua veneta!):

Puntuale ogni estate, come il calcio mercato e le amichevoli estive, arriva la scure della cancellazione dal professionismo, o la declassazione in alcuni casi, per molte società professionistiche. Con un colpo di cancellina si eliminano dal panorama calcistico società gloriose o piccole realtà in modo freddo e spregiudicato; a volte figlie di una mala gestione causata da avidi imprenditori, altre volte da una sempre meno comprensibile dinamica di indebitamento che elimina il calcio da città un tempo malate di pallone ed oggi deserti impraticabili, con cui spesso devono fare i conti per primi i tifosi privati della loro passione. Ma anche gli stessi calciatori, spesso chiamati mercenari, ma in questo caso semplici lavoratori troppo velocemente definiti strapagati, che si ritrovano in massa a diventare “illustri” disoccupati a caccia di un nuovo impiego. Chi ricorda la Pistoiese, l’Ancona, il Mantova, la Sambenedettese, il Legnano, la Marcianise solo per citare alcuni degli ultimi casi? Pochi mesi o anni fa tutte compagini da affrontare, ora sbiaditi ricordi di difficile individuazione nel panorama calcistico.

Alcune di queste società, ben presto, torneranno. Non certo ai fasti di un tempo, ma quantomeno a calcare i campi professionistici; come il Mantova che sfiorò la Serie A appena nel 2006 contro il Torino, fino ad arrivare al tracollo l’estate scorsa a causa dei debiti conseguiti più che per la mala gestione societaria, per problemi che il patron Lori ha avuto nell’ambito lavorativo. Cancellazione e ripartenza dal campionato di Serie D, poi vinto. Ma la vittoria più grande arriva dai suoi sostenitori: infatti un gruppo di tifosi con a capo l’ex presidente Alberto Castagnaro, giusto un anno fa fondò una società gemella, il MANTOVA UNITED. Questa società, con lo stesso Castagnaro presidente e Giancarlo Mondovì come vicepresidente, acquistò quote per il 25% del capitale del F.C. Mantova. Lo United mise in vendita le proprie azioni (con pacchetti che vanno da 100 a 2000 euro) acquistabili dai tifosi, così da avviare una gestione collettiva del club. Questa è la prima e vera forma di azionariato popolare in Italia in contrapposizione al modello globalistico delle ormai multinazionali del calcio europeo. Ad oggi (fonte wikipedia) sono 220 i tifosi diventati soci dello United, per quasi 100.000 euro di azioni, lasciando a loro la gestione di sponsorizzazione per negozi e piccole aziende, riuscendo a fondersi con il territorio.

L’Ancona invece, salvo l’anno scorso in Serie B sul campo, ha vissuto un’estate fatta di cavilli e contro cavilli legali. La Covisoc dapprima ha escluso i marchigiani dalla B, fallito il tentativo del sindaco  e di una nuova cordata di ripianare i debiti ne deriva l’esclusione anche dalla Lega Pro e dalla Serie D. La squadra è stata smembrata e iscritta al campionato di Terza Categoria, con il semplice scopo di non lasciare i crediti sportivi in Lega Calcio, senza però disputare nemmeno una gara venendo così radiata. Tutto questo per consentire alla neonata Ancona FC 1905 (che acquistò il diritto sportivo dal S.S. Piano San Lazzaro) di poterne acquisire i diritti e proseguire la storia della compagine, vincendo tra l’altro il campionato di Eccellenza nonostante l’agguerrita concorrenza di Fermana, Vis Pesaro, Maceratese,  Grottamare, Tolentino e Urbino: derby dimenticati, ma rivissuti quest’anno sul campo storico dello Stadio Dorico.

La Pistoiese ci ha messo due anni invece per uscire dall’inferno dall’Eccellenza, perdendo la finale col Mosciano l’anno scorso, ma vincendo il campionato in questa stagione.

Sono solo 3 esempi di come il calcio muore e riparte in alcune piazze, questo perché a breve verrà sancita la morte di un sacco di società calcistiche di Lega Pro, Macalli come sempre farnetica sanzioni a raffica (come non bastasse falsificare il campionato appena concluso con oltre 80 punti complessivi di penalità e la salvezza del Catanzaro che ha realizzato la bellezza di 8 punti in campionato!) e la possibilità di cancellare un girone intero di Lega Pro Seconda Divisione. Fate due conti: 19 giocatori per 16 squadre, fanno 300 giocatori a spasso. Nella sola provincia di Salerno quest’estate sono fallite Salernitana, Cavese e Ebolitana. Poche speranze anche per il Cosenza, mentre altri ci provano fino all’ultimo minuto disponibile a fare ancora parte di un calcio sempre più malato e indebitato, in questa Lega Pro senza sbocchi televisivi e pubblicitari. Alla fine a rimanere a raccogliere i cocci rimarranno i tifosi, dopo un estate infernale, per alcuni non la prima. Si deve ripartire, spesso in modo umiliante e rimettersi in gioco da capo. Un reset che non sempre è possibile. Ora spazio agli enti competenti poi, compito nostro, sarà di non dimenticare e parlarne. Perché in questo calcio sempre più malato, spesso i ricordi e la storia sono le sole cose che ci restano.

Bwara

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REAL-BARCA: LO SPETTACCOLO VIENE SUL SERIO DAL CAMPO?

Postato il 28 aprile 2011 by La Padova Bene

Dunque, ieri sera verso l’ora di cena ero a casa, e ne ho approfittato per guardarmi un pò di sano calcio in TV. A me non dispiace il calcio in TV, non fraintendetemi. A me da fastidio che facciano giocare partite in giorni ed orari assurdi per cercare di ostacolarmi nell’andare allo stadio ed obbligarmi a guardarla in TV, quello si; ma credo che il fatto di stendermi sul divano con una bella birra fresca e guardare qualche bella partita magari estera sia uno dei grandi piaceri della vita… Così ho fatto ieri per Real Madrid-Barcellona, semifinale di Chiampions League.

Da anni la Liga è uno dei tornei più interessanti e spettacolari d’Europa, e negli ultimi anni ha superato alla grande la Serie A italiana. Il fatto che i due maggiori club spagnoli siano a giocarsi la semifinale di Champions, mentre l’Inter che pure sprizzava gioia da tutti i pori per aver beccato lo Shalke (teoricamente l’avversario più debole) è tornata a casa a calci nel culo (come del resto il Milan e la Roma) vorrà pur dire qualcosa. Come del resto vorrà pur dire qualcosa il fatto che un tempo gli italiani snobbavano il calcio straniero e quindici-vent’anni fa tutta Europa era incollata alle televisioni a vedere le squadre italiane che facevano l’en plein nelle coppe; mentre oggi in Italia TUTTI si guardano Real-Barcellona… Stiamo pian piano scivolando nelle retrovie del calcio europeo, ma c’è gente che non se ne vuole rendere conto… Eh vabbè!

Di quanto poi sia stata “spettacolare” la partita di ieri ne potremmo parlare per ore, ma tant’è… Mi è venuto in mente Maroni quando diceva che “lo spettacolo DEVE essere in campo, NON FUORI!” ed ho riflettuto su quanto in Spagna abbiano fatto esattamente questo tipo di ragionamento per limitare l’azione negli stadi degli ultras e delle bande giovanili… Nella seconda metà degli anni ’80 infatti gli ultras spagnoli stavano pian piano prendendo piede e le autorità locali, onde evitare di creare un fenomeno come in Italia, partirono subito a spron battuto con la repressione: vietati i fumogeni, vietati certi tipi di striscioni, vietate le aste di bandiera, arresti e diffide come ridere. Vero che in Italia abbiamo subito di peggio, ma è vero che qui la repressione è arrivata quando gli ultras erano già una realtà consolidata: per i neonati ultras spagnoli, tutto questo significò solamente crescere con le gambe tagliate! Aggiungetevi la politicizzazione assurda, che nella Penisola Iberica raggiunge livelli ben superiori che in Italia (Delle volte mi veniva da chiedermi se sono pagati per esporre tutti quei simboli politici, e spero che la risposta sia si, almeno ci vedo un senso…); e l’allergia degli spagnoli per le trasferte (se in Italia si ragiona che un gruppo ultras deve andare ovunque, in Spagna preferiscono fare poche trasferte ma fatte bene) e capirete il resto. Alcune tifoserie interessanti ci sono anche qua (Real Madrid, Atletico Madrid, Sivilglia, Osasuna, Atletico Bilbao), ma in linea di massima i gruppi ultras sono spesso e volentieri gruppetti di poche decine, nei casi migliori qualche centinaio, di ragazzi che sostengono le proprie squadre e quando riescono vanno in trasferta. Qualche bel faccione e qualche bel personaggio c’è anche qui, ma sono comunque una realtà troppo poco diffusa per poter sperare di potersela giocare con tifoserie europee molto più agguerrite e numerose (si pensi per esempio a cosa sono diventati gli ultras dell’Europa dell’est..). Bene, ieri di spettacolo sugli spalti non c’era granchè, ma vorrei dire che è stato quasi migliore di quello sul campo: qualche buon coro alternato a lunghe pause ha fatto da contorno ad una partita eccessivamente tattica e nervosa, continuamente interrotta da gente che litigava e mezze checche che crollavano a terra ogni volta che venivano toccate…

Gli Ultras Sur del Real mi sono sembrati anche abbastanza in palla, almeno fino all’uno-due di Messi. Certo, erano un’altra cosa rispetto ai primi anni ’90, quando vidi un derby fra Real ed Atletico con un tifo degno della serie A italiana dell’epoca. Ma i tempi sono cambiati anche da noi, quanto da loro… Noto al centro della loro curva il vecchio striscione della Banda Noantri della Lazio, che credevo non avrei mai più visto esposto. Ricordo un vecchio gruppo madridista, l’Orgullo Vikingo, che se non sbaglio stava nell’altra curva rispetto agli Ultras Sur e che se tanto mi da tanto non andavano nemmeno così tanto d’accordo con loro. Ma non sono informato, lo ammetto: la Spagna mi è sempre piaciuta come meta di viaggi e vacanze, ma mai per gli ultras! Dall’altra parte mi si dice di circa 3.500 tifosi giunti da Barcellona, ma non li vedrò mai inquadrati. Anche li, non so cosa ci fosse di ultras: un tempo esistevano i Boixos Nois (estrema destra ma con idee “catalane” e non spagnoliste) ed esisteva anche un gruppo concorrente: i Sang Culè (estremisti di sinistra ed indipendentisti catalani). Da quel poco che so, questi ultimi vennero fatti fuori un bel giorno che decisero di sbeffeggiare con cori beceri uno dei capi dei Boixos Nois morto per overdose ad Amsterdam: i Boixos incassarono il colpo, poi a partita finita fecero il giro del Nou Camp attendendo fuori i colleghi/rivali e gonfiandoli di botte, portandogli pure via lo striscione. Era il 1997, credo. I Sang Culè si sciolsero. Anche i Boixos in seguito ebbero non pochi problemi con la società che gli impediva semplicemente l’ingresso alle partite in casa. Prima, erano un gruppo di tutto rispetto, pare che un anno a San Siro avessero addirittura sfidato la Fossa ad un testa a testa di fronte al baretto un tempo ritrovo degli ultras rossoneri; e pare che tuttora in trasferta siano abbastanza numerosi. Non ho modo di verificarlo. Quello che so è che ultimamente una frangia dei Boixos, i più giovani, hanno formato i BCF (Barcellona City Firm), la banda di Casuals al seguito dei blaugrana…

Tornando a parlare di calcio, ho già parlato di spettacolo deludente. Andrò controcorrente: io ammiro molto Josè Mourinho, trovo che sia un vincente (poi in itaGlia non piace perchè qui piacciono i leccaculo, ma è un’altro discorso…) ed un gran motivatore; ma sopratutto trovo che sia una personalità vera in un mondo (quello del calcio) popolato da marionette. E’ un pò come con Di Canio: non riesco a non avere simpatia per gli stronzi cagacazzi. E’ più forte di me! Ieri tuttavia è stato sconfitto da una squadra che ha usato le sue stesse armi: stuzzicare ed innervosire l’avversario. I giocatori in maglia blaugrana facevano perfino fastidio in certi momenti, ma sono riusciti a far perdere la testa ben presto ai “blancos”. Rimasti in dieci per l’espulsione di Pepe, subito si è fatto cacciare anche Mou per un’applauso sarcastico all’arbitro e da li è crollato il palco. A questo punto il Real la metteva in rissa, il Barca è riuscito a rimanere lucido quel tanto che basta per infilarlo al momento giusto. Un piccolo capolavoro tattico di Guardiola se vogliamo, che rispetto al collega Mou ha un Messi in più in squadra: non fatemi paragoni con Cristiano Ronaldo per piacere! L’argentino è un fenomeno vero; il portoghese è un bel ragazzo pieno di muscoli, col taglio alla moda, che ogni tanto fa numeri per far divertire il pubblico, ma nel complesso lo trovo molto sopravvalutato. E sopratutto molto fragile, mi spiace dirlo.

In conclusione mi sovviene un pensiero: Caro Maroni, ma chi te l’ha detto che lo spettacolo stava in campo?

Mi piacerebbe conoscere qualcosa di più su eventuali risvolti sugli spalti, e fuori dal campo…

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PUNTI BUTTATI

Postato il 18 aprile 2011 by La Padova Bene

A Frosinone alla fine è saltato fuori un pareggio risicato, sul campo dell’ultima in classifica. Se penso a tutti i punti che abbiamo regalato quest’anno alle ultime della classe, mi incazzo. Se penso che avremmo potuto vincere tranquillamente tre o quattro a uno mi incazzo ancora di più.

Non ce l’ho con la squadra per la partita di Frosinone, in Ciociaria almeno abbiamo giocato e la vittoria non è arrivata per pura sfiga. Ce l’ho con la squadra per il campionato, generale, che abbiamo disputato. Questo Padova per conto mio non è inferiore a una Reggina o a un Varese, ma nemmeno a un Novara e se l’è giocata (pur essendo nel complesso un gradino sotto) anche con una corazzata come il Siena: il problema è che fino a un mese fa non si giocava. Questo per me è inaccettabile da gente che si definisce “professionista”. Mi auguro di cuore che queste pagliacciate siano definitivamente, anche in vista della prossima stagione…

Giovedì arriva il Vicenza, e parliamo di un derby che (con o senza tifosi ospiti) è sempre un derby… Cosa vogliamo fare? Consegnargli comodamente la chiave per i playoff? O peggio, un pareggio che va bene ad entrambi (si fa per dire) senza l’ombra di un tiro in porta come l’anno scorso al Menti? Bisogna fare chiarezza una volta per tutte: ci sono certe partite che il tifoso biancoscudato (in primis Vicenza e Venezia…) vuole VINCERE! Certo, si può anche non vincere per vari motivi, ma almeno bisogna provarci. Bisogna lottare, sputare sangue e farlo sputare a loro. E non tirare indietro le gambe. Non voglio più sentire parlare di “biscotto” come lo scorso anno al Menti: giovedì sera, a prescindere da tutto e tutti, bisogna andare in campo ed AS-FAL-TAR-LI! Discussione chiusa.

Torniamo per un attimo a Frosinone: il gol che ha salvato la partita e la giornata ai biancoscudati è arrivato da un giocatore molto spesso criticato e considerato “non all’altezza” della serie B, ovvero Andrea Rabito. Sarò sincero, non l’ho mai amato, ma gli dò atto (come mi faceva notare qualcuno già al “Matusa”) che ha sempre lavorato a testa bassa, senza mai una polemica o una parola fuori posto. Sono contento per lui. E per il Padova. Ciò di cui invece non sono contento sono le solite amnesie difensive, vedi il gol per conto mio regalato ai canarini con Cano spiazzato ed il resto dei difensori patavini a guardare una palla che rotola in rete… E la solita precisione in attacco: Ardemagni solo davanti al portiere si è mangiato un gol incredibile. De Paula è tornato ai suoi livelli abituali, cioè non ha toccato palla. A fare da spalla ci ha pensato El Shaarawi, che evidentemente non era in giornata (mai visto sbagliare così tanto). Italiano adesso che è tornato ad essere un punto inamovibile del centrocampo è contento, e gioca come si deve; mentre qualche parola buona la spendo per il giovane Dramè, che ha il pregio di saper dare freschezza e vivacità alla squadra, mettendoci ogni tanto qualche buon numero.

Peccato per i tre punti persi. Alla fine, per ciò che si è visto in campo, se i biancoscudati avessero fatto bottino pieno non ci sarebbe stato niente da dire. Ed ora sotto col Vicenza; se non fosse chiaro ripeto il concetto espresso sopra: giovedì bisogna AS-FAL-TAR-LI!!!

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IL PARI CONCORDATO

Postato il 06 aprile 2011 by La Padova Bene

 

No, non siamo incontentabili. E nemmeno siamo ingiusti, come qualcuno ha maliziosamente “ammiccato” dopo il pareggio di Empoli. Semplicemente siamo gente che spende tanto in termini di tempo, denaro e passione per il Padova; ed i “biscotti” non ci vanno giù. Possiamo accettarli turandoci il naso quando il fine è importante, ma di importante ad Empoli non c’era proprio nulla: solo una partita di metà campionato, in cui una vittoria ci avrebbe nuovamente aperto la strada per la lotta ai playoff… Cosa volete che sia? Solo vedere una squadra che gioca quando e come ha voglia, e che ha deciso che quest’anno si deve salvare e basta… Solo vedere gente che sul 2-2 al limite dell’area avversaria comincia  a passarla indietro fino a tornare in porta… Al “Castellani” non fischiavamo noi, fischiavano tutti, padovani ed empolesi. Fischiavano tutti perchè tutti si sono sentiti presi in giro da quella “melina” finale. Direi che è il calcio che volevano: i tifosi che si sentono trattati come clienti, e da tali agiscono. Mi dai merda? Ti prendi merda! Sono finiti i tempi del sostegno garantito… non era meglio pensarci? O forse non sarebbe meglio giocare fino alla fine? In fin dei conti non stiamo parlando di gente che prende mille euro al mese…

Per il resto poco da dire: ad Empoli c’è stato il primo gol di De Paula, che ha confermato ciò che già si sapeva di lui. Cioè che ha un gran tiro. Per il resto mi è sembrato quasi che non si fosse reso conto nemmeno lui di aver segnato. E temo che non segnerà mai più. Pace. Come del resto si sapeva che il Padova, questo Padova, non è squadra da retrocessione. Purtroppo però abbiamo un bel pò di problemi: in primis, lo spogliatoio. Da ricostruire eliminando le mele marce.

Non fateci passare come “un successo” un pareggio concordato ad Empoli. Non siamo così stupidi.

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PAREGGIO AL GUSTO DI BISCOTTO

Postato il 31 marzo 2011 by La Padova Bene

 

Partiamo dalla notizia che in questi giorni ha “sconvolto” (si fa per dire) l’ambiente biancoscudato:

Tre gare entrano nel mirino della Procura Federale, che indaga su un presunto giro anomalo di scommesse. Si tratta di Chievo-Sampdoria di domenica prossima oltre che di Padova-Atalanta (Serie B) e Fondi-Neapolis Mugnano (Lega Pro) dell’ultimo weekend. La segnalazione è stata ricevuta venerdì dai Monopoli di Stato in merito a flussi di giocate sospette. Si è registrata soprattutto una fortissima concentrazione di puntate sul segno “X” di Padova-Atalanta (terminata 1-1) e sul “2″ di Fondi-Neapolis Mugnano (finita 3-2 per gli ospiti). Gli scommettitori, in queste ore, starebbero puntando in massa sul pareggio di Chievo-Sampdoria.

Per quello che ho visto dal vivo sabato sera, la partita non mi è sembrata combinata. Certo, l’Atalanta ha giocato per il pareggio, il Padova ha attaccato e creato occasioni che non ha sfruttato, ma alla fine è sembrato accontentarsi di un buon punto (non conto nemmeno la seconda occasione di De Paula, perchè vedendo cosa ancora una volta ha sbagliato mi viene da pensare veramente alla combine!). Diciamo che ho visto una partita che ci può stare benissimo. La Lega farebbe bene ad aprire gli occhi su molte altre partite, invece di aprire queste finte inchieste fatte più che altro per far vedere che loro si muovono nella lotta alle scommesse clandestine… Quante partite sono state perse apposta per esempio, con lo scopo di far esonerare questo o quell’allenatore? E quante volte ci si è accordati con l’avversario per non farsi male? Cito Vicenza dell’anno scorso, e non venite a negare l’evidenza per piacere! Ma restando alla partita con l’Atalanta di sabato, per me di combinato c’era ben poco….

Analizzando questioni più tecniche, De Paula per una volta è uscito fra gli applausi; il che conferma ancora una volta la troppa bontà o se preferiamo “l’eccesso di attaccamento” del pubblico padovano: si dice che sia migliorato, forse perchè per una volta è riuscito ad impegnare abbastanza seriamente un portiere avversario (parlo della penultima azione, dove non si può dire che si tratti di un “gol sbagliato”, ma di un’autentico miracolo dell’estremo difensore bergamasco). Nell’azione immediatamente successiva, ha fatto un’altra delle sue calciando fuori un pallone che un centravanti di razza avrebbe messo dentro: non ho nulla contro il ragazzo, ma per me non è un calciatore da serie B. E poi dovrebbe smetterla con quel vittimismo: mi ricorda molto Aristoteles in ritiro prima della partita contro la Sampdoria ne “L’allenatore nel pallone”!

Ardemagni dopo la partita di Pescara è tornato il solito Ardemagni fighetto. Ha rimediato una scarpata in faccia che avrebbe potuto spettinarlo, ma per il resto l’impressione è stata che non volesse troppo far male alla sua ex squadra. Della serie: “Teniamoci la porta aperta!”. Ditemi pure che sono un figlio di puttana, ma il caro Matteo deve farne ancora di strada prima di farmi dimenticare certi suoi gesti! E poi diciamocelo: a Pescara sembrava un leone ferito, con l’Atalanta era tornato il solito tronista…

Buona prova di El Shaarawi, il cui futuro sembra ormai segnato. E’ un peccato non averlo avuto più tempo a disposizione: il ragazzo ha dei numeri non indifferenti, e non parlo solo a livello tecnico ma anche e soprattutto umano (un’umiltà che molte presunte “promesse” dovrebbero imparare!). Sono contento per lui.

Solita nota dolente: si è infortunato Jiday, ora dopo qualche giorno anche Crespo non sta benissimo. E chi dovrebbe infortunarsi sul serio non si infortunia mai. Ora tutti questi infortuni sono quanto meno sospetti: o si fa a gara per giocare il meno possibile, ma non lo voglio pensare; oppure c’è dell’incompetenza dietro… Lo staff a fine stagione deve fare le valigie. L’ho già detto? Lo ripeterò fino alla noia! Semprechè per molti non sia normale tutta questa catena di infortuni…

Ora si va ad Empoli. Attendo conferme.


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LA RESURREZIONE

Postato il 22 marzo 2011 by La Padova Bene



 

A Pescara il Padova ha ottenuto la prima vittoria esterna del suo campionato. Nell’unica trasferta in cui i ragazzi della Fattori non sono stati presenti nè dentro nè fuori. Detta così mi verrebbe da pensare che qualcuno portasse sfiga, ma siccome non sono superstizioso (quando mi fa comodo!), allora preferisco analizzare la vittoria di Pescara da un punto di vista tecnico…

A Pescara abbiamo giocato bene, schiacciando l’avversario, cosa già successa in altre occasioni: per esempio nella partita interna con la Triestina. Abbiamo avuto, rispetto alla partita con la Triestina, una piccola botta di fortuna in più… Il Pescara ha preso un palo clamoroso sull’1-0 che avrebbe cambiato probabilmente il corso della partita; certo, anche il Padova ne ha preso uno sullo 0-0, ed a conti fatti non ha rubato assolutamente nulla (anzi, ha strameritato). Certo che l’episodio in se è indicativo di come il vento abbia soffiato per una volta in un’altra direzione.

La vittoria di Pescara tuttavia mi fa incazzare: non erano brocchi prima i nostri, non sono dei campioni adesso. Abbiamo una buona squadra, quello si, che in crisi ci è entrata con la testa prima ancora che con gli infortuni. E che non produceva gioco per una scelta precisa… Siete convinti sul serio che Dal Canto abbia fatto il miracolo? Io dico di no! I miracoli li ha fatti solo uno nel corso della storia, e come ringraziamento l’hanno messo in croce, ergo agli uomini non conviene mai fare miracoli perchè non sarebbero apprezzati… Gli unici che hanno fatto il miracolo sono i soliti senatori dello spogliatoio, che in realtà hanno fatto il solito giochetto di ogni anno: quando entrano in rotta di collisione col mister, cominciano a giocargli contro per farlo esonerare. Poi quando arriva qualcuno di loro gradimento, si ricordano di essere dei professionisti e ricominciano a giocare come si comanda a dei professionisti… Io credo, senza offesa, che prima ancora che contestare Calori avremmo dovuto contestare i mercenari che vestono la nostra maglia, che purtroppo molto spesso sono invece trattati come veri e propri idoli (Non dalla Fattori, sia chiaro, che da qualche anno per fortuna preferisce il supporto alla squadra che non al singolo giocatore; ma da parte della tifoseria purtroppo si…). Ma credo ancora di più che se ne dovrebbe rendere conto la società: il ripetersi di avvenimenti e situazioni, in questi due anni di B, mi sembra indicativo. E continuare a tenere e pagare profumatamente gente che è si dotata tecnicamente, ma che a conti fatti sono di più i problemi che crea in spogliatoio che quelli che risolve in campo per me è un controsenso. Da questo punto di vista, si potrebbe veramente prendere esempio da realtà più piccole, eppure dove la maglia e la società sono più rispettate che nella “ricca” Padova!

Comunque alla fine Dal Canto si è guadagnato la riconferma. Fino a giugno almeno. La soluzione può anche andarmi bene da un certo punto di vista, ma mi fa riflettere guardando la cosa da un’altra angolazione: doveva arrivare Colomba, pareva già fatta, ma la cosa si è prolungata… A questo punto si è reso necessario inserire Dal Canto, che ha beccato la giornata buona dei nostri “senatori” e si è per questo guadagnato la riconferma… Poi magari Dal Canto è il nuovo Mourinho, non lo so, ma la cosa indicativa per conto mio è che anche questa volta in realtà non c’era uno straccio di programma. E se la cosa per quanto riguarda il Presidente, non mi stupisce, non posso dire la stessa cosa di Foschi: da uno come lui mi aspetto anche “il piano di riserva”!

In conclusione, cari tifosi padovani, è inutile che vi illudiate che adesso Dal Canto ci porterà in serie A come fece a suo tempo Sandreani (li c’era una società che programmava), ed è inutile che ai primi rovesci cominciate a chiederne la testa. Ricordatevi che il problema principale del Padova non è in panchina, ma è dentro lo spogliatoio. E forse, anche negli scranni più piccoli della dirigenza…

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