Questo sito non vuole in nessun modo rappresentare nella sua interezza la Tribuna Fattori di Padova ed i gruppi ultras ad essa associati.
Tutti i contenuti di questo sito debbono essere intesi come il pensiero personale di un qualsiasi frequentatore del sopracitato settore.

Archivio | Quei del baeon

Di_canio

Tags: , ,

DI CANIO INDAGATO PER RAZZISMO

Postato il 16 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Today

La FA ha aperto un’inchiesta nei confronti di Paolo Di Canio, allenatore dello Swindon Town, club della League Two inglese accusato di insulti razzisti nei confronti di un suo giocatore di colore Jonathan Tehoue. L’ex giocatore dello Swindon ha denunciato di aver subito offese a sfondo razzista da parte di Di Canio come rivela anche il quotidiano ‘Daily Mail’.

Il giocatore non era presente quando Di Canio avrebbe pronunciato la frase incriminata, che gli sarebbe stata riferita da alcuni ex compagni pronti a testimoniare. Secondo il tabloid inglese Di Canio in passato ha detto una frase pesante: ”Sono fascista, non razzista”. La Federcalcio inglese è molto attenta ai temi del razzismo e quest’anno ha già punito Luis Suarez del Liverpool che avev insultato Patrice Evra del Manchester United con 8 giornate di squalifica.

La frase incriminata è semplicemente ciò che Di Canio ha sempre detto, anche in Italia. Personalmente mi trova anche d’accordo, potremmo poi discutere per ora su questo o quel principio ma è una cosa che non mi interessa. 

Quanto alla frase incriminata, mi chiedo semplicemente dove stessero gli insulti razziali a Tehoue. Ho la sensazione che il Buon Paul si stia facendo dei nemici anche oltremanica…

Commenti (0)

bayern8-large

Tags: , ,

BAYERN MONACO AD AZIONARIATO POPOLARE

Postato il 15 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: MyRoma

….L’Allianz e il Bayern sono il simbolo di un calcio virtuoso, coi conti a posto e con un campionato che è il più equilibrato d’Europa, di sicuro quello con più pubblico: la media è di oltre 45.000 spettatori a partita, meglio della Premier (35.000) e non parliamo dell’Italia (23.000).

Il top è rappresentato dal Borussia Dortmund, che da due anni riempie il suo monumentale Westfalenstadion: 80500 spettatori di media. Due eventi hanno portato a questi record: il fallimento del gruppo Kirch nel 2002, che ha costretto i club a rivedere i rapporti economici con le tv e a riordinare i bilanci cercando nuove risorse; l’altro è stata l’organizzazione del Mondiale 2006, che ha imposto la ristrutturazione degli stadi o la costruzione di nuovi impianti. Tra cui l’Allianz Arena, che il 7 aprile scorso ha fatto registrare un primato mondiale: per la centoottantesima volta consecutiva c’è stato il tutto esaurito.

Il Bayern è il modello per il nuovo fair play finanziario dell’Uefa, anche se per seguirlo interamente bisognerebbe essere tedeschi e avere la tradizione calcistica e manageriale del club bavarese: tanto per dire, è dal 1979 che il Bayern non ha un bilancio negativo, l’unica volta che stava per registrarlo cedette Rummenigge all’Inter (1984) e rimise i conti a posto.

Dai diritti televisivi il club ottiene appena 35 milioni all’anno (il Real e il Barcellona incassano oltre 150 milioni, le tre big italiane sfiorano i 100) e il resto dei ricavi (intorno ai 300 milioni l’anno) arrivano dal merchandising e dagli incassi. È un club che attira potentissimi investitori (Adidas, Audi, Allianz e Lufthansa), il 65% della proprietà è azionariato popolare (60 euro all’anno per ogni socio) e si sta aprendo ad altri mercati, soprattutto a quello indiano cheè molto vivo: quando nel 2008 il Bayern giocò a Calcutta per celebrare l’addio al calcio di Kahn, c’erano 125.000 spettatori.

Alla solidità economica si aggiungono la cura del vivaio,i cui prodotti sono l’ossatura del Bayern, le scelte oculate e competenti sul mercato interno e internazionale (Neuer, Alaba, Luiz Gustavo, Gomez, Robben e Ribery) e le spese sempre tenute sotto controllo: l’acquisto più costoso della storia è stato Gomez, 30 milioni dallo Stoccarda. Quest’anno il Bayern ha raggiunto già a gennaio il pareggio di bilancioe da quel momentoè stato tutto guadagno, con la finale di Champions come ciliegina.

Ecco perché poi nascono imprese come quelle di Madrid, che hanno fatto dire al presidente Rummenigge: «Non ho mai visto qualcosa di simile in 40 anni di calcio professionistico. Questa serata supera quelle mitiche degli anni Settanta e Ottanta. Abbiamo giocato un calcio di qualità inarrivabile». Il tutto coi conti a posto. Praticamente, vuol dire essere perfetti. O tedeschi.

La più bella risposta a tutti coloro che sostengono che “In Italia l’azionariato popolare non si può fare!”. Si, non si può fare perchè siamo delle pecore!

Mi sembra indicativo inoltre di come quest’anno tre squadre su quattro arrivate alle semifinali di Champions (Bayern, Real e Barcellona) fossero ad azionariato popolare, mentre in Italia si fa di tutto per allontanare i tifosi dal calcio. Non si è capito, o si è capito ma non si vuole dire, che questo sistema porterà alla completa distruzione del calcio italiano. Ma si darà la colpa agli ultras, come sempre…

 

Commenti (0)

240px-Dal_Canto

Tags: ,

PER FORTUNA SIAMO AGLI SGOCCIOLI…

Postato il 14 maggio 2012 by La Padova Bene

“Se la Sampdoria avesse pareggiato sarebbe stato meglio. Noi dobbiamo fare sei punti e sperare che sabato prossimo si fermino tutte e due. Vediamo. Drame e le critiche su Cacia? Tutto quello che stiamo subendo è eccessivo, perché in tempi non sospetti avevo detto che non eravamo una squadra ammazza campionato. Onestamente non so cosa dire. Oggi abbiamo superato i punti dell’anno scorso, ne abbiamo fatti tanti. Anche io sono partito con la speranza di andare in serie A. A ottobre pensavo che questa squadra potesse fare il suo cammino, ci siamo un pò inceppati nel momento fondamentale. Siamo stati una squadra poco fortunata a portare a casa alcune partite e punti. Una percentuale per entrare ai playoff? Ammesso che dobbiamo vincere noi, ma il calcolo è troppo complicato. Devono fermarsi anche loro e un allenatore adesso non vorrebbe trovare la Sampdoria ai playoff. Davanti rispetto all’anno scorso il passo è diverso. Da parte nostra non c’è l’aspetto mentale della scorsa stagione, adesso siamo stati davanti per 38 partite e l’aspetto psicologico è differente. La testa fa correre le gambe. Delle indagini in corso preferisco non parlare adesso. Dopo Livorno cos’è successo? Ogni partita va analizzata. Col Pescara abbiamo preso una scoppola incredibile, ma è stato un episodio. Col Grosseto abbiamo buttato via i tre punti, col Sassuolo un calcio d’angolo ci ha condannato. Sugli episodi siamo mancati, ma non è una questione di fortuna. Osuji? E’ quasi sei mesi che è fermo, con diverse ricadute. Mi dispiace perché l’abbiamo utilizzato e visto poco. Bentivoglio davanti alla difesa? Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio. Lui con Marcolini sono stati ordinati e più efficaci nelle ripartenze. Loro non giocavano con gli esterni di ruolo, quindi ho scelto Schiavi. Non c’è stato un problema di gol davanti, ne abbiamo presi troppi dietro. Comunque mancano due partite alla fine, non ho vantaggi a mettere il dito nella piaga. Gli errori si possono fare. Forse ci è mancato una figura leader per la difesa, non siamo riusciti a portarla a casa e non importa. Oggi la quota per ottenere i playoff è impressionante. Sono dispiaciuto perché ho lavorato seriamente, non è ancora finita, ma nel calcio sono cose che succedono. Sicuramente qualcosa ho sbagliato. Sul discorso di Cacia adesso è troppo facile, c’era un periodo che nessuno poteva vederlo. Non mi faccio l’archivio come Conte di tutto quello che succede, ma ho la memoria ancora. Finché c’è speranza ci crediamo, poi tiriamo le somme. Drame? E’ in difficoltà, perché subisce le pressioni, è giovane e ho preferito risparmiargli i fischi nel secondo tempo. Non vedo il motivo di accanirsi contro un ragazzino del ’92″.

Parola di Alessandro Dal Canto, uno dei peggiori allenatori mai passati per Padova. Vale la pena rispondergli? Penso proprio di si!

1 – Vedo che purtroppo è successo ciò che temevo: Dal Canto si è costruito un alibi per nascondere la propria incapacità, e molti (troppi) se la sono bevuta. Ad ottobre non disse propriamente che non saremmo stati la squadra ammazza-campionato, ma disse chiaramente che con questa squadra più dei playoff non si potevano fare. Si è costruito un alibi di ferro. Ma ha demotivato completamente lo spogliatoio, che era risaputo essere formato da mezze fighe. Non dico quindi che la squadra non ha colpe, dico solo che lui è il primo responsabile. Come sempre un vincente trova una strada, un perdente trova una scusa. Dal Canto ha rivelato ciò che è in realtà.

2 – Più che “squadra poco fortunata”, direi che il Padova di quest’anno è stato la fotocopia precisa del proprio allenatore: presuntuoso! I punti che la dea bendata ci ha tolto in realtà li abbiamo buttati via noi affrontando con assoluta presunzione avversari considerati a torto “inferiori”. Col risultato che abbiamo preso scoppole ben più pesanti del risultato stesso da squadre come Crotone, Grosseto, Gubbio, Albinoleffe, Juve Stabia…

3 – In più passaggi Dal Canto si contraddice: due righe sopra dice che siamo stati sfortunati, due righe sotto che non è questione di fortuna… certo, parlando gli episodi: col Pescara è stato un episodio (sei gol in casa sono una mancanza di rispetto, non un episodio!), con il Sassuolo è stato un altro episodio, col Grosseto un altro ancora… a furia di episodi questa è diventata una telenovela!

4 – Osuji ad inizio stagione non lo poteva vedere lui per primo, tanto che era nato pure un “caso”.

5 – Quando parla di Cacia, da ulteriore dimostrazione di confusione mentale: se io credo in un giocatore, lo schiero in campo! A che serve dire “c’era un periodo in cui non lo poteva vedere nessuno”? La squadra la fai tu o te la fanno i tifosi con i loro umori? Forse è meglio che non si faccia un archivio come Conte: ogni volta che apre bocca finisce irrimediabilmente per sputtanarsi!

6 – Quanto a Dramè, Dal Canto come del resto molti altri non capiscono una cosa: al pubblico padovano non sono mai piaciuti quelli che giocano senza impegno, con sufficienza, che pare quasi che si sentano i migliori… Non è questione di avere vent’anni o quaranta, è una questione di testa: anche El Shaarawy era del 1992, eppure aveva tutto un altro atteggiamento. Non lamentiamoci dei fischi quando sono meritati.

In conclusione la stagione ormai volge al termine. Sarò sincero, non credo nei playoff e non credo nemmeno che meriteremmo di andarci. L’unica cosa che mi consola è che fra altre due partite non vedremo più questo demente in panchina.

Anche se ammetto di avere una bruttissima sensazione: quella che Dal Canto in realtà sia un paraculato. Altrimenti non mi spiego perchè si sia continuato a puntare su di lui (al di la di legittimi costi di bilancio) anche quando era evidente che aveva finito la benzina (se mai ne aveva avuta). Foschi per lui stravede. Molti tifosi lo difendono, e purtroppo vedo anche che una parte della stampa è tutto sommato indulgente con uno che ha fallito con una squadra da primissimi posti. Ora, visto e considerato che si parla tanto di “ridimensionamento” in vista della prossima stagione, non vorrei mai che con la scusa che “è stato sfortunato”, con la scusa che “non è stata tutta colpa sua”, con la scusa in definitiva che “costa poco” ci ritrovassimo il demente per un altro anno in mezzo ai coglioni. Al triplice fischio di Padova-Ascoli, spero di vederlo con la valigia che saluta tutti e si incammina lontano dall’Euganeo!

A Mister Dal Canto, con tanto affetto:

Commenti (0)

FBL-ENG-PR-MANCITY-QPR

Tags: ,

BISCOTTONE ANGLOSASSONE

Postato il 14 maggio 2012 by La Padova Bene

La Premier League è decisamente uno dei campionati maggiormente livellati verso l’alto d’Europa. Guardate il campionato italiano per esempio: da almeno un ventennio è saldamente nelle mani di Milan e Juve, con qualche raro “blitz” come quello di Lazio e Roma a fine anni ’90 (mai blitz mi sono sembrati più pilotati cmq, mi perdoneranno i lettori romani!) e con l’exploit dell’Inter dei cinque scudetti consecutivi di cui due vinti a tavolino. E non parliamo della Spagna, paese in cui vorrebbero far la morale a noi quando da una vita il titolo se lo spartiscono Barcellona e Real Madrid. In Inghilterra, al contrario, ci sono almeno cinque o sei squadre potenzialmente in grado di giocarsi il titolo, ed anche nell’albo d’oro c’è una certa alternanza: Manchester United, Chelsea, Arsenal, Liverpool ed ora anche il Manchester City che torna al titolo dopo ben 44 anni.

Per capire il calcio nella città di Manchester, dovete provare ad immaginarvi Torino: lo United è sempre stato un pò la “Juve d’Inghilterra”, la squadra decisamente più blasonata e più seguita nell’intero paese ed uno dei club più ricchi e potenti del pianeta. Il City invece ha sempre rappresentato l’anima popolare della città, un pò come il Toro. Con la differenza che i granata sul loro cammino hanno trovato un Cairo capace di rovinarli completamente, mentre i “Cityzens” sono stati rilevati da uno sceicco con soldi da cagare (mentre probabilmente la sua gente muore di fame) che ha investito molto per fare uno squadrone capace di competere ad alti livelli in patria ed in Europa. L’Europa quest’anno gli è andata malissimo, sbattuti fuori dal Napoli, mentre in patria si sono tolti la soddisfazione almeno di vincere lo scudetto (che da quelle parti vale meno della F.A. Cup).

Ma chi identifica il City come la squadra miliardaria di oggi, sbaglia in pieno: questo è solo “calcio moderno”, destinato a sparire senza lasciare traccia. Appena l’Inghilterra si deciderà a fare delle verifiche serie sui conti di molti club di Premier League, gli arabi che comandano il City finiranno in galera insieme ad Abrahmovic e ad un’altra mezza dozzina di presidenti di club inglesi. Il City in realtà è la squadra sfigata di Manchester, la squadra dei ragazzi di strada, dei quartieri bassi… Negli anni ’70 esistevano delle bande di hooligans molto ben rinomate, come i Cool Cats, la Motorway Service Crew ed i Guvnors, che avevano la loro roccaforte nel Moss Side (uno dei ghetti più duri d’Inghilterra) ed erano formati in buona parte da ragazzi di origine caraibica. Uno dei “top-lads” indiscussi dei Cityzens è stato Mickey Francis, almeno fino al 1988 quando finì in carcere nel corso dell’ “Operazione Omega” che Scotland Yard condusse nelle città più importanti del paese nei confronti degli hooligans maggiormente in vista, episodio che lo portò ad allontanarsi definitivamente dal mondo del calcio. Da allora si è dato cmq da fare, diventando un wrestler di successo. Cliccando qui potete capire qualcosa di più su di lui. Sulla sua vita ha scritto anche un libro, Maine Road Guvnors, tradotti in Italia dalla Boogaloo (clicca qui).

Oggi è tutta un’altra storia, ed i Cityzens che pure hanno speso miliardi per garantirsi le prestazioni di gente come Dzeko, Aguero, Balotelli e quel genio di Mancini in panchina hanno rischiato di perdere un campionato già vinto quando a sei giornate dalla fine si erano ritrovati a -8 punti dai rivali cittadini dello United. Oggi si giocava l’ultima giornata di Premier League ed i “blue” ricevevano un QPR più che mai invischiato nella lotta per la salvezza. I “reds” invece andavano a Sunderland, mentre i diretti avversari dei londinesi (il Bolton) andava a giocarsi la salvezza a Stock-on-Trent. Ricordiamo che in Inghilterra in caso di arrivo a pari punti non si fanno spareggi ma si considerano gli scontri diretti e la differenza reti. All’Eithad Stadium i blue vanno in vantaggio con Zabaleta ma si fanno prima raggiungere e poi superare dal QPR. Mentre i cugini del Manchester vincono in carrozza a Sunderland, mettendo una seria ipoteca sull’ennesimo titolo “red”, succede che il Bolton non va oltre il pari a Stock-on-Trent. A quel punto anche il QPR è salvo, e nei cinque minuti di recupero (in Italia ci sarebbe gente che si strapperebbe i capelli di fronte a tutto ciò) Dzeko prima ed Aguero poi mettono a segno una rimonta che ha dello storico. Un “biscotto” storico, senza alcun dubbio. Direi che tutto il mondo è paese. Certo, da queste parti siam un paese decisamente più “paese” di altri, e c’è gente che ti dice convintissima che “certe cose in Inghilterra non succedono”. Viva le anime candide!

Ad ogni modo, ho piacere che per una volta abbiano vinto i “piccoli”. Mi congedo con un ospite speciale: Liam Gallagher, che insieme al fratello è forse il tifoso “Cityzens” più popolare al mondo. In questo video, insieme al suo nuovo gruppo, il buon Liam propone una versione di Blue Moon, l’inno del City. Complimenti e festeggiate stasera, che domani vi svegliate e ritornate a vedere il Moss-Side appena aprite la finestra della camera!

 

Commenti (2)

Reggina Calcio v Calcio Padova – Serie B

Tags: , ,

MAI PIU’ CON LA NOSTRA MAGLIA

Postato il 10 maggio 2012 by La Padova Bene

In questa intervista del 28 dicembre scorso, Ciccio Ruopolo parla dell’inchiesta sul calcioscommesse. Lo potete ascoltare dal minuto 6:30 in poi:

Ognuno tragga le proprie conclusioni. Notizia di ieri è che Ruopolo avrebbe confessato una combine di un Pisa-Albinoleffe di tre anni fa. Ma non l’ha fatto ieri, l’ha fatto due mesi fa, il 7 marzo! In questo periodo di tempo Ruopolo ha continuato a giocare come se niente fosse. Ma la cosa più preoccupante è che il Padova ha continuato a schierarlo in campo! Infatti il giocatore napoletano è assistito dallo stesso avvocato del Padova, ed è stata la società biancoscudata a procurargli il legale. Risulta difficile a questo punto pensare che nessuno all’interno del Calcio Padova sapesse nulla… Nel momento in cui la notizia inizia a girare, Ruopolo si procura una strana lesione muscolare e sarà costretto a stare fermo per quindici giorni, guarda caso!

E’ solo l’ennesima tegola che cade sul Padova edizione 2011/12. E l’ennesima dimostrazione che è quanto mai necessaria una netta pulizia, sia in campo che in società. Ruopolo adesso non solo non deve più giocare, ma deve andarsene da Padova. Ed alla svelta. Io non lo voglio più vedere qua, nessuno lo vuole più vedere.

Con lui, deve andarsene anche chi l’ha coperto, chi ha fatto in modo che continuasse a giocare con il Padova ed a scendere in campo titolare ben sapendo che era corrotto. Questa gente ha danneggiato il Padova, volutamente, ed adesso deve pagare col licenziamento dal proprio posto di lavoro!

Auguro a Marcello Cestaro di rimanere, ma lo imploro di fare pulizia: sono anni che è circondato da gente inutile e dannosa, ma bravissima nel fare segno di “si” con la testa ogni volta che apre bocca il presidente. E’ ora di prendere questa gente a calci nel culo, ed anche nelle palle se lo si ritiene opportuno. Che vadano a fare i loro danni lontano da qua!

Commenti (2)

0527d1df7011b89aa64e000581ae1a60-41754-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427e

Tags: , ,

RUOPOLO, RACCONTIAMOCI LA VERITA’ PER PIACERE…

Postato il 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Sport

Abbiamo avuto la conferma che Ruopolo nell’interrogatorio del 7 marzo (ascoltato da Stefano Palazzi sulle partite al centro del caso calcioscommesse che lo vedrebbero coinvolto, tutte con la maglia dell’Albinoleffe) ha confessato (non “avrebbe”) di essere stato parte attiva nelle combine e di aver ricevuto soldi per questo. Ad accompagnarlo c’era anche l’avvocato del Padova, Massimo Diana. Ora ci chiediamo, perchè Ruopolo continua a giocare con la maglia biancoscudata? Se anche il Calcio Padova era al corrente della confessione del giocatore (difficile pensare al contrario), è vergognoso che non siano stati presi dei provvedimenti e che Ruopolo continui a giocare con questa maglia addosso. L’attaccante, con questa confessione, evita la radiazione, ma è ipotizzabile ora una squalifica di almeno tre anni.

E’ la domanda che credo si stiano ponendo un pò tutti. E, puntualmente, dopo pochi minuti arriva la conferma…. Fonte sempre Padova Sport:

Allenamento pomeridiano per i biancoscudati sui campi di Bresseo. Mister Dal Canto e il suo staff hanno condotto una seduta con esercitazioni di tattica e partitelle in spazi ristretti. Non ha preso parte alla seduta Francesco Ruopolo cui è stata riscontrata una lesione di primo grado al bicipite femorale della gamba sinistra. L’attaccante dovrà rimanere ai box per almeno quindici giorni.  Fermo anche Daniele Cacia per un trauma alla caviglia destra subito contro il Torino, le sue condizioni verranno rivalutate domani.

Allora la sensazione, brutta e tristissima, è che qualcuno non la stia raccontando giusta. Sarebbe ora che qualcuno dicesse la verità su quanto è coinvolto realmente il Padova nella vicenda del calcioscommesse. Personalmente, non vedo l’ora che venga scritta la parola “fine” a questa stagione assurda….

Commenti (0)

Jefferson-Farfan-weiter-10408582__quer,templateId=renderScaled,property=Bild,height=349

Tags: , ,

FARFAN: “NON VERRO’ A GIOCARE IN ITALIA PERCHE’ DA VOI GLI STADI SONO SEMPRE VUOTI!”

Postato il 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Mondo Pallone

Un rifiuto che sa di sentenza. Jefferson Farfan, attaccante esterno dello Schalke 04, in scadenza di contratto in estate e corteggiato, prima dal’Inter e poi dalla Juventus, ha detto no alla corte del club bianconero ed ha rinnovato con la società di Gelsenkirchen.

Il lungo tira e molla con i tedeschi alla fine si è concluso con un accordo che accontenta entrambe le parti e soprattutto il giocatore che, come dichiarato, ha scartato l’ipotesi italiana per vari motivi: “Quella bianconera è una grande squadra, ma il calcio che si gioca in Italia è differente. Lo Schalke è una squadra piu’ attraente e in Italia gli stadi sono sempre vuoti“.

Un’ulteriore testimonianza di quanto il nostro calcio stia perdendo sempre più appeal e di quanto sia indietro rispetto agli altri principali campionati d’Europa. Più che un rifiuto, un allarme, un verdetto.

Nella frase di Farfan è racchiuso tutto il motivo per cui il calcio italiano deve cambiare pelle. O cambiare guida. I signori che gestiscono il pallone di casa nostra sono ben coscienti di cosa tenga a casa i tifosi dallo stadio, però nonostante tutto continuano imperterriti sulla loro strada. Prepariamoci al terzo anno di “tessera del tifoso”, anche se cambierà il nome in “fidelity card” (ma non la sostanza).

Il punto è che non potranno dare in eterno la colpa agli ultras. Prima o poi dovranno affrontare anche i problemi veri, che ci sono. Cosa faranno allora?

 

Commenti (0)

3de6f71735c75ca6691e70d2d81cdaa8-33966-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427e

Tags:

IL BUON GUSTO DI TENERE LA BOCCA CHIUSA

Postato il 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Sport

Tra i migliori in campo ieri, l’ex Citta Riccardo Meggiorini: “Noi sentivamo la partita e avevamo capito che anche dall’esterno la sentivano – spiega l’attaccante granata, autore del primo gol contro il Padova – l’impatto lo abbiamo avuto quando siamo entrati in campo per il riscaldamento e abbiamo percepito che i tifosi erano carichi tanto quanto noi. Sicuramente ci hanno dato una mano”. Poi la battuta: “Sul due a zero ho detto che bisognava spegnere le luci così la partita finiva e andavamo tutti a casa prima…”.

Francamente a Torino con questa storia dei riflettori sono scaduti nel patetico. Penso che un vittimismo del genere non l’ho mai sentito fare nemmeno dai napoletani. Ma secondo voi Cestaro andrebbe sul serio a spegnere le luci durante una partita che il Padova sta vincendo e controllando agevolmente a un quarto d’ora dalla fine? Sarebbe bello poi che si ricordassero anche di citare il giudice sportivo Valente, il parente di Cairo che al Toro aveva in un primo tempo regalato i tre punti a tavolino, ma non mi aspetto niente…

Quanto a Meggiorini mi fa quasi pena. Dico solo che è un ex-Cittadella, e come molti da quelle parti soffre di questo complesso di inferiorità rispetto al Padova che lo porta a straparlare. Se io fossi in lui, invece di fare le battutine mi preoccuperei del mio curriculum: in più di 70 partite in A ha segnato appena sei gol! A volte bisogna avere il buon gusto di tenere la bocca chiusa, caro Meggiorini…

 

Commenti (1)

1251390443943_1ilpresidentemarcellocestarocalciadalpalcoilpallonefirmatodallasquadra

Tags: ,

CESTARO: QUESTO NON E’ IL MIO MONDO

Postato il 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Goal

Dopo oltre venti minuti di colloquio con la squadra alle ore 14.43 esce dagli spogliatoi Marcello Cestaro dagli spogliatoi e si intrattiene brevemente coi giornalisti. Presenti i colleghi di Mattino di Padova, Gazzettino di Padova, Corriere del Veneto, Telecittà, Telenuovo e Rete Veneta. Queste le sue dichiarazioni!

“Non sono neanche arrabbiato, sono deluso. Il calcio mi preoccupa evidentemente, ma è l’azienda che mi preoccupa, oggi la distribuzione non va bene… Qualcuno dei nostri ha problemi? Ho detto loro di lasciar stare, abbiamo buonissimi avvocati come Grassani che possono difenderli e che stiano tranquilli perché non hanno fatto una sega… Ci sono tanti delinquenti che mettono in bocca parole ad altri per salvarsi! Questo non è il mio mondo, c’è di tutto e di più, troppi delinquenti… Questo mondo mi appartiene sempre meno, mi viene sempre più voglia di staccarmi col passare del tempo! Io mi sento che devo allontanarmi da questo mondo, non è il mio mondo… Faccio bene forse ad allontanarmi da questo mondo di delinquenti e farabutti… Non è simpatico quando ti accusano, questi giocatori hanno figli e famiglia… Mi fido dei miei ragazzi? Sì! Oggi ho detto solo che devono fare nove punti e basta, e che le parole non contano più! Il calcioscommesse? Ci vuole pulizia, attaccateli al muro! Bisogna mandare tutti quelli che hanno sbagliato, se i giudici sono seri non devono ascoltare nessuno, trovarsi in un’aula da solo e andare giù con la mazza! E poi il Torino viene qua a dirmi… Nel ’49 avevo 11 anni, quello era il Grande Torino che conosco che ammiravo, mio padre mi portava a vedere Bacigalupo e quando c’è stata la tragedia sono persino andato a Torino ai funerali ma i torinisti che fanno tanto casino non lo sanno mica questo! Ciò non toglie che debbano andar su… Cairo? “L’amico lì” lunedì sera non mi ha neanche salutato, quando è passato di fianco a me… Capito? Devo farmi più furbo, altro che trovare soluzioni insieme all’andata subito dopo il blackout… Ho parlato con Italiano, lui dice che di parole ne fanno sempre tante con tutti ma solo per parlare. Il futuro? Io devo portare avanti l’azienda, se va avanti quella magari va avanti anche il calcio, ma non posso mettere il carro davanti ai buoi…”

Non so perchè, ma in questi giorni io sto respirando un’aria di grande smobilitazione, e mi auguro seriamente di essere l’unico, ovvero che sia solo una sensazione mia…

Chiedo che ci sia chiarezza sul futuro del Padova. Chiedo di non andare in mano al primo farabutto modello Viganò. Chiedo che ci sia rispetto per questa maglia e questi tifosi. Cestaro il rispetto lo deve, visto che qui è sempre stato amato e difeso dalla stragrande maggioranza della piazza. 

Commenti (0)

calcioscommesse

Tags: , ,

CALCIOSCOMMESSE: DEFERITI IL PADOVA E ITALIANO

Postato il 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Sport

C’è Padova-Grosseto, a sorpresa, tra le partite coinvolte nell’inchiesta. E Vincenzo Italiano, stando ai deferimenti (e alle relative motivazioni) stilati dal procuratore federale Stefano Palazzi, avrebbe tentato di modificare il risultato della gara. Questo è quanto si legge nel documento ufficiale a proposito del deferimento di Italiano: ITALIANO Vincenzo, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per il PADOVA CALCIO S.P.A., per violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere, in occasione della gara PADOVA – GROSSETO del 23/03/2010, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara suddetta, con le modalità specificate nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento, al fine di favorire la vittoria della propria squadra. Per la stessa partita è contestata la responsabilità oggettiva al Padova: la società PADOVA CALCIO S.P.A., per responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 7, comma 4, e dell’art. 4, comma e 2, C.G.S in ordine all’addebito contestato al proprio tesserato ITALIANO VINCENZO;

Qui sotto riportiamo la sintesi di quella gara (il Padova vinse con un gol di Di Nardo), dove Italiano, oltretutto s’infortunò nel primo tempo insieme a Pinilla.

Tradotto in soldoni, Italiano rischia una squalifica per aver tentato di combinare la partita col Grosseto di due anni fa, mentre il Padova rischierebbe “solo” una penalizzazione di qualche punto in classifica per responsabilità oggettiva. Questo allo stato attuale delle cose, se poi ci saranno ulteriori sviluppi seguiremo da vicino la cosa…

Italiano non mi è mai stato simpatico, trovo che sia un cagacazzi e che nei suoi anni trascorsi a Padova abbia creato più problemi che altro. Ma aspetto a tracciare qualsiasi giudizio su di lui, in fin dei conti è giusto: sono accuse a mio modo di vedere gravi, che vanno verificate e discusse nelle apposite sedi. Solo una cosa mi permetto di dire: se veramente Italiano è colpevole ed ha tentato di combinare anche una sola partita sulle nostre spalle, non deve più mettere piede a Padova, nemmeno per lo shopping!

Per il resto mi auguro che questa vicenda possa aprire gli occhi a tutti coloro che si chiedono ancora oggi perchè la Fattori non fa più cori (tranne rarissime eccezioni) per i singoli giocatori: la risposta ce l’avete sopra…

Mi piacerebbe invece sentire “l’illustre” parere di tutti gli “scienziati” (le virgolette non sono messe a caso) che sparlavano sui fatti di Genoa-Siena. Avete portato al patibolo dei ragazzi che avevano la sola colpa di essersi ribellati a chi infangava la loro maglia, senza peraltro usare violenza, ora voglio vedere se sarete altrettanto duri con chi rovina in maniera più pesante l’immagine del vostro “gioco” preferito. O siete moralisti e censori solo quando vi conviene?

Commenti (0)


Collabora con noi


SEGUICI!!!