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IN GITA A MILANO…

Postato il 14 maggio 2012 by La Padova Bene

La mia ragazza è milanista ed in quanto tale ha avuto per anni l’abbonamento a San Siro, seguendo anche con una certa costanza prima che la maturità la mettesse di fronte ad altre scelte. Qualcuno dei miei lettori storcerà il naso, visto che ho sempre predicato che Padova deve (o dovrebbe) essere solo biancoscudata. Vanno fatti tuttavia dei distinguo: primo, rispetto sicuramente di più un milanista di Padova che parte ogni domenica per andare a San Siro piuttosto che un milanista di Padova che se ne sta seduto in poltrona e si alza solo per andare a festeggiare i successi; secondo, lei tifa anche Padova (come molti altri in questa città ha la doppia fede) e segue sempre i biancoscudati, non come molti che ti deridono normalmente perchè tifi per la squadra della tua città e poi sono in prima fila a procurarsi i biglietti per i playoff! Fatta questa premessa, nelle scorse settimane ci teneva parecchio ad essere presente a Milan-Novara, ultima di campionato, visto che era un bel pò che non metteva piede a San Siro e l’ambiente le mancava… Sfumato lo scudetto, l’occasione era buona per festeggiare cinque senatori milanisti (Inzaghi, Gattuso, Nesta, Seedorf e Zambrotta) che hanno ormai le valigie pronte, e giustamente dal suo punto di vista ci teneva. Dal mio punto di vista, vedermi qualche partita “random” in giro non mi dispiace, se queste non interferiscono col calendario del Padova; inoltre il suo stato d’animo lo capisco perfettamente (nel senso che so quanto pesa dover rimanere a casa dallo stadio a vedersi le partite in televisione) ed è pur vero che quando devo seguire i biancoscudati come a Torino di lunedì sera lei non fa storie, quindi è giusto qualche volta anche dare qualcosa… Detto questo, ieri mattina ero a casa sua per prenderla ed imbarcarci destinazione Milano!

A Padova piove a dirotto, e rispetto ai giorni scorsi la temperatura si è abbassata di brutto. Fortuna vuole che una felpa nel bagagliaio ce l’ho sempre. Ho anche tre ombrelli per quello, ma sono tutti e tre del Padova, quindi credo che a San Siro non li utilizzerò sperando in un tempo più clemente. In passato sono andato più di qualche volta a San Siro, quasi sempre a vedere il Milan, vuoi perchè qua è pieno di milanisti e ne ho conosciuti molti di più che andavano rispetto agli interisti, vuoi perchè alla fin fine anchio subisco il fascino di quello stadio: San Siro per me è la scala del calcio, uno degli stadi in assoluto migliori del mondo, e chi l’ha progettato e costruito era un genio! Anzi, direi che dopo l’applicazione delle ultime normative, l’hanno un tantino rovinato, ma tant’è… Il fatto che si giochi di domenica ed il tempo non clemente mi riportano alla mente tante trasferte al seguito dei biancoscudati, e non nascondo un pizzico di nostalgia, anche se oggi non sto andando in trasferta ma in gita a San Siro.

In autogrill troviamo altri tifosi milanisti del Veneto, che lei conosce. Troviamo anche una banconiera imbranata che per poco non ci tira in testa il contenitore dei chicchi di caffè: infatti questa prima passa la spugna umida sul banco, poi vi lancia (non appoggia, lancia!) il contenitore di plastica dei chicchi di caffè che scivola e cade a terra con gran rumore e seminando caffè ovunque. Sopratutto addosso alla mia ragazza, che per tutto il giorno continuerà a perderne dalle pieghe dei jeans! La cosa brutta è che quando succedono queste cose e tu ti trovi nei paraggi, il resto dei presenti non assistono alla scena ma si girano al rumore vedendo il pavimento inondato di chicchi di caffè e la banconiera che bestemmia mentre tu ridi, e sono portati a pensare che il colpevole del disastro sia tu… Insomma, fai la figura del rincoglionito senza esserlo e senza colpa! Grazie al cielo ne io ne la mia dolce metà ci preoccupiamo troppo di cosa possono pensare i presenti, ed il viaggio prosegue senza paranoie…

Nel restante tratto che ci separa da Milano parto con la collezione di CD da trasferta, che lei apprezza: Ultima Frontiera, Sumbu Brothers, Statuto, Atarassia… Tante volte certe canzoni hanno portato bene al sottoscritto, tanto da essere diventate la colonna sonora della promozione in B di tre anni fa e della salvezza rocambolesca ottenuta l’anno successivo. Lei in genere ascolta tutt’altro genere, però apprezza, il che mi fa pensare proprio che siamo una coppia molto particolare! Giungiamo alla barriera di Milano e poi via di Tangenziale: ogni volta che passo di qua e mi vedo quelle belle colate di cemento che caratterizzano Sesto San Giovanni, molte delle quali con vista-tangenziale, mi rendo conto di quanto bene si sta nella Cara Vecchia Padova, e mi do una risposta sul perchè molti di queste parti danno l’idea di essere esauriti: perchè lo sono! Usciamo dalla tangenziale e ci immettiamo nel quartiere di San Siro. Con estrema intelligenza parcheggiamo a un paio di chilometri dallo stadio, che significherà farseli quasi alla bersagliera. Fa freddo, e la felpa non aiuta perchè produce il tipico effetto “nylon” di quando si indossa qualcosa di nylon che ti soffoca e ti fa sudare, col risultato che in breve tempo sono fradicio di sudore e il vento gelido che spira non fa che farmi sentire peggio. Disagio! Disagio! Disagio!

Giunti in zona non posso che notare con estremo dispiacere che il baretto al trotto, dove in più occasioni ho trascorso i miei prepartita milanesi, è chiuso. Tutto intorno pullulano i baracchini, tutti uguali, tutti con la stessa roba come del resto le bancarelle dei gadget. Ricordo che negli anni ’90 era uno spasso venire da queste parti anche perchè nelle bancarelle si trovava ogni tanto qualcosa di strano, di diverso, mentre oggi sono tutte omologate. Tristezza. Dall’altra parte della strada, dove ci sono i palazzi, c’è una sorta di bar-ristorante gestito da una famiglia di cinesi, e di fianco un forno. Pizzetta e birra prepartita, ci sta tutta! Con sette euro mangiamo e beviamo sicuramente meglio che nei baracchini… Tutt’intorno parecchie facce da curva, e qualcuno anche abbastanza inquietante. Credo di aver trovato il ritrovo dell’attuale Curva Sud Milano. Bisogna ammettere che hanno scelto una location molto più “tattica” rispetto al bar del trotto che veniva utilizzato ai tempi di Fossa e Brigate. Certo, all’epoca succedevano anche dei bei numeri come si può vedere dal video:

Tuttavia con i tempi che corrono forse ha più senso una location esterna al perimetro del piazzale di San Siro, in cui ci siano forse anche meno telecamere ma da dove sia possibile comunque tenere d’occhio la zona. Diciamo che se un gruppo ospite volesse mai venire in cerca dei milanisti (soprattutto stranieri, credo che gli italiani in questo si siano un pò “addormentati”) intanto dovrebbe conoscerne la location e probabilmente verrebbe intercettato prima dai padroni di casa. Inoltre dovrebbe portare un numero consistente, visto che qui ci saranno almeno un duecento persone… Finiamo le pizzette e le birre e ci avviamo verso l’ingresso, lei si lamenta perchè si perde il riscaldamento ed io giustamente del riscaldamento me ne sono sempre un pò fregato preferendo entrare allo stadio a pochi minuti dall’inizio della partita.

Al prefiltraggio sorge il primo problema, in quanto abbiamo i biglietti di due settori diversi. In settimana non le era stato possibile prendermi il biglietto per il suo settore, il secondo anello blu ovvero il cuore della Curva Sud, in quanto risultavano esauriti; ed aveva optato pertanto per un secondo verde, ossia la curva opposta…  La nostra idea era quella di arrivare al prefiltraggio e puntare sulla bontà degli stewards per passare: niente da fare, ci spiegano che il tornello non leggerebbe comunque il biglietto! Decido allora di entrare per il mio ingresso, e le dico di aspettarmi che in qualche maniera arrivo. E così parto, di gran carriera, mi faccio tutto il perimetro dello stadio e trovo il mio ingresso, il numero 3. Poco prima di me ci sono due ragazzi che discutono animatamente con uno steward che non gli lascia portare dentro l’asta della bandiera. Mentre discutono arriva la Digos, che li ammonisce con tanto di minaccia velata (“Ragazzi, lo sapete come funziona no? Vedete di non rompere il cazzo…!”). Proprio dei bei cagacazzi da queste parti. Ad ogni modo entro, passo il biglietto nel primo e nel secondo tornello, mi faccio le scale ed arrivo al secondo verde. Giusto il tempo di vedere davanti a me la Sud mezza vuota e chiedermi come hanno fatto a dire che era esaurita, quindi mi guardo intorno e mi rendo conto che non ci sono varchi. Scendo, esco dal settore e comincio a percorrere tutto il perimetro interno dello stadio. E qui mi rendo conto di quanto la sicurezza tanto ostentata anche all’esterno (vedi Digos che redarguiva i due ragazzi) sia in realtà una farsa bella e buona: ad ogni ingresso il percorso è transennato, in realtà basta camminare nel corridoio sotto per aggirare tranquillamente tutti i settori e senza che gli stewards chiedano nulla. Giunto in prossimità dell’ingresso 14 noto che ci sono delle transenne supplementari, e per un attimo penso che la mia avventura in giro per lo stadio sia finita. Invece, senza mostrare alcun biglietto, chiedo allo steward che mi guarda con aria interrogativa dove si trova l’ingresso 201, e lui me lo indica e mi fa passare. Non sono tonti, badate bene, semplicemente lasciano fare. Diciamo che sono tanto cagacazzi in altri settori quanto lasciano fare in Sud (credo che in Nord sia la stessa cosa quando gioca l’Inter). Il che mi va anche bene, intendiamoci, solo che penso potrebbero risparmiarsi leggi speciali, circolari, albi degli striscioni autorizzati quando in ogni città d’Italia la legge viene applicata da ognuno come meglio crede! Ad ogni modo volevo ritrovarmi con la mia dolce metà e l’operazione viene completata nei corridoi della Sud, tanto mi basta…

Quando prendiamo posto sugli spalti la partita è iniziata da qualche minuto. Lo stadio è mezzo vuoto, il che è anche comprensibile se consideriamo che si tratta di un Milan-Novara di fine campionato, una partita che non conta più un cazzo per entrambe e che non è certo sentitissima. Come se non bastasse il tempo è una merda e tira un vento infame. Alla mia destra ho la Curva Sud di Milano, semivuota come ho già detto, ma che canta sicuramente più della Nord dei cugini. Alla mia sinistra il settore ospiti con circa 200 tifosi del Novara. Molte offese fra le due tifoserie, i milanisti espongono anche un paio di striscioni “Ieri bruciavate i seggiolini, oggi vi siete riscoperti juventini!” nella zona del Gruppo Quarto e “Non abbiamo stoffa da sprecare, sapete solo scappare, infami!” a centro curva. Non lesinano nel sottolineare l’infamia dei novaresi anche nei cori. Qualcosa fra le due parti deve essere per forza successo, ma non so cosa di preciso…Non mancano tuttavia i cori anche contro l’Inter e la Juve, e non mancano di esprimersi circa la “querelle” degli ultimi giorni sull’opportunità della Juve di fregiarsi della terza stella…

Ad ogni modo la Sud è molto cambiata rispetto a qualche anno fa: un tempo esisteva la Fossa dei Leoni, gruppo storico per cui provavo un certo rispetto ed una certa ammirazione, affiancata dalle Brigate Rossonere nell’anello superiore e dai Commandos Tigre in quello sottostante. Lo scioglimento della Fossa avvenuto a fine 2005 ha provocato un vero e proprio terremoto, e l’immediato dopo-Fossa è stato accompagnato da storie di uno squallore tale che non ho nemmeno voglia di star qui a raccontare. Da qualche anno Brigate Rossonere e Guerrieri Ultras (il gruppo che aveva preso il posto lasciato vacante dalla Fossa) si sono unite dietro un unico progetto, con un unico striscione: “Curva Sud Milano”, con lo scopo di rilanciare il tifo, ma per conto mio l’assenza di quello che è stato un caposaldo non solo della Sud di Milano ma dell’intero panorama ultras si sente e si nota ancora… La Curva Sud Milano è stata affiancata in seguito da altri sotto-gruppi: Vecchia Maniera, Estremi Rimedi e Ultras 1976 e le sezioni Nord-Est, Quarto Oggiaro, Torino, Roma, Sondrio, Toscana, Belgio, Varese ed Emilia Romagna. Nell’anello inferiore invece sono rimasti i Commandos Tigre con i vari sottogruppi, e con lo stesso stile di una volta ovvero guardarsi la partita seduti… Anche a livello ambientale c’è stato un cambiamento, e pur mantenendo la linea apolitica che l’ha sempre caratterizzata, la Sud milanista di oggi strizza parecchio l’occhio a destra. Almeno stilisticamente, il che non significa far politica, ma è evidente che l’identità stessa dei componenti della Sud è cambiata e non di poco. Molto belli ad ogni modo i bandieroni che vengono sventolati in transenna (mi è piaciuto in particolare quello dei Vecchia Maniera) e piacevoli i fumogeni accesi in più momenti della partita. Oggi è una giornata un pò particolare, quindi ci sono parecchi cori per i “senatori” rossoneri che chiuderanno la loro avventura. Del resto, a Milano ogni giocatore ha sempre avuto il suo coro personale, una cosa un pò improponibile da noi, ma qui funziona così e va bene così. Sono curioso di sapere quanto prenderà di multa il Milan per i fumogeni e per gli striscioni, che dubito fossero autorizzati…

Sul campo non si vede certo una partita memorabile: il Milan gioca con sufficienza, mentre il Novara senza pressioni si muove bene e va addirittura in vantaggio con Garcia. Non finirò mai di chiedermi come sia possibile che una squadra nel momento in cui deve lottare per salvarsi è invece paurosa e remissiva, e quando gioca senza più obiettivi gioca meglio, tanto che ti verrebbe da pensare che se avessero sempre giocato così si sarebbero sicuramente salvati. Ma tant’è… Il Milan prende un bello schiaffone, ed ha il merito di svegliarsi, comincia a premere e nella ripresa trova prima il pareggio con Flamini (uno dei più positivi per conto mio) e poi il gol-vittoria di Pippo Inzaghi alla sua ultima partita in maglia rossonera. Un gol che viene festeggiato alla grande da tutti come è naturale che sia per uno che ha dato tanto al Milan.

A fine partita la Sud si colora per la festa: cinque bandieroni rappresentanti le maglie di Inzaghi, Gattuso e Nesta alternate dal loro della Curva Sud Milano e dell’A.C.Milan. In campo Galliani (l’unico uomo al mondo che diventa più bello invecchiando e perdendo i capelli) premia i senatori. Grandi lacrime e commozione, fine di un epoca. Personalmente ho sempre odiato Inzaghi, ma gli va dato atto che al Milan ha dato molto. Al contrario, ho sempre avuto grande stima di Gattuso, come uomo prima ancora che come calciatore.  Con loro due e con Del Piero se ne vanno gli ultimi giocatori-simbolo del calcio italiano, che forse in questi giorni sta svoltando definitivamente verso lo show-business modello wrestling, dove tutto è già deciso e c’è un copione da recitare. O almeno verrebbe da pensarla così… A scanso di equivoci, io spero ancora in un terremoto epocale che possa chiudere un epoca e portare facce più fresche alla ribalta: l’occasione è data dal calcio-scommesse, anche se il rischio che una possibile vittoria italiana all’Europeo faccia finire tutto a tarallucci e vino (come già successo con Moggiopoli in seguito alla vittoria del mondiale in Germania) è reale e concreto. Per questo tiferò per una debacle azzurra, chiamatemi pure antipatriota che non me ne può fottere di meno (anche perchè considero come mia patria Padova ed il Veneto, non certo l’Italia nel suo insieme)!

Mentre usciamo da San Siro incrociamo i tifosi del Novara (fra cui è presente anche più di qualche ultras che ha sottoscritto la tessera del tifoso) che tornano ai propri mezzi. Il tutto mentre il sole torna a squarciare i nuvoloni in cielo e mi costringe a legarmi la felpa in vita. Dovessi trovare un pezzo adatto a questa giornata, andrei sul classico: Vecchioni!

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TORINO AWAY

Postato il 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Negli ultimi anni la partita contro il Toro ha assunto un forte significato, sopratutto per vicende diciamo così “interne” al campo che tuttavia hanno assunto risalto assoluto anche nei rapporti “sugli spalti” fra le due tifoserie. Inutile negare che oggi ci si sta sui coglioni alla grande. Se vogliamo è un pò la situazione che era nata con i viola verso la metà degli anni ’90, anche se in quel caso le motivazioni puramente calcistiche erano praticamente inesistenti…

Lo scorso anno circa 3.000 tifosi biancoscudati invasero Torino nella partita che ci consegnò i playoff, e fu festa grande. Una delle giornate di stadio più belle della mia vita. Un anno dopo la situazione è diametralmente opposta, il Padova è riuscito a buttare via una stagione che avrebbe dovuto vincere a man bassa grazie a un demente che passa le ore inginocchiato a bordo campo. Sopratutto l’ha buttata via negli ultimi mesi, quando il demente è riuscito a perdere completamente la bussola…

Ad ogni modo, qui non ci crede più nessuno. Inoltre quest’anno c’è pure la tessera del tifoso che da una grossa mano a svuotare gli stadi come è nell’obiettivo degli addetti ai lavori, quindi siamo circa una cinquantina pronti a partire. Sappiamo che andiamo a rischiare molto, dai proclami che girano pare che ci stiamo infilando in zona di guerra, e di questi tempi non c’è di che stare molto tranquilli sopratutto per quelle che potrebbero essere le conseguenze penali di qualsiasi azione: se le persone per quanto brutte possano essere sono pur sempre fatte di carne e non d’acciaio, il discorso cambia quando si parla di giustizia ed aule di tribunali…

Ad ogni modo con la Torino granata la questione è quanto mai aperta, e si parte ugualmente. Ricordo uno striscione di una tifoseria, mi pare i livornesi, che in trasferta a Venezia nell’anno del fallimento si presentarono con lo striscione “Ultimi si, conigli no!”. Ecco, credo che anche di noi si possano dire tante cose ma non certo che siamo conigli…

La trasferta comincia come molte altre sul park dell’Euganeo. Fortuna vuole che, seppur sprovvisti dell’inutile tessera del tifoso, siamo riusciti a trovare i biglietti. Che non danno comunque garanzia, ma è sempre meglio che niente. Siamo con tre furgoni ed auto. Ed io capiterò proprio sul più pesante dei tre furgoni. Vabbè, poco male tutto sommato… Il viaggio prosegue tranquillamente. I miei compagni di viaggio si strafogano di birra e quant’altro, io invece non toccherò semplicemente un goccio d’alcool per tutto il viaggio. E non solo per il fatto che per un pur breve tratto dovrò mettermi alla guida: diciamo che ho addosso una certa tensione, e quando capto situazioni di pericolo sopratutto fuori casa evito accuratamente di bere, anzi vado proprio di analcolici. La lucidità è molto importante in queste situazioni, almeno per me…

Nell’ultimo autogrill ci compattiamo e facciamo la conta. Ci sono anche tanti ragazzi giovani, all’esame di maturità da stadio. Io era dalla trasferta di Napoli in C1 che non ero così teso. Gli ultimi chilometri trascorrono velocemente, anche perchè sto guidando mentre dietro di me imperversa il Gioca Jouer in versione nazista. Poi ci calmiamo, ed attraversiamo l’immenso Corso Unione Sovietica che porta dritto all’Olimpico. La zona è un dedalo di palazzi, vie, stradine. Se mai i granata volessero farci una sorpresa avrebbero tutto a favore… Ma è presto, molto presto, e di gente in giro ancora poca. A leggere tutto ciò che girava su internet pareva che ci avrebbero fatto la pelle come avessimo messo piede nella città sabauda, invece siamo giunti quasi inaspettati, e pare proprio che a quell’ora la “gente buona” se ne stesse sotto la Maratona a chiarire questioni personali. E va bene, noi il nostro l’abbiamo fatto…

Comincia a questo punto la trattativa con la polizia per entrare allo stadio: nessuno di noi ha la tessera del tifoso, ma tutti o quasi abbiamo i biglietti. Ed ai blu torinesi la questione non sembra interessare granchè, anzi a dirla tutta sembra non fregare proprio nulla di nulla: l’unica cosa, dobbiamo entrare uno a uno con documento in mano e farci riprendere. I soliti metodi da carcere di massima sicurezza. Italietta da due soldi. Torino è piena di immigrati clandestini e di gente strana di tutte le razze, ma si schedano coloro che si presentano in trasferta senza tessera del tifoso. E’ un vero peccato che nessuno di quei garantisti da strapazzo che difendono sempre e comunque la feccia (Per esempio, Gottardo) prenda mai posizione su queste violazioni dei nostri diritti di cittadini. Forse perchè non portiamo voti alla causa dei loro padroni. E’ un vero peccato, perdono l’occasione di farsi vedere migliori di ciò che si pensa che siano…

Quando entriamo manca ancora un ora e mezza al fischio d’inizio, ma i pochi granata presenti sugli spalti ci fanno capire bene l’aria che tirerà, sommergendoci di fischi e insulti. In Primavera (la curva di fianco al settore ospiti) qualcuno ci tira anche delle fotocopie di bollette della luce, mentre dai distinti uno più grasso di me mi chiama “ciccione” ed i miei soci gli fanno segno che ha ragione! Man mano che passano i minuti lo stadio si riempie, molti cori contro di noi, moltissimi contro la Juve neo-scudettata. Ciò che non capisco, è che sembra quasi facciano i cori contro i gobbi rivolgendosi contro di noi. Mi sa tanto che quel sito-spazzatura di Toro News (clicca qui) da queste parti ha fatto proseliti. Ad inizio partita la Maratona si presenta con lo striscione “Maratona Club Torino” in bella mostra, e con migliaia di bandierine bianche e granata a formare tipo una scacchiera, con i tamburi di sottofondo e con qualche torcia. Nel resto dello stadio invece vengono accese centinaia di stelline. Una cosa non capisco: le stelline sono articoli pirotecnici a tutti gli effetti, che sono vietati in toto, ovvero non possono essere introdotti in uno stadio nemmeno previa autorizzazione alla questura. Idem per i tamburi che in Maratona vengono utilizzati tranquillamente. A Pisa c’è gente che è stata diffidata per aver introdotto un tamburo all’interno dello stadio, mentre questure come quella di Roma per fare un esempio ogni settimana emette il suo bel bollettino di guerra in cui c’è sempre qualche persona diffidata per aver introdotto articoli pirotecnici allo stadio. A Padova abbiamo pagato migliaia di euro di multe per accensione di fumogeni, mentre in posti come Castellammare di Stabia invece abbiamo visto una splendida coreografia a base di torce e luminarie, ed a Torino le luminarie non solo le tengono in mano ma le lanciano anche (con movimenti al limite del patetico) dentro il nostro settore. Non solo ma per novanta minuti abbiamo sentito il rullo dei tamburi della Maratona. Ed allora io vorrei che qualche cervellone mi spiegasse bene non tanto come funziona la legge, ma per quale motivo se io introduco un tamburo o una luminaria dentro lo stadio Olimpico di Torino non faccio nulla di male, mentre se compio lo stesso identico gesto a Pisa mi becco un daspo di cinque anni. Voglio una risposta, che non sia “Eh, ma siamo in Italia…” perchè altrimenti un giorno mi compro un mitragliatore e faccio strage di tutti quelli che trovo per strada e poi proprio perchè “siamo in Italia” mi appello alla seminfermità mentale e dopo dieci anni sono di nuovo libero e pronto a colpire!

Nel settore ospiti siamo circa un centinaio, poco meno, di cui una trentina di teseerati. Il nostro scopo era presenziare, e direi che l’abbiamo fatto molto bene, per il resto di tifo facciamo poco. Giusto qualche coro per sottolineare che ci siamo.  E rispondiamo alle offese dei granata ripetendo gli insulti a noi stessi, “Padovano pezzo di merda!” oppure “Cestaro spegni la luce!”, una questione su cui rimarcano continuamente (ma che hanno finito per prendere nel culo, e non mi dispiace nemmeno un pò!). Intorno a noi, una massa di scimmie urlanti attaccate alle vetrate. Per lo meno negli anni scorsi in Curva Primavera si notava qualche bel faccione ed un discreto gruppetto di casuals. Quest’anno invece è piena di mongoloidi, ed a questo proposito apro una parentesi: ho sempre avuto stima del Popolo Granata, dove per “popolo” non intendo gli ultras o la Maratona, intendo proprio la tifoseria granata nel suo insieme. Mio nonno era tifoso del Grande Torino, dopo la tragedia di Superga aveva smesso di seguire il calcio (motivo per cui non me la sono mai sentita di speculare su Superga nemmeno per scherzo fra amici…) e quando ero piccolo mi parlava spesso e volentieri di quella che era la squadra più forte del mondo dell’epoca. Ma anche della gente granata, e di come a Torino gli Agnelli si comprassero tutto con i soldi e la gente vera di Torino tifasse Toro in contrapposizione a loro. In base a questi racconti ho sempre immaginato il popolo granata con un altro stile. Purtroppo però i mesi di commenti, di offese e di minacce letti su internet e le scene patetiche viste al di la del vetro mi hanno tolto ogni illusione, e mi hanno aperto gli occhi su quanto tutto il mondo in realtà sia paese: a Padova abbiamo diversi mongoloidi e gente che dietro una tastiera spaccherebbe il mondo, qua ce ne sono almeno dieci volte tanti, è solo una questione di grandezza della città e di proporzione numerica. Le scimmiette che picchiano sul vetro dovrebbero avere maggior rispetto di quel divisorio, perchè la vetrata è li apposta per difenderli: senza di quella prenderebbero schiaffoni ogni domenica e da chiunque si presentasse nello spicchio!

Discorso a parte va fatto per la Maratona, che rimane una curva storica del panorama ultras italiano. Un tempo era rappresentata da numerosi e validi gruppi come gli storici Ultras, Korps, Ragazzi, Fedelissimi, Viking, ecc In seguito all’ondata repressiva seguita alla morte di Raciti, i gruppi diciamo così “storici” hanno chiuso i battenti. In primis gli Ultras Granata che insieme agli Ultras Tito della Samp si giocavano il primato per essere stati il primo vero gruppo ultras della storia in Italia. In seguito alcune vecchie facce molto discusse hanno dato (o meglio, hanno ridato) vita al Maratona Club Torino, che non è altro che il primo storico nome della tifoseria organizzata granata. Una svolta che voleva far si che si ripartisse da zero, ma che è durata pochi mesi: per motivi che non conosco, dopo un pò il Maratona Club Torino è morto ed i ragazzi più giovani hanno dato vita al gruppo Torino Senza Scorta che ha portato avanti un certo modo di essere fino a quest’anno, fra l’altro andando ovunque senza tessera del tifoso. Nel corso di questa stagione sono nate ulteriori frizioni, il Maratona Club Torino è tornato alla ribalta ed i ragazzi di Torino Senza Scorta hanno sciolto il gruppo, anche se in realtà continuano ad andare eccome allo stadio ma senza più una vera organizzazione alle spalle. Pare che spesso volino botte fra le due fazioni e si dice che in mezzo al Maratona Club ci sia gente che sulla Maratona vuol fare business, ma queste cose non le posso certo sapere io e quindi mi limito a illustrare la situazione. Rimane il fatto che nel momento in cui eravamo arrivati noi, il grosso della loro gente era sotto la Maratona a chiarire questioni personali. Il tifo comunque questa sera è su livelli molto alti, e pure nel resto dello stadio si crea un discreto effetto (anche se più che ad una bolgia mi viene da pensare ad uno zoo, viste appunto le scimmiette urlanti della Primavera appese al vetro!). La Maratona canta alla grande, se avesse cantato con questa intensità anche lo scorso anno probabilmente ci avrebbero battuti. Da segnalare anche uno striscione di solidarietà agli ultras genoani per la recente vicenda delle maglie fatte togliere ai giocatori.

Sul campo finisce 3-1 per il Toro, molti dicono che non abbiamo giocato male, per me abbiamo semplicemente fatto schifo al cospetto di una squadra che avrà anche il nome ma non è certo irresistibile. Del resto stiamo facendo schifo da mesi sotto la guida del Demente, e proprio le sue parole nel post-partita di Torino mi hanno dato ulteriormente sui nervi: sono mesi che non stiamo giocando più a calcio, sono mesi che siamo completamente in balia degli eventi, sono mesi che lui non ci sta più capendo un cazzo! Chi vuole prendere per il culo quando dice che “la rimonta non è impossibile!”? Ha fatto disastri quest’anno, demolendo con precisione certosina le motivazioni di chi va in campo (peraltro già scarse di suo… non serviva l’aiuto di Dal Canto!) ed ora vorrebbe caricare un ambiente in piena crisi depressiva quando a tre giornate dalla fine siamo a quattro punti dal sesto posto dopo essercene fatti rimontare ben quindici!?! Almeno tenesse chiusa quella fogna di bocca!!! Ora mancano tre giornate alla fine del campionato, ed io mi auguro solo che finisca presto e che poi ci tuffiamo nell’estate buttandoci alle spallo lo schifo che è stato questa stagione: penso solo che se ci fosse un altro mese da giocare potremmo seriamente rischiare i playout e la retrocessione, quindi è meglio che finisca presto quest’incubo e che poi si faccia piazza pulita, o che quantomeno si riparta senza il Demente!

Dopo un’oretta torniamo alle macchine ed ai furgoni per ripartire alla volta di Padova. Ma la trasferta non è ancora finita. Alla fine spunteranno fuori, e ci sarà un incontro ravvicinato che chiude il sipario sulla trasferta. Torino sarà anche in crisi ma rimane sempre una trasferta divertente, dove non ci si annoia di sicuro!

Noi Ultras Padova il nostro campionato l’abbiamo onorato. Se i mercenari ed il demente avessero avuto un quarto della nostra grinta e del nostro orgoglio, avrebbero vinto il loro a man bassa. Cestaro rimani, e fai piazza pulita!

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tuttiatorino

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SASSUOLO THE END

Postato il 02 maggio 2012 by La Padova Bene

La fine dei sogni. Nella giornata dei lavoratori in cui non c’è un cazzo da festeggiare, il Padova esce definitivamente dai playoff. Sinceramente oggi mi è sembrato per un attimo di tornare agli anni della C, a quei lunghi anni di C in cui si spendeva tanto e si costruivano squadre da promozione, salvo poi mancare regolarmente l’obiettivo. Direi una costante dell’era-Cestaro. Ma andiamo con ordine.

Il 1 maggio è sempre una data particolare. Sei anni fa, cinquemila tifosi spezzini capirono che a Padova a prescindere dai numeri non si viene a passeggiare. Per farglielo capire, ci beccammo due arresti e 24 diffide. Io stesso mi feci due anni lontano dal mio amato biancoscudo, e non sono stati due anni facili, ma a ripensarci oggi non mi pento di niente. Anzi.

Ma l’inizio di maggio coincide anche con l’anniversario della scomparsa del grande Gildo Fattori. Ed anche oggi, prima della partita, il suo ricordo è stato onorato come da tradizione. Mentre assistevo alla cerimonia, mi chiedevo cosa avrebbe detto Gildo dopo una stagione del genere. Mi chiedevo come avrebbe parlato di una squadra che nonostante sulla carta fosse palesemente una delle più forti (e mi rifiuto di sentire qualsiasi argomentazione contraria!) ha gettato al vento una stagione grazie alla propria presunzione. E mi chiedevo come avrebbe parlato di un allenatore che quella presunzione l’ha saputa trasmettere perfettamente alla squadra. Me lo sono immaginato mentre diceva col suo timbro di voce inconfondibile “La sensazione, netta, è che questo signore ormai da tempo abbia perso di mano la situazione; e, forse, a questo punto sarebbe meglio prima di tutto per lui, che si facesse da parte, anche per evitare di far danni maggiori di quelli che già ha combinato…”. Gildo oggi l’avrebbe meritata una vittoria in suo onore. Ma stiamo parlando di gente che non ha orgoglio nemmeno per se stessa, come si può pretendere che onorino il ricordo di un morto che nemmeno hanno mai conosciuto?

Eppure se vogliamo dirla tutta oggi, il Padova è stato pure sfortunato, centrando due traverse con Cacia prima sullo 0-0 e poi sull’1-0 per il Sassuolo. Si parla anche di uno, forse due rigori negati. Ma credo sia troppo comodo analizzare il campionato del Padova basandosi solo sulla partita di oggi, come del resto fa furbescamente qualche irriducibile sostenitore del capitano della Padania (Capitan Padania suona bene…). Il suo campionato il Padova l’ha perso molto tempo fa. L’ha perso in partite come le due con il Crotone, contro la Samp in casa, a Gubbio, a Castellammare di Stabia. L’ha perso con l’incredibile debacle interna contro il Pescara che oggi ne ha dati sei anche al Vicenza (non a caso una squadra che sta andando in C… noi abbiamo disputato un girone di ritorno da serie C). L’ha perso a Grosseto. Abbiamo buttato via un campionato che avremmo potuto vincere tranquillamente, avevamo una delle squadre più forti che fino ad ottobre ha marciato come un rullo compressore (ricordo ancora la partita di Empoli, per dirne una…). E qui entra in gioco il carattere, che queste signorine indegne perfino come prostitute hanno dimostrato di non avere minimamente. Si è visto oggi, con la sfaldatura generale che c’è stata dopo il vantaggio del Sassuolo. Si è visto dopo Pescara, quando la “grande reazione” si è trasformata in un pareggio (altra partita gettata alle ortiche) ed una sconfitta interna. Si è visto ogni volta alla minima difficoltà, quando i fenomeni sono andati nel pallone completo. E qui, si vede la mano del mister, che considero il responsabile numero uno della disfatta. Ne parlo però a parte, mi sembra giusto.

Adesso mi interrogo seriamente sul futuro. Non su quello immediato visto che ormai mi sembra PALESE che il nostro campionato finirà il 26 maggio. Mi interrogo su cosa ci aspetta nel medio-lungo termine, che poi tanto medio-lungo non è. Ed un assaggio l’abbiamo avuto in questo campionato: ad un certo punto è arrivato Baraldi che ha fatto chiudere i rubinetti a Cestaro. Con Baraldi è arrivato anche Lorenzo Cestaro, e mi pareva strano che la famiglia del presidente tutto ad un tratto iniziasse ad interessarsi al Padova. Rubinetti chiusi, niente rinforzi a gennaio, niente cambio allenatore onde non trovarsene due sotto contratto e stagione che è andata letteralmente a farsi fottere. Insomma siamo partiti con una squadra da promozione diretta e quando è stata ora di rinforzarla andando a correggere le lacune emerse, non ci abbiamo messo più mezzo centesimo. Una logica che non capisco. A questo punto mi chiedo: cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Si farà un altro squadrone cercando di puntare direttamente alla serie A? Si riparte con una squadra di giovani e magari con un allenatore degno di questo nome? Si fa un altro anno di contratto a quell’incapace arrogante di Dal Canto? Cestaro molla tutto? Sarei curioso di avere delle risposte! Io ho la sensazione che siamo in fase di smobilitazione, vorrei capire a che livello però: perchè se si tratta di fare piazza pulita delle prime donne e di improntare un insieme di gente affamata e vogliosa di mettersi in mostra mi può andare bene; se si tratta di fare pulizia di alcuni parassiti societari che sulle spalle di Cestaro hanno mangiato fin troppo mi sta benissimo; se invece questa stagione è stata la fine dell’era-Cestaro, lo si dica chiaramente senza prendere per il culo ulteriormente i tifosi…

Per quanto riguarda la partita disputata sugli spalti c’è poco da dire. Presenti circa 7.500 spettatori, e mi viene da ridere a pensare a chi avrebbe voluto il pienone: forse non ci si è resi conto che la ferita subita contro il Pescara è dura da rimarginare, perchè è una ferita aperta con la città!  Anche in Fattori molti spazi vuoti, ed anche il tifo non è stato entusiasmante, visto che al gol ospite abbiamo mollato pure noi. Certo, avrei evitato di continuare con cori d’incitamento cantati si e no da dieci persone: credo che ad un certo punto un bell’”Andate a lavorare!” avrebbe messo tutti d’accordo! In curva ospiti presenti circa 200 tifosi del Sassuolo: mi sfugge se gli ultras della squadra emiliana (un gruppetto modesto che però negli ultimi anni ha fatto passi da gigante) si siano tesserati o meno, visto che erano presenti regolarmente al proprio posto!

Credo che ormai sia abbastanza evidente che la gente non ci crede più: tuttavia gli ultras non badano molto ai risultati sul campo, preferiscono badare a quelli sugli spalti! E lunedì sera c’è la trasferta di Torino, una trasferta importante: chi si ritiene ultras e chi ragiona in un certo modo (parlo anche e sopratutto di molti ragazzi giovani e meno giovani che bazzicano la Fattori) a Torino deve venire, con o senza biglietto, con o senza tessera del tifoso. Non ci sono cazzi, non ci sono “ma che cazzo andiamo a fare…”, non esiste “non vengo perchè sono demoralizzato dalla squadra…”. A Torino SI DEVE ANDARE, o perlomeno chi può andare HA IL DOVERE MORALE DI ESSERCI. Quello che cercherò di fare io che pure ho una figlia a carico e non posso garantire sulla presenza, quello che dovrebbero fare tutti. Le scuse risparmiatevele!

A questo proposito, stasera alle 21 in via Carducci siete tutti tenuti a partecipare alla riunione della Tribuna Fattori. Ed a far girare il messaggio. Grazie.

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GROSSETO AWAY AT SEA

Postato il 01 maggio 2012 by La Padova Bene

Ci abbiamo provato. Nonostante i sei palloni presi a domicilio dal Pescara, una quarantina di ragazzi della Fattori sabato mattina si sono messi in viaggio per Grosseto. Di entrare allo stadio però non se ne parla, impossibile qualsiasi escamotage, qualsiasi tentativo. Alla fine, la scelta era fra il farsi “inglobare” dai blu nel parcheggio ospiti e passare un intero sabato alle loro dipendenze o farsi una bella mangiata di pesce nella vicina Marina di Grosseto ascoltando la partita per radio. Provate ad indovinare cosa abbiamo deciso?

E così dopo aver appeso le pezze questa volta al porticato di un bel ristorante con vista spiaggia, abbiamo vissuto la nostra partita a base di alici marinate, cozze, insalata di mare, carpaccio di pesce spada con grana e pomodorini e spaghetti allo scoglio. Tutte cose che la tessera del tifoso non ci avrebbe dato. Almeno fino a quando non decideranno di metterla obbligatoria anche per accedere ai ristoranti, ed allora forse sarà il caso di porre la pietra tombale sulla triste storia di questo triste paese (non manca molto cmq!).

Quanto alla partita, per chi si aspettava un riscatto dopo Pescara e sopratutto una squadra caricata per la restituzione dei tre punti persi contro il Torino, sarà rimasto deluso. Ancora una volta il Padova ha gettato la maschera, dimostrando di essere ciò che è: una squadra di fighette presuntuose e di prime donne guidate da una primadonna altrettanto presuntuosa (senza però avere le capacità che al limite potrebbero giustificare il fatto di sentirsi una spanna sopra gli altri…) in panchina. E così oggi siamo riusciti a “mangiarci” alla prima occasione utile anche i tre punti ottenuti per Padova-Toro. Sarà utile che questi signorini cambino registro, ed alla svelta!

Domani arriva il Sassuolo. Io ci crederò ancora e continuerò a cantare dalla Fattori, per il nostro orgoglio. Ma state pur tranquilli che a fine campionato facciamo i conti…

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VENERDI’ SERA DI RABBIA…

Postato il 23 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Il Mattino di Padova

 «A mezzanotte, uscite a mezzanotte». Sono stati di parola i ragazzi della Tribuna Fattori. Dopo aver sostenuto il Padova fino alla mezz’ora del secondo tempo, non ce l’hanno più fatta e nell’ultimo quarto d’ora hanno dato il via a una durissima contestazione, proseguita dagli spalti all’ingresso della tribuna ovest. «Vergognatevi», «Andate a lavorare», «giocate senza la maglia» questi i cori rabbiosi, partiti dalla Fattori e arrivati fino ai cancelli dall’altro lato dello stadio. Che la situazione potesse degenerare non si capisce subito. Qualche minuto dopo il fischio finale le minacce dei tifosi sembrano destinate a restare solo parole. Sembra.

I primi tifosi arrivano una ventina di minuti dopo la fine della partita, si sentono i cori e la rabbia. Sono divisi in due plotoni i sostenitori più agguerriti. Il gruppo più numeroso arriva davanti l’ingresso della tribuna autorità, mentre con grande prontezza gli agenti della Questura ordinano agli steward di chiudere tutti i varchi e non far uscire più nessuno dallo stadio. Gli spettatori se n’erano già andati, ma non tutti, oltre agli addetti ai lavori anche qualche vip, come Pippo Maniero, resta bloccato nei sotterranei dell’Euganeo.

Il livore cresce. Il secondo gruppo di tifosi si assiepa davanti al cancello tra la curva nord e la zona ovest, da dove entra il pullman della squadra. Davanti a loro si schierano una decina di agenti di polizia in tenuta antisommossa. Qui la storia prende due strade diverse. La prima: i tifosi presenti ai cancelli autorità, più di 200, continuano a contestare e ottengono un colloquio con la vice Carron e il presidente Cestaro che provano a placare gli animi. Sembrano riuscirci, arriva anche qualche ovazione: «C’è solo un presidente». Dopo una ventina di minuti di colloquio con i dirigenti, escono anche giocatori e staff tecnico. Ripartono i cori offensivi, nel mirino i giocatori.

Dopo qualche minuto Cestaro e la Carron lasciano sola squadra e mister. Il patron è infuriato, si avvicina alla macchina biascicando qualche offesa. Se la prende anche con il tecnico, poi fugge intimando agli amici di salire velocemente in auto. La squadra resta un altro po’ con i tifosi poi rientra verso il pullman mentre Dal Canto raggiunge la sala stampa e parla anche del confronto appena avuto: «Dopo una batosta del genere diventa difficile controbattere alle ragioni dei tifosi, ma non voglio crocefiggere la squadra».

Intanto dall’altra parte succede anche di peggio. Il centinaio di sostenitori accalcatisi in zona nord-ovest provano ad entrare, scalciano il cancello che ad un certo punto si apre. La situazione sfugge di mano alla polizia che inizia a sparare alcuni lacrimogeni. Si crea il panico, l’azione delle forze dell’ordine fomenta la rabbia. Qualcuno lancia dei cassonetti contro la cancellata che si sta richiudendo, mentre la maggior parte dei tifosi indietreggia. La puzza del gas è forte, uno stewart si sente male e vomita mentre ci vorrà la mezzanotte passata per far tornare la situazione alla normalità.

Venerdì sera la Fattori è stata l’unica nota positiva di tutta la serata. Una Fattori più che mai viva, attiva, orgogliosa. Capace di accendere fumogeni e continuare a cantare ad ogni gol avversario. Capace di fare una bella sciarpata sullo 0-5. Capaci di cantare di fronte a una squadra di cadaveri solo per il nostro orgoglio.

Dovrebbero pensarci bene certi giornalisti e certi “addetti ai lavori” prima di sputare sentenze sul mondo ultras: le curve degli stadi sono in assoluto uno dei più grandi spettacoli legati al calcio, spesso e volentieri di gran lunga superiori a quelli che si vedono sul campo, e la Fattori di venerdì sera ne è stata la piena dimostrazione!

Poi al fischio finale è esplosa la rabbia e la contestazione, come riporta anche l’articolo. Con una precisazione: l’articolo parla di “circa 200 tifosi” che hanno contestato la squadra più altri 100 in zona nord-ovest. In realtà circa il doppio, 5-600 persone divise in due gruppi: il primo davanti la tribuna autorità, il secondo di fronte al cancello che da sugli spogliatoi. E ciò che non dice l’articolo è che le forze dell’ordine, come è loro abitudine, hanno iniziato a sparare lacrimogeni ad altezza d’uomo, colpendo anche qualche ragazzo che solo per miracolo non si è fatto male seriamente! Tutto questo ha scatenato ovviamente solo ulteriore rabbia, ed allora mi chiedo: visto e considerato che la questura sta esaminando i filmati per risalire ai tifosi protagonisti delle tensioni con le forze dell’ordine, non sarebbe giusto che venissero denunciati anche quegli agenti di polizia che si sono messi a sparare lacrimogeni ad altezza d’uomo? In fin dei conti hanno tenuto un comportamento irresponsabile, rischiando di commettere danni irreparabili… Invece purtroppo temo che come al solito pagheranno solo gli ultras!

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CROTONE HOME

Postato il 02 aprile 2012 by La Padova Bene

Il Padova arriva dalla storica (visto che non si verificava da 54 anni) vittoria di Vicenza, e l’ambiente è pervaso da una certa euforia. Niente di speciale, però diciamo che l’ambiente è sereno, come raramente accade a Padova. Ed infatti si tornerà presto alla normalità, all’amarezza, alla rabbia…

Padova-Crotone, non una partita imprenscindibile. Sono senza macchina e così mi faccio venire a prendere da un paio di soci. Appuntamento al bar del mio paese, dove la gente è pure ospitale, ma fino a un certo punto: qualcuno vede “una macchina sospetta” davanti al bar, qualcun altro comincia ad uscire, esco io e mi accorgo che sono i miei soci, malinteso chiarito…

Prima della partita sosta al bar. C’è un bel pò di euforia, si parla di Vicenza, ma nessuno pensa minimamente che il Crotone possa darci una severa lezione. La giornata è anche bella, sembra primavera inoltrata, fa caldo e c’è il sole. Gente non tantissima, l’entusiasmo per una squadra che doveva “ammazzare il campionato” è progressivamente svanito, ed i distacchi in classifica ormai fanno si che non ci si aspetti più molto da questo campionato. Le prime quattro sono un campionato a se, i biancoscudati avrebbero potuto essere tranquillamente li in mezzo se avessero avuto un minimo di continuità, e se avessero subito qualche torto in meno, vedi lo 0-3 a tavolino col Toro che grida ancora vendetta…

Anche in Fattori si presenta qualche buco vuoto. Sinceramente io penso che ci possiamo raccontare tutte le balle che vogliamo, ma se uno ci tiene al Padova non fa differenze fra un Padova-Torino ed un Padova-Crotone: si certo, la Fattori ha un ottimo zoccolo duro, ma vedere certi buchi non è mai bello. Specie se poi alla prima partita di cartello si fatica a trovare i biglietti e ci sono ragazzi sempre presenti che vuoi per distrazione, vuoi per problematiche varie, non riescono a prendere il biglietto durante la prevendita e si ritrovano in altri settori… Io l’ho sempre pensato: a noi servirebbe una curva di 1.500, max 2.000 posti, non di più. In modo da tenerci il nostro zoccolo duro e limitare il più possibile il numero di occasionali. E se qualche bastiancontrario benpensante non è d’accordo con me… sticazzi!

Da Crotone arrivano una trentina di tifosi, tutti con la loro tessera del tifoso. Non vengono posizionati in Curva Nord, come per esempio fu per i veronesi, ma in Nord-Ovest, di fronte a noi. Non ho mai capito con che criterio vengano fatti posizionare gli ospiti all’Euganeo, forse ne arrivano talmente pochi che ogni volta si dimenticano… Fanno il loro tifo, e nella ripresa quando la partita sembra scaldarsi ci si scambia con loro anche qualche offesa. Niente di che.

A dispetto dei vuoti, oggi la voglia di cantare non manca. Il Padova parte bene, ed il grido della Fattori si alza al cielo. Ma alla prima occasione il Crotone va in rete, strozzandoci in gola la gioia per il gol. La difesa biancoscudata, come sempre, si addormenta e si fa affettare come il burro. Uno a zero, doccia gelata. Si ricomincia a giocare, ed in Fattori si continua a cantare. Il Padova cerca di reagire, ma il colpo è duro da assorbire. E così alla seconda occasione dei calabresi, la difesa patavina viene nuovamente infilzata come un tordo. 2-0, partita virtualmente conclusa.

A questo punto anche la rabbia e la carica agonistica vengono meno, ci si produce nella solita triste pantomima di passaggi laterali, pare quasi che si voglia tenere il risultato. Nella ripresa giochiamo a quattro punte, entra Cutolo che poi fa il suo numero e rimette in gioco i biancoscudati, ma in realtà in gioco i biancoscudati non ci sono mai stati; ed anche con quattro punte si continua con i soliti lanci lunghi alla cazzo di cane ed i soliti cross sballati…

Tutt’altra cosa in Fattori, dove si decide di continuare ad incitare la squadra fino al novantesimo. E così i ragazzi sugli spalti danno spettacolo, continuando col tifo anche sullo 0-2, tentando di scuotere a più riprese una squadra che non ne vuole sapere e che anzi finisce con l’irritare anche noi. Ma la Fattori è in palla, e lasciatemelo dire: avessero un decimo della nostra grinta le signorine che vanno in campo, saremmo già matematicamente promossi!

Al triplice fischio qualcuno degli “eroi” in campo cerca anche di venire sotto la Fattori come se niente fosse, e per la prima volta dal nostro settore si alzano fischi. Dietro-front, tutti negli spogliatoi. Adesso il tempo delle chiacchiere è finito: questa squadra deve arrivare almeno ai playoff, diversamente sarà stata soltanto una stagione fallimentare, in cui si sono buttati via soldi per nulla. Ai posteri l’ardua sentenza!

Concludo con un pensiero che ieri mi ha reso felice: recentemente è nata mia figlia, ed i soci in Fattori hanno voluto omaggiarla con uno striscione di benvenuto! Una bimba che mi sa tanto che ha già il destino calcistico segnato… Ringrazio tutti coloro che mi hanno pensato e che hanno pensato a mia figlia. Una bella giornata, nata con i migliori presupposti, rovinata in parte da una squadra di mezze fighe; ma si sa che i giocatori passano, la curva resta!!!

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VICENZA AWAY

Postato il 02 aprile 2012 by La Padova Bene

Tempo di derby. Vicenza fa sempre uno strano effetto nelle menti di tutti i tifosi biancoscudati, ed anche in tempo di tessera del tifoso la voglia di onorare il derby, dentro o fuori dello stadio non ha importanza, è sempre forte. Già nella scorsa stagione la Fattori aveva portato circa 300 ragazzi fuori dal Menti, ed al ritorno si era scatenata la “caccia all’uomo” da parte della celere per le strade della città berica (clicca qui). Quest’anno si decide di riprovarci, e di riprovare ad entrare.

Al ritrovo all’Euganeo, la stragrande maggioranza dei ragazzi ha già il biglietto in mano. E pensare che per questa partita non c’è la possibilità nè di accedere senza tessera (e fin li ovvio! Non ce l’hanno concesso nemmeno a Cittadella), nè di entrare con l’amico tesserato di turno! La verità è che hanno fatto talmente tanta confusione fra circolari e controcircolari che non ci sta capendo più un cazzo nessuno, ed i primi a non capirci più un cazzo sono proprio i rivenditori…

Si parte, ci si ritrova alle porte di Vicenza per compattare il gruppo, e nasce una piccola discussione su come procedere: dalle voci pare che ci sia un gruppo di vicentini in attesa in un bar nei paraggi, ma è una voce infondata, ed alla fine optiamo per andare direttamente allo stadio, tutti insieme… detto, fatto: primo incrocio, semaforo rosso, gruppo che si spezza in due! La nostra solita organizzazione certosina… Per strada sono molte le pattuglie in giro, ma riusciamo ad arrivare indenni al Menti seppur alla spicciolata. Ci ritroviamo al bar di fronte il settore ospiti, la polizia in giro sembra disorientata, di sicuro non ha colto bene la situazione. I padroni di casa sono in giro anche loro, e non passa molto tempo prima che si arrivi ai primi “scambi di opinioni” con loro (e con i pescaresi, presenti a fianco dei gemellati).

Nel frattempo il nostro gruppo cresce, ed alla fine saranno circa 200-250 i Ragazzi della Fattori che, col biglietto e senza tessera del tifoso, riusciranno ad accedere al Menti. Un’altra vittoria della Fattori contro il Sistema, un’altra piccola battaglia portata a conclusione! La dedico a tutti quelli che ci dicono “Fatevi la tessera e piantatela di rompere i coglioni!”, la coerenza non paga mai abbastanza, e riuscire ad aggirare il sistema è una soddisfazione incredibilmente più grande che riuscire a vedere ogni sacrosanta partita (che sarebbe nostro diritto se proprio vogliamo discutere!).

Dentro lo stadio saremo circa un migliaio fra tesserati e non. Decidiamo di compattarci e di tifare tutti insieme. Una serata d’altri tempi, sulla quale mi concedo una piccola riflessione personale: “circa un migliaio” di padovani a Vicenza qualche anno fa sarebbe stata una cifra da partita amichevole, o da trasferta effettuata in piena zona retrocessione e con l’entusiasmo sotto i tacchi! Oggi il fatto stesso che i giornali esaltassero questa presenza, misera nel rapporto distanza/importanza del match, ma perfettamente capibile in un contesto in cui si cerca in ogni modo di obbligare i tifosi a “stare a casa” dallo stadio, da la dimensione di quanto siano cambiati i tempi. E di quanti passi indietro abbia fatto l’Italia. E’ assurdo negare che la tessera del tifoso non abbia svuotato gli stadi, è da imbecilli dire che “se non si ha niente da nascondere la si fa”, è da pecore dire “fatevela anche voi!”. Se ci fosse un minimo di coscienza, di fronte ai mille tifosi scarsi portati in trasferta chiunque dovrebbe alzarsi e dire “basta!”, anzichè esortare gli altri a farsela!

Dal punto di vista del tifo pur senza fare niente di impressionante diventiamo ben presto padroni degli spalti: la curva berica sembra non esistere quasi più a livello vocale; stranissimo ripensandoli a come erano un tempo! Oggi la Sud del Menti vive molto sul dualismo “Vigilantes vs. 1902″ e direi che la situazione è visibilissima anche ad occhi meno “esperti”. Due gruppi in se molto diversi: da una parte i Vigilantes sui quali mi risparmio ogni commento, dall’altra gli “emergenti” 1902 affiancati da altri gruppi minori (South Terraces e Zona Mucchio) che formano un discreto quadrato e ci tengono a ribadire la loro distanza dai primi… A differenza dei Vigilantes che negano da sempre questo derby e continuano a cantare ogni volta che ci incontrano il patetico “Noi odiamo l’Hellas Verona”; i 1902 sentono abbastanza il derby con noi, e per l’occasione rompono gli indugi (dopo anni di malcelata “indifferenza”) con uno striscione: “IN LAGUNA FAI L’ESALTATO, A VICENZA SEMPRE SCORTATO. PADOVA MERDA!”. Sinceramente non capisco molto il senso di uno striscione del genere: sono anni che non ci andiamo in laguna, mentre a Vicenza questo è stato il secondo anno consecutivo che siamo andati senza scorta (la scorsa stagione gli sbirri ci intercettarono in corteo dopo poche centinaia di metri, quest’anno siamo arrivati fin davanti lo stadio). Avrebbero potuto fare semplicemente “PADOVA MERDA”, oppure buttarsi sull’ironia di metà anni ’90 (“GAVIO NETA’ EL PONARO?”) che almeno qualche sorriso lo strappava… In fin dei conti, e con tutto il rispetto per il loro gruppo che reputo valido quanto meno in prospettiva, credo non possano certo dire che non abbiamo onorato il derby come si deve, in entrambe le occasioni!

Sul campo il Padova non esalta, ma trova la vittoria con un tiro fortunato di Succi. Il Vicenza è veramente poca roba, e temo che in queste condizioni per loro sarà dura salvarsi (cosa che personalmente mi auguro e gli auguro: almeno che ci lascino il derby!). Finale di partita con la squadra a festeggiare sotto la curva una vittoria che mancava da 54 anni… OGGI PERO’, CONCEDETECELO, HA VINTO LA FATTORI!!!

 

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VARESE HOME

Postato il 19 marzo 2012 by La Padova Bene

Sarò sincero, mi aspettavo una reazione molto diversa!

Da qualsiasi parte si voglia guardare la vicenda di Padova-Torino, rimane una bastardata bella e buona: fermo restando che già di per se E’ UNO SCANDALO che un giudice di comprovata fede granata possa decidere il risultato di una partita in cui è impegnata la propria squadra del cuore, e non venitemi a dire che “la professionalità va oltre queste cose” perchè queste cose succedono solo in Italia; il danno vero e proprio sono stati i tre mesi per emettere un verdetto che era già bello che deciso da dicembre, in una fase delicatissima della stagione fra l’altro… Tutto a norma di regolamento, sia chiaro, ma è la forma sbagliata! A me poi nessuno mi toglie dalla mente che Cairo sia stato aiutato da qualcuno di ben inserito nel mondo della Giustizia Sportiva, che gli ha spiegato per filo e per segno come muoversi (Clicca qui)…

Fermo restando che ritengo che più che fare ricorso il Calcio Padova dovrebbe chiedere i danni al Comune di Padova, ieri mi aspettavo una squadra che andasse in campo e mangiasse letteralmente l’erba. Come del resto ha sempre fatto in situazioni difficili (ci ricordiamo di Torino lo scorso anno?). Invece il Varese, buona squadra e quadrata, ci ha letteralmente messo sotto per buona parte della gara, trovando poi il gol con De Luca a tempo quasi scaduto. Sfiga? Io parlerei di limiti caratteriali, belli evidenti! Facendo un’analisi a 360 gradi della stagione biancoscudata fino ad oggi, mi verrebbe da dire che questa squadra è quantomeno una squadra di presuntuosi convinti di essere dei fenomeni; e se contro il Varese c’era la scusante della mazzata del verdetto di Padova-Torino, mi chiedo quali altre scusanti ci fossero in partite come quelle contro Nocerina, Sampdoria, Gubbio, Grosseto, Empoli… Partite che sulla carta avevamo già vinto prima ancora di giocare! Si si, temo proprio sia questo uno dei problemi maggiori di questa squadra: essere convinta di aver già vinto prima ancora di giocare… Perchè possono raccontarmi ciò che vogliono, ma quando vedo gente come Pellizzoli che su certi tiri non si butta come se avesse paura di sporcare la tenuta da gioco, o come Cacia che in campo è spesso assente e che quando va in panchina prende a calci i cartelloni pubblicitari, beh, per me questa si chiama “scarsa professionalità”… Scarsa professionalità di una squadra troppo presuntuosa, che al novantesimo sentiva di aver già vinto ed è finita a prendere gol per la solita cappella in difesa!

Fino a prima di ieri sera ero convinto che saremmo andati su comunque quest’anno. Adesso non lo sono più molto, proprio perchè non vedo la grinta e la rabbia che sarebbe richiesta. Tanta, troppa gente che “si sente da serie A”, giocando con sufficienza, e questo per me è inaccettabile. Detto questo, comunque vada a finire questa stagione, io suggerirei al presidente Cestaro di imparare dagli errori e di prendere provvedimenti per il futuro. E’ perfettamente inutile che si prenda Baraldi e chiami al suo fianco il figlio Lorenzo per far quadrare i conti, quando i soldi li butta via spesso e volentieri di sua spontanea volontà. Intendiamoci, sono contento che ci sia lui e credo sia anche un generoso visto che di soldi per il Padova ne ha sempre tirati fuori tanti; tuttavia credo anche sia nel suo interesse non buttarli via questi soldi, soprattutto per pagare gente assolutamente inutile! Io credo che nel Padova del futuro, e semprechè si voglia puntare ad una serie A, ci sia un pò di pulizia da fare…

Pulizia in campo, prima di tutto, perchè è inutile tenersi dei “campioni” o presunti tali che poi considerano il fatto di giocare a Padova quasi “denigrante” per le loro “grandi” capacità. Meglio piuttosto tenere cinque-sei elementi della rosa attuale (Cano, che è il miglior portiere che abbiamo, Bovo che ci mette l’anima e Cuffa che è un autentico guerriero, più aggiungerei Ruopolo, Marcolini e Franco) e puntare su gente giovane ed affamata, che voglia affermarsi. Squadre “da salvezza” come il Pescara o il Verona, sono li a spiegarci come si fa…

Pulizia in panchina, perchè credo comunque che questa squadra rappresenti il proprio allenatore: spocchioso e presuntuoso di facciata, ma timido e quasi pauroso alla prova dei fatti. Un insicuro. Non c’è niente di strano: il Verona si trova nei primi posti perchè Mandorlini gli ha trasmesso la grinta e la determinazione, il Pescara perchè Zeman gli ha trasmesso l’amore per il bel gioco e la voglia di inseguire il gol anche quando non servirebbe; il Padova annaspa perchè Dal Canto ha trasmesso alla squadra, già presuntuosa di suo, la sua mentalità insicura. Il fatto stesso di aver rilasciato interviste in cui diceva che “questa squadra è al massimo da playoff” è di una gravità sconcertante, perchè oltre a demotivare lo spogliatoio ha anche fornito un alibi. Abbiamo perso? Va bene tutto, tanto siamo ancora dentro i playoff! Dal Canto è giovane, troppo giovane per allenare in serie B, e sopratutto troppo poco carismatico, ed assolutamente incapace di gestire un gruppo di giocatori problematico. In panchina serve uno che metta ordine in spogliatio, che faccia capire chi comanda e che sia in grado in certe situazioni di prendere il toro per le corna.

Pulizia in dirigenza, perchè tutto quello che è successo contro il Torino non è successo a caso; bensì succede al Padova che non è rispettato da nessuno in Lega, forse perchè non adeguatamente rappresentato… Cestaro, quando ha capito di non essere in grado di seguire da solo il mondo del Calcio, si è affidato a Foschi per fare il calcio mercato: dovrebbe semplicemente fare lo stesso a livello dirigenziale, potando i ramisecchi come mister “allargolebraccia” Sottovia o come Sua Inutilità Gianni Potti. Sottovia sarà anche una brava persona, non dico di no, ma per rappresentare la società in Lega serve gente con le palle, che quando è ora non si faccia scrupoli ad alzare la voce, sbattere i pugni sul tavolo e, se necessario, prendere anche qualcuno per il bavero della giacca. Ed il discorso che è meglio essere onesti attacca fino a un certo punto: è meglio non prenderlo in culo, per prima cosa, e l’essere onesti va bene nei confronti di chi si comporta correttamente, non di chi approfitta della buona fede delle persone come Cairo! Ed il presidente granata ci aveva già provato l’anno scorso con la storia di El Shaarawi: per questo non si sarebbe dovuto concedergli nessun credito, men che meno quello di decidere di giocare i minuti rimanenti qualche giorno dopo senza aspettare i canonici quarantacinque minuti d’attesa per regolamento!

Detto questo, e tornando alla partita, il Varese ha pareggiato all’ultimo secondo ma non ha rubato nulla come ho già detto. Ed ha fatto un gran gol, con quel De Luca che molti dicono sia “il Giovinco dei poveri”. La cosa che mi ha dato fastidio è l’esultanza fatta al momento del gol, con il dito indice portato alla bocca per zittire il pubblico: quelle sono mancanze di rispetto che non tollero, e che certa gente si permette solo perchè giochiamo in uno stadio come l’Euganeo. Giocassimo all’Appiani non si azzarderebbero quasi ad esultare! Purtroppo questo stadio è un problema: ci danneggia non solo a livello di tifo, ma ultimamente anche a livello di squadra, e un pò mi stupisco di come sui giornali si sia parlato tanto dello 0-3 a tavolino come di “sentenza scandalo” ma nessuno abbia puntato l’indice contro l’Euganeo… Senza uno stadio decente, il Calcio Padova non ha futuro! Quanto a De Luca, è un piccolo bastardo che pensa di essere furbo. Cliccando qui potete accedere alla sua pagina facebook, se vi va di fargli capire che non si esulta mancando di rispetto! Peraltro, a Varese ho notato che gli brucia ancora il culo per i playoff dello scorso giugno, come vedremo nel prossimo articolo…

Per l’appuntamento, la Fattori si presenta bella piena, ed anche la cornice di pubblico in generale è discreta. Il popolo biancoscudato si stringe intorno alla squadra, che ne ha bisogno più che mai dopo la mazzata di Padova-Torino. Prima della partita Cestaro e la Carron premiano Renzetti per le 100 presenze in biancoscudato, quindi vengono chiamati sotto la Fattori. Consueta sciarpata iniziale e tifo che a differenza di altre occasioni è molto buono. A metà primo tempo viene esposto lo striscione “Pd-To ha dimostrato quanto conta il calcio giocato, questa storia deve finire: Cestaro fatti sentire!”. Moltissimi i cori contro il Toro, Cairo e Valente. Poi in pieno recupero arriva la mazzata… Da Varese arrivano poco più di un centinaio di tifosi, che sventolano qualche bandiera biancorossa. Presenti anche un paio di pezze dei Blood Honour, il gruppo trainante della Curva Nord di Varese. La cosa mi stupisce perchè sapevo che non si erano tesserati, ed infatti più tardi avrò la conferma: una quarantina di loro sono entrati “grazie” alla nuova legge che consente ad ogni tifoso non tesserato di prendere un biglietto per un tesserato…

Al novantesimo, nonostante la delusione, la squadra viene sotto la Fattori a raccogliere il consueto applauso, che dimostra di meritare sempre meno man mano che passano le giornate… Lunedì sera si va a Vicenza, e mi aspetto una prestazione di quelle cazzute. Che onorino almeno il derby! Non dovesse succedere, credo sia ora di rivedere un pò di cose anche nell’atteggiamento della Fattori verso la squadra. Sempre per il discorso che ad essere troppo buoni si passa da coglioni…

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BRESCIA AWAY

Postato il 13 marzo 2012 by La Padova Bene

Articolo de “Il Mattino di Padova”, domenica 11 marzo 2012:

Giornata convulsa, controversa, intensa per i tifosi. A Brescia era presente anche una delegazione di ragazzi della Fattori, una settantina. Una ventina, però, non ce l’ha fatta a raggiungere il capoluogo lombardo, bloccata all’uscita del casello autostradale dalla Polizia che li ha rispediti indietro. “Questa è un’ingiustizia, va contro i diritti di libera circolazione dei cittadini”, la protesta dei tifosi che continuano a rifiutare la tessera. Il resto della delegazione è riuscito ad avvicinarsi, senza problemi, allo stadio “Rigamonti”….

Direi poco altro da aggiungere sul tema della trasferta in terra lombarda, se non che già durante il viaggio venivamo “avvisati” di non presentarci al Rigamonti, con tanto di minacce di essere portati in questura e diffidati. Diffidati non si sa perchè: non ci risulta a tutt’oggi che recarsi in gita in un’altra città sia un reato, a meno che non sia cambiata la Costituzione a nostra insaputa!

Fin troppo evidente il tentativo di creare del “terrorismo psicologico” a chi continua a rifiutare quello che è ormai diventato uno strumento inutile, oltre che un vero e proprio fallimento. E francamente danno fastidio anche le considerazioni che qualche “anonimo” tifoso biancoscudato continua a scrivere via internet, sul fatto che sarebbe ora di darci un taglio con la protesta e di sottoscrivere la tessera: non che questo stia minando la nostra protesta, anzi casomai ci sta radicando nelle nostre posizioni, ma è appunto un fastidio che qualche “illuminato” tifoso potrebbe anche risparmiarsi, tanto non cambieremo idea…

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ALBINOLEFFE HOME

Postato il 04 marzo 2012 by La Padova Bene

L’Albinoleffe è una di quelle squadre di cui uno si augura la scomparsa a breve termine dal calcio professionistico. Invece te li ritrovi in serie B e ti chiedi il perchè. Poco male, nel 2003 ci sbatterono fuori dai playoff venendo a vincere all’Euganeo, e già qui si può capire quanto mi sia indigesta questa partita: 25 maggio 2003, Padova-Albinoleffe 1-2. Un caldo africano, ed una tensione che non mi aveva fatto dormire la notte tipica per me della vigilia dei grandi eventi (è stato così anche quest’anno ai playoff, e pure nel 2009 in C1… poco da fare!). Sono le cose che più mi ricordo di quel maledetto Padova-Albinoleffe. Finì male quel pomeriggio, e finì peggio sette giorni dopo a Cremona quando pur vincendo fummo estromessi dalla finale. Ma non tutto il male vien per nuocere, e quei playoff 2002/03, pur conclusi con l’amarezza in corpo, segnarono la fine di un periodo non facile sia a livello lavorativo, che a livello personale. Un giorno ne parlerò meglio in un post dedicato. Oggi Padova-Albinoleffe è una partita da minimo stagionale di spettatori, ma in realtà qualcuno in più rispetto alla partita con l’Empoli c’è. E c’è anche un clima un pò diverso dalla sonnolenza di quindici giorni fa…

Padova-Albinoleffe è anche la prima delle sette partite che compongono l’iniziativa “7 volte Padova” (clicca qui), ovvero quello che sarebbe il carnet del Calcio Padova. L’iniziativa è sicuramente molto valida, ma non è nata con i migliori auspici, e difatti vi hanno aderito solo 600 tifosi (in pratica lo zoccolo duro della Fattori, mi potevo aspettare di meglio). Casomai quest’iniziativa ha evidenziato ancora una volta gli evidenti limiti di comunicazione propri del Calcio Padova: pochissima pubblicità all’iniziativa, e quasi esclusivamente sul sito internet della società; e nessuno che abbia detto una cosa a mio avviso fondamentale, ovvero che il carnet da diritto alla prelazione in caso di playoff! Il Calcio Padova ha questo difetto di comunicazione che secondo me penalizza anche la tifoseria, una cosa che avevo già notato il primo anno di B per la campagna abbonamenti, non un cartellone in giro per la città, non un annuncio ben fatto in radio o in tv, niente di niente a parte un trafiletto su internet… E non parliamo di altre questioni, quali per esempio il famoso Padova Store in centro di cui non si sa più nulla o quel famoso progetto per l’Euganeo che nessuno ha mai visto e che è stato liquidato in due parole dicendo che non ci sono soldi! A volte ho la sensazione che per certe questioni ci sia proprio un disinteresse totale: il tifoso è visto come una mucca da mungere quando fa comodo, ma non si cerca di fidelizzarlo (giusto per utilizzare una terminologia tanto diffusa negli ultimi tempi) in nessun modo. E la controprova ce l’ho avuta recentemente con una mail inviata non solo al Calcio Padova ma anche a vari siti che parlano del biancoscudo (Padova Sport, Padova Goal, Calcio Padova 1910) a proposito delle commissioni assurde richieste da Ticket One, pari al 30% (il carnet originale sarebbe costato 30 euro, ma viene oltre 40 con le commissioni, inaudito!): non ho ottenuto il benchè minimo riscontro, da nessuna parte! A questo punto mi viene da chiedere se non ci sia la ben precisa intenzione di alzare la voce il meno possibile e di fare meno rumore possibile per non dar fastidio forse a qualcuno che di Calcio Padova non vuole proprio sentir parlare… Almeno la possibilità di prolungare ulteriormente l’acquisto del carnet c’è? Io avevo trovato a metà settimana alcuni ragazzi che dell’iniziativa non sapevano assolutamente nulla, e come li ho trovati io scommetto che sono in tanti quelli che non ne sapevano nulla…

Sul campo il Padova torna alla vittoria, e questa volta non ho niente da dire sulla squadra nè sul tecnico: finalmente ho rivisto la rabbia e la voglia di vincere, che molto spesso quest’anno è mancata! Una vittoria molto più netta di quanto non dica il semplice risultato, fosse finita 5-1 per noi non ci sarebbe stato proprio niente da dire… Ruopolo ha giocato una gran partita, ma vorrei spezzare una lancia anche a favore di Cacia, spesso discusso e che ieri invece notavo come nel primo tempo corresse come un forsennato a pressare la debole difesa dell’Albinoleffe… A centrocampo Bovo dimostra ancora una volta di non essere forse un giocatore “da serie B” a livello tecnico, ma di avere grande cuore e grandi polmoni. In difesa mi è piaciuto anche Portin, l’ho visto sicuro e concentrato. Ciò che proprio non è andato è stato l’arbitro, il signor Cervellera di Taranto, che oltre ad aver fischiato un rigore assolutamente inesistente ai bergamaschi salvo poi negarne un altro molto più evidente sempre all’Albinoleffe ed un’altro ancora ai biancoscudati, ha fischiato non a senso unico (per conto mio entrambe le squadre sono state penalizzate dall’arbitraggio) ma assolutamente a caso. Ha voglia poi Nicchi a dire che in Italia ci sono gli arbitri migliori, solo un presuntuoso come lui (che già era tale da arbitro) può sostenere una cosa del genere… E qui apro un’altra parentesi: è da un pò che gli arbitri, se possono mai fischiarci qualcosa contro lo fanno. Per non parlare dell’atteggiamento di qualche stronzo di giocatore avversario, che si prende qui delle libertà che in altre città non gli sarebbero concesse. Vi faccio una domanda: pensate che all’Appiani ce li avrebbero fischiati certi falli o certi rigori contro? Pensate che in una partita come quella di ieri giocata però col fiato della gente sul collo un arbitro avrebbe regalato tutti quei fuorigioco, quei falli e quei rigori agli ospiti? Pensate che gentaglia come Coralli o Ze Eduardo o Abbruscato si sarebbero permessi certi atteggiamenti in uno stadio come l’Appiani? Io dico di no, e qui bisogna affrontare un macigno che ci portiamo appresso da anni e per il quale tenderemmo a non vedere soluzioni, ma che va affrontato: lo stadio Euganeo! Io credo che dobbiamo fare una cosa, come tifoseria, tutti quanti assieme: la guerra a questo stadio! E parlo anche della Fattori, che su questo stadio non ha mai preso una posizione ufficiale ma che a mio modo di vedere soffre più di tutti (prima eravamo in un settore a cinquanta metri dal campo, oggi siamo in un settore decisamente migliore, ma laterale…). E’ ora di capire che questo stadio è uno dei principali problemi della Padova Calcistica!! La pista d’atletica va eliminata, non mi interessa come, non mi interessa perché, non mi interessa con che soldi, ma va eliminata e gli spalti ricostruiti a ridosso del campo! Che la pista d’atletica se la costruisca la sorella della Ruffini nel giardino di casa! Abbiamo le curve che sono a cinquanta metri dal campo e pressochè inutilizzate: ieri i pochi tifosi dell’Albinoleffe erano in tribuna e la Sud è stata chiusa per non meglio precisati motivi… Ma a che è servito costruire una merda del genere? Ma soprattutto a chi???

Il tifo è stato decisamente migliore rispetto a Padova-Empoli, segno come pensavo che quindici giorni fa fu una giornata assolutamente strana… Nel primo tempo si è partiti bene, per poi calare nel secondo. Qualche bel coro ancora nel finale quando il Padova soffriva. Parecchi insulti alla terna arbitrale. Nel complesso una discreta prova direi, pur riconoscendo che si può fare meglio di così… Presenti anche una decina di tifosi dell’Albinoleffe. Dalla macchinata dell’anno scorso sono passati alle due di quest’anno. Direi che in un anno caratterizzato dalla quasi totale assenza di tifoserie ospiti, è quasi un evento!

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