La mia ragazza è milanista ed in quanto tale ha avuto per anni l’abbonamento a San Siro, seguendo anche con una certa costanza prima che la maturità la mettesse di fronte ad altre scelte. Qualcuno dei miei lettori storcerà il naso, visto che ho sempre predicato che Padova deve (o dovrebbe) essere solo biancoscudata. Vanno fatti tuttavia dei distinguo: primo, rispetto sicuramente di più un milanista di Padova che parte ogni domenica per andare a San Siro piuttosto che un milanista di Padova che se ne sta seduto in poltrona e si alza solo per andare a festeggiare i successi; secondo, lei tifa anche Padova (come molti altri in questa città ha la doppia fede) e segue sempre i biancoscudati, non come molti che ti deridono normalmente perchè tifi per la squadra della tua città e poi sono in prima fila a procurarsi i biglietti per i playoff! Fatta questa premessa, nelle scorse settimane ci teneva parecchio ad essere presente a Milan-Novara, ultima di campionato, visto che era un bel pò che non metteva piede a San Siro e l’ambiente le mancava… Sfumato lo scudetto, l’occasione era buona per festeggiare cinque senatori milanisti (Inzaghi, Gattuso, Nesta, Seedorf e Zambrotta) che hanno ormai le valigie pronte, e giustamente dal suo punto di vista ci teneva. Dal mio punto di vista, vedermi qualche partita “random” in giro non mi dispiace, se queste non interferiscono col calendario del Padova; inoltre il suo stato d’animo lo capisco perfettamente (nel senso che so quanto pesa dover rimanere a casa dallo stadio a vedersi le partite in televisione) ed è pur vero che quando devo seguire i biancoscudati come a Torino di lunedì sera lei non fa storie, quindi è giusto qualche volta anche dare qualcosa… Detto questo, ieri mattina ero a casa sua per prenderla ed imbarcarci destinazione Milano!
A Padova piove a dirotto, e rispetto ai giorni scorsi la temperatura si è abbassata di brutto. Fortuna vuole che una felpa nel bagagliaio ce l’ho sempre. Ho anche tre ombrelli per quello, ma sono tutti e tre del Padova, quindi credo che a San Siro non li utilizzerò sperando in un tempo più clemente. In passato sono andato più di qualche volta a San Siro, quasi sempre a vedere il Milan, vuoi perchè qua è pieno di milanisti e ne ho conosciuti molti di più che andavano rispetto agli interisti, vuoi perchè alla fin fine anchio subisco il fascino di quello stadio: San Siro per me è la scala del calcio, uno degli stadi in assoluto migliori del mondo, e chi l’ha progettato e costruito era un genio! Anzi, direi che dopo l’applicazione delle ultime normative, l’hanno un tantino rovinato, ma tant’è… Il fatto che si giochi di domenica ed il tempo non clemente mi riportano alla mente tante trasferte al seguito dei biancoscudati, e non nascondo un pizzico di nostalgia, anche se oggi non sto andando in trasferta ma in gita a San Siro.
In autogrill troviamo altri tifosi milanisti del Veneto, che lei conosce. Troviamo anche una banconiera imbranata che per poco non ci tira in testa il contenitore dei chicchi di caffè: infatti questa prima passa la spugna umida sul banco, poi vi lancia (non appoggia, lancia!) il contenitore di plastica dei chicchi di caffè che scivola e cade a terra con gran rumore e seminando caffè ovunque. Sopratutto addosso alla mia ragazza, che per tutto il giorno continuerà a perderne dalle pieghe dei jeans! La cosa brutta è che quando succedono queste cose e tu ti trovi nei paraggi, il resto dei presenti non assistono alla scena ma si girano al rumore vedendo il pavimento inondato di chicchi di caffè e la banconiera che bestemmia mentre tu ridi, e sono portati a pensare che il colpevole del disastro sia tu… Insomma, fai la figura del rincoglionito senza esserlo e senza colpa! Grazie al cielo ne io ne la mia dolce metà ci preoccupiamo troppo di cosa possono pensare i presenti, ed il viaggio prosegue senza paranoie…
Nel restante tratto che ci separa da Milano parto con la collezione di CD da trasferta, che lei apprezza: Ultima Frontiera, Sumbu Brothers, Statuto, Atarassia… Tante volte certe canzoni hanno portato bene al sottoscritto, tanto da essere diventate la colonna sonora della promozione in B di tre anni fa e della salvezza rocambolesca ottenuta l’anno successivo. Lei in genere ascolta tutt’altro genere, però apprezza, il che mi fa pensare proprio che siamo una coppia molto particolare! Giungiamo alla barriera di Milano e poi via di Tangenziale: ogni volta che passo di qua e mi vedo quelle belle colate di cemento che caratterizzano Sesto San Giovanni, molte delle quali con vista-tangenziale, mi rendo conto di quanto bene si sta nella Cara Vecchia Padova, e mi do una risposta sul perchè molti di queste parti danno l’idea di essere esauriti: perchè lo sono! Usciamo dalla tangenziale e ci immettiamo nel quartiere di San Siro. Con estrema intelligenza parcheggiamo a un paio di chilometri dallo stadio, che significherà farseli quasi alla bersagliera. Fa freddo, e la felpa non aiuta perchè produce il tipico effetto “nylon” di quando si indossa qualcosa di nylon che ti soffoca e ti fa sudare, col risultato che in breve tempo sono fradicio di sudore e il vento gelido che spira non fa che farmi sentire peggio. Disagio! Disagio! Disagio!
Giunti in zona non posso che notare con estremo dispiacere che il baretto al trotto, dove in più occasioni ho trascorso i miei prepartita milanesi, è chiuso. Tutto intorno pullulano i baracchini, tutti uguali, tutti con la stessa roba come del resto le bancarelle dei gadget. Ricordo che negli anni ’90 era uno spasso venire da queste parti anche perchè nelle bancarelle si trovava ogni tanto qualcosa di strano, di diverso, mentre oggi sono tutte omologate. Tristezza. Dall’altra parte della strada, dove ci sono i palazzi, c’è una sorta di bar-ristorante gestito da una famiglia di cinesi, e di fianco un forno. Pizzetta e birra prepartita, ci sta tutta! Con sette euro mangiamo e beviamo sicuramente meglio che nei baracchini… Tutt’intorno parecchie facce da curva, e qualcuno anche abbastanza inquietante. Credo di aver trovato il ritrovo dell’attuale Curva Sud Milano. Bisogna ammettere che hanno scelto una location molto più “tattica” rispetto al bar del trotto che veniva utilizzato ai tempi di Fossa e Brigate. Certo, all’epoca succedevano anche dei bei numeri come si può vedere dal video:
Tuttavia con i tempi che corrono forse ha più senso una location esterna al perimetro del piazzale di San Siro, in cui ci siano forse anche meno telecamere ma da dove sia possibile comunque tenere d’occhio la zona. Diciamo che se un gruppo ospite volesse mai venire in cerca dei milanisti (soprattutto stranieri, credo che gli italiani in questo si siano un pò “addormentati”) intanto dovrebbe conoscerne la location e probabilmente verrebbe intercettato prima dai padroni di casa. Inoltre dovrebbe portare un numero consistente, visto che qui ci saranno almeno un duecento persone… Finiamo le pizzette e le birre e ci avviamo verso l’ingresso, lei si lamenta perchè si perde il riscaldamento ed io giustamente del riscaldamento me ne sono sempre un pò fregato preferendo entrare allo stadio a pochi minuti dall’inizio della partita.
Al prefiltraggio sorge il primo problema, in quanto abbiamo i biglietti di due settori diversi. In settimana non le era stato possibile prendermi il biglietto per il suo settore, il secondo anello blu ovvero il cuore della Curva Sud, in quanto risultavano esauriti; ed aveva optato pertanto per un secondo verde, ossia la curva opposta… La nostra idea era quella di arrivare al prefiltraggio e puntare sulla bontà degli stewards per passare: niente da fare, ci spiegano che il tornello non leggerebbe comunque il biglietto! Decido allora di entrare per il mio ingresso, e le dico di aspettarmi che in qualche maniera arrivo. E così parto, di gran carriera, mi faccio tutto il perimetro dello stadio e trovo il mio ingresso, il numero 3. Poco prima di me ci sono due ragazzi che discutono animatamente con uno steward che non gli lascia portare dentro l’asta della bandiera. Mentre discutono arriva la Digos, che li ammonisce con tanto di minaccia velata (“Ragazzi, lo sapete come funziona no? Vedete di non rompere il cazzo…!”). Proprio dei bei cagacazzi da queste parti. Ad ogni modo entro, passo il biglietto nel primo e nel secondo tornello, mi faccio le scale ed arrivo al secondo verde. Giusto il tempo di vedere davanti a me la Sud mezza vuota e chiedermi come hanno fatto a dire che era esaurita, quindi mi guardo intorno e mi rendo conto che non ci sono varchi. Scendo, esco dal settore e comincio a percorrere tutto il perimetro interno dello stadio. E qui mi rendo conto di quanto la sicurezza tanto ostentata anche all’esterno (vedi Digos che redarguiva i due ragazzi) sia in realtà una farsa bella e buona: ad ogni ingresso il percorso è transennato, in realtà basta camminare nel corridoio sotto per aggirare tranquillamente tutti i settori e senza che gli stewards chiedano nulla. Giunto in prossimità dell’ingresso 14 noto che ci sono delle transenne supplementari, e per un attimo penso che la mia avventura in giro per lo stadio sia finita. Invece, senza mostrare alcun biglietto, chiedo allo steward che mi guarda con aria interrogativa dove si trova l’ingresso 201, e lui me lo indica e mi fa passare. Non sono tonti, badate bene, semplicemente lasciano fare. Diciamo che sono tanto cagacazzi in altri settori quanto lasciano fare in Sud (credo che in Nord sia la stessa cosa quando gioca l’Inter). Il che mi va anche bene, intendiamoci, solo che penso potrebbero risparmiarsi leggi speciali, circolari, albi degli striscioni autorizzati quando in ogni città d’Italia la legge viene applicata da ognuno come meglio crede! Ad ogni modo volevo ritrovarmi con la mia dolce metà e l’operazione viene completata nei corridoi della Sud, tanto mi basta…
Quando prendiamo posto sugli spalti la partita è iniziata da qualche minuto. Lo stadio è mezzo vuoto, il che è anche comprensibile se consideriamo che si tratta di un Milan-Novara di fine campionato, una partita che non conta più un cazzo per entrambe e che non è certo sentitissima. Come se non bastasse il tempo è una merda e tira un vento infame. Alla mia destra ho la Curva Sud di Milano, semivuota come ho già detto, ma che canta sicuramente più della Nord dei cugini. Alla mia sinistra il settore ospiti con circa 200 tifosi del Novara. Molte offese fra le due tifoserie, i milanisti espongono anche un paio di striscioni “Ieri bruciavate i seggiolini, oggi vi siete riscoperti juventini!” nella zona del Gruppo Quarto e “Non abbiamo stoffa da sprecare, sapete solo scappare, infami!” a centro curva. Non lesinano nel sottolineare l’infamia dei novaresi anche nei cori. Qualcosa fra le due parti deve essere per forza successo, ma non so cosa di preciso…Non mancano tuttavia i cori anche contro l’Inter e la Juve, e non mancano di esprimersi circa la “querelle” degli ultimi giorni sull’opportunità della Juve di fregiarsi della terza stella…
Ad ogni modo la Sud è molto cambiata rispetto a qualche anno fa: un tempo esisteva la Fossa dei Leoni, gruppo storico per cui provavo un certo rispetto ed una certa ammirazione, affiancata dalle Brigate Rossonere nell’anello superiore e dai Commandos Tigre in quello sottostante. Lo scioglimento della Fossa avvenuto a fine 2005 ha provocato un vero e proprio terremoto, e l’immediato dopo-Fossa è stato accompagnato da storie di uno squallore tale che non ho nemmeno voglia di star qui a raccontare. Da qualche anno Brigate Rossonere e Guerrieri Ultras (il gruppo che aveva preso il posto lasciato vacante dalla Fossa) si sono unite dietro un unico progetto, con un unico striscione: “Curva Sud Milano”, con lo scopo di rilanciare il tifo, ma per conto mio l’assenza di quello che è stato un caposaldo non solo della Sud di Milano ma dell’intero panorama ultras si sente e si nota ancora… La Curva Sud Milano è stata affiancata in seguito da altri sotto-gruppi: Vecchia Maniera, Estremi Rimedi e Ultras 1976 e le sezioni Nord-Est, Quarto Oggiaro, Torino, Roma, Sondrio, Toscana, Belgio, Varese ed Emilia Romagna. Nell’anello inferiore invece sono rimasti i Commandos Tigre con i vari sottogruppi, e con lo stesso stile di una volta ovvero guardarsi la partita seduti… Anche a livello ambientale c’è stato un cambiamento, e pur mantenendo la linea apolitica che l’ha sempre caratterizzata, la Sud milanista di oggi strizza parecchio l’occhio a destra. Almeno stilisticamente, il che non significa far politica, ma è evidente che l’identità stessa dei componenti della Sud è cambiata e non di poco. Molto belli ad ogni modo i bandieroni che vengono sventolati in transenna (mi è piaciuto in particolare quello dei Vecchia Maniera) e piacevoli i fumogeni accesi in più momenti della partita. Oggi è una giornata un pò particolare, quindi ci sono parecchi cori per i “senatori” rossoneri che chiuderanno la loro avventura. Del resto, a Milano ogni giocatore ha sempre avuto il suo coro personale, una cosa un pò improponibile da noi, ma qui funziona così e va bene così. Sono curioso di sapere quanto prenderà di multa il Milan per i fumogeni e per gli striscioni, che dubito fossero autorizzati…
Sul campo non si vede certo una partita memorabile: il Milan gioca con sufficienza, mentre il Novara senza pressioni si muove bene e va addirittura in vantaggio con Garcia. Non finirò mai di chiedermi come sia possibile che una squadra nel momento in cui deve lottare per salvarsi è invece paurosa e remissiva, e quando gioca senza più obiettivi gioca meglio, tanto che ti verrebbe da pensare che se avessero sempre giocato così si sarebbero sicuramente salvati. Ma tant’è… Il Milan prende un bello schiaffone, ed ha il merito di svegliarsi, comincia a premere e nella ripresa trova prima il pareggio con Flamini (uno dei più positivi per conto mio) e poi il gol-vittoria di Pippo Inzaghi alla sua ultima partita in maglia rossonera. Un gol che viene festeggiato alla grande da tutti come è naturale che sia per uno che ha dato tanto al Milan.
A fine partita la Sud si colora per la festa: cinque bandieroni rappresentanti le maglie di Inzaghi, Gattuso e Nesta alternate dal loro della Curva Sud Milano e dell’A.C.Milan. In campo Galliani (l’unico uomo al mondo che diventa più bello invecchiando e perdendo i capelli) premia i senatori. Grandi lacrime e commozione, fine di un epoca. Personalmente ho sempre odiato Inzaghi, ma gli va dato atto che al Milan ha dato molto. Al contrario, ho sempre avuto grande stima di Gattuso, come uomo prima ancora che come calciatore. Con loro due e con Del Piero se ne vanno gli ultimi giocatori-simbolo del calcio italiano, che forse in questi giorni sta svoltando definitivamente verso lo show-business modello wrestling, dove tutto è già deciso e c’è un copione da recitare. O almeno verrebbe da pensarla così… A scanso di equivoci, io spero ancora in un terremoto epocale che possa chiudere un epoca e portare facce più fresche alla ribalta: l’occasione è data dal calcio-scommesse, anche se il rischio che una possibile vittoria italiana all’Europeo faccia finire tutto a tarallucci e vino (come già successo con Moggiopoli in seguito alla vittoria del mondiale in Germania) è reale e concreto. Per questo tiferò per una debacle azzurra, chiamatemi pure antipatriota che non me ne può fottere di meno (anche perchè considero come mia patria Padova ed il Veneto, non certo l’Italia nel suo insieme)!
Mentre usciamo da San Siro incrociamo i tifosi del Novara (fra cui è presente anche più di qualche ultras che ha sottoscritto la tessera del tifoso) che tornano ai propri mezzi. Il tutto mentre il sole torna a squarciare i nuvoloni in cielo e mi costringe a legarmi la felpa in vita. Dovessi trovare un pezzo adatto a questa giornata, andrei sul classico: Vecchioni!














