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CALCIOSCOMMESSE: ARRESTATI TRE ULTRAS BARESI

Posted on 10 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Repubblica

BARI - Non sembra mai finire il baratro in cui è caduto il calcio italiano, devastato dal nuovo scandalo del calcioscommesse. E quando non sono i calciatori a ideare e sponsorizzare combine, sono i tifosi: i carabinieri del comando provinciale di Bari hanno eseguito una serie di arresti contro capi ultras della squadra biancorossa che avrebbero chiesto ai giocatori di perdere almeno tre partite per assicurarsi forti vincite con le scommesse. Ai tre indagati viene contestato il reato di concorso in violenza privata aggravata. Dalle indagini – a quanto si è saputo – non sarebbero emersi collegamenti dei capi ultrà con ambienti della criminalità organizzata, come invece si era ipotizzato in un primo momento.

FOTO GLI ULTRAS ARRESTATI, VOLEVANO ‘SALVARE’ IL BARI

FOTO ‘IL PARIGINO’ CON CASSANO E VENTURA

I capi della tifoseria finiti in manette sono Raffaele Lo Iacono, Roberto Sblendorio (portati in carcere) e Alberto Savarese (ai domiciliari): da loro pretese e minacce per costringere alla sconfitta in alcune partite parlano negli interrogatori a cui sono stati sottoposti nei mesi scorsi l’ex centrocampista barese Marco Rossi, ora al Cesena, e l’ex capitano del Bari Jean Francois Gillet, ora portiere del Bologna. Entrambi hanno sostenuto che le richieste degli ultrà furono respinte. Gli arrestati sono accusati di aver tentato di imporre ai calciatori, prendendone uno a schiaffi, di perdere le successive gare di serie ”A”. Ma, oltre alle minacce ai giocatori, i tre, secondo le accuse, preparavano ritorsioni nei confronti di due giornalisti (dei quali si parla in alcuni colloqui telefonici intercettati) in seguito ai commenti che gli stessi hanno fatto nei loro articoli censurando le minacce dei tre tifosi ai danni di calciatori biancorossi dopo l’arresto di Andrea Masiello del 2 aprile scorso

I fatti contestati si riferiscono alla stagione agonistica 2010/2011, quando il Bari militava ancora nella massima serie del campionato di calcio ed ormai ultimo in classifica, era ad un passo dalla sicura retrocessione in ”B”. Emergono propositi ritorsivi , di alcuni calciatori e di ultrà di altre squadre di calcio dal provvedimento di arresto notificato dai carabinieri a tre capi della tifoseria barese.

Sono tre le gare che i capi ultrà volevano ‘far fruttare’, con forti vincite col calcioscommesse, puntanto sulle sconfitte pretese dai biancorossi: si tratta di Bari-Samp (23 aprile 2011, 0-1), che segnò la retrocessione matematica dei biancorossi, Cesena-Bari (17 aprile 2011, 1-0), Bari-Chievo (1-2, del 20 marzo 2011). Rossi (ascoltato come indagato) ha detto agli investigatori che “poco prima della partita Cesena-Bari, alcuni capi ultrà avevano intimato ai rappresentanti dei giocatori, tra cui il portiere Gillet e lo stesso Andrea Masiello, di perdere le successive due partite di campionato, ovvero Cesena-Bari e Bari-Sampdoria, in quanto avevano essi stessi scommesso sulla sconfitta del Bari”.

Delle minacce ai calcatori scrive il gip di Bari nel provvedimento restrittivo eseguito il 2 aprile scorso nei confronti di Andrea Masiello, arrestato per altre indagini sul calcio scommesse e per presunte combine per la vendita di altre partite. Nel provvedimento del giudice si sottolinea che l’ex portiere del Bari, Gillet, ascoltato come testimone il 7 febbraio scorso, ha detto di aver ricevuto “intimazioni” da alcuni “esponenti di vertice degli ultrà” – riconosciuti in foto dall’ex capitano biancorosso per Raffaele Lo Iacono, Roberto Sblendorio e Alberto Savarese – solo per l’incontro Cesena-Bari.

Secondo quanto dice Gillet a verbale, gli ultrà avrebbero detto: “Aho, siete ultimi, avete fatto questo campionato di… non vi è mai successo niente, nessuno ha preso mazzate e cose varie, domani dovete perdere. Basta, non c’è stato niente da dire, così”. Noi – dice Gillet – abbiamo detto: “No, non esiste”. E loro hanno risposto: “Va beh, da ora fino alla fine non si sa mai che cosa può succedere, tu vivi a Bari, non si sanmai”. Io ho detto: “Non esiste”. “E’ sufficiente, in ogni caso, consultare gli almanacchi del calcio o la raccolta della stampa sportiva di quel periodo – conclude il giudice – per verificare che il Bari avrebbe comunque perso sul campo per 1-0 entrambe quelle partite”.

La vicenda è brutta, ma so anche che quando si parla di ultras si tende sempre a “ricamarci” parecchio su… aspetto prima di dare qualsiasi giudizio. Certo, fossero confermate le accuse sarebbe una cosa molto grave, peggiore addirittura delle porcate fatte dagli stessi calciatori!

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DERBY CALDO TRA LICATA E MESSINA

Posted on 21 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Agrigento Notizie

Il Questore di Agrigento ha disposto l’applicazione del daspo a carico di otto soggetti resisi responsabili dei disordini verificatisi al termine dell’incontro di serie D tra Licata e Messina. Il derby siculo si è disputato allo stadio licatese “Dino Liotta” il 20 novembre scorso.

Al termine della gara, un giovane supporter licatese sarebbe stato aggredito da un gruppo di sostenitori della squadra ospite, riportando lesioni guaribili in dieci giorni.

Le indagini condotte dal commissariato di Licata, in collaborazione con le Digos di Agrigento e Messina, consentivano l’esatta ricotruzione dei fatti. Inoltre gli agenti hanno anche notato dei danneggiamenti di un’autovettura a bordo della quale viaggiavano alcuni tifosi del Messina, uno dei quali si rendeva responsabile anche di reato di resistenze e minaccia a pubblico ufficiale.

Gli otto tifosi, tre di Licata e cinque di Messina, sono stati individuati come responsabili dei disordini. I giovani, tutti di età compresa tra i 24 e i 30 anni, sono stati deferiti alle autorità competenti.

La durata del daspo imposto agli otto giovani varia dai tre ai cinque anni ed, a carico di due tifosi messinesi, viene imposto anche l’obbligo di presentazione presso gli uffici di Polizia durante lo svolgimento degli incontri del Messina.

Qualche giorno fa parlavo dell’incostituzionalità del Daspo e di come in Europa l’Italia sia l’unico paese il cui divieto di accesso allo stadio venga stabilito da un questore e non da un giudice. A conferma di ciò, cito l’atteggiamento della stampa in questo articolo. Si va dalle “indagini che consentivano L’ESATTA ricostruzione dei fatti” fino a “gli otto tifosi SONO STATI INDIVIDUATI COME RESPONSABILI dei disordini”. Il beneficio del dubbio non esiste…

Questo è l’atteggiamento che porta all’emissione di leggi anticostituzionali!

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CONTESTAZIONI ED ARRESTI A FIRENZE

Posted on 21 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: La Nazione

Firenze, 19 marzo 2012 - Per le proteste di sabato sera, con lancio di oggetti, dopo la gara contro la Juventus, persa dai viola per 5-0, due tifosi della Fiorentina, 19 e 31 anni, sono finiti agli arresti domiciliari . Lo rende noto oggi la questura. I due sono stati fermati dalla Digos all’esterno dello stadio, davanti alla tribuna delle autorita’, dove un migliaio di tifosi si era radunato per protestare. C’e’ stato anche un lancio di pietre e bottiglie
contro le forze dell’ordine e due agenti sono rimasti contusi mentre un’auto della polizia e’ stata danneggiata.

I due arrestati sono accusati di resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento e lancio di oggetti atti ad offendere. La Digos sta visionando i filmati fatti durante la protesta per individuare eventuali altri comportamenti illeciti oltre a quelli dei due arrestati.

Sempre in occasione di Fiorentina-Juventus, la polizia ha denunciato cinque tifosi per detenzione di fumogeni: si tratta di tre juventini – una 28enne, un 19enne e un 22enne – e di due supporter viola di 29 e 34 anni. Ciascuno aveva un fumogeno e tutti sono stati bloccati nelle aree di pre-filtraggio. Gia’ avviata la procedura per l’applicazione del Daspo. Inoltre, secondo quanto reso noto dalla questura di Firenze, gruppi di entrambe le tifoserie nell’intervallo della partita hanno tentato di forzare la barriera che separa la curva Ferrovia dal settore assegnato alla tifoseria ospite. Le forze dell’ordine sono intervenute respingendo diverse decine di persone e per riportare la calma

Tagliente da Firenze se n’è andato, ma nella questura del Capoluogo Toscano è rimasta l’abitudine a questi comunicati di propaganda….

Che poi sinceramente, fossi la questura invece che indagare i tifosi mi metterei ad indagare i calciatori viola: sabato ho visto un pezzo di partita fino allo 0-2 ed ho avuto la netta sensazione che qualcuno se la fosse comprata. Giudicate voi stessi dalle immagini: il secondo gol di Vucinic è da ufficio indagini!

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“CLASICO” DE MEDELLIN: UN VERO E PROPRIO ARSENALE SEQUESTRATO AI MARGINI DELL’INCONTRO

Posted on 12 marzo 2012 by La Padova Bene

Articolo di “El Colombiano”, tradotto da SportPeople:

Quattro feriti da armi da taglio, otre 350 arresti e il sequestro di una pistola e 450 armi bianche.

Questo il bilancio della giornata del clásico Atletico Nacional-Deportivo Indipendiente Medellín (Risultato di 2 a 1 in favore del Deportivo Indipendiente Medellin ndr) , prima e dopo la partita.

Il comandante della Polizía Metropolitana di Medellín, generale Yesid Vásquez, ha confermato che ci sono stati scontri tra le opposte fazioni in diversi quartieri di Medellin, ma la situzione è subito stata messa sotto controlllo dalle unità mobili della polizia.
Nella stazione della metropolitana dello Stadio si è verificata una sassaiola ad alcuni vagoni dei convogli,  che ha causato la rottura di tutti i vetri.

Negli scontri è stato danneggiato anche il sistema idrico antincendio della stazione, che è stata chiusa per alcuni minuti.

L’ intervento di personale ESMAD (La celere colombiana ndr) ha permesso di contenere la furia di un gruppo di sostenitori del Nacional (In realtà sembrerebbe che sia stato fatto un uso eccessivo di lacrimogeni anche contro gente comune ndr).
In merito ai feriti da arma da taglio tre di loro, un tifoso del Medellín e due del Nacional, sono ricoverati all’ Opspedale General, mentre al Policlinico è ricoverata una tifosa del Nacional di 17 anni colpita da tre pugnalate.
Secondo la precisazione del generale Vásquez, questo ultimo fatto che non ha nulla a che vedere con il clasico, è avvenuto dopo la partita all’ incrocio tra le vie 74 e 44B quando un giovane ha aggredito la ragazza per rubargli la borsetta.

L’ agressore è stato ucciso da un colpo di pistola che lo ha raggiunto all’ orecchia destra. “non si sà se il giovane è stato colpito da alcuni amici della ragazza o da altri individui “

La pistola è stata ritrovata in un sacco dell’ immondizia nelle vicinanze dello stadio.
Dei 350 arrestati il comandante della Polizia ha confermato che alcuni sono stati rilasciati attorno alla mezzanotte.

Fa un pò ridere tutto questo, perchè nelle scorse settimane la polizia aveva previsto delle imponenti misure di sicurezza, alcune veramente assurde e palesemente copiate da quel paese del terzo mondo che è l’itaGlia (Clicca qui). Purtroppo quello che non si vuole capire, o che si finge palesemente di non capire, è che tentare di disgregare il tifo non serve a combattere la violenza; a maggior ragione in un paese come la Colombia in cui la violenza è una piaga sociale che va ben al di là del calcio, dove piuttosto proprio le Barra Bravas hanno una funzione sociale che è anche quella di “salvare” i giovani dalla strada…

 

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ULTRAS RIMINI CONDANNATI

Posted on 28 febbraio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Il Resto del Carlino

Rimini, 27 febbraio 2012 – Il giudice ha condannato a da 4 e mezzo a cinque anni per concorso cinque dei sei ultrà del Rimini – uno è stato assolto- che accecarono il ‘rivale’ riccionese. Sono stati anche colpiti da sei anni di Daspo, e dovranno presentarsi in questura ogni volta che c’è una manifestazione calcistica.

Il giudice ha fissato il risarcimento alla parte civile in 360mila euro.

L’AGGRESSIONE si era consumata il 13 agosto del 2010, durante la partita Rimini-Riccione. Un incontro che avrebbe dovuto essere più che amichevole, ma che si era invece concluso con due feriti, uno dei quali aveva perso un occhio. Secondo la ricostruzione di Digos e carabinieri, il gruppetto di riccionesi era stato inseguito e raggiunto dagli ultrà del Rimini, alcuni dei quali armati di mazze e bastoni. Ad avere la peggio era stato appunto un riccionese, colpito a un occhio dal quale ha perso completamente la vista. Uno dopo l’altro, gli ultrà erano stati identificati e arrestati. Per gli investigatori non c’erano dubbi, quello che si era consumato quella sera, era stato un vero e proprio ‘agguato’, e a provarlo c’erano le riprese delle telecamere della Caserma Giulio Cesare, davanti alla quale erano passati gli inseguitori. Ma i ragazzi arrestati hanno sempre negato che si sia trattato di una trappola. Giurando all’unisono che era stato invece uno scontro tra tifosi, una rissa, insomma dove le avevano date e prese. Nessun agguato, solo una scaramuccia finita male.

Conoscendo la storia, dovremmo parlare del comportamento infame degli ultras riccionesi, che si sono presentati a Rimini con intenzioni bellicose salvo poi prenderle e denunciare i riminesi. Qualcuno dirà: “Eh ma se tu avessi perso un occhio come ti saresti comportato?”: ragazzi cari, non glielo ha ordinato il dottore di fare l’ultras! Se vai in giro a fare a botte e va a finire male, ti tieni quello che ti arriva; oppure non vai a cercare problemi e difficilmente ti succederà qualcosa! Se poi consideriamo che uno dei protagonisti riminesi della vicenda è stato riconosciuto dagli stessi riccionesi in un locale che l’hanno aggredito, possiamo ben capire che questi dei santi non erano, ma di fronte alla possibilità di farsi su un pò di soldi non ci hanno pensato un attimo ad infamare!

Per il resto, in tutta la vicenda (i ragazzi di Rimini hanno fatto quasi un anno di reclusione preventiva, fra carcere e domiciliari) ho avuto la sensazione che si cercasse gente da mettere dentro a tutti i costi. Spero che gli vada un pò meglio l’appello.

 

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VIESTE-MONOPOLI, L’ALTRA CAMPANA

Posted on 22 febbraio 2012 by La Padova Bene

In questi giorni hanno fatto parlare gli scontri e gli arresti avvenuti a margine di Vieste-Monopoli. Sulle prime si parlava di scontri causati da tifosi del Monopoli, che avrebbero rifiutato di pagare il biglietto dello stadio e devastato mezza città (Clicca qui), ma direi che mi sembra un tantino fantasiosa alla luce di quello che dicono i ragazzi su Sport People:

Vieste-Monopoli, l’avrete letto attraverso le cronache qui riportate, si è conclusa con l’arresto di 4 tifosi monopolitani a margine di scontri che li hanno visti coinvolti e che, sempre a dare retta a tali cronache, sembravano più o meno come la discesa di un’orda barbarica assetata di sangue, in preda al delirio distruttivo sfociato nell’assalto di tutto e tutti senza alcun perché.

L’informazione italica ha spesso fretta, specie nell’epoca attuale del tweet, della condivisione frenetica, del battere sul tempo tutti e urlare per primi “Annunciaziò, annunciaziò” nell’utopia di diventare LA firma famosa che ha dato quella specifica notizia. Così succede che per il prestigio dell’accelerazione qualcuno ha sacrificato il beneficio della verità, cosa che puntualmente è successa anche nel caso di Vieste-Monopoli, caso in cui il giornalista in questione ha puntualmente buttato nel cesso tutte le buone regole del giornalismo, chiesto in questura cosa fosse successo, e pubblicato quel mare di palese ed incredibile falsità, a cui è difficile credere anche sotto tortura. Poi, si sa, il giornalismo funziona per continui rimbalzi della stessa voce originaria cambiata solo qua e là per darle una parvenza di originalità che in realtà non ha.
Tra le tante buone norme disattese, in questo racconto horror di terrore e distruzione, tutti hanno colpevolmente dimenticato la principale e più importante, cioè dare almeno uno straccio di spazio e voce ad una delle altre parti in causa.
Conoscendo la Monopoli ultras piuttosto bene, non ho creduto fin dall’inizio e in minima parte a quanto riportato dalla stampa, ma al contrario di lor signori ho voluto comunque fare un facile e classico giro di contatti per risalire a fonti presenti in loco e metterli di fronte a questa presunta realtà urlata con toni tra lo scandalizzato e il moralistico, chiedendone conto e qualche spiegazione in più.

Bene, dopo una delle mie solite introduzioni-digressioni, veniamo al dunque: tutto comincia ad inizio della gara stessa, quando ai botteghini si è palesata chiaramente l’intenzione dei locali di approfittare della massa dei monopolitani in arrivo. Il prezzo del tagliando, 10 €, non ha trovato affatto d’accordo il manipolo degli Ultras che, dopo un veloce consulto interno fra le proprie componenti, ha optato per restare fuori dallo stadio come forma anche pacifica di protesta contro il caro-biglietti. Dopo un po’, quando era chiaro che il restar fuori non veniva recepita efficacemente come protesta, i ragazzi decidono di inscenare un piccolo corteo intorno allo stadio, per meglio far intendere le proprie istanze. Il tutto non solo si svolge senza particolari problemi, ma in più i ragazzi, nel loro giro, notano dei garage a ridosso del campo sportivo e decidono di salire su un muretto attiguo e guardare da lì la partita. Nemmeno questo crea particolari problemi o viene percepito dai locali come provocazione o chissa che altro, per cui si arriva fino al triplice fischio finale senza alcuna tensione e senza alcun problema, al netto degli sfottò.

La situazione comincia a peggiorare all’esterno, a fine gara: i ragazzi dei gruppi che hann seguito la gara dal muretto, tornano verso il parcheggio e alle loro auto tranquillamente, fino a quando scorgono in lontananza un gruppetto di monopolitani che, di ritorno al proprio furgoncino, vengono accerchiati e spintonati da un gruppetto di locali. Immediato scatta l’istinto di solidarietà verso i propri compaesani e il gruppone sopraggiunge a prenderne le difese, di lì in poi la degenerazione è stata progressiva ed inesorabile, alimentata soprattutto dall’intervento della sedicente “sicurezza” dello stadio che è intervenuta spranghe alla mano per affrontare i monopolitani, intervento di cui hanno raccolto persino testimonianza video a riprova della propria innocenza o comunque del fatto che non è stata certo aggressione ma semplice e legittima difesa.
Raccontare i momenti che sono seguiti è difficile anche per le persone coinvolte, perché nel parapiglia s’è capito poco, quello che è fuori da ogni ragionevole dubbio è che in tutto ciò non sono state toccate né bambini e né donne, l’unica donna vista era una signora che s’è messa nel mezzo ed ha rimediato qualche brutta parola ma non aggressione fisica. A rincarare la dose ci hanno pensato anche i pochi ed impreparati Carabinieri del posto, la cui regola d’ingaggio è stata caricare chiunque si muovesse, senza troppo andare per il sottile o verificare se e come fosse coinvolto. L’ulteriore scintilla è stata quando uno dei ragazzi, poi arrestato, si appropinquava al portabagagli della propria auto, gesto che dalle Forze dell’Ordine è stato frainteso ed interpretato come un tentativo di “armare” i presenti con spranghe o simili, al che ancora più feroce si è fatta l’azione delle FdO che non hanno più badato a sconti ma a fare piuttosto “ostaggi” in questa breve “guerra”, ostaggi che tradotto sarebbero arresti e “guerra” in cui la presenza e l’influenza della locale tifoseria è stata molto limitata, diciamo che è stata piuttosto l’evento scatenante, perché poi a dare vera e propria battaglia sono stati i carabinieri e soggetti della sicurezza, più altri non meglio identificati personaggi che qualcuno dei presenti associerebbe alla stessa società viestana.
La caccia agli “ostaggi” è talmente scriteriata che tutti si fanno l’idea di una vera e propria rappresaglia, pescando nel mucchio, senza guardare in faccia a colpevoli o innocenti, cosa che ovviamente indispettisce ulteriormente i più. Emblematico in tal senso è il fatto che a finire sotto le grinfie delle FdO è un ragazzo che non riesce in alcun modo a far valere le sue ragioni con le spiegazioni verbali, tanto che alla sua evidente difficoltà a discolparsi o anche solo a potersi esprimere, interviene il padre, con il risultato che a finire in manette è sia il figlio che il padre.
Alla fine della fiera gli arrestati saranno 4 in tutto, condotti nel carcere di Foggia e già scarcerati con obbligo di firma nella loro questura di pertinenza. Giovedì inizia il processo, resistenza a pubbico ufficiale e lesioni i capi d’imputazione.
Una buffonata, a leggere meglio gli eventi, e speriamo per tutte le persone coinvolte che si possa risolvere con una assoluzione piena, perché oltre al danno di un abuso di potere, delle percosse e del carcere, non si possono certo subire ulteriori beffe.
I pennivendoli farebbero bene ad informarsi meglio.
Forse anche questa versione dei fatti è condizionata da un qualche vizio di forma o di parte, però davvero è assurdo ed impensabile che la gente, come è stato scritto, vada in giro a devastare e distruggere aiuole, cassonetti e macchine o ad aggredire persone solo per un raptus di follia. L’unica follia è quella di chi scrive senza pensare o di chi crede di amministrare l’ordine pubblico come ai tempi degli sceriffi.

 

 

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ARRESTI A TORINO, LA VERITA’?

Posted on 22 febbraio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Torino Oggi

Due ultras del Torino sono stati bloccati e arrestati dalla Digos del capoluogo piemontese in seguito a quanto compiuto lunedì sera allo stadio Olimpico, dove si è giocata Torino-Sampdoria. Uno dei due infatti aveva scavalcato il separatore del settore nord e raggiunto il campo da gioco, mentre l’altro aveva cercato di entrare senza pagare.

I due – un 35enne di Brandizzo e un 37enne di Torino – hanno reagito in maniera violenta, ferendo lievemente gli agenti che stavano tentando di bloccarli. Dovranno quindi rispondere anche dell’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, aggravate dal contesto della manifestazione sportiva.

Dunque i due avrebbero reagito in maniera violenta, questa almeno è la versione ufficiale della Questura di Torino, che il giornalista di turno si è affrettato a pubblicare con gran salamelecchi…

Io ho come la sensazione che le cose stiano in maniera un pò diversa… Vogliamo dare un occhio a questo video?

Mi pare che la reazione violenta non ce l’abbia il tifoso, ma ben cinque agenti della digos che gli si fanno intorno, lo prendono a calci e lo portano via trascinandolo come un mucchio di stracci… La sua colpa? Aver oltrepassato la barriera nel tentativo di prendere una maglietta… Da come lo trattavano, pensavo che avesse messo una bomba nella sala del GOS, come minimo!

I tifosi in generale e quelli di curva in particolare, non godono di nessun diritto, nemmeno del rispetto che si deve ad un essere umano… Questi signori però di diritti ne hanno anche troppi, e siccome mi pare che esagerino, spero che questo video possa servire per incolparli di abuso d’ufficio!

Poi si stupiscono perchè il mondo li odia…

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ARRESTI VIOLA CONTRO IL NAPOLI

Posted on 21 febbraio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Calcio Fanpage

Al termine della partita Fiorentina-Napoli 0-3 un brutto episodio è stato rilevato poco fuori lo Stadio Franchi. Alcuni tifosi viola hanno picchiato  due tifosi partenopei ma subito dopo sono stati fermati dalla polizia. Due di loro sono stati processati per direttissima e condannati a otto mesi con la condizionale.

Brutto accadimenti a Firenze alla fine della partita tra Fiorentina e Napoli che ha visto gli ospiti imporsi per 3 reti a 0 grazie ai gol di Cavani (2) e Lavezzi. Purtroppo però, dopo la fine della partita, alcuni tifosi viola si sono macchiati di una vigliaccheria. Infatti, secondo le ricostruzioni, un gruppetto di sostenitori della squadra di casa avrebbe fermato due tifosi azzurri e avrebbe fatto loro delle domande per scoprirne la provenienza e il tifo. Una volta sicuro che si trattasse di tifosi napoletani è nato un diverbio, sfociato in una rissa dove hanno avuto la peggio i due supporter del Napoli (di 30 anni). I tifosi (se così si possono definire) viola sono scappati ma subito identificati e arrestati dalla polizia che li ha portati in commissariato ed interrogati. Dopo poco due dei fermati (un terzo è stato rilasciato quasi immediatamente) sono stati processati per direttissima e quasi subito è arrivata la condanna di otto mesi con la condizionale.

Un episodio che non rende giustizia alla città di Firenze, splendido centro ricco di bellezze e d’arte. La tifoseria viola è notoriamente composta da tifosi “calorosi” ma anche capaci di una chiara e limpida sportività che a volte sfocia in esempi che fanno bene al calcio e si conciliano con lo sport. Lo dimostrano, ad esempio, anche gli applausi ricevuti da Edinson Cavani che, mentre lasciava il campo per dare spazio a Goran Pandev, veniva applaudito da una parte (non esigua) dello stadio Artemio Franchi. Insomma una brutta storia terminata però con la condanna dei due facinorosi e violenti “tifosi” della Fiorentina.

Tipico piagnisteo napoletano, manca solo che l’autore si strappi i capelli da solo…

I napoletani aggrediti non erano assolutamente ultras. Erano i classici napoletani dall’atteggiamento spavaldo ed arrogante, bravissimi nell’urtare i nervi anche delle persone più tranquille… A Firenze hanno trovato chi non ci stava, ed hanno rimediato un bel pò di botte. Quindi, non contenti, sono andati a denunciare l’accaduto.

Diciamo che la natura partenopea è ben conosciuta. Io dico che rispetto genera rispetto: vuoi fare il bastardo in giro per il mondo? Prendi quello che viene, e non lamentarti se poi trovi chi ti presenta il conto… I napoletani di rispetto per il prossimo ne hanno ben poco, quindi le loro lamentele circa il razzismo che subiscono, l’odio che ispirano agli italiani ed i piagnistei e le denuncie per gli schiaffoni che ricevono in giro sono assolutamente fuori luogo!

Solidarietà ai viola arrestati, pur con un “distinguo”: hanno sbagliato, dovevano menarli più forte!

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INFORMAZIONE A META’

Posted on 06 febbraio 2012 by La Padova Bene

La polizia italiana è sempre presente ed attenta alle problematiche degli stadi! Fonte: Repubblica

Si è svolta regolarmente la gara Roma-Inter disputata oggi allo Stadio Olimpico. Nel corso della gara, all’interno della Curva nord, un tifoso 26enne ha acceso un petardo che è esploso all’interno dello stesso settore. La immediata visione delle immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso dell’impianto dalla Sala Gos ha contribuito alla identificazione del giovane, che è stato poi bloccato da personale della Digos nel corso delle fasi di deflusso. Accompagnato in ufficio, dopo i riscontri del caso, il 26enne è stato arrestato per accensione di artifizi pirotecnici. Nei suoi confronti il Questore ha adottato il Daspo per la durata di 3 anni, nonché la misura di prevenzione dell’avviso orale.

Rapidità, efficienza, informazione! La questura di Roma è decisamente avanti in questo, direi che il “Metodo Tagliente” sta dando i suoi frutti! Peccato che abbiano omesso una piccola parte del racconto… Questa che pubblico di seguito è la notizia come avrebbe dovuto essere scritta per essere considerata completa…

Un tifoso di 26 anni E’ STATO ASSOLTO stamattina al Tribunale di Roma dall’accusa di aver fatto esplodere un petardo in curva Nord nel corso della partita di serie A Roma-Inter. Il giovane era stato sottoposto a Daspo (Divieto di assistere a manifestazioni sportive) per tre anni. Nei suoi confronti il questore aveva disposto anche la misure di prevenzione dell’avviso orale. Il tifoso era stato identificato visionando le immagini delle telecamere a circuito chiuso dello stadio e poi bloccato dalla Digos durante l’uscita del pubblico dall’impianto. L’accusa nei suoi confronti era accensione di artifizi pirotecnici. L’udienza si è svolta regolarmente nonostante la neve caduta su Roma negli ultimi due giorni.

Il tifoso fermato pare quindi essere stato assolto dall’accusa, peccato che non ci sia spazio per la “contronotizia”. Anche questo è il “Metodo Tagliente”: propaganda, propaganda e propaganda… spesso basata sul nulla!

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Atalanta-Empoli 28° giornata Serie A Tim 2007-08

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RIPARTE IL CALCIO SCOMMESSE

Posted on 19 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Padova Goal

L’onda lunga dell’inchiesta sulle partite truccate legate al mondo delle scommesse ha vissuto all’alba di questo lunedì una pagina scioccante: manette per 17 persone, fra queste diversi calciatori. Su tutti spicca il nome di Cristiano Doni, già squalificato per 3 anni e 6 mesi dalla Giustizia Sportiva. Oltre all’ex capitano dell’Atalanta, al quale è stato fatto divieto di parlare col suo avvocato per 24 ore, ci sono altri calciatori, alcuni ancora in attività: gli uomini delle squadre mobili di Cremona, Brescia e Bologna e del Servizio centrale operativo della Polizia, dopo l’ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Cremona, hanno infatti portato in carcere anche Luigi Sartor (ex Parma, Vicenza, Inter e Roma) e Alessandro Zamperini (serie B, Lega Pro), Carlo Gervasoni del Piacenza (attualmente sospeso) e Filippo Carobbio dello Spezia. Il tutto è il frutto della seconda tranche dell’inchiesta della procura di Cremona “Last bet” che a giugno scorso aveva già portato in carcere 16 persone. I 17 in carcere devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode sportiva. Alle 10.30 è prevista una conferenza stampa nella questura di Cremona per offrire i particolari dell’operazione. Il vertice dell’organizzazione sarebbe a Singapore e le basi operative nell’Europa dell’Est: è la struttura transnazionale scoperta dalla polizia nell’ambito dell’indagine sul calcio scommesse. Secondo la procura di Cremona, al vertice c’era un certo Eng Tan Seet, detto Dan, che attraverso una rete di collaboratori a Singapore e in Europa dell’Est lavorava per alterare incontri nei campionati italiani e in altri paesi. Sarebbero diverse le partite alterate dei campionati 2009-2010 e 2010-2011 di serie B, secondo quanto accertato dalla polizia nell’ambito dell’indagine sul calcioscommesse. Fra queste tre dell’Atalanta, compresa la ormai famosa Atalanta-Piacenza che è costata il -6 ai bergamaschi nel campionato in corso. Le altre partite sarebbero Ascoli-Atalanta e Padova-Atalanta. All’inchiesta hanno partecipato anche le squadre mobili di Venezia, Bari e Lecce. Le puntate relative alle scommesse sulle partite combinate, hanno inoltre accertato gli investigatori, venivano effettuate su siti internet collocati prevalentemente in Asia e ritenuti più sicuri per evitare eventuali controlli sulle giocate.

Il mondo del calcio è qualcosa di strano. Molto strano. Del marcio c’è, si sa e si vede. Solo un idiota potrebbe non accorgersene. Ma emerge solo quella parte di marcio che fa comodo che emerga, il resto rimane bene nel fondo. E così apprendiamo che quel Padova-Atalanta ce lo tireremo dietro per anni…

Quando leggo queste notizie, immancabilmente il mio pensiero corre a tutti quelli che ogni tre per due si mettono a blaterare sul fatto che “gli ultras sono il male del calcio”, e rido. Rido di gusto. Ben venga il male se la parte pulita sono loro…


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