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DI CANIO INDAGATO PER RAZZISMO

Posted on 16 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Today

La FA ha aperto un’inchiesta nei confronti di Paolo Di Canio, allenatore dello Swindon Town, club della League Two inglese accusato di insulti razzisti nei confronti di un suo giocatore di colore Jonathan Tehoue. L’ex giocatore dello Swindon ha denunciato di aver subito offese a sfondo razzista da parte di Di Canio come rivela anche il quotidiano ‘Daily Mail’.

Il giocatore non era presente quando Di Canio avrebbe pronunciato la frase incriminata, che gli sarebbe stata riferita da alcuni ex compagni pronti a testimoniare. Secondo il tabloid inglese Di Canio in passato ha detto una frase pesante: ”Sono fascista, non razzista”. La Federcalcio inglese è molto attenta ai temi del razzismo e quest’anno ha già punito Luis Suarez del Liverpool che avev insultato Patrice Evra del Manchester United con 8 giornate di squalifica.

La frase incriminata è semplicemente ciò che Di Canio ha sempre detto, anche in Italia. Personalmente mi trova anche d’accordo, potremmo poi discutere per ora su questo o quel principio ma è una cosa che non mi interessa. 

Quanto alla frase incriminata, mi chiedo semplicemente dove stessero gli insulti razziali a Tehoue. Ho la sensazione che il Buon Paul si stia facendo dei nemici anche oltremanica…

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Reggina Calcio v Calcio Padova – Serie B

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MAI PIU’ CON LA NOSTRA MAGLIA

Posted on 10 maggio 2012 by La Padova Bene

In questa intervista del 28 dicembre scorso, Ciccio Ruopolo parla dell’inchiesta sul calcioscommesse. Lo potete ascoltare dal minuto 6:30 in poi:

Ognuno tragga le proprie conclusioni. Notizia di ieri è che Ruopolo avrebbe confessato una combine di un Pisa-Albinoleffe di tre anni fa. Ma non l’ha fatto ieri, l’ha fatto due mesi fa, il 7 marzo! In questo periodo di tempo Ruopolo ha continuato a giocare come se niente fosse. Ma la cosa più preoccupante è che il Padova ha continuato a schierarlo in campo! Infatti il giocatore napoletano è assistito dallo stesso avvocato del Padova, ed è stata la società biancoscudata a procurargli il legale. Risulta difficile a questo punto pensare che nessuno all’interno del Calcio Padova sapesse nulla… Nel momento in cui la notizia inizia a girare, Ruopolo si procura una strana lesione muscolare e sarà costretto a stare fermo per quindici giorni, guarda caso!

E’ solo l’ennesima tegola che cade sul Padova edizione 2011/12. E l’ennesima dimostrazione che è quanto mai necessaria una netta pulizia, sia in campo che in società. Ruopolo adesso non solo non deve più giocare, ma deve andarsene da Padova. Ed alla svelta. Io non lo voglio più vedere qua, nessuno lo vuole più vedere.

Con lui, deve andarsene anche chi l’ha coperto, chi ha fatto in modo che continuasse a giocare con il Padova ed a scendere in campo titolare ben sapendo che era corrotto. Questa gente ha danneggiato il Padova, volutamente, ed adesso deve pagare col licenziamento dal proprio posto di lavoro!

Auguro a Marcello Cestaro di rimanere, ma lo imploro di fare pulizia: sono anni che è circondato da gente inutile e dannosa, ma bravissima nel fare segno di “si” con la testa ogni volta che apre bocca il presidente. E’ ora di prendere questa gente a calci nel culo, ed anche nelle palle se lo si ritiene opportuno. Che vadano a fare i loro danni lontano da qua!

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RUOPOLO, RACCONTIAMOCI LA VERITA’ PER PIACERE…

Posted on 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Sport

Abbiamo avuto la conferma che Ruopolo nell’interrogatorio del 7 marzo (ascoltato da Stefano Palazzi sulle partite al centro del caso calcioscommesse che lo vedrebbero coinvolto, tutte con la maglia dell’Albinoleffe) ha confessato (non “avrebbe”) di essere stato parte attiva nelle combine e di aver ricevuto soldi per questo. Ad accompagnarlo c’era anche l’avvocato del Padova, Massimo Diana. Ora ci chiediamo, perchè Ruopolo continua a giocare con la maglia biancoscudata? Se anche il Calcio Padova era al corrente della confessione del giocatore (difficile pensare al contrario), è vergognoso che non siano stati presi dei provvedimenti e che Ruopolo continui a giocare con questa maglia addosso. L’attaccante, con questa confessione, evita la radiazione, ma è ipotizzabile ora una squalifica di almeno tre anni.

E’ la domanda che credo si stiano ponendo un pò tutti. E, puntualmente, dopo pochi minuti arriva la conferma…. Fonte sempre Padova Sport:

Allenamento pomeridiano per i biancoscudati sui campi di Bresseo. Mister Dal Canto e il suo staff hanno condotto una seduta con esercitazioni di tattica e partitelle in spazi ristretti. Non ha preso parte alla seduta Francesco Ruopolo cui è stata riscontrata una lesione di primo grado al bicipite femorale della gamba sinistra. L’attaccante dovrà rimanere ai box per almeno quindici giorni.  Fermo anche Daniele Cacia per un trauma alla caviglia destra subito contro il Torino, le sue condizioni verranno rivalutate domani.

Allora la sensazione, brutta e tristissima, è che qualcuno non la stia raccontando giusta. Sarebbe ora che qualcuno dicesse la verità su quanto è coinvolto realmente il Padova nella vicenda del calcioscommesse. Personalmente, non vedo l’ora che venga scritta la parola “fine” a questa stagione assurda….

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FARFAN: “NON VERRO’ A GIOCARE IN ITALIA PERCHE’ DA VOI GLI STADI SONO SEMPRE VUOTI!”

Posted on 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Mondo Pallone

Un rifiuto che sa di sentenza. Jefferson Farfan, attaccante esterno dello Schalke 04, in scadenza di contratto in estate e corteggiato, prima dal’Inter e poi dalla Juventus, ha detto no alla corte del club bianconero ed ha rinnovato con la società di Gelsenkirchen.

Il lungo tira e molla con i tedeschi alla fine si è concluso con un accordo che accontenta entrambe le parti e soprattutto il giocatore che, come dichiarato, ha scartato l’ipotesi italiana per vari motivi: “Quella bianconera è una grande squadra, ma il calcio che si gioca in Italia è differente. Lo Schalke è una squadra piu’ attraente e in Italia gli stadi sono sempre vuoti“.

Un’ulteriore testimonianza di quanto il nostro calcio stia perdendo sempre più appeal e di quanto sia indietro rispetto agli altri principali campionati d’Europa. Più che un rifiuto, un allarme, un verdetto.

Nella frase di Farfan è racchiuso tutto il motivo per cui il calcio italiano deve cambiare pelle. O cambiare guida. I signori che gestiscono il pallone di casa nostra sono ben coscienti di cosa tenga a casa i tifosi dallo stadio, però nonostante tutto continuano imperterriti sulla loro strada. Prepariamoci al terzo anno di “tessera del tifoso”, anche se cambierà il nome in “fidelity card” (ma non la sostanza).

Il punto è che non potranno dare in eterno la colpa agli ultras. Prima o poi dovranno affrontare anche i problemi veri, che ci sono. Cosa faranno allora?

 

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IL BUON GUSTO DI TENERE LA BOCCA CHIUSA

Posted on 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Sport

Tra i migliori in campo ieri, l’ex Citta Riccardo Meggiorini: “Noi sentivamo la partita e avevamo capito che anche dall’esterno la sentivano – spiega l’attaccante granata, autore del primo gol contro il Padova – l’impatto lo abbiamo avuto quando siamo entrati in campo per il riscaldamento e abbiamo percepito che i tifosi erano carichi tanto quanto noi. Sicuramente ci hanno dato una mano”. Poi la battuta: “Sul due a zero ho detto che bisognava spegnere le luci così la partita finiva e andavamo tutti a casa prima…”.

Francamente a Torino con questa storia dei riflettori sono scaduti nel patetico. Penso che un vittimismo del genere non l’ho mai sentito fare nemmeno dai napoletani. Ma secondo voi Cestaro andrebbe sul serio a spegnere le luci durante una partita che il Padova sta vincendo e controllando agevolmente a un quarto d’ora dalla fine? Sarebbe bello poi che si ricordassero anche di citare il giudice sportivo Valente, il parente di Cairo che al Toro aveva in un primo tempo regalato i tre punti a tavolino, ma non mi aspetto niente…

Quanto a Meggiorini mi fa quasi pena. Dico solo che è un ex-Cittadella, e come molti da quelle parti soffre di questo complesso di inferiorità rispetto al Padova che lo porta a straparlare. Se io fossi in lui, invece di fare le battutine mi preoccuperei del mio curriculum: in più di 70 partite in A ha segnato appena sei gol! A volte bisogna avere il buon gusto di tenere la bocca chiusa, caro Meggiorini…

 

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CALCIOSCOMMESSE: DEFERITI IL PADOVA E ITALIANO

Posted on 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Sport

C’è Padova-Grosseto, a sorpresa, tra le partite coinvolte nell’inchiesta. E Vincenzo Italiano, stando ai deferimenti (e alle relative motivazioni) stilati dal procuratore federale Stefano Palazzi, avrebbe tentato di modificare il risultato della gara. Questo è quanto si legge nel documento ufficiale a proposito del deferimento di Italiano: ITALIANO Vincenzo, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per il PADOVA CALCIO S.P.A., per violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere, in occasione della gara PADOVA – GROSSETO del 23/03/2010, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara suddetta, con le modalità specificate nella parte motiva del presente provvedimento e nella relazione allegata agli atti del procedimento, al fine di favorire la vittoria della propria squadra. Per la stessa partita è contestata la responsabilità oggettiva al Padova: la società PADOVA CALCIO S.P.A., per responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 7, comma 4, e dell’art. 4, comma e 2, C.G.S in ordine all’addebito contestato al proprio tesserato ITALIANO VINCENZO;

Qui sotto riportiamo la sintesi di quella gara (il Padova vinse con un gol di Di Nardo), dove Italiano, oltretutto s’infortunò nel primo tempo insieme a Pinilla.

Tradotto in soldoni, Italiano rischia una squalifica per aver tentato di combinare la partita col Grosseto di due anni fa, mentre il Padova rischierebbe “solo” una penalizzazione di qualche punto in classifica per responsabilità oggettiva. Questo allo stato attuale delle cose, se poi ci saranno ulteriori sviluppi seguiremo da vicino la cosa…

Italiano non mi è mai stato simpatico, trovo che sia un cagacazzi e che nei suoi anni trascorsi a Padova abbia creato più problemi che altro. Ma aspetto a tracciare qualsiasi giudizio su di lui, in fin dei conti è giusto: sono accuse a mio modo di vedere gravi, che vanno verificate e discusse nelle apposite sedi. Solo una cosa mi permetto di dire: se veramente Italiano è colpevole ed ha tentato di combinare anche una sola partita sulle nostre spalle, non deve più mettere piede a Padova, nemmeno per lo shopping!

Per il resto mi auguro che questa vicenda possa aprire gli occhi a tutti coloro che si chiedono ancora oggi perchè la Fattori non fa più cori (tranne rarissime eccezioni) per i singoli giocatori: la risposta ce l’avete sopra…

Mi piacerebbe invece sentire “l’illustre” parere di tutti gli “scienziati” (le virgolette non sono messe a caso) che sparlavano sui fatti di Genoa-Siena. Avete portato al patibolo dei ragazzi che avevano la sola colpa di essersi ribellati a chi infangava la loro maglia, senza peraltro usare violenza, ora voglio vedere se sarete altrettanto duri con chi rovina in maniera più pesante l’immagine del vostro “gioco” preferito. O siete moralisti e censori solo quando vi conviene?

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C’E’ SOLO UN DELIO ROSSI!

Posted on 03 maggio 2012 by La Padova Bene

Le immagini della giornata calcistica odierna hanno finito per turbare le “anime belle” che insistono a voler far credere che il calcio sia solo un gioco nonostante la realtà dica il contrario. Parlo della rissa fra Delio Rossi ed il serbo della Fiorentina Ljajic. I fatti: al trentesimo del primo tempo, con la squadra sotto di due gol, Delio Rossi sostituisce il serbo Ljajic con Olivera. Il serbo applaude sarcasticamente il tecnico e gli dice qualcosa di poco gradevole. A questo punto Rossi gli si scaglia contro, lo prende per il collo e gli molla un paio di pugni prima che il resto della panchina viola a stento riesca a dividere i due contendenti. A fine primo tempo il tecnico viene accolto dagli applausi, mentre per il giocatore ci sono fischi e cori “Sei uno zingaro!”. La cosa fa molto scalpore, e la società viola opta per l’esonero di Delio Rossi, che non si sarebbe comportato “coerentemente con i valori che la società A.C. Fiorentina promuove da anni”. Mi chiedo: quali valori? Telefonare a Moggi per farsi dare una mano con gli arbitri per esempio? Oppure defilarsi dalla guida societaria quando le cose si fanno pesanti salvo poi presentarsi per raccogliere gli utili?

Ad ogni modo il mondo del calcio si scandalizza, come se non sapessero come stanno le cose. Nel nostro paese siamo sull’orlo di una crisi di nervi, ed il pallone è il termometro degli umori degli italiani. Prima i genoani che interrompono la partita e fanno togliere le maglie ai propri giocatori, poi la rissa al termine di Udinese-Lazio ed infine il pesante diverbio fra Rossi e Ljajic. Molti ragazzi di curva invece sostengono che se i due invece che essere il tecnico ed un giocatore viola fossero stati due ultras sarebbero stati daspati senza tante storie. Siccome non lo sono, per loro vige una legge diversa. Verissimo. Ma se le leggi sono fatte da culo non possiamo farne una colpa ai due litiganti viola, ma casomai a chi studia ed applica le leggi.

Io piuttosto sto con Delio Rossi: un allenatore ha il diritto di poter lavorare e di fare le scelte più opportune che ritiene. E quando si toglie un giocatore dopo mezz’ora, c’è sempre un buon motivo: può essere che ha male, oppure che quel tale giocatore ha rotto i coglioni al suo mister non rispettando le sue consegne. Troppi giocatori oggi mancano di rispetto, in primis nei confronti del tecnico di turno, e le reazioni le vediamo: calci alla panchina, alle bottigliette d’acqua a bordo campo, ai cartelloni pubblicitari. Fino all’applauso sarcastico di Ljajic. Che però stasera ha incrociato la persona sbagliata.

A volte mi chiedo cosa avrebbe detto o fatto Dal Canto in una situazione simile, e non riesco a darmi una risposta. O meglio, mi do la risposta più logica: niente, se la sarebbe mangiata! Di fronte a tutto ciò, preferisco Delio Rossi…

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MICHELE PAOLUCCI, “L’AUTOBUS” DEL VICENZA

Posted on 30 aprile 2012 by La Padova Bene

Paolucci è uno dei peggiori giocatori della storia del calcio italiano, uno di quelli che ci si domanda come abbia fatto ad arrivare al professionismo. Il Gasparetto del Vicenza se vogliamo.

Come tanti calciatori, ha un procuratore che è un autentico genio, che lo sa piazzare meglio di ciò che vale. In fin dei conti, di esempi simili ne vediamo anche qua (Bentivoglio e Donati quest’anno, tanto per dire due nomi a caso). Tale procuratore è Claudio De Nicola, una persona che a questo punto stimo per l’intelligenza. De Nicola tuttavia con Paolucci fa pure di più, visto che nell’ambiente corre voce che all’occorrenza sappia anche “ammorbidire” i commentatori televisivi per far parlare bene del suo assistito…

Una delle balle più clamorose che circolano sul conto dell’attaccante, oggi in forza (si fa per dire) al Vicenza, è che sia sempre andato in doppia cifra… Se la matematica non è un opinione, questa è una grandissima stronzata: cliccate qui per scoprire che il “bomber” è riuscito ad andare a segno al massimo 7 volte in campionato (nel 2008/09 quando era a Catania). Insomma, uno così non lo vorrei mai nella mia squadra.

Se però dovesse venire a giocare nella vostra di squadra, prima di giudicarlo guardate quest’intervista. Si capiscono molte cose. Del resto, non è nemmeno tutta colpa sua… D’ora in avanti lo chiamerò “autobus”!

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GENOVA: IL PARERE DI DI CANIO

Posted on 25 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Attualissimo

Tutto il mondo ha visto l’incredibile follia degli ultras genoani che, infuriati contro la loro squadra, hanno deciso di costringere i propri giocatori a togliersi le divise sociali in quanto “non degni di indossarle”. In molti hanno commentato l’assurdo gesto dei tifosi ma sopratutto dei calciatori, che hanno obbedito alla volontà dei tifosi togliendosi le divise sociali.

Tra coloro che hanno commentato a caldo la scena c’è Paolo Di Canio, ex calciatore della Lazio e famoso per essere sempre vicino al fenomeno delle tifoserie organizzate. Questa volta però anche l’ex attaccante ha avuto da ridire sui modi utilizzati dai tifosi e, anzi, ha detto che se ci fosse stato lui in campo mai si sarebbe piegato ad una volontà del genere:“Io vengo da il mondo ultras e gli sono sempre stato vicino perche’ ho sempre considerato le curve come dei centri sociali e in questo senso e’ un bene che ci sia: e’ giusto che si contesti pero’ nei limiti, senza creare problemi ad altre persone che hanno pagato per uno spettacolo e domenica e’ stata una brutta giornata – il parere di Di Canio -. Soprattutto per i giocatori che si tolgono la maglia: a me sarebbero dovuti venire in duemila a strapparmela. Ma non capisco le istituzioni: quelli che si indignano per il sono gli stessi che governano il calcio da vent’anni. Negli altri stati quando un progetto fallisce chi ne tiene le redini se ne va, si dimette, invece di indignarsi pubblicamente per farsi bello”.

Ho sempre avuto grande ammirazione per Paolo Di Canio, ma questa volta secondo me si sbaglia. O meglio non tiene conto che non tutti quelli che giocano a calcio lo vivono come lui: certo, a lui bisogna andare a strappargliela in duemila, ma è anche vero che a lui non è mai venuto in mente di vendersi una partita, che lui quando segnava nel derby andava ad esultare sotto la Sud, che lui quando un compagno di squadra batteva la fiacca lo attaccava al muro in spogliatoio. Lui può camminare a testa alta anche quando perde, evidentemente molti altri no, se si pensa che c’è stata gente come Marco Rossi che come un cagnetto bastonato si è tolta la maglia senza fiatare e l’ha fatta togliere anche ai compagni! Paura? Non diciamo stronzate, si chiama coscienza sporca a casa mia!

Di Canio quando parla dovrebbe tener presente che non tutti sono come lui, e che sono pochi ormai quelli che onorano la maglia. Per un tifoso si può vincere come perdere, o anche retrocedere: se c’è l’impegno il rispetto c’è comunque. Quando manca l’impegno, ci si incazza. E’ normale.

Condivido in pieno invece quanto dice sulle istituzioni calcistiche. E rilancio: sono loro il primo male del calcio italiano!

 

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ADRIANO: NEL CALCIO BEVONO TUTTI!

Posted on 24 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Attualissimo

Mancavano da un qualche tempo le imprevedibili e discutibili dichiarazioni dell’ex attaccante Adriano, un calciatore letteralmente distrutto dal suo comportamento fuori dal campo. In passato infatti Adriano ha vissuto ottimi momenti trascinando prima la Fiorentina  per poi diventare l’idolo della tifoseria interista. Il calciatore infine ha lasciato l’Italia dopo la triste parentesi con la Roma, sostenendo di voler continuare a giocare nel suo Brasile. Di fatto però il ritorno in patria non ha scaturito gli effetti desiderati dal giocatore ma, anzi, ha ancora di più accentuato il suo stile di vita sregolato.

L’attaccante infatti era stato ingaggiato dalla squadra brasiliana del Corinthians avendo quindi un’altra occasione per dimostrare le sue grandi doti tecniche e la sua potenza in zona gol.  Tuttavia anche questa esperienza si è conclusa male con Adriano che è stato letteralmente allontanato dal club in quanto non si presentava con regolarità alle sedute di allenamento. Oggi l’attaccante torna a parlare e ovviamente le prime parole sono contro il suo vecchio club:”Trascinerò il club in tribunale. Volevano punirmi e hanno finito per umiliarmi. Ammetto di non aver fatto tutto il mio dovere per recuperare in fretta dall’infortunio, ma non ho mai saltato una seduta senza preavviso, era tutto concordato con il club“.

Insomma il giocatore preannuncia una vera e propria battaglia legale contro il Corinthians reo, sempre secondo Adriano, di non averlo rispettato come persona prima che come calciatore. Le ultime parole del fuoriclasse però sono ancora più taglienti: Adriano infatti parla della sua passione per l’alcool sostenendo che nel mondo del calcio sia una cosa molto diffusa:: “Quando faccio un churrasco non riesco a fermarmi ad una birra – racconta – Nel calcio, comunque, lo fanno tutti. Tutti i calciatori bevono e lo sa il mondo intero“. La passione per le bevute del giocatore era tuttavia già nota, sopratutto dopo aver visto lo stato attuale del suo fisico.

L’ormai ex calciatore Adriano questa volta ha ragione. Nel calcio bevono tutti. E si vede, soprattutto in Italia. Basta vedere tanti calciatori e tanti dirigenti per rendersene conto. Basta vedere personaggi come Macalli e le sue strampalate idee circa la rivoluzione della serie C (portata invece allo scatafascio). Basta vedere in che mani è oggi il calcio italiano e con quali risultati. Adriano poteva continuare a giocare qua, sarebbe stato perfetto spot per questo calcio…

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