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SASSUOLO THE END

Posted on 02 maggio 2012 by La Padova Bene

La fine dei sogni. Nella giornata dei lavoratori in cui non c’è un cazzo da festeggiare, il Padova esce definitivamente dai playoff. Sinceramente oggi mi è sembrato per un attimo di tornare agli anni della C, a quei lunghi anni di C in cui si spendeva tanto e si costruivano squadre da promozione, salvo poi mancare regolarmente l’obiettivo. Direi una costante dell’era-Cestaro. Ma andiamo con ordine.

Il 1 maggio è sempre una data particolare. Sei anni fa, cinquemila tifosi spezzini capirono che a Padova a prescindere dai numeri non si viene a passeggiare. Per farglielo capire, ci beccammo due arresti e 24 diffide. Io stesso mi feci due anni lontano dal mio amato biancoscudo, e non sono stati due anni facili, ma a ripensarci oggi non mi pento di niente. Anzi.

Ma l’inizio di maggio coincide anche con l’anniversario della scomparsa del grande Gildo Fattori. Ed anche oggi, prima della partita, il suo ricordo è stato onorato come da tradizione. Mentre assistevo alla cerimonia, mi chiedevo cosa avrebbe detto Gildo dopo una stagione del genere. Mi chiedevo come avrebbe parlato di una squadra che nonostante sulla carta fosse palesemente una delle più forti (e mi rifiuto di sentire qualsiasi argomentazione contraria!) ha gettato al vento una stagione grazie alla propria presunzione. E mi chiedevo come avrebbe parlato di un allenatore che quella presunzione l’ha saputa trasmettere perfettamente alla squadra. Me lo sono immaginato mentre diceva col suo timbro di voce inconfondibile “La sensazione, netta, è che questo signore ormai da tempo abbia perso di mano la situazione; e, forse, a questo punto sarebbe meglio prima di tutto per lui, che si facesse da parte, anche per evitare di far danni maggiori di quelli che già ha combinato…”. Gildo oggi l’avrebbe meritata una vittoria in suo onore. Ma stiamo parlando di gente che non ha orgoglio nemmeno per se stessa, come si può pretendere che onorino il ricordo di un morto che nemmeno hanno mai conosciuto?

Eppure se vogliamo dirla tutta oggi, il Padova è stato pure sfortunato, centrando due traverse con Cacia prima sullo 0-0 e poi sull’1-0 per il Sassuolo. Si parla anche di uno, forse due rigori negati. Ma credo sia troppo comodo analizzare il campionato del Padova basandosi solo sulla partita di oggi, come del resto fa furbescamente qualche irriducibile sostenitore del capitano della Padania (Capitan Padania suona bene…). Il suo campionato il Padova l’ha perso molto tempo fa. L’ha perso in partite come le due con il Crotone, contro la Samp in casa, a Gubbio, a Castellammare di Stabia. L’ha perso con l’incredibile debacle interna contro il Pescara che oggi ne ha dati sei anche al Vicenza (non a caso una squadra che sta andando in C… noi abbiamo disputato un girone di ritorno da serie C). L’ha perso a Grosseto. Abbiamo buttato via un campionato che avremmo potuto vincere tranquillamente, avevamo una delle squadre più forti che fino ad ottobre ha marciato come un rullo compressore (ricordo ancora la partita di Empoli, per dirne una…). E qui entra in gioco il carattere, che queste signorine indegne perfino come prostitute hanno dimostrato di non avere minimamente. Si è visto oggi, con la sfaldatura generale che c’è stata dopo il vantaggio del Sassuolo. Si è visto dopo Pescara, quando la “grande reazione” si è trasformata in un pareggio (altra partita gettata alle ortiche) ed una sconfitta interna. Si è visto ogni volta alla minima difficoltà, quando i fenomeni sono andati nel pallone completo. E qui, si vede la mano del mister, che considero il responsabile numero uno della disfatta. Ne parlo però a parte, mi sembra giusto.

Adesso mi interrogo seriamente sul futuro. Non su quello immediato visto che ormai mi sembra PALESE che il nostro campionato finirà il 26 maggio. Mi interrogo su cosa ci aspetta nel medio-lungo termine, che poi tanto medio-lungo non è. Ed un assaggio l’abbiamo avuto in questo campionato: ad un certo punto è arrivato Baraldi che ha fatto chiudere i rubinetti a Cestaro. Con Baraldi è arrivato anche Lorenzo Cestaro, e mi pareva strano che la famiglia del presidente tutto ad un tratto iniziasse ad interessarsi al Padova. Rubinetti chiusi, niente rinforzi a gennaio, niente cambio allenatore onde non trovarsene due sotto contratto e stagione che è andata letteralmente a farsi fottere. Insomma siamo partiti con una squadra da promozione diretta e quando è stata ora di rinforzarla andando a correggere le lacune emerse, non ci abbiamo messo più mezzo centesimo. Una logica che non capisco. A questo punto mi chiedo: cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Si farà un altro squadrone cercando di puntare direttamente alla serie A? Si riparte con una squadra di giovani e magari con un allenatore degno di questo nome? Si fa un altro anno di contratto a quell’incapace arrogante di Dal Canto? Cestaro molla tutto? Sarei curioso di avere delle risposte! Io ho la sensazione che siamo in fase di smobilitazione, vorrei capire a che livello però: perchè se si tratta di fare piazza pulita delle prime donne e di improntare un insieme di gente affamata e vogliosa di mettersi in mostra mi può andare bene; se si tratta di fare pulizia di alcuni parassiti societari che sulle spalle di Cestaro hanno mangiato fin troppo mi sta benissimo; se invece questa stagione è stata la fine dell’era-Cestaro, lo si dica chiaramente senza prendere per il culo ulteriormente i tifosi…

Per quanto riguarda la partita disputata sugli spalti c’è poco da dire. Presenti circa 7.500 spettatori, e mi viene da ridere a pensare a chi avrebbe voluto il pienone: forse non ci si è resi conto che la ferita subita contro il Pescara è dura da rimarginare, perchè è una ferita aperta con la città!  Anche in Fattori molti spazi vuoti, ed anche il tifo non è stato entusiasmante, visto che al gol ospite abbiamo mollato pure noi. Certo, avrei evitato di continuare con cori d’incitamento cantati si e no da dieci persone: credo che ad un certo punto un bell’”Andate a lavorare!” avrebbe messo tutti d’accordo! In curva ospiti presenti circa 200 tifosi del Sassuolo: mi sfugge se gli ultras della squadra emiliana (un gruppetto modesto che però negli ultimi anni ha fatto passi da gigante) si siano tesserati o meno, visto che erano presenti regolarmente al proprio posto!

Credo che ormai sia abbastanza evidente che la gente non ci crede più: tuttavia gli ultras non badano molto ai risultati sul campo, preferiscono badare a quelli sugli spalti! E lunedì sera c’è la trasferta di Torino, una trasferta importante: chi si ritiene ultras e chi ragiona in un certo modo (parlo anche e sopratutto di molti ragazzi giovani e meno giovani che bazzicano la Fattori) a Torino deve venire, con o senza biglietto, con o senza tessera del tifoso. Non ci sono cazzi, non ci sono “ma che cazzo andiamo a fare…”, non esiste “non vengo perchè sono demoralizzato dalla squadra…”. A Torino SI DEVE ANDARE, o perlomeno chi può andare HA IL DOVERE MORALE DI ESSERCI. Quello che cercherò di fare io che pure ho una figlia a carico e non posso garantire sulla presenza, quello che dovrebbero fare tutti. Le scuse risparmiatevele!

A questo proposito, stasera alle 21 in via Carducci siete tutti tenuti a partecipare alla riunione della Tribuna Fattori. Ed a far girare il messaggio. Grazie.

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VENERDI’ SERA DI RABBIA…

Posted on 23 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Il Mattino di Padova

 «A mezzanotte, uscite a mezzanotte». Sono stati di parola i ragazzi della Tribuna Fattori. Dopo aver sostenuto il Padova fino alla mezz’ora del secondo tempo, non ce l’hanno più fatta e nell’ultimo quarto d’ora hanno dato il via a una durissima contestazione, proseguita dagli spalti all’ingresso della tribuna ovest. «Vergognatevi», «Andate a lavorare», «giocate senza la maglia» questi i cori rabbiosi, partiti dalla Fattori e arrivati fino ai cancelli dall’altro lato dello stadio. Che la situazione potesse degenerare non si capisce subito. Qualche minuto dopo il fischio finale le minacce dei tifosi sembrano destinate a restare solo parole. Sembra.

I primi tifosi arrivano una ventina di minuti dopo la fine della partita, si sentono i cori e la rabbia. Sono divisi in due plotoni i sostenitori più agguerriti. Il gruppo più numeroso arriva davanti l’ingresso della tribuna autorità, mentre con grande prontezza gli agenti della Questura ordinano agli steward di chiudere tutti i varchi e non far uscire più nessuno dallo stadio. Gli spettatori se n’erano già andati, ma non tutti, oltre agli addetti ai lavori anche qualche vip, come Pippo Maniero, resta bloccato nei sotterranei dell’Euganeo.

Il livore cresce. Il secondo gruppo di tifosi si assiepa davanti al cancello tra la curva nord e la zona ovest, da dove entra il pullman della squadra. Davanti a loro si schierano una decina di agenti di polizia in tenuta antisommossa. Qui la storia prende due strade diverse. La prima: i tifosi presenti ai cancelli autorità, più di 200, continuano a contestare e ottengono un colloquio con la vice Carron e il presidente Cestaro che provano a placare gli animi. Sembrano riuscirci, arriva anche qualche ovazione: «C’è solo un presidente». Dopo una ventina di minuti di colloquio con i dirigenti, escono anche giocatori e staff tecnico. Ripartono i cori offensivi, nel mirino i giocatori.

Dopo qualche minuto Cestaro e la Carron lasciano sola squadra e mister. Il patron è infuriato, si avvicina alla macchina biascicando qualche offesa. Se la prende anche con il tecnico, poi fugge intimando agli amici di salire velocemente in auto. La squadra resta un altro po’ con i tifosi poi rientra verso il pullman mentre Dal Canto raggiunge la sala stampa e parla anche del confronto appena avuto: «Dopo una batosta del genere diventa difficile controbattere alle ragioni dei tifosi, ma non voglio crocefiggere la squadra».

Intanto dall’altra parte succede anche di peggio. Il centinaio di sostenitori accalcatisi in zona nord-ovest provano ad entrare, scalciano il cancello che ad un certo punto si apre. La situazione sfugge di mano alla polizia che inizia a sparare alcuni lacrimogeni. Si crea il panico, l’azione delle forze dell’ordine fomenta la rabbia. Qualcuno lancia dei cassonetti contro la cancellata che si sta richiudendo, mentre la maggior parte dei tifosi indietreggia. La puzza del gas è forte, uno stewart si sente male e vomita mentre ci vorrà la mezzanotte passata per far tornare la situazione alla normalità.

Venerdì sera la Fattori è stata l’unica nota positiva di tutta la serata. Una Fattori più che mai viva, attiva, orgogliosa. Capace di accendere fumogeni e continuare a cantare ad ogni gol avversario. Capace di fare una bella sciarpata sullo 0-5. Capaci di cantare di fronte a una squadra di cadaveri solo per il nostro orgoglio.

Dovrebbero pensarci bene certi giornalisti e certi “addetti ai lavori” prima di sputare sentenze sul mondo ultras: le curve degli stadi sono in assoluto uno dei più grandi spettacoli legati al calcio, spesso e volentieri di gran lunga superiori a quelli che si vedono sul campo, e la Fattori di venerdì sera ne è stata la piena dimostrazione!

Poi al fischio finale è esplosa la rabbia e la contestazione, come riporta anche l’articolo. Con una precisazione: l’articolo parla di “circa 200 tifosi” che hanno contestato la squadra più altri 100 in zona nord-ovest. In realtà circa il doppio, 5-600 persone divise in due gruppi: il primo davanti la tribuna autorità, il secondo di fronte al cancello che da sugli spogliatoi. E ciò che non dice l’articolo è che le forze dell’ordine, come è loro abitudine, hanno iniziato a sparare lacrimogeni ad altezza d’uomo, colpendo anche qualche ragazzo che solo per miracolo non si è fatto male seriamente! Tutto questo ha scatenato ovviamente solo ulteriore rabbia, ed allora mi chiedo: visto e considerato che la questura sta esaminando i filmati per risalire ai tifosi protagonisti delle tensioni con le forze dell’ordine, non sarebbe giusto che venissero denunciati anche quegli agenti di polizia che si sono messi a sparare lacrimogeni ad altezza d’uomo? In fin dei conti hanno tenuto un comportamento irresponsabile, rischiando di commettere danni irreparabili… Invece purtroppo temo che come al solito pagheranno solo gli ultras!

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LA NOSTRA SOCIETA’ PORTATA COME ESEMPIO…

Posted on 15 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Pagina facebook del gruppo “Brescia 1911″

Brescia vs Padova: un altro calcio si può (e soprattutto si deve)
Non c’è molto da dire dopo quest’amara sconfitta, fra l’altro immeritata, sennonché ancora una volta la società è stata “ripagata” con un pubblico piuttosto “scarso” – vista e considerata anche l’importanza della posta in palio – e motivato solo a tratti. E sebbene i nostri eroi da tempo stiano onorando la Maglia in maniera splendida e ci stiano regalando forti emozioni, queste non sono nemmeno delle novità assolute, anzi.

Oltretutto, mentre il risultato di sabato non scalfisce minimamente la nostra fiducia, proprio la scarsa partecipazione del pubblico bresciano inizia a preoccuparci seriamente, alla pari naturalmente della situazione economico/organizzativa della società.
Proprio per questo motivo, da molti anni stiamo suggerendo al Brescia Calcio iniziative per tentare di riavvicinare alla squadra la maggioranza dei tifosi biancoblu, quelli che per una serie di motivi (stadio, campionato spezzatino, delusioni storiche, disaffezione cronica, diffidenza, e – soprattutto – caroprezzi e tessera del tifoso) di venire allo stadio non ne vogliono più sapere.
Ci avevamo riprovato anche a inizio stagione, ricordando – a più riprese – che una società “dismessa” e retrograda (come ha dimostrato di essere il Brescia Calcio) dovrebbe diventare – al contrario – molto più saggia e sensibile nei confronti di tutti, investendo magari proprio sul pubblico potenziale – oggi purtroppo assente – e non solo su quello effettivo (in questo momento insufficiente, almeno per ambire a grandi traguardi); tutto ciò naturalmente per superare i momenti più difficili e sperare di raggiungere traguardi ambiziosi.
Ma i nostri tentativi, come sanno tutti, sono andati spesso frustrati.
Quindi, non ci resta che tornare alla carica.

Certo, diranno in tanti, siamo nel culmine di una crisi sociale, calcistica ed economica spaventosa; arriviamo da anni di fallimenti sportivi cocenti; ci troviamo con una società sull’orlo del baratro e – proprio per questo – le svendite all’ingrosso sono all’ordine del giorno (ci riferiamo naturalmente al parco giocatori, sempre più ipotecato e risicato). Ma tutto questo non basta a spiegare l’apparente disaffezione dei tifosi biancoblu.
E sebbene la situazione non sia certo ideale per sperare di rivedere lo stadio pieno, qualcosa di meno conforme e grottesco della tessera del tifoso lo si potrebbe comunque sperimentare!
Per l’ennesima volta, invitiamo perciò il Brescia Calcio a invertire questa rotta suicida e seguire – finalmente! – i nostri consigli e in particolare gli esempi di quelle società che hanno forse meno potenziale, almeno dal punto di vista umano ed economico, ma sicuramente maggior lucidità e saggezza.

Giusto il Padova (ma non solo, se è vero che sempre più società stanno seguendo questa saggia decisione) ha deciso di recente di emettere un carnet di biglietti a favore di tutti i suoi tifosi non tesserati, a un prezzo stracciato.
Per chi non lo sapesse, a differenza nostra il Calcio Padova 1910 è nel pieno della zona Play-off e può vantare una media di circa cinquemila tifosi paganti a partita, cui vanno chiaramente aggiunti i quattromila quattrocento abbonati/tesserati, mentre noi fatichiamo spesso a raggiungere le quattromila presenze totali (sempre a partita).
Un dato impressionante quello suddetto, comunque sia letto, soprattutto se si considerano la storia del Brescia Calcio 1911 e il fatto che la nostra splendida provincia è la quinta più popolata in Italia (oltretutto con la maggior concentrazione di tifosi di calcio, non necessariamente del Brescia, sia chiaro).

Ciononostante, mentre la “nostra” società rimane “coerentemente” alla finestra in attesa di eventi fantasmagorici che possano improvvisamente ribaltare la situazione, il Calcio Padova ha deciso di andare incontro a tutti i propri tifosi (anche quelli non tesserati) con una sorta di mini abbonamento per le ultime decisive partite.
Un carnet di biglietti slegato – ovviamente – dalle logiche strumentali (di carattere prettamente economico e di controllo di massa) e discriminatorie della tessera del tifoso.
E tutto ciò è stato fatto con la dichiarata intenzione di tradurre questo piccolissimo sacrificio in un ritorno contributivo all’ennesima potenza, un vantaggio cioè per la società, per i giocatori, per i tifosi stessi, ma anche per l’intera città di Padova (lo sanno anche i sassi che oltre alle società partecipanti, la serie A porta benefici all’intero territorio; come del resto è risaputo che i più grandi traguardi si possono raggiungere solamente con la massima partecipazione di tutte le parti in causa, e questo lo si può ottenere solamente se vi sono le condizioni migliori).
A tal riguardo, riportiamo uno stralcio di un comunicato scaricato direttamente dal sito ufficiale del Calcio Padova:
“Il Calcio Padova, vista la tendenza del calo di spettatori verificatosi negli ultimi anni negli stadi, al fine di cercare di riportare all’Euganeo il maggior numero di tifosi, patrimonio imprescindibile di tutte le società di calcio, ha deciso di avviare una serie di iniziative per migliorare l’offerta ai propri tifosi e a quelli delle altre squadre che nel corso della stagione verranno ospitate all’Euganeo…
…il Calcio Padova informa infine che, per favorire la maggior presenza possibile di tifosi negli stadi, all’interno dell’Euganeo è confermata come nella passata stagione la possibilità di mettere a disposizione degli ospiti due settori: la Curva Nord per i tifosi non fidelizzati e la Tribuna Ovest Nord, coperta e con posti a sedere, per i possessori della tessera del tifoso, al medesimo prezzo…
…l’obiettivo della nostra società – ha dichiarato Gianluca Sottovia – è da sempre quello di avvicinare al Calcio Padova il maggior numero possibile di tifosi. Considerando che nelle ultime due stagioni abbiamo purtroppo registrato un calo di presenze allo stadio, abbiamo deciso di affiancare alla consueta politica di prezzi popolari, ampliata in questo nuovo settore, quest’altra iniziativa (il carnet di biglietti – ndr).”

Cara società Brescia Calcio: francamente riflettiamo…

Nel frattempo ribadiamo il nostro sostegno alla squadra e a Mister Calori.
Noi come sempre non molliamo!

Ultras Brescia 1911 Ex-Curva Nord
Brescia 11/03/2012 ore 6.30

Fa un pò ridere leggere tutto questo perchè il Calcio Padova e l’Area Marketing sopratutto è spesso stata oggetto di critiche, accusata di non saper fare molto per attirare i tifosi nè di essere disposta ad ascoltarli… A quanto pare c’è pure chi è messo peggio in Italia!

Credo che il problema fondamentale sia che nel nostro paese il tifoso non è certo al primo posto nei programmi di una società di calcio, anzi… E finchè non cambia questa “cultura” abituiamoci a vedere stadi vuoti e partite in giorni ed orari fuori dal mondo!

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LA LEGA SPILLASOLDI

Posted on 30 gennaio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Goal

Giudice Sportivo: multa di 6.000 euro al Padova! Motivazione: “Per avere suoi sostenitori, al 40° del secondo tempo, eseguito coro di discriminazione razziale nei confronti di un calciatore avversario; entità della sanzione attenuata ex art. 13 – co. 1 – lett. a) e b), e co. 2, CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze dell’ordine a fini preventivi e di vigilanza”.

Perchè il pubblico ululava? Maah!

Chiariamo che ieri qualche ululato si è levato, ma veramente poca roba rispetto ad altre volte. E per lo più gesti isolati, nemmeno così forti da poter risultare un unico boato. Quale sarebbe questo “coro di discriminazione razziale”? Avessero detto che a più riprese singoli tifosi effettuavano ululati di discriminazione razziale verso Maah (che poi possiamo discutere per anni se trattasi o meno di razzismo, per me no comunque, ma quello è un altro discorso!) avrei potuto accettarla, ma siccome probabilmente questo tipo di comportamento non era sanzionabile, allora hanno messo dentro il “coro di discriminazione razziale”! Bellissimo!

Che poi non ho mai capito: quanto è la multa per ululati verso un giocatore di colore? Perchè nel corso degli anni ne ho viste di tutti i colori: una volta in un Padova-Reggiana con la Curva Sud pressochè deserta e tre gatti sotto la pioggia ci attaccarono ventimila euro perchè forse dieci persone avevano ululato, altre volte quando effettivamente un giocatore veniva beccato sonoramente non se ne accorgevano nemmeno, oggi ci mettono seimila euro di multa…

Mi risulta che a norma di regolamento (se non hanno cambiato le cose di nascosto) la multa può essere annullata se la maggior parte del pubblico presente mantiene un comportamento in antitesi rispetto a quello di coloro che ululano… La prossima volta invece di ululare gli facciamo l’applauso ogni volta che tocca palla? O magari la Fattori ulula e la Est applaude? O ci dividiamo all’interno della Fattori, metà gente che ulula e l’altra metà che applaude? Visto che tanto ci multeranno lo stesso, almeno ridiamogli in faccia…

Fa male comunque Cestaro a pagare: nell’ultimo mese e mezzo abbiamo visto la squalifica di tre turni per Cacia e quella di due per Bovo, entrambe con ricorso respinto; mentre per esempio il Toro si è visto ridurre lo stop per Bianchi ed Ebagua, espulsi anche loro in situazioni simili. Ora attaccano con le multe. Fin troppo chiaro che vogliono rompere le balle ai biancoscudati! E se Cestaro si rifiutasse di pagare cosa farebbero?

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BARALDI ENTRA NEL PADOVA

Posted on 12 gennaio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Goal

Luca Baraldi è dunque il colpo a sorpresa di Marcello Cestaro per rinforzare la società e dotarla di un vero e proprio uomo di calcio, con grande esperienza gestionale e con tante situazioni difficili alle spalle già vissute in altre piazze prestigiose. Il dirigente modenese ha già preso contatto con Foschi e Sottovia, con cui dovrà lavorare per migliorare ulteriormente l’operatività del club biancoscudato: “Confermo la notizia – ci ha detto poco fa – ho firmato un contratto con il Calcio Padova. Non sarò direttore generale, ma assistente personale del presidente Marcello Cestaro, che cercava una persona che lo aiutasse in un mondo così complesso come quello del calcio. L’obiettivo sapete tutti qual è, mi auguro di poter dare una mano. Sono onorato di questo incarico, il Padova è una delle società più prestigiose del panorama italiano, spero di essere all’altezza. Adesso non posso dire altro, ci sentiamo più avanti”.

Ma chi è Baraldi?  Nato a Modena nel 1961, inizia la sua esperienza nel mondo del calcio a Parma ed è specialista in operazioni finanziarie davvero rischiose o in salvataggi impossibili come quello della Lazio compiuto nel 2003. Calisto Tanzi, patron del Parma calcio e della Parmalat, lo convince nel 2001 a lasciare la Banca Monte di Parma e ad entrare nel Consiglio di Amministrazione del Parma Calcio e della Parmatour. L’8 gennaio 2003 divenne amministratore delegato della Lazio, fortemente voluto da Cesare Geronzi di Capitalia. Successivamente assume anche il ruolo di direttore generale e sperimenta nuove strategie per ridurre l’enorme deficit societario consistenti in spalmature degli ingaggi dei calciatori e nella trasformazione di parte dei loro stipendi in azioni societarie (Piano Baraldi). Nell’ottobre 2003 rassegna irrevocabili dimissioni per ragioni familiari Nel gennaio 2004 diviene vicepresidente e consigliere d’amministrazione del Parma, ma il 25 giugno 2005 esce dalla società emiliana. Il 30 agosto 2006 è eletto vicepresidente della Lega di Serie B e contemporaneamente è nominato prima vicepresidente e Direttore Sportivo e in seguito presidente del Modena Calcio. Nel luglio 2007 diviene collaboratore esterno della società rugbystica del Colorno. Attualmente dirige una televisione privata di Parma chiamata Telemec. Nel novembre 2009 diventa direttore generale del Bologna, ultimo incarico ricoperto prima di passare al Padova.

Dunque, Baraldi è uno che viene da un’ambiente indubbiamente pulito e composto da persone sane (il mondo delle banche e delle finanziarie), si occupa di calcio da una decina d’anni, è stato in società sane (il Parma di Tanzi e la Lazio del post-Cragnotti) ed ha lavorato con belle persone (Tanzi, Geronzi, Lotito, ecc). Ultimamente è stato anche al Bologna.

Potremmo dire che è uno che nelle crisi societarie ci sguazza alla grande, ed appartiene ad una categoria che non mi piace molto. Anzi, che non mi piace per niente. A questo punto mi faccio una domanda: come mai un personaggio così torbido viene proprio al Padova? C’è qualche problema, o qualche situazione che non conosciamo bene e che sarebbe meglio conoscere?

Lasciatemi dire che è una delle operazioni più strane che abbia mai visto in seno alla società Calcio Padova. Stiamo a vedere gli sviluppi futuri….

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LE VOSTRE MAIL

Posted on 10 gennaio 2012 by La Padova Bene

Ricevo e pubblico questa mail di Roberto:

Claudio Malagoli sulle colonne de Il Gazzettino invoca la cessione di Hallenius: “Le parole del procuratore meritano una sola risposta, senza se e senza ma: la cessione del giocatore. E lo stesso trattamento andrà riservato a chiunque all’interno dello spogliatoio non sia disposto ad adeguarsi alle scelte e al progetto tecnico dell’allenatore, facendo prevalere i propri interessi a quelli del club e rischiando in questo modo di destabilizzare la compattezza del gruppo”.
Leggendo le parole di Malagoli parrebbe che siano i giocatori a scatenare la bagarre all’interno della squadra e il giornalista ne é così convinto che chiede il pugno di ferro (senza guanto di velluto) contro tutti coloro che osano minare l’ambiente idilliaco che regna all’interno della squadra. Non so, forse io ho visto un altro film, ma mi pare che sia sempre Dal Canto ad accendere di continuo la polemica, rilasciando quasi quotidianamente dichiarazioni deliranti sulla squadra nel suo complesso e sui singoli giocatori. Tempo fa avete pubblicato su questo sito un articolo proprio su questo esaltato imbevuto di delirio di onnipotenza, definendolo “il predestinato”. Forse, visto quello che sta combinando é predestinato a sfasciare la squadra?

Caro Roberto, personalmente non ho mandato a dire le cose a Dal Canto quando ha cagato fuori dal boccale, ed ancora non sono convinto su di lui. Ma credo che in questo momento l’unità dell’ambiente sia molto più importante delle ripicche personali. E lasciami dire che il procuratore di Hallenius può prendere il suo fenomeno quando vuole e portarselo dove vuole. Le prime donne qui non ci servono, soprattutto se vogliono avere il posto garantito…

Per il resto, i conti si faranno alla fine…

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PADOVA-TORINO, SI VA ALLE CALENDE GRECHE

Posted on 04 gennaio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Calcio Padova 1910

La Corte di Giustizia federale ha sospeso nella giornata di oggi il procedimento del Torino in attesa delle conclusioni a cui giungerà la Procura della Figc guidata da Stefano Palazzi. I tempi, in questo caso, si allungheranno probabilmente fino alla fine di febbraio, o almeno fino a quando non verrà chiusa l’indagine e stilata la perizia super partes per accertare cosa sia accaduto sabato 3 dicembre allo stadio Euganeo. Si è appreso che la commissione della Figc guidata da Carlo Longhi si è recata a Padova giovedì 29 dicembre in gran segreto per effettuare le opportune verifiche all’impianto di illuminazione del complesso patavino. Quali siano state le conclusioni, per ora, non è dato saperlo, tuttavia si potrebbe arrivare a un verdetto definitivo addirittura entro la fine di febbaio, con uno slittamento davvero preoccupante. A Torino interpretano la decisione odierna come un punto a favore della strategia dei legali granata, a Padova speravano che oggi venisse messo un primo punto fermo, cosa che invece non è stata fatta. Il giudice sportivo Gianfranco Valente sarà a questo punto obbligato a emettere un verdetto entrando nel merito del ricorso del Toro sanato nel precedente vizio formale appurato nel primo round? A quanto pare sì, il che significa che purtroppo c’è ancora da penare.
Intanto è stata rinviata anche la decisione sulla squalifica di 3 giornate a Daniele Cacia per l’espulsione contro la Nocerina. La decisione è stata posticipata alla prossima settimana, con ogni probabilità venerdì 13 gennaio, è necessario un supplemento d’indagine.

A me sembra tutta una pagliacciata… In un primo tempo era stato considerato “inammissibile” il ricorso del Toro, adesso però tutto è bloccato e per una partita giocata a metà dicembre si andrà ad una decisione a fine febbraio… Non è falsare il campionato questo?

La cosa bella è che il Toro questo campionato lo vincerebbe ugualmente, invece il buon Cairo ha fatto una questione di principio di questa partita ed a quanto pare ha trovato chi sta dalla sua parte… A questo punto mi auguro che anche il Padova cominci a rompere il cazzo di brutto, magari ricorrendo alla giustizia ordinaria! Tanto quella sportiva è una pagliacciata no?

Ad ogni modo tutto questo casino è nato “grazie” all’Euganeo: cosa dicono in proposito quei due fenomeni da circo di Zampieri e Zanonato? Sono senza parole? Eh anche noi…

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CALCIOSCOMMESSE: PER IL GIP C’E’ L’ACCORDO FRA SOCIETA’, A PROPOSITO DI PADOVA-ATALANTA

Posted on 21 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Padova Sport

Alcuni testimoni chiave stanno cedendo, oltretutto nelle ultime ore sono spuntate nuove caldissime intercettazioni. E nel mirino c’è sempre di più quel Padova-Atalanta del marzo scorso: nei tabulati dell’ordinanza del Gip di Cremona è visibile una telefonata effettuata da Cristiano Doni ad un’utenza mobile intestata alla società “Mdf Italia Spa” di Milano, il cui presidente è Isidoro Fratus, attuale consigliere atalantino. Un dettaglio di grande importanza, tantopiù che Doni per chiamare ha utilizzato la scheda romena nel tentativo di non essere intercettato. Su questa scheda Doni riceveva chiamate da cabine telefoniche e sms prima dell’inizio delle partite sotto inchiesta, tra cui Padova-Atalanta. Nello specifico, Doni telefona al cellulare della Mdf Italia due giorni prima di Padova-Atalanta, oltre al susseguirsi di 3 sms. Su Padova-Atalanta il Gip di Cremona ha evidenziato che “si tratta di una partita che, secondo quanto si desume dalle intercettazioni, ha visto raggiunto l’obiettivo che le squadre stesse si proponevano. L’esistenza di un accordo tra le due società è sostanzialmente confermato dalle dichiarazioni rese in occasione degli interrogatori”. L’associazione del numero romeno a Cristiano Doni è avvenuta perchè l’ex capitano della Dea ha utilizzato per la prima volta la scheda il 19 marzo nel suo telefonino, Imei riconducibile alla sua utenza.

In questi giorni leggo i commenti di molti tifosi biancoscudati i quali, con l’ottimismo tipico padovano, si vedono già retrocessi in C… Io però Padova-Atalanta me la ricordo, e tutto mi è sembrata, tranne che una partita combinata!

In tutti questi mesi di indagine non ho mai sentito il nome di un solo dirigente o tesserato del Padova e, fermo restando che io mi interesso al calcio che si gioca in campo e non a quello che si gioca nei tribunali, credo sia opportuno per tutti aspettare la fine dell’indagine prima di trarre facili conclusioni… Un consiglio? Non leggete i giornali, non guardate la tv, tenetevi informati il giusto e, nel caso saltasse fuori che qualcuno effettivamente ha danneggiato il Padova per interessi personali, state pronti a fargli cagare sangue!

Ma per il resto aspettiamo prima di fasciarci la testa…

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CALCIO PADOVA: TORNA L’IDEA DELL’AZIONARIATO POPOLARE

Posted on 06 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Calcio Padova 1910

Sta prendendo sempre più piede nelle discussioni dei tifosi l’affascinante ipotesi di azionariato popolare rilanciata dalle pagine del nostro giornale dopo il blackout che ha costretto alla sospensione di Padova-Torino. Una vera e propria figuraccia a livello nazionale, che ha alimentato le ire dei tifosi nei confronti di uno stadio mal digerito e costantemente vittima di qualche disguido. Ad accorgersene, in questo caso, non solo i sostenitori biancoscudati, ma anche gli appassionati di tutt’Italia, molti dei quali collegati con l’Euganeo per seguire il big match di serie B. L’inadeguatezza dell’Euganeo è stata sottolineata anche dal quotidiano torinese Tuttosport, che ha ripreso la prima pagina del Mattino di domenica (quella con il titolo «uno stadio da buttare») definendo l’Euganeo come «un caso». Uno stadio che è un problema italiano. Ma in tutto questo l’azionariato popolare che c’entra? Senza addentrarsi in modelli complicati come quello spagnolo del Barcellona, in seno ai tifosi italiani negli ultimi tempi sta montando la convinzione che si debba entrare a far parte della vita del proprio club. In Germania, ad esempio, tutto questo è legge. La regola del 50 più 1, fa in modo che la maggioranza delle azioni di un club sia in mano ad un associazione sportiva (insieme di tifosi, imprenditori o istituzioni locali) che possa quindi partecipare attivamente alle decisioni prese dalla società, il che non vuol dire garantire un uguale impegno economico. Ai tifosi è però permesso l’elezione di rappresentati nei vari organi di amministrazioni e in alcune realtà (come l’Amburgo o il St.Pauli) questi gestiscono anche aspetti molto importanti, come il marketing della loro squadra. Ecco quel che chiedono i tifosi: contare nelle decisioni della società. In Italia l’idea dell’azionariato popolare è rimbalzata soprattutto nei momenti di crisi. Per ora l’esempio più lampante è quello del Modena, dove una cooperativa di tifosi (Modena sport club) ha rilevato l’1% delle quote societarie. A Bari a rilanciare l’ ipotesi sviluppata qualche anno fa è stato lo stesso sindaco Emiliano, parlando della possibilità per i tifosi di acquistare abbonamenti pluriennali in cambio di quote societarie. In Inghilterra è stata fondata una organizzazione che promuove l’azionariato popolare nelle realtà calcistiche di tutta Europa. A questa organizzazione hanno aderito alcune piazze italiane, come quella di Roma dove l’idea di azionariato era girata quando c’era il timore del fallimento (prima quindi dell’arrivo degli americani). A Padova, fortunatamente, il sostegno economico è garantito dalla forza imprenditoriale di Marcello Cestaro. Ma se l’idea di azionariato popolare fosse sviluppata seriamente, siamo sicuri che il patron non disdegnerebbe un aiuto, soprattutto dal punto di vista gestionale, da parte dei propri sostenitori.

In realtà il Mattino sta riprendendo un mio vecchio pallino, ne avevo già parlato l’anno scorso (Clicca qui). Ad ogni modo non mi interessa disquisire sulla paternità dell’idea: voglio solo sottolineare come io se avessi l’opportunità di farlo, un cento euro l’anno li butterei sul Padova… Se siamo in mille a buttare cento euro l’anno, vengono fuori centomila euro, che significa l’1% circa delle quote societarie. E nel momento in cui abbiamo anche solo un 1% delle azioni, passiamo di stato: non siamo più tifosi che pagano il biglietto e che rompono i coglioni, siamo azionisti!

Che sia ben chiaro: non mi illudo che l’azionariato popolare possa sostituire Cestaro, e nemmeno lo vorrei! Deve essere un ulteriore aiuto, un coinvolgimento attivo della tifoseria, non un sostituirsi ad un presidente che (lo dico nonostante in passato l’abbia pesantemente criticato) sta facendo bene e merita l’appoggio di tutta la città… E non mi illudo nemmeno che qui siamo a Barcellona o a Bilbao dove i tifosi sono i veri padroni della società: semplicemente credo sia il momento di prendere coscienza del nostro peso!

Allora, chi mette 100 euro con me?

 

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L’EUGANEO DELLA VERGOGNA

Posted on 04 dicembre 2011 by La Padova Bene

Mi sembra di essere tornato ai tempi di Viganò! Ricordate quel famoso Padova-Varese del 1999 che ci condannò alla C2? Ecco, ho la sensazione di rivivere la stessa situazione di allora… La stessa beffa… Una partita vinta meritatamente sul campo che si trasforma in una sconfitta a tavolino che va a penalizzare tutto il prosecuio del campionato… Di chi è la colpa?

Star qua a recitare la parte del padovano medio babbeo che va a frignare ed a prendersela col Toro mi sembra francamente fuori luogo. Primo, perchè il Padova al posto del Toro avrebbe fatto esattamente la stessa cosa; secondo, perchè il piagnisteo non deve appartenere alle nostre latitudini. Piuttosto mi sembra evidente la responsabilità di una delle più grandi piaghe della nostra città: lo stadio Euganeo!

Possiamo raccontarci ciò che vogliamo, ma abbiamo uno stadio fatiscente e inadeguato al calcio, dove nella stagione invernale piove perfino dentro alcuni uffici (di questo gli amici giornalisti non parlano più perchè “tengono famiglia”, vero?), riusciamo veramente a stupirci di quanto capitato ieri?

Il fatto poi che ad andarci in mezzo sia stato l’impianto di illuminazione, è quanto meno singolare: ricordo che qualche anno fa venne fuori il problema dell’impianto di illuminazione dell’Euganeo, che per colpa della copertura nelle due tribune est ed ovest (a proposito, a cosa è mai servita la copertura negli anelli superiori dato che sono chiusi da anni?) proiettavano dei coni d’ombra sul campo. Per questo motivo venne aggiunta una nuova sfilza di fari proprio sul tetto… Ora grazie al medesimo impianto raffazzonato (ricordo che all’inaugurazione dell’Euganeo era stato presentato come un impianto “moderno, tecnologico e rivoluzionario”!) rischiamo seriamente di perdere a tavolino una partita che sul campo probabilmente avremmo vinto con merito, ed una sconfitta contro la prima in classifica andrà inevitabilmente a pesare sull’equilibrio della stagione biancoscudata!

Adesso voglio sentire quelli che dicono che “lo stadio va bene così com’è!”. Voglio sentirli e vederli in faccia. Che lo ripetano in pubblico davanti a tutti se hanno le palle.

Qualsiasi decisione arriverà, il Padova è stato per l’ennesima volta penalizzato dallo stadio di merda in cui si trova a giocare. E sarei ben contento che il problema fosse solo l’impianto di illuminazione saltato ieri. Ne sarei veramente contento. No un cazzo, i problemi dell’Euganeo sono ben altri: per esempio il fatto che ogni volta che piove si trasforma in un acquitrino, che per uscire dal parcheggio ci vuole un’ora abbondante, che non ci sono mezzi pubblici per arrivarci (dove cazzo erano i bus navetta ieri?)… Da quando giochiamo all’Euganeo il Calcio Padova si è progressivamente staccato dalla città, e di questo dobbiamo ringraziare solo la classe politicia patavina; ma se Zanonato e le sue Iene non erano direttamente colpevoli al momento della costruzione, oggi hanno la responsabilità di amministrare e difendere uno stadio che non vuole nessuno, impedendone qualsiasi intervento a meno che loro stessi non possano trarne vantaggio per le proprie tasche… Vorrei sentire la Giunta, vorrei sentire che cosa hanno il coraggio di dire ancora per difendere l’Euganeo. Vorrei avere davanti Zanonato con la sua immensa faccia di merda, che mi dice che “ci sono stadi peggiori” come quello di Varese (ma vai a cagare Quimby! Te e i figli di puttana che ti hanno votato…). I proprietari dello stadio sono loro, quindi sono loro che dovrebbero occuparsi della manutenzione dell’Euganeo. Invece sono tutti impegnati a sputtanare i soldi pubblici per opere inutili come il palaindoor, la statua in stazione o l’Auditorium. Ovviamente trovano l’appoggio quando non anche il silenzio compiacente di buona parte della stampa cittadina… Di mettere mano allo stadio non se ne parla, però esserne i legittimi proprietari gli fa comodo, diversamente non metterebbero mille paletti a Cestaro…

La tifoseria deve capire, e lo sta capendo, che sono dei veri e propri nemici per il Calcio Padova. Zanonato e la sua gente. Sono dei nemici e forse non è nemmeno il caso di fargli troppi cori allo stadio, forse sarebbe il caso di cantargliene quattro quando lo si trova in giro per le piazze. Deve capire di non essere persona gradita. E se il Padova dovesse uscirne penalizzato da questa vicenda ridicola ed assurda, il far recepire il messaggio a chi di dovere deve diventare una priorità di tutti i tifosi biancoscudati.

Padova non merita di meglio di Zanonato, noi si.

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