La fine dei sogni. Nella giornata dei lavoratori in cui non c’è un cazzo da festeggiare, il Padova esce definitivamente dai playoff. Sinceramente oggi mi è sembrato per un attimo di tornare agli anni della C, a quei lunghi anni di C in cui si spendeva tanto e si costruivano squadre da promozione, salvo poi mancare regolarmente l’obiettivo. Direi una costante dell’era-Cestaro. Ma andiamo con ordine.
Il 1 maggio è sempre una data particolare. Sei anni fa, cinquemila tifosi spezzini capirono che a Padova a prescindere dai numeri non si viene a passeggiare. Per farglielo capire, ci beccammo due arresti e 24 diffide. Io stesso mi feci due anni lontano dal mio amato biancoscudo, e non sono stati due anni facili, ma a ripensarci oggi non mi pento di niente. Anzi.
Ma l’inizio di maggio coincide anche con l’anniversario della scomparsa del grande Gildo Fattori. Ed anche oggi, prima della partita, il suo ricordo è stato onorato come da tradizione. Mentre assistevo alla cerimonia, mi chiedevo cosa avrebbe detto Gildo dopo una stagione del genere. Mi chiedevo come avrebbe parlato di una squadra che nonostante sulla carta fosse palesemente una delle più forti (e mi rifiuto di sentire qualsiasi argomentazione contraria!) ha gettato al vento una stagione grazie alla propria presunzione. E mi chiedevo come avrebbe parlato di un allenatore che quella presunzione l’ha saputa trasmettere perfettamente alla squadra. Me lo sono immaginato mentre diceva col suo timbro di voce inconfondibile “La sensazione, netta, è che questo signore ormai da tempo abbia perso di mano la situazione; e, forse, a questo punto sarebbe meglio prima di tutto per lui, che si facesse da parte, anche per evitare di far danni maggiori di quelli che già ha combinato…”. Gildo oggi l’avrebbe meritata una vittoria in suo onore. Ma stiamo parlando di gente che non ha orgoglio nemmeno per se stessa, come si può pretendere che onorino il ricordo di un morto che nemmeno hanno mai conosciuto?
Eppure se vogliamo dirla tutta oggi, il Padova è stato pure sfortunato, centrando due traverse con Cacia prima sullo 0-0 e poi sull’1-0 per il Sassuolo. Si parla anche di uno, forse due rigori negati. Ma credo sia troppo comodo analizzare il campionato del Padova basandosi solo sulla partita di oggi, come del resto fa furbescamente qualche irriducibile sostenitore del capitano della Padania (Capitan Padania suona bene…). Il suo campionato il Padova l’ha perso molto tempo fa. L’ha perso in partite come le due con il Crotone, contro la Samp in casa, a Gubbio, a Castellammare di Stabia. L’ha perso con l’incredibile debacle interna contro il Pescara che oggi ne ha dati sei anche al Vicenza (non a caso una squadra che sta andando in C… noi abbiamo disputato un girone di ritorno da serie C). L’ha perso a Grosseto. Abbiamo buttato via un campionato che avremmo potuto vincere tranquillamente, avevamo una delle squadre più forti che fino ad ottobre ha marciato come un rullo compressore (ricordo ancora la partita di Empoli, per dirne una…). E qui entra in gioco il carattere, che queste signorine indegne perfino come prostitute hanno dimostrato di non avere minimamente. Si è visto oggi, con la sfaldatura generale che c’è stata dopo il vantaggio del Sassuolo. Si è visto dopo Pescara, quando la “grande reazione” si è trasformata in un pareggio (altra partita gettata alle ortiche) ed una sconfitta interna. Si è visto ogni volta alla minima difficoltà, quando i fenomeni sono andati nel pallone completo. E qui, si vede la mano del mister, che considero il responsabile numero uno della disfatta. Ne parlo però a parte, mi sembra giusto.
Adesso mi interrogo seriamente sul futuro. Non su quello immediato visto che ormai mi sembra PALESE che il nostro campionato finirà il 26 maggio. Mi interrogo su cosa ci aspetta nel medio-lungo termine, che poi tanto medio-lungo non è. Ed un assaggio l’abbiamo avuto in questo campionato: ad un certo punto è arrivato Baraldi che ha fatto chiudere i rubinetti a Cestaro. Con Baraldi è arrivato anche Lorenzo Cestaro, e mi pareva strano che la famiglia del presidente tutto ad un tratto iniziasse ad interessarsi al Padova. Rubinetti chiusi, niente rinforzi a gennaio, niente cambio allenatore onde non trovarsene due sotto contratto e stagione che è andata letteralmente a farsi fottere. Insomma siamo partiti con una squadra da promozione diretta e quando è stata ora di rinforzarla andando a correggere le lacune emerse, non ci abbiamo messo più mezzo centesimo. Una logica che non capisco. A questo punto mi chiedo: cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Si farà un altro squadrone cercando di puntare direttamente alla serie A? Si riparte con una squadra di giovani e magari con un allenatore degno di questo nome? Si fa un altro anno di contratto a quell’incapace arrogante di Dal Canto? Cestaro molla tutto? Sarei curioso di avere delle risposte! Io ho la sensazione che siamo in fase di smobilitazione, vorrei capire a che livello però: perchè se si tratta di fare piazza pulita delle prime donne e di improntare un insieme di gente affamata e vogliosa di mettersi in mostra mi può andare bene; se si tratta di fare pulizia di alcuni parassiti societari che sulle spalle di Cestaro hanno mangiato fin troppo mi sta benissimo; se invece questa stagione è stata la fine dell’era-Cestaro, lo si dica chiaramente senza prendere per il culo ulteriormente i tifosi…
Per quanto riguarda la partita disputata sugli spalti c’è poco da dire. Presenti circa 7.500 spettatori, e mi viene da ridere a pensare a chi avrebbe voluto il pienone: forse non ci si è resi conto che la ferita subita contro il Pescara è dura da rimarginare, perchè è una ferita aperta con la città! Anche in Fattori molti spazi vuoti, ed anche il tifo non è stato entusiasmante, visto che al gol ospite abbiamo mollato pure noi. Certo, avrei evitato di continuare con cori d’incitamento cantati si e no da dieci persone: credo che ad un certo punto un bell’”Andate a lavorare!” avrebbe messo tutti d’accordo! In curva ospiti presenti circa 200 tifosi del Sassuolo: mi sfugge se gli ultras della squadra emiliana (un gruppetto modesto che però negli ultimi anni ha fatto passi da gigante) si siano tesserati o meno, visto che erano presenti regolarmente al proprio posto!
Credo che ormai sia abbastanza evidente che la gente non ci crede più: tuttavia gli ultras non badano molto ai risultati sul campo, preferiscono badare a quelli sugli spalti! E lunedì sera c’è la trasferta di Torino, una trasferta importante: chi si ritiene ultras e chi ragiona in un certo modo (parlo anche e sopratutto di molti ragazzi giovani e meno giovani che bazzicano la Fattori) a Torino deve venire, con o senza biglietto, con o senza tessera del tifoso. Non ci sono cazzi, non ci sono “ma che cazzo andiamo a fare…”, non esiste “non vengo perchè sono demoralizzato dalla squadra…”. A Torino SI DEVE ANDARE, o perlomeno chi può andare HA IL DOVERE MORALE DI ESSERCI. Quello che cercherò di fare io che pure ho una figlia a carico e non posso garantire sulla presenza, quello che dovrebbero fare tutti. Le scuse risparmiatevele!
A questo proposito, stasera alle 21 in via Carducci siete tutti tenuti a partecipare alla riunione della Tribuna Fattori. Ed a far girare il messaggio. Grazie.











