Questo sito non vuole in nessun modo rappresentare nella sua interezza la Tribuna Fattori di Padova ed i gruppi ultras ad essa associati.
Tutti i contenuti di questo sito debbono essere intesi come il pensiero personale di un qualsiasi frequentatore del sopracitato settore.

Tag Archive | "contestazioni"

558523_228806947220221_100002727511785_338175_1307149526_n

Tags: , , , , ,

QUANDO I TIFOSI PERDONO LA PAZIENZA, GLI ADDETTI AI LAVORI PERDONO LA TESTA (SE MAI NE HANNO AVUTA UNA)

Posted on 23 aprile 2012 by La Padova Bene

Il calcio italiota oggi è sconvolto da quanto successo a Genova, durante la partita col Siena. Già da un pò la tifoseria rossoblù era sul piede di guerra, e la partita di oggi doveva rilanciare il vecchio Grifone, ormai sull’orlo del baratro pur con una rosa più che competitiva. Invece è arrivata una sconfitta, un’umiliante sconfitta, e di umiliazioni ne so qualcosa dopo lo 0-6 di sabato… Ad un certo punto un centinaio di tifosi si sono spostati sopra il tunnel che conduce agli spogliatoi tirando qualche fumogeno in campo, ed una decina sono saliti sopra il tunnel scavalcando la vetrata, per chiedere ai propri giocatori di finirla con quella pagliacciata e di togliersi una maglia storica, che non sono degni di portare. Ovviamente la partita è stata interrotta per circa quaranta minuti, dopodichè Sculli ha convinto i tifosi che era il caso di portare a termine l’incontro.

Apriti cielo! Da più parti si levano voci di dissenso, anche da parte di chi farebbe bene a tacere per decenza. Gli imbecilli che parlano di un calcio che a loro non appartiene (troppi in questo paese di poveri stupidi…) si sono svegliati dal sonno profondo e si sono accorti che il popolo delle curve è ancora vivo e vegeto, ma soprattutto che non è disposto a scendere a compromessi su ciò che sono i propri valori… Una squadra che prende una bastonata del genere, senza lottare, senza impegno, senza nemmeno l’orgoglio di cominciare a rompere gambe quando il passivo si sta facendo pesante, questi valori li infanga. Valori che sono la maglia, prima di tutto, e l’orgoglio della propria squadra, del proprio tifo e della propria città…

I soliti intellettuali da strapazzo mi diranno che il calcio è solo un gioco, che tutto ciò è da fuori di testa, che ci sono problemi più importanti per cui combattere. A me del loro parere non mi interessa un gran cazzo. Se per loro chiedere il rispetto della propria maglia ed obbligare dei mercenari a non indossarla è da fuori di testa, ben vengano i fuori di testa. Se per loro ci sono problemi più importanti per cui combattere, comincino a combattere invece di voler insegnare agli altri a vivere. Se per loro il mio parere è sbagliato, nessuno li obbliga a leggere questo sito…

Semplicemente: certa gentaglia (che abbiamo anche qui a Padova, purtroppo…) deve iniziare a capire che non si scherza con i sentimenti dei tifosi. Che non si infanga con la maglia. E, come tutte le cose, o si capiscono con le buone o si capiscono con le cattive. Gentaglia che fa un lavoro strapagato che per molti ragazzi sarebbe un sogno, e che nonostante tutto trovano modo di vendersi le partite e di farsi odiare con prestazioni da ufficio indagini, non hanno nessun diritto di fare le “povere vittime indifese”. Semplicemente, meritano tanti calci in culo, e bene fa qualsiasi tifoseria a mollarglieli!

Nel caso specifico di Marassi poi, non è successo assolutamente nulla di così violento e disdicevole. Solo una decina di tifosi che si sono arrampicati sul tunnel che da agli spogliatoi. E’ bastato per far sospendere la partita, certo, ma non venitemi a raccontare che sono stati gesti di “una violenza inaudita”, come leggo da più parti. Certo, quei tifosi pagheranno col Daspo, solo per aver detto “Basta!” alle pagliacciate dei propri giocatori. Diciamo pure che ciò che ha dato fastidio al mondo ipocrita del calcio, è il fatto che l’interruzione della partita di Marassi sia stata un danno sopratutto a livello televisivo. “The show must go on”, soprattutto in un’epoca in cui le televisioni in termini di introiti hanno da tempo sostituito il pubblico pagante ai botteghini, ed in cui si fa di tutto per tenere a casa il tifoso dallo stadio e per costringerlo ad abbonarsi a Sky e Mediaset Premium.

Mi fanno ridere poi i commenti degli addetti ai lavori. Mi fa ridere Preziosi che chiede la galera per quei ragazzi, quando il primo che dovrebbe stare in galera sarebbe lui, e basterebbe leggere il suo curriculum penale per rendersene conto (clicca qui). Sentire augurare la galera ad altri da uno che ha fatto strada nel calcio speculando e facendo fallire due società (Como e Saronno) e tentando di fare la stessa cosa a Genova (dove probabilmente non glielo lasciano fare, questo è il problema) fa ridere. Come fa ridere Petrucci che dice “Sulla maglia non si tratta” (clicca qui): CERTO CHE NON SI TRATTA, LA MAGLIA APPARTIENE AI TIFOSI! E SILENZIO! Ma anche Abete non si smentisce nella sua vena di comico: “Le leggi ci sono, basta applicarle…” (clicca qui), ignorando (del resto è un ignorante, nel senso che ignora molte cose…) che per i tifosi esiste già una giurisdizione “a parte” e che per loro le leggi vengono applicate eccome, senza sconti. Quando poi dice “Non sanno nemmeno cosa sia la maglia…” raggiunge il massimo: si è visto Juve-Roma di stasera, dove una squadra in maglia bianca ne affrontava una vestita di rosa-nero (infatti pareva di vedere Palermo-Messina)? Almeno evitassero di coprirsi di ridicolo…

Altri invece fanno piangere. Tipo Lotito, tanto per dirne uno, che dopo aver fatto mandare in galera gente con accuse inventate adesso vorrebbe insegnare al mondo del calcio come si tratta con i tifosi (Clicca qui). Il tutto detto da un personaggio che si fa fare le leggi su misura. E che dire di “Libano” Tommasi (clicca qui), tanto bravo a fare il prete quanto stronzo nella vita di tutti i giorni (come quando da giocatore rifiutava gli autografi ai ragazzini)? A me caro Tommasi, più che “schiavi degli ultrà” molti tuoi colleghi mi sembrano schiavi del proprio stile di vita ben al di sopra delle righe e completamente avulso da quella che dovrebbe essere la vita di un atleta. E lo si sta vedendo nella recente vicenda del calcio scommesse. Cosa stai facendo, un estremo tentativo di “ripulire” l’immagine dei tuoi associati scaricando le colpe sugli ultras?

Per l’Osservatorio del Viminale invece, provo tanta compassione: in due anni è già la seconda volta che una partita viene interrotta non per effettivi atti di violenza ma solo per una situazione di forte tensione. Era successo anche ad Italia-Serbia, dove bastò un uomo nemmeno troppo sveglio con un passamontagna ed un paio di tenaglie a tagliare la rete di protezione. Da tempo a Genova è in atto un vero e proprio braccio di ferro fra Questura, Comune e società (Genoa e Samp) a proposito della gestione di Marassi, e mi sembra evidente che nessuno della questura genovese voglia assumersi nessuna responsabilità per quanto succede dentro e nei dintorni di Marassi. Altro che “obiettivi condivisi”, è la dimostrazione dell’estrema distanza fra chi legifera (Molto spesso senza nemmeno sapere di cosa sta parlando) e chi dovrebbe applicare le leggi. Peccato che oggi al Viminale stiano seriamente pensando di rimuovere i vertici della Questura genovese dopo l’ennesima figura di merda (clicca qui). Sempre che non decidano di promuoverli come fecero a suo tempo con i responsabili del massacro della scuola Diaz. Il che, essendo in itaGlia, potrebbe anche succedere…

Ma il vero comico della giornata è Fabrizio Bocca, giornalaio di Repubblica, che propone di giocare tutte le partite a porte chiuse (clicca qui). Cosa dalla quale non siamo molto lontani, in itaGlia. Diciamo pure che sembra un tentativo di cavalcare la rabbia emotiva di Genova per lanciare un messaggio tanto caro ai “nuovi potenti” del calcio: le partite, meglio guardarle in tv. Per la gioia di Sky e Mediaset Premium. Niente di nuovo insomma, sono gli stessi discorsi che si fanno da trent’anni a questa parte. Spero almeno che Bocca qualche soldino extra lo prenda dalla gente per la quale sta facendo il “gioco”, altrimenti è proprio un pirla…

In conclusione, io sto con i genoani. Penso si fosse capito. Sono assolutamente solidale con loro e con la loro decisione di sospendere la farsa a cui stavano assistendo. Per me hanno semplicemente fatto bene. E se i signorini viziati che vanno in campo (ma anche i mafiosi che amministrano il calcio italiano e che oggi si augurano la galera per i tifosi) non vogliono avere problemi, faranno bene a fare il proprio dovere fino in fondo. Che non significa vincere le partite, ma sudare la maglia (che appartiene ai tifosi, lo ricordo ancora!) ed impegnarsi. Diversamente, che non si lamentino!

Commenti (33)

pd

Tags: ,

CALCIO PADOVA 2011/12: FINO ALL’ULTIMO DAL CANTO!

Posted on 21 aprile 2012 by La Padova Bene

Mi riesce difficile scrivere queste poche righe, e mentre lo faccio mi viene da piangere. Cosa alquanto contraddittoria, per uno che ha sempre sostenuto che per le sconfitte ci si deve incazzare e non piangere. Ed infatti non mi viene da piangere per la sconfitta, ma per l’umiliazione. Per il sentirsi in primo luogo sconfitto ed impotente. Avrei una gran voglia di ammazzare qualcuno, e non sto scherzando…

Dicevo che c’è modo e modo di perdere, come c’è modo e modo di giocare contro l’allenatore e pure di vendersi le partite. Qualsiasi cosa abbiamo fatto questa sera, abbiamo scelto il peggiore. Mai ricordo una batosta così pesante. Mai ricordo un’umiliazione del genere. Mai ricordo la mia maglia (Sissignori, la maglia la considero ROBA MIA, come considero ROBA MIA tutto ciò che ruota attorno al Calcio Padova. E’ il minimo dopo tanti anni di sacrifici fisici, economici ed umani. Se non condividete non me ne frega un cazzo, cambiate semplicemente blog se vi sto dando fastidio!) infangata da dei vermi del genere. Mai. Nemmeno quando siamo retrocessi in C2 avevo provato un’umiliazione simile: una squadra di “campioni” (sulla carta) umiliata da quattro ragazzini che però corrono e lottano al contrario dei nostri… Ad un certo punto, col Pescara che continuava a segnare e la Fattori a cantare, pensavo che sul tabellone comparisse il cartello “Siete su scherzi a parte”, invece purtroppo era tutto tragicamente vero!

In mezzo a questo marasma diventa veramente impossibile stabilire chi ha più o meno colpa (salvo giusto Perin questa sera, che ha salvato almeno altri quattro gol…) fra le undici merde viste in campo stasera ed il borioso che non conta un cazzo che siede in panchina. Sono tutti colpevoli!!! Sono colpevoli di alto tradimento, hanno infangato una maglia con 102 anni di storia, e non li voglio più vedere qui… Se ne devono andate, tutti!!!

Il primo che se ne deve andare è Testa di Legno, che se fosse un uomo questa sera in sala stampa avrebbe semplicemente presentato le dimissioni. Non lo ha fatto ed allora sarebbe stato giusto cacciarlo, ed in malo modo. Molti obbietteranno che non serve a nulla cambiare allenatore adesso, ma io non mi aspetto che possa servire a qualcosa: io semplicemente non lo voglio più vedere a guidare la mia squadra, e non voglio sentire scuse! Come ho detto, è colpevole (al pari della squadra) di alto tradimento, e dopo una batosta del genere, dopo un’umiliazione del genere, dopo una nottata del genere in cui non ho chiuso occhio, io questo non lo voglio più vedere. E’ una questione di principio. Non me ne frega niente che il cambio serva o meno. Via, fuori dai coglioni, aria!

In secondo luogo se ne debbono andare tutti gli infami che stasera ci hanno fatto toccare uno dei punti più bassi in assoluto della storia del Calcio Padova. Sono delle mezze tacche, gente che ha anche le capacità ma che nella propria carriera ha combinato poco (tranne qualche caso raro) per evidenti limiti caratteriali. Basta con gente che si presenta sola davanti al portiere e gli passa il pallone. Basta con terzini da Under 21 che regalano continuamente gol e palloni agli avversari. Basta con gente che gioca da sola come se fosse nel campetto del patronato di quel ghetto di merda in cui sono cresciuti invece che sul campo di una squadra di serie B. Basta con mezze fighe che fanno scenate se il mister non le fa entrare. Basta con gente che si fa recuperare dieci metri sullo scatto e superare dall’attaccante avversario. Basta con leader o presunti tali dello spogliatoio che quando non giocano fanno terra bruciata attorno all’allenatore di turno. Basta con gente indagata per calcio scommesse. Basta, basta, basta! Che vadano a giocare nella Nazionale Padana come il loro allenatore… Per me si è capito perfettamente che questa squadra sta giocando contro l’allenatore. Ma non è tollerabile una partita come quella di stasera. Non esiste, manco per il cazzo. Che si rifondi tutto, si riparta dai giovani che sicuramente hanno più fame di queste larve!

Marcello Cestaro sta pensando di mollare, parole sue. Io invece lo invito a restare. Ed a fare piazza pulita anche intorno a lui… Mentre scrivo è giunta la riconferma di Dal Canto, almeno fino a Grosseto: francamente non ne vedo il senso, un mezzo uomo del genere se ne dovrebbe andare per dignità, invece questo resterà ancora un pò a mangiare alla corte di papà Cestaro. A questo punto, comincio a pensare che uno dei grossi problemi sia anche Foschi, grandissimo uomo-mercato ma altrettanto bravo a fare i propri interessi ed a piazzare qui gli amici degli amici, vedi quel vigliacco scommettitore di Bentivoglio a gennaio!

Viste le voci che si inseguono, la sparata di Cestaro ieri sera e la boutade (?) giornalistica di una possibile cordata lombarda (orrore…) interessata al Padova; chiedo solo chiarezza sul futuro che ci aspetta… Se dobbiamo prepararci all’arrivo di un’altro delinquente figlio di puttana come Viganò, lo dicano subito, abbiano almeno rispetto per i tifosi!

Si abbia rispetto per la Fattori vista ieri sera, fantastica anche sullo 0-5, capace di cantare nonostante tutto e tutti solo per il nostro orgoglio. Si abbia rispetto per questa gente. Qualunque sia il nostro destino…

 

Commenti (29)

braga stadio 2

Tags: , ,

IL PORTO VINCE A BRAGA, ASSEDIATO!

Posted on 12 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Calciomercato.com

Follia nel dopo partita a Braga. Alcuni ultras dello Sporting hanno assaltato il pullman del Porto. Il fitto lancio di oggetti all’indirizzo del bus dei Dragoni avrebbe mandato in frantumi i vetri della vettura. Nessun giocatore è stato ferito, ma lo spavento è stato grande. La rabbia dei sostenitori del Braga si deve alla sconfitta per 1-0 firmata Hulk e fortemente contestata dalla squadra di casa.

In giro si dice che il Porto sia un pò la Juve del Portogallo. Posso quindi immaginare i motivi che hanno portato a questa rabbia…

 

Commenti (1)

curva nord brescia

Tags: , , ,

BRESCIA DI NUOVO UNITA CONTRO CORIONI

Posted on 05 gennaio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Collectif 1899

Il gruppo Curva Nord Brescia ha lanciato un appello a tutti i tifosi delle Rondinelle in vista di un sit-in pacifico contro il presidente Corioni, che si svolgerà domenica in Piazza della Loggia.

“Siamo stanchi di una gestione priva di trasparenza”, hanno dichiarato gli ultras nel corso di una conferenza stampa. “Noi rispettiamo Corioni, ma è giunto il momento di cambiare. Oggi scendiamo in piazza per chiedere l’arrivo di un nuovo presidente e dimostrare che il calcio a Brescia è ancora vivo”.

Gli ultras bresciani, che principalmente sono in rotta col figlio di Corioni, sperano di raggiungere una partecipazione di diverse migliaia di persone per una manifestazione che dovrebbe durare due ore. Verrà organizzata anche una raccolta di firme, che verranno successivamente consegnate al sindaco Adriano Paroli. Una protesta che potrebbe vedere la partecipazione anche dei Brescia 1911, l’altro gruppo del tifo bresciano, nonostante l’antagonismo che dura da anni ed è tuttora in piedi verso il gruppo Curva Nord Brescia.

Dopo lo scioglimento degli Ultras Brescia, che per anni hanno portato avanti la Curva Nord del Rigamonti, la tifoseria si è spaccata: in curva nord sono rimasti i Brescia 1911 ed i Brixia (divisi però come mentalità e modo di concepire lo stadio); mentre in curva sud si sono ritrovati altri gruppi più o meno importanti.

Nel 2011 i gruppi Brigata Sballata, Curva Sud Brescia, Brixia, Castel e Brigata Leonessa si sono riuniti nel gruppo “Curva Nord Brescia” e sono rientrati nella curva d’origine a fianco dei Brescia 1911, che hanno preferito rimanere fuori da questo “progetto”.

Due parole da dire sulla situazione bresciana, senza voler sindacare su nulla: Corioni è stato contestato dai Brescia 1911 sin dal lontano 2001, e nel momento più “luminoso” della storia calcistica del Brescia. Quell’anno si giocavano la finale della Coppa Intertoto contro il Paris St.Germain, e proprio in quell’occasione i Brescia 1911 scesero in sciopero nei primi venti minuti della sfida con motivazioni spiegate in questo comunicato. Da quel giorno, i Brescia 1911 hanno sempre e comunque contestato la dirigenza. Gli altri gruppi (che nei primi anni ’00 erano situati in Gradinata, salvo poi spostarsi in Curva Sud), al contrario, all’inizio avevano anche un buon rapporto con la dirigenza. Rapporto che si è deteriorato sempre più nel corso degli anni: oggi a promuovere quest’iniziativa sono proprio i componenti di quelli che un tempo erano i gruppi accusati (nemmeno tanto velatamente) dai Brescia 1911 di prendere soldi dalla dirigenza…

Questa ritrovata “unità d’intenti” potrebbe essere una buona cosa per la tifoseria bresciana, che da quando si è divisa non è stata più minimamente all’altezza della fama che accompagnava gli ultras bresciani negli anni ’80 e ’90. Intendiamoci: si sono sempre fatti rispettare in ogni dove, su questo non ci piove! Ma sono l’ombra di ciò che erano. In questi anni i Brescia 1911 hanno dato prova di grande impegno “sociale” diciamo così, e di una certa coerenza nelle loro prese di posizione. Gli attuali Curva Nord Brescia in dieci anni hanno cambiato tre volte settore (Gradinata, Curva Sud ed ora Curva Nord) ed almeno cinque volte nome (nei primi anni erano Vecchio CUCN-Sezione, per poi ritirare fuori Ultras Brescia e riseppellirlo, chiamarsi Commando Ultrà Curva Sud una volta trasferiti in sud e successivamente Curva Sud Brescia subito dopo la morte di Raciti ed il divieto di introdurre striscioni, adesso Curva Nord Brescia), ma hanno una qualità che non è secondaria: sono quelli che negli scontri ci sono sempre!

Non nascondo che rivedere nuovamente i bresciani uniti e combattivi mi piacerebbe, e sarebbe un bello stimolo…

Commenti (0)

img_14254_18438

Tags: , ,

CONTESTAZIONI A PIACENZA

Posted on 21 novembre 2011 by La Padova Bene

Sono un pò indietro con gli aggiornamenti, quindi mi rimetto in riga. Fonte: Piacenza sera

Tensione allo stadio Garilli, dove nel pomeriggio la nuova proprietà del Piacenza Calcio, rappresentata dall’avvocato Gianfranceschi e dall’amministratore unico Covilli Faggioli, ha incontrato come annunciato la guardia di finanza. Un incontro durato poco più di un’ora, con al centro la questione relativa al mancato pagamento dell’Iva emerso a seguito del controllo effettuato dalle fiamme gialle nei giorni scorsi, al termine del quale c’è stato un duro confronto fra i tifosi, una settantina circa, che nel frattempo si erano radunati allo stadio e lo stesso Faggioli.

I sostenitori biancorossi hanno protestato e chiesto alla nuova proprietà di andarsene da Piacenza: un confronto ravvicinato e a tratti teso, con Faggioli che è stato allontanto dagli uomini della Digos per evitare il contatto fisico con alcuni ultras. Sulla situazione societaria, l’amministratore unico ha ribadito quanto già detto nelle ultime ore, vale a dire la mancata trasparenza sui conti da parte dei vecchi proprietari, affermando di aver pagato i 140mila euro di Iva relativi alla rata di dicembre 2010. Lanci di uova e di cachi sono partiti contro la sede della società. All’arrivo allo stadio Gianfranceschi aveva dichiarato: “Non faremo la fine della Lucchese”.

Gli stessi tifosi hanno poi avuto un confronto con la squadra che stava sostenendo l’allenamento pomeridiano, alla quale hanno chiesto maggior impegno dopo i risultati deludenti delle ultime settimane.

“Quello con i tifosi è stato un confronto acceso - ci ha detto telefonicamente Covilli Faggioli – ho voluto mettere la mia faccia prendendomi le mie responsabilità come ho sempre fatto; ho poi parlato con uno dei fratelli Reboli al quale ho spiegato la mia posizione. Confermo l’avvenuto pagamento dei 140mila euro di Iva relativi alla rata di dicembre 2010 che per noi era un vero macigno. Da parte nostra c’è il massimo impegno per risolvere la situazione”

Un confronto nel quale la diplomazia ha avuto la meglio, direi:

Ci siamo passati anche noi (stagione 1998/99), e personalmente non me lo sono dimenticato, anche se oggi siamo in ben altra situazione. Non c’è niente di peggio che trovarsi impotenti, con una società inesistente ed una squadra in balia degli eventi, nell’anarchia totale. Solidale con i piacentini, probabilmente se non c’erano le telecamere della televisione, qualcuno lasciava Piacenza con un ricordino…

Commenti (11)

samp-DSCF0837

Tags: , , ,

CONTESTAZIONE IN CASA SAMPDORIA

Posted on 31 ottobre 2011 by La Padova Bene

Una trentina di tifosi doriani non tesserati, in barba alle circolari governative, è stata fatta entrare ugualmente all’interno dello stadio San Francesco di Nocera; dove hanno assistito alla pesante sconfitta della compagine blucerchiata, sempre più lontana da un ritorno in serie A. Il loro ingresso allo stadio era stato accolto dai fischi dei tifosi nocerini e da numerosi cori contro il Verona, gemellati della Samp.

Al ritorno a Genova la squadra è stata contestata da alcune centinaia di persone. Sono volate uova e pure qualche schiaffo. Sull’episodio sta indagando la Digos genovese.

Commenti (2)

0006-273654

Tags: , , , , , ,

CONTESTAZIONI E SCONTRI A ROTTERDAM

Posted on 18 settembre 2011 by La Padova Bene

Un migliaio di tifosi del Feyenoord hanno manifestato contro la dirigenza del club, da ormai diverse stagioni in crisi finanziaria, prima della partita casalinga contro il De Graafschap. Nel corso della manifestazione, decine di hooligans hanno raggiunto la sede del club di Rotterdam, lanciando fumogeni e pietre, e tentando di entrare nei locali del club dopo aver fracassato la porta a vetri. Momenti di forte tensione quando i poliziotti di servizio presso la sede hanno estratto le pistole minacciando i fans. Sette tifosi sono stati arrestati, ma anche il comportamento della polizia è al vaglio degli inquirenti, e c’è stata più di qualche polemica per il gesto di aver puntato le proprie pistole verso gli agenti (VEDERE LA GALLERIA FOTOGRAFICA ED I VIDEO).

I rapporti fra la dirigenza del Feyenoord e la tifoseria sono tesi da tempo, e venerdì la situazione è precipitata quando un sito web locale ha pubblicato la busta paga di due dirigenti del club olandese da cui risulterebbero aver percepito un premio di rendimento. Da verificare l’autenticità del documento. (Le foto ed i video sono ripresi dai siti Collectif 1899 e Ultras Tifo-net)

Commenti (0)

Striscione contro Neuer

Tags: , ,

ULTRAS BAYERN VS.NEUER: SCAVIAMO UN PO’ PIU’ A FONDO…

Posted on 13 luglio 2011 by La Padova Bene

Fonte: Sport People

Il portiere Manuel Neuer, dopo essere cresciuto calcisticamente ed aver militato per tutta la sua vita agonistica nello Schalke 04, la squadra della sua citta natale Gelsenkirchen, è approdato da pochi mesi al Bayern Monaco.
Le reazioni all’arrivo di questa bandiera di una squadra rivale, sono state molto critiche, a maggior ragione che Neuer è persino membro del gruppo principale di ultras dello Schalke, era solito scendere in campo con la loro t-shirt sotto la propria divisa ed ha inoltre scelto, per le prime partite amichevoli in cui è sceso in campo con il Bayern, una maglia da portiere azzurra e delle scarpe di stesso colore che in molti non hanno gradito, ma che lui ha giustificato semplicemente dicendo che è il suo sponsor tecnico personale a fornirgliene. Vero o falso, di sicuro non è stata una scelta saggia o che ha contribuito a smorzare i malumori.
In un incontro tra tifosi e staff dirigenziale del Bayern, gli stessi manager della squadra bavarese avevano ottenuto dai club della “Tribuna Sud” una sorta di tregua nei confronti del nuovo estremo difensore, accettata un po’ da tutti, ma non dai ragazzi dell’”Inferno” che, anzi, non hanno nemmeno partecipato a questa sorta di tavola rotonda. Alla prima occasione utile, durante un amichevole giocata ad Arco di Trento dove è in ritiro il Bayern, lo stesso “Inferno” ha esposto uno striscione per sottolineare il proprio pensiero nei confronti di Neuer che dovrebbe significare, pressappoco: “Non conta quanti palloni riuscirai a parare, noi non ti accetteremo mai con la nostra maglia”; una netta contrapposizione a Rumenigge e soci che chiedevano proprio di “accettare” Neuer come parte integrante del Bayern Monaco.
Il succo del pensiero dell’”Inferno”, ribadito anche nel proprio sito web, è che Neuer sarà pure il portiere più forte della Germania, sarà pur vero che il Bayern Monaco necessità appunto di un portiere, ma le nette prese di posizione di Neuer all’interno del gruppo “Ultras Gelsenkirchen”, lo rendono in automatico incompatibile con l’ambiente bavarese. Queste criticità erano note da tempo, gli stessi tifosi avevano chiesto a più riprese che le scelte tecniche venissero fatte anche nel rispetto della tifoseria e non solo per logiche economiche, tecniche e d’immagine. Quello che poi in seconda battuta è stato rimproverato a Uli Hoeness, è stato proprio l’aver ignorato ogni opinione dei tifosi, espressa allorquando l’arrivo di Neuer era ancora e solo nell’aria, salvo poi rigirare la frittata e sollevare un polverone mediatico contro l’”Inferno”. Così, con un gioco di prestigio, si è sdoganato un acquisto indesiderato vestendo i panni delle vittime e addossando tutte le colpe ai tifosi. Oltretutto, molto subdola la tattica adottata a mezzo stampa, attraverso l’opera di Rummenigge, responsabile delle relazioni esterne: si è voluta far passare questa contestazione come un insignificante ed incomprensibile capriccio di una minoranza recalcitrante, a fronte del resto della tifoseria che avrebbe in blocco e di buon grado accettato questo nuovo innesto. Niente di più falso, perché anche gruppi come la “Schickeria” e gli altri minori che compongono il panorama del tifo bavarese, avevano espresso le loro riserve su Neuer ma si erano posizionati su una “rispettosa distanza” dalla questione, offrendo in buona sostanza una chanche al portiere ed una tregua (seppur non incondizionata) alle proteste che comunque c’erano state. Non di meno, dopo lo striscione ad Arco di Trento, i vertici societari hanno tentato di spaccare la curva e di mettere se non tutti contro l’”Inferno”, quantomeno tutti contro tutti: nelle prime letture del caso, si poteva leggere da più parti (cioé stampa fomentata dal Bayern) una sorta di presa di distanza della “Schickeria” nei confronti dell’azione e del pensiero dell’”Inferno”; in seconda battuta la “Schickeria” ha precisato che non si poteva assumere la paternità dello striscione perché era opera appunto dell’”Inferno” ma non ne prendeva le distanze sia perché il pensiero della curva bavarese su Neuer è arcinoto, sia perché trattasi dell’opinione personale e quindi legittima di un altro gruppo che, oltretutto hanno detto, ha sempre ed ovunque girato al loro fianco e che quindi sono molto rispettati all’interno della gerarchia della curva.
Un’idea su quanto sia genuino questo modello tedesco di interazione tra società e tifosi, insomma, ognuno può farsela da sé. A maggior ragione che poi, lo stesso Bayern ha tentato di censurare in tutti i modi questa opinione contraria alla propria (che poi, loro invero non hanno un opinione ma solo delle “convenienze”…) fino al punto di invocare il bando dell’”Inferno” e dei suoi appartenenti dagli stadi, intento che è poi dovuto cadere nel nulla e non ha potuto avere seguito perché lo striscione dell’”Inferno” non è stato giudicato offensivo, non è un “insulto” come la stampa non ha tardato a definirlo, ma rientra nella libertà di pensiero e di espressione che ognuno può legittimamente avere o esprimere.
Inutile giocare ad imitarsi come tra scimmiette, Germania o Italia non c’è poi molta distanza e non ci sono poi modelli di così assolutà virtù. Vale quello che diceva il buon Fabrizio De André: non diventiamo così coglioni da non capire che non ci sono poteri buoni.


Commenti (0)

sCRITTE ANTI-CAIRO

Tags: , ,

SBAGLIARONO CASA, DENUNCIATI DUE ULTRAS DEL TORO

Posted on 13 luglio 2011 by La Padova Bene

Fonte: Giornal

La Polizia di Stato di Alessandria ha identificato e denunciato due appartenenti al gruppo di “ultra” del Torino Calcio che, nella serata del 30 aprile scorso, hanno imbrattato di vernice rossa la facciata di un’abitazione di Masio, ritenuta per errore appartenente alla famiglia del presidente Urbano Cairo.

Si trattava, però, di un omonimo del patron granata, che si “beccò” un invito ad andare via, nonché le minacce indirizzate al più noto Urbano Cairo dai tifosi arrabbiati per il mancato accesso del Torino ai play-off per la promozione in serie A.

La Digos di Alessandria, in collaborazione con i colleghi del capoluogo piemontese, ha scoperto che si tratta di un 26enne residente nella provincia di Torino, già sottoposto al divieto di accesso alle manifestazioni sportive per due anni, e di un giovane di appena 21 anni, residente a Torino.

Quest’ultimo, grazie a un’ulteriore sviluppo investigativo, è stato scoperto essere l’autore di una rapina, compiuta ai danni di un punto di ristoro di un’area di servizio autostradale della A21, consumata nella stessa serata del 30 aprile scorso.

Di certo non si può dire che quella del 30 aprile scorso sia stata una serata fortunata per i due baldi giovani. Il Signor Cairo Urbano di Masio ringrazia, quando si dice “avere un cognome pesante”!

Sulla rapina non mi esprimo, anche perchè fra uno che ti punta la pistola chiedendoti l’incasso ed i prezzi praticati negli autogrill mi viene il dubbio su chi sia il vero rapinatore…

Ma sarà tutto vero poi quanto riportato in questo articolo?


Commenti (0)

Neuer

Tags: , ,

BAYERN, I TIFOSI CONTESTANO NEUER

Posted on 12 luglio 2011 by La Padova Bene

Fonte: Datasport

Essere stato la bandiera di una storica rivale non ti fa amare dai tuoi nuovi tifosi”. Così dovremmo dire al povero Manuel Neuer, nuovo acquisto del Bayern Monaco. Il portiere ha militato per diversi anni nelle file dello Schalke 04, squadra di cui, tra l’altro, è sostenitore. Alcuni fan non hanno digerito il suo passato nel clan nemico e, durante il ritiro dei bavaresi a Riva del Garda, è stato esposto uno striscione in cui avvertono che Neuer non verrà mai accettato dal club.

Furioso per l’accaduto Karl-Heinz Rummenigge. “Siamo tutti incavolati – ha tuonato il presidente del Bayern -, speravamo che il caso fosse chiuso“. Infatti venerdì il numero uno aveva incontrato una folta rappresentanza degli ultrà bavaresi chiedendo di sostenere il nuovo arrivato. La società sta pensando persino di proibire a questi fan l’ingresso alla Allianz Arena.

Un caso molto curioso che rimanda all’estate del 2009, quando alcuni tifosi della Juventus contestarono il possibile arrivo di Dejan Stankovic dall’Inter. Infatti, dopo l’accaduto, la trattativa non si chiuse. Anche nel mondo del calcio non ci si dimentica del passato da nemico.

Credo che il fatto che il Bayern abbia acquistato Neuer sia considerato dai tifosi bavaresi una grande mancanza di rispetto. Non conosco i retroscena, ma in genere dietro contestazioni del genere ci sono situazioni particolari…

La cosa allucinante è che la società di Karl-Heinz Rumenigge stia pensando di vietare l’ingresso dei propri tifosi all’Allianz Arena. Cioè, non parliamo di gente che si è macchiata di disordini o reati, ma semplicemente di gente che ha contestato con motivazioni ben precise un acquisto. Molto spesso il mondo del calcio si dimentica che se esiste è solo grazie ai tifosi, che di fatto sono i veri padroni della “baracca”. Imparino questi signori ad avere più rispetto. O rimangano da soli, se è ciò che meritano.


Commenti (1)


Collabora con noi


SEGUICI!!!