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CRIMINALIZZARE, SEMPRE E SOLO CRIMINALIZZARE

Posted on 11 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Live Sicilia

Un ultrà 21/enne della curva nord è stato denunciato a Catania da agenti della Digos della questura per violazione della normativa antiviolenza negli stadi perché avrebbe acceso fumogeni ed esploso petardi durante l’incontro di calcio Catania-Bologna disputatosi nello Stadio Angelo Massimino il 2 maggio scorso. Il giovane è stato identificato al termine di un esame delle immagini girate dalla Polizia Scientifica e quelle registrate dalle telecamere a circuito chiuso dello stadio. Nei confronti dell’ultrà, al quale è stata anche contestata la violazione del regolamento d’uso dello Stadio, è stato avviato il procedimento per l’applicazione del Daspo.

L’ennesimo ragazzo colpito da Daspo per aver acceso dei fumogeni. In Italia c’è stata una progressiva e totale criminalizzazione di quella che un tempo era una caratteristica positiva del tifo nostrano.

In Germania gli ultras si sono uniti in una campagna dal nome”Pyrotechnik legalisieren”, che punta appunto alla legalizzazione del materiale pirotecnico negli stadi, per usi coreografici. Domanda: non sarebbe ora che ci si muovesse in questo senso anche in Italia, o vogliamo fare sempre la parte di quelli che lo prendono nel culo per non scendere a compromessi? Non ci si è accorti che stando in silenzio ed andando a sbattere contro la legge ci si sta facendo rompere le ossa a gratis, senza aver nemmeno la soddisfazione di aver tirato qualche pugno o qualche cinghiata come in questo caso ed in molti altri?

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TERAMO: DIFFIDATI PER AVER FESTEGGIATO LA PROMOZIONE

Posted on 08 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Tutto Teramo

Ancora una volta un momento di festa per il ritorno tra i professionisti viene rovinato da ben 5 DASPO comminati ad altrettante persone. Noi come spazio libero daremo sempre spazio a chi a prescindere da categoria, leggi e repressione lotta per un ideale combattendo un sistema fatto di facili compromessi.

SE QUEST’ANNO EMOZIONI AVETE PROVATO E’ MERITO DEGLI ULTRAS E DI QUELLO CHE HANNO RICREATO, L’ENNESIMO ABUSO CI HA FATTO FUORI… OVUNQUE E COMUNQUE DIFENDEREMO I NOSTRI COLORI

Nella giornata di ieri cinque esponenti del movimento ultras cittadino sono stati raggiunti da ennesimi provvedimenti restrittivi che impongono agli stessi di non poter assistere a manifestazioni sportive ed alle gare disputate dal Teramo per la durata, rispettivamente di tre anni a tre di essi e di due anni agli altri due. I fatti si riferiscono alla gara interna con il Riccione: ai primi tre viene contestato il tentativo di entrare all’interno dello stadio uno striscione che solidarizzava con un esponente della curva attualmente sottoposto ad arresti domiciliari; lo stesso striscione  (riuscito alla fine ad entrare), come tutti avranno potuto leggere durante la partita, non aveva alcun riferimento offensivo, né entrava nel merito dei fatti, ma il solo obbiettivo, appunto, di esprimere solidarietà ad un fratello di curva. Tentare di impedire l’ingresso di uno striscione del genere va a ledere sacrosante libertà d’espressione costituendo, di fatto, un atto repressivo grave, ancor di più se a ciò si aggiungono denunce e diffide. Agli altri due ragazzi viene contestata invece un’invasione di campo, quando a fine partita, gli stessi scendevano dalla rete per abbracciare i giocatori, venuti a festeggiare la vittoria sotto il nostro settore, rientrando subito dopo all’interno del settore stesso: per questo “violentissimo” atto la questura ha ritenuto di comminare loro un daspo in quanto ”minacciavano l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Detto ciò e considerato che conviviamo da anni con un’asfissiante repressione, rei esclusivamente di essere una delle poche voci libere di questa città e di non aver mai abbassato la testa ai soprusi continui di questi signori, dobbiamo amaramente constatare che, negli ultimi tempi, la situazione si è fatta davvero insopportabile: siamo diventati ormai da anni carne da macello per gente che ha deciso di fare carriera con le nostre esistenze, terra bruciata intorno alle nostre vite in un sistematico tiro al bersaglio messo in piedi ad hoc dalla questura locale, fatto di provocazioni ed abusi di potere, dai quali si susseguono a pioggia arresti, denunce e diffide per i motivi più irrisori che hanno il solo obbiettivo di colpirci come movimento: negli ultimi quattro anni non c’è una sola diffida che vada a motivare “la minaccia sociale e di ordine pubblico” per il quale il provvedimento stesso  dovrebbe essere emesso.

Vogliamo denunciare con questo ennesimo episodio una situazione divenuta insostenibile, dove l’essere Ultras, l’appartenere a testa alta ad un movimento pensante, il concepire lo stadio non solo come luogo freddo ed asettico dove assistere semplicemente ad una gara di calcio, ma viverlo come siamo abituati a  fare, con la passione ed i valori dettati dal nostro modo di essere e che da sempre ci contraddistinguono, rappresentano motivo di persecuzione e discriminazione, che sfocia in provvedimenti repressivi sempre più gravi, ancor prima di aver commesso qualsiasi atto davvero condannabile. Siamo alla gogna di questi signori che vogliono far passare, non ci stancheremo mai di dirlo, qualsiasi forma di aggregazione e di espressione di un libero pensiero in allarme sociale.

Per tutto ciò domenica, in occasione della gara interna con l’Ancona, il settore che abitualmente occupiamo rimarrà in silenzio, per esprimere solidarietà ai ragazzi ingiustamente diffidati e per dimostrare a tutti, ancora una volta, cosa vuol dire uno stadio silenzioso e privo di colore, uno stadio privo di Ultras, uno stadio ad immagine e somiglianza di quello che i signori della locale questura vogliono da sempre ma che non avranno finché in questa città Noi continueremo orgogliosamente a gridare la nostra appartenenza ultras e l’amore che proviamo per questi colori. Per questo invitiamo tutti coloro che in questi anni ci hanno dimostrato vicinanza di appoggiare la nostra scelta nel rispetto della volontà di onorare i nostri ideali.

DIFFIDATI CURVA EST

Viene da ridere ripensando all’indegna festa-scudetto della Juve in quel di Trieste, che ha causato danni per circa 50.000 euro (clicca qui). Ma forse per gli ultras esiste una legge, per i tifosotti mongoloidi ne esiste un’altra. Se può consolare i teramani, proprio alcuni dei nostri vinsero un ricorso contro delle diffide prese a Ravenna per i playoff di tre anni fa…

 

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CORTEO FINO AL PALAVERDE, DIFFIDATI!

Posted on 08 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Veneto Uno

VILLORBA – Hanno guidato, con in mano un fumogeno acceso, un corteo che dal parcheggio a sud del Palaverde portava un gruppo di 150 tifosi della Benetton basket in direzione del palazzetto. L’episodio risale a qualche settimana fa in occasione del derby con la Reyer Venezia. Per la Digos si tratta di manifestazione non autorizzata. Per questo motivo un montebellunese di 24 anni ed un trevigiano 28enne, a capo del gruppetto, saranno sottoposti al daspo per la durata di due anni. Al vaglio altri provvedimenti per valutare altre sanzioni: un altro fumogeno era stato infatti acceso all’interno del Palaverde.

Le solite cose ridicole, i soliti atteggiamenti da gendarmi che possono avere solo gli sbirri italiani.

Va fatta una premessa: per indisponibilità del Taliercio, la Reyer Venezia gioca le proprie partite interne al Palaverde di Treviso. Compreso il derby con quelli che sarebbero i padroni di casa, ovvero i cugini della Benetton Treviso, che nei giorni scorsi hanno voluto vivere a modo loro la trasferta, radunandosi e raggiungendo il Palaverde in corteo. Non si capisce cosa avrebbero fatto di così pericoloso, ma credo sia la solita retorica leghista da due soldi, in una città in cui la Lega ha sfondato tanto tempo fa: sono tifosi, pertanto li bastoniamo, e distraiamo l’opinione pubblica cittadina su ciò che NON facciamo noi…

Ad ogni modo, recentemente la cassazione ha stabilito che l’accensione di fumogeni non è più reato, a meno che non venga fatto all’interno dello stadio o del palasport (Clicca qui). Quindi non c’è niente da dire, la diffida per fumogeni verrà tolta con tante scuse da parte dello stato. E la storia della manifestazione non autorizzata fa semplicemente ridere, ad ogni modo esistono dei precedenti anche in questo senso (Clicca qui). Pertanto mi sento proprio di dire che gli ultras trevigiani non hanno commesso alcun reato. Ma certe questure la conoscono la legge o applicano per sentito dire?

 

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DASPO

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COLPEVOLE DI ESSERE TIFOSO

Posted on 07 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Io tifo Pisa

Due settimane fa Dario scrisse una email a il “Neroazzurro” di 50 Canale per raccontare la sua storia. Abbiamo voluto approfondire, abbiamo cercato il ragazzo, lo abbiamo rintracciato, lo abbiamo contattato, ci ha risposto e ha acconsentito affinchè pubblicassimo la sua lettera.

Dario è un ragazzo di Cascina, tifoso del Pisa. A Dario è stato  notificato un Daspo, misura che secondo il sito ufficiale dell’Osservatorio Nazionale sulle manifstazioni sportive è “misura di prevenzione atipica caratterizzata dall’applicabilità a categorie di persone che versino in situazioni sintomatiche della loro pericolosità per l’ordine e la sicurezza pubblica con riferimento ai luoghi in cui si svolgono determinate manifestazioni sportive, ovvero a quelli, specificatamente indicati, interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle competizioni stesse.

Dario ci scrive:

“19 Settembre 2010, campo sportivo di Uliveto Terme, Campionato di Eccellenza.
Uliveto-Massese per gli sportivi di Uliveto una partita attesa con grande entusiasmo data la caratura dell’avversario in rapporto ai normali standard (nel girone quell’anno c’era anche la Pistoiese).
Uliveto coinvolto nella lotta per non retrocedere, Massese ad inseguire la Pistoiese.
Pronti via ed al 25° del 1° tempo Uliveto in dieci uomini per una espulsione dovuta a falli di gioco, passano 5/10 minuti ed Uliveto in nove per un episodio analogo a centrocampo. Da parte di tutti gli sportivi ulivetesi non partono certo complimenti verso la terna e verso i giocatori della squadra avversaria ed io onestamente faccio altrettanto. Finisce il 1° tempo e la sensazione è che nel 2° tempo sarà dura per i ragazzi dell’Uliveto tener testa alla corazzata Massese. Al contrario invece i ragazzi trovano risorse incredibili tanto che alla mezz’ora sfiorano addirittura il vantaggio colpendo una clamorosa traversa; ormai vicini al termine io ed alcuni altri sportivi ci portiamo vicino al sottopasso per complimentarsi con i giocatori ” Rossocrociati” ( La croce Pisana è anche simbolo della squadra di Uliveto) ma ecco un nuovo colpo di scena da parte dell’arbitro che al 93° fischia un calcio di rigore a favore della Massese. Chi si presenta sul dischetto ??? Niente popo’ di meno che Igor Zaniolo, il quale dopo aver trasformato viene sotto la tribuna ad esultare (come sempre dimostrando l’intelligenza che gli riconosciamo) e dove erano presenti una cinquantina di Ultras della Massese con i quali per tutta la partita non c’era stato niente di che. A quel punto io ed altri sportivi ci siamo rivolti a Zaniolo gridandogli di vergognarsi ad esultare per un furto del genere e scatenando la reazione dei tifosi della Massese.
E stato a quel punto che io, riporto quanto scritto sul verbale della Questura ” mostrava ai tifosi della Massese, scoprendosi una spalla, un tatuaggio raffigurante lo stemma del Pisa Calcio, in senso di provocazione. Gli atteggiamenti provocatori avrebbero potuto istigare gli altri tifosi e provocare la reazione dei sostenitori della squadra avversaria tanto che la situazione sarebbe degenerata se non vi fosse stato l’intervento dei militari che con la loro opera di persuasione hanno evitato la risposta alle provocazioni.”
 1) Io non ho tatuato lo stemma del Pisa calcio ma ho tatuata la Croce della Repubblica di Pisa, ma forse questo particolare non è stato visto direttamente da chi ha steso il verbale forse gli è stato riportato, o forse l’ignoranza da parte delle forze dell’ordine rispetto alla storia pisana è tanta da non capire questa differenza , forse fa comodo accostarmi alla curva pisana ed è proprio per questo che è arrivato il Daspo
2) Intervento dei militari ??? Io mi ricordo di un militare ed uno solo che mi chiedeva di calmarmi e di un militare ed uno solo che da solo tratteneva ben cinquanta tifosi della Massese. Per questo motivo ritengo che la situazione non è degenerata non per l’intervento dei militari, ma perchè  essendo padre di famiglia ho ragionato sul fatto che era meglio lasciar perdere e infatti me ne sono andato.
3) Non ho scavalcato nessuna ringhiera in occasione del calcio di rigore, ma come ho scritto sopra mi trovavo già lì prima che venisse assegnato il calcio di rigore senza aver scavalcato nessuna balaustra.
 Io ho fatto un primo ricorso tramite il mio avvocato che mi ha evitato almeno l’obbligo di firma che era previsto in un primo momento, ma per ragioni economiche e per  il fatto che un ricorso prende più tempo della durata del Daspo mi sono messo l’animo in pace e fino al 16/10/2012 non posso nemmeno avvicinarmi al campo sportivo di Uliveto e non posso partecipare a nessuna manifestazione sportiva nemmeno amichevole in Italia e in Europa in quanto ho dimostrato ” particolare propensione ad alimentare situazioni conflittuali, avvalendomi della forza del gruppo “.
Non ho nessuna intenzione di fare la Tessera del Tifoso, ma anche volendo una volta scontata la diffida non potrò fare la tessera e quindi nemmeno l’abbonamento e non ho ancora chiaro se per 5 anni o addirittura per tutta la vita .
Tante persone adulte di Uliveto mi hanno espresso solidarietà e sarebbero state pronte a testimoniare come si sono svolti i fatti dato che rispetto a quanto dichiarato sui Verbali ci sono tante cose che sono state aggravate………. Perchè ???”

Dario aspetta che qualcuno gli risponda a questa domanda, e francamente ce lo aspettiamo anche noi.

Ci dobbiamo aspettare con ansia le solite parole, le solite promesse, i soliti inviti al buonsenso e al dialogo? Oppure possiamo vivere speranzosi del fatto che un giorno qualcuno ci spieghi come stanno veramente le cose?

A chiunque volesse approfondire e conoscerlo di persona, facciamo presente che Dario si è dichiarato “disponibile a un confronto televisivo da dedicare a queste problematiche, nel tentativo di RILANCIARE E RICREARE ENTUSIASMO IN TUTTI I SETTORI DELLO STADIO ED IN PARTICOLAR MODO IN CURVA NORD“.

Dario ci mette la faccia, e per quanto possa essergli utile, IoTifoPisa è pienamente solidale con lui.

Negli ultimi tempi a Pisa la repressione da stadio ha raggiunto livelli assurdi. Avrei io una domanda per le istituzioni locali: cosa avete da nascondere dietro la cieca ed immotivata repressione che applicate ai ragazzi di stadio? Ormai si è capito che volete svuotare l’Arena Garibaldi, ma quale è il motivo di tutto questo accanimento? Quali “magagne” avete da nascondere per sviare tutta la vostra attenzione verso lo stadio? Sarei curioso di conoscere qualche risposta…

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LECCESI A VICENZA, LIBERI TUTTI!

Posted on 27 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Lecce Giallorossa

… E vissero tutti felici e contenti. Potremmo cominciare così il nostro articolo visto che finalmente possiamo raccontarvi della fine della disavventura di 22 dei 28 tifosi salentini coinvolti nei paradossali fatti di Vicenza nel maggio 2010.
Abbiamo raccontato questa storia tante e tante volte, l’abbiamo seguita passo passo, da quando i giornali urlarono a gran voce il fermo di pericolosi criminali rei di avere dei fumogeni negli zaini, alle varie battagli legali che si sono susseguite sulla vicenda. Abbiamo sofferto con loro, abbiamo mostrato la nostra solidarietà quando ricevevano solo inspiegabili dinieghi alla loro richiesta di giustizia. L’avvocato Giuseppe Milli che seguiva alcuni di loro ha perfino indetto una conferenza stampa per denunciare l’abuso di potere che questi giovani subivano, ragazzi su cui non pendeva alcuna denuncia penale, ma che si ritrovavano con un daspo di 5 anni sulle spalle.
Tutto quello che erano riusciti ad ottenere, 18 mesi dopo, era stato l’annullamento dell’obbligo di firma. Poi finalmente il 17 febbraio scorso arriva la svolta. Tre ragazzi rappresentati dall’avv. Francesco Dragone di Lecce, presentano ricorso al Consiglio di Stato, il quale gli da ragione e annulla qualsiasi provvedimento restrittivo nei loro confronti (leggi l’articolo).
Era facile prevedere che quella sentenza avrebbe aperto la strada per gli altri 19 ragazzi sottoposti a daspo ingiustamente ed infatti a seguito di quella sentenza è stata presentata al Questore di Vicenza la richiesta di revoca per tutti e 19, richiesta che viene accolta con le seguenti motivazioni
- considerato che ad ottobre 2011 l’Autorità di P.S. aveva ridotto la prescrizione del doppio obbligo di firma presso l’Autorità di P.S.
-considerato che a seguito del ricorso di secondo grado proposto da tre ragazzi presso il Consiglio di Stato veniva annullato il provvedimento emesso dal questore di Vicenza in data 26 maggio 2010.
-tenuto conto che tutti i 19 ragazzi pur non avendo presentato ricorso, risultano nella medesima posizione di cui alla suddetta sentenza del Consiglio di Stato.
A seguito di tutto ciò, l’attuale questore (diverso da quello che nel maggio 2010 aveva fatto partire tuti i provvedimenti n.d.r.) accogliendo le istanze pervenutegli dagli altri 19 ragazzi in attesa di giustizia, decide che è ora di revocare il daspo emesso da questa Autorità di Pubblica Sicurezza in data 26 maggio 2010.
Dunque finalmente a 22 ragazzi è stata resa giustizia, a 22 ragazzi è stata ridata la libertà di andare allo stadio, ma non si puà dire certo e vissero felici e contenti. A questi 22 ragazzi nessuno potrà ridare i quasi 2 anni persi dietro battaglie legali, questi 22 ragazzi non potranno mai essere ripagati delle sofferenze patite nel non poter seguire la squadra del cuore, e le 22 famiglie non potranno certo essere ripagate delle spese sostenute o della serenità persa.
Restano ancora in ballo 6 dei 28, coloro che si dichiararono i possessori materiali dei fumogeni, per loro l’odissea non è finita, infatti non potendo pagare la salata ammenda amministrativa, sono costretti ad affrontare un processo . A loro va il nostro più grosso in bocca al lupo.

Nel frattempo rimaniamo in trepida attesa di leggere l’articolo della revoca dei daspo sui vari giornali che all’epoca furono così solerti nel dare la notizia del fermo dei terribili tifosi leccesi.

PROCESSO AGLI ULTRA’. Riprende mercoledi 28 marzo il processo ai 37 ultrà, molti dei quali accusati di associazione a delinquere. L’udienza preliminare si è tenuta il 14 febbraio (leggi l’articolo). Da mercoledi inizierà il vero e proprio dibattimento. La speranza è che anche per questi tifosi leccesi accusati dei più svariati “crimini”, si possa concludere tutto con un nulla di fatto

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CALCIO: SERIE A; ROMA-GENOA

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ROMA-GENOA: DASPO PER DUE TIFOSI

Posted on 22 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Rai News

Sono due i tifosi nei confronti dei quali il Questore di Roma Tagliente ha adottato il Daspo – divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive – per la durata di 5 anni, dopo la partita Roma/Genoa che si è svolta due sere fa allo stadio Olimpico.

In entrambi i casi a motivare la misura di prevenzione è stata l’accensione e il lancio durante la partita di artifizi pirotecnici.

Per uno dei due tifosi è l’arresto in flagranza differita. Si tratta di un 43enne con precedenti per reati da stadio, stupefacenti e tentato omicidio. L’uomo e’ stato immortalato durante l’incontro quando, dopo aver acceso un petardo, lo ha lanciato verso una rampa di scale dove vi erano altri tifosi, creando rischi per la loro incolumità. Le esigenze di evitare turbative per l’ordine pubblico e di preservare la sicurezza degli altri tifosi e degli operatori della Questura ha fatto optare gli agenti per l’arresto in flagranza differita. Dopo alcune ore il 43enne è stato infatti fermato dagli agenti della Questura nei pressi della propria abitazione dove, dopo essere stato identificato, è stato accompagnato in ufficio e tratto in arresto.

Per l’altro tifoso, un romano di 34 anni, è invece scattata la denuncia in stato di libertà per lo stesso reato. Incensurato, è stato bloccato da personale della Digos durante le fasi di deflusso dallo stadio per aver lanciato un petardo verso il terreno di gioco.

A Roma sono specializzati nel punire severamente i lanciatori di fumogeni e petardi. Peccato che negli ultimi cinque anni siano state accoltellate ben 20 persone nei pressi dell’Olimpico, ed il responsabile non sia mai stato riconosciuto. Proprio un bel lavoro, complimenti!

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ECCO QUALI SONO GLI “ULTRAS VIOLENTI”…

Posted on 20 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Umbria 24

Personale della Digos, a seguito dell’attività investigativa, condotta anche con l’ausilio dei filmati dell’impianto di videosorveglianza in funzione nello stadio comunale L.Liberati, ha denunciato tre giovani tifosi dell’Avellino Calcio i quali, durante l’incontro di calcio Ternana – Avellino, all’interno del settore ‘S.Martino’, «hanno acceso fumogeni e lanciato oggetti contundenti all’indirizzo dei tifosi della Ternana, posizionati nel limitrofo settore ‘Nord’, tentando di creare scontri».

I dettagli Secondo quanto comunicato dalla questura di Terni le persone denunciate si sono rese responsabili anche di un successivo episodio, avvenuto al termine della gara, durante le operazioni di deflusso, lanciando verso la tifoseria opposta oggetti contundenti.

Gli sviluppi Sono stati denunciati, «per atti contrari alla pubblica decenza», anche due giovani ternani che, in occasione delle partite Ternana – Taranto e Ternana – Avellino, si sono denudati mostrando «provocatoriamente le natiche alle opposte tifoserie», scrivono gli investigatori in una nota.

Daspo Nei loro confronti il Questore ha applicato provvedimenti interdittivi (daspo) della durata di uno e due anni .
I provvedimenti seguono di alcune settimane ulteriori quattro misure interdittive adottate nei confronti di giovani tifosi, «responsabili di avere acceso fumogeni, esploso petardi e lanciato oggetti contundenti verso le opposte tifoserie e le Forze dell’Ordine», ancora la nota.

Dunque, riallacciandomi a quanto detto prima, si può essere daspati anche solo per aver mostrato le natiche alla tifoseria avversaria. Dunque, fatemi capire: per far firmare un mafioso occorre un provvedimento di un giudice e per far firmare un tifoso che ha mostrato il culo agli avversari basta un questore qualsiasi? Direi che è il caso di farsi più di qualche domanda…

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SPINTONANO UNA GUARDIA GIURATA, 29 DIFFIDATI

Posted on 20 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: H 24 Notizie

Ventinove tifosi del Formia, in seguito ai tafferugli di domenica scorsa nei pressi dello stadio di Lariano di cui si sarebbero resi protagonisti, sono stati colpiti da provvedimento Daspo emesso dal questore di Roma Francesco Tagliente. I tifosi biancoazzurri, secondo la ricostruzione degli agenti intervenuti, avrebbero spintonato una guardia giurata e provato a entrare senza biglietto nell’impianto sportivo. Per un anno non potranno assistere nè in casa nè in trasferta alle partite del Formia.

Uno legge di tafferugli e 29 diffidati, e va a pensare ad una guerriglia urbana. Poi apre l’articolo e si accorge che i tifosi in questione hanno spintonato una guardia giurata. Allora, premesso che le guardie giurate non sono pubblici ufficiali (anche se molti di loro vorrebbero esserlo…), penso che per spintonare una persona bastino una, due, forse tre persone. Anche nella peggiore delle ipotesi, mi sfuggono le altre 26 diffide per cosa sarebbero state comminate. Non è che i tifosi stiano pagando solo con la colpa di essere presenti ed aver assistito al fatto, come spesso accade? E voi vorreste applicare l’articolo 9 con questi provvedimenti quanto meno opinabili?

 

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RAGUSA: DASPO PER TIFOSI “SCURRILI”

Posted on 12 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Onda Iblea

Ragusa, 9 marzo – A seguito dell’incontro di calcio tra le squadre Ragusa – Aquila Caltagirone, disputatosi presso lo stadio comunale di Ragusa il 4 marzo 2012, il Questore di Ragusa, Filippo Barboso, nel quadro delle attività tese a reprimere il fenomeno della violenza negli stadi, con specifici provvedimenti (DASPO) ha disposto il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive nei confronti di quattro facinorosi per la durata di tre anni.

I soggetti, appartenenti al gruppo “ultras“, hanno alimentato l’animosità nei confronti della tifoseria avversaria ed oltre all’aver scandito urla, imprecazioni e slogan offensivi inneggianti alla violenza, lanciavano pietre ed alcuni oggetti in direzione dell’opposta tifoseria, oltraggiando i presenti con gesti plateali nonché osceni.

Garantire a tutti l’accesso e la partecipazione alle manifestazioni sportive, evitando che le intemperanze di pochi possano rovinare lo spettacolo e mettere a repentaglio I’incolumità di tanti.

Continua ad essere questo l’obiettivo delle Forze dell’Ordine al fine di garantire la legalità.

Un atteggiamento indecoroso e indegno della società civile.

Pensavo di averle sentite tutte, ma il “Daspo per scurrilità” è una novità assoluta anche per me! Mi ricorda molto la vicenda di un ragazzo della nostra curva, che anni fa venne diffidato al termine di Padova-Lucchese (dove pure c’erano stati momenti di tensione, senza tuttavia che succedesse chissà che) con la motivazione di “aver rivolto uno sguardo minaccioso al personale delle forze dell’ordine”… E’ risaputo che in certe città si colpiscono gli ultras per distrarre l’opinione pubblica dal fatto che non si è in grado di catturare i veri delinquenti: potrebbero almeno inventarsi dei reati realmente esistenti, che poi in sede processuale vengono regolarmente smentiti!

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PIACENZA-VARESE, UN ANNO SENZA VERITA’

Posted on 23 febbraio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Varese News

Un anno è passato e ancora nessuna giustizia è stata fatta per le assurde diffide di Piacenza.

I fatti sono ben noti: sabato 8 gennaio 2011, non essendo in possesso della tessera del tifoso e quindi essendo impossibilitati ad acquistare il biglietto in prevendita, giungiamo in autobus, con largo anticipo sull’inizio della partita, a Piacenza per assistere a Piacenza-Varese.  Là, pur sapendo dell’arrivo di numerosi tifosi sprovvisti di tagliando, hanno aperto solo una biglietteria! Assurdo visti i tempi necessari per emettere i biglietti nominali. Dopo oltre un’ora di coda, verso le 15.15, a partita già iniziata da un quarto d’ora, siamo ancora una decina a dover fare il biglietto quando un responsabile polizia ci IMPEDISCE di acquistare il regolare biglietto, OBBLIGANDOCI a risalire sull’autobus per condurci tutti insieme verso l’ingresso del nostro settore. Una volta arrivati,dopo l’ingresso dei tifosi col biglietto, la polizia ci autorizza ad entrare senza tagliando quando ormai i presunti incidenti (se mai ci siano realmente stati) erano già terminati.

Nei giorni seguenti veniamo ampiamente rassicurati: tutto a posto, le forze dell’ordine sapevano come erano andati realmente i fatti e che nel rapporto c’era scritto che ci avevano autorizzato ad entrare senza tagliando. Ebbene, veniamo diffidati con pene dai 4 ai 5 anni! Solo perché, secondo la Questura di Piacenza, abbiamo, alla Sergej Bubka o alla Incredibile Hulk, scavalcato o addirittura sfondato tornelli in acciaio alti più di 3 metri e siamo entrati senza biglietto! Ovviamente siamo stati usati come agnelli sacrificali per far tacere l’opinione pubblica e fare una bella figura vista l’eco avuta dalla partita sui media locali e nazionali e per salvare la faccia per l’incompetenza del servizio d’ordine.

Nulla e ripeto nulla abbiamo fatto di male se non fidarci ed obbedire alle disposizioni impartiteci dalle forze dell’ordine e nulla abbiamo fatto agli stewards una volta entrati allo stadio! Dispiace inoltre che, a differenza del sindaco Tosi che ha difeso i tifosi del Verona, da noi nessuna autorità cittadina e nessun “onorevole” tifoso del Varese abbia mosso un dito in nostra difesa o perlomeno abbia chiesto spiegazioni in merito all’accaduto.

La gente deve sapere come sono andate realmente le cose!

Trovo abbastanza singolare che i fervidi sostenitori della tessera del tifoso, ogni volta saltino a piè pari episodi come questo, che sono stati piuttosto indicativi al proposito… Gli scontri di Piacenza-Varese successero prevalentemente perchè i tifosi varesini, sprovvisti di tessera del tifoso, vennero posizionati in mezzo ai piacentini. Se non ci fosse stata quella tessera, ed i varesini avessero potuto accedere al settore ospiti, probabilmente non sarebbero successi casini! Ma secondo voi è facile farlo capire a gente ottusa? E’ facile farlo capire a un vice-questore come quello di Piacenza, capace di velate minacce quando sei li fuori dello stadio (ricordo bene…) con la stessa facilità con cui si perde poi in un bicchiere d’acqua? Piacenza è una città famosa per far succedere casini apposta, con i sistemi più assurdi, con gruppi ospiti fatti passare tranquillamente vicino la curva locale, proprio per tagliare qualche testa… Spesso fra i locali, questa volta è toccato agli ospiti!

Solidarietà ai varesini, ma non si aspettino chissà che dai loro “tifosi onorevoli”: Maroni non sa leggere e scrivere, si fa aiutare da Tosi, ed ho detto tutto!

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