Questo sito non vuole in nessun modo rappresentare nella sua interezza la Tribuna Fattori di Padova ed i gruppi ultras ad essa associati.
Tutti i contenuti di questo sito debbono essere intesi come il pensiero personale di un qualsiasi frequentatore del sopracitato settore.

Tag Archive | "disagi"

calcio_seriea_Bagnaresi_coreografia_367329167

Tags: , , , ,

RESOCONTO DI UN LAZIALE A PARMA

Posted on 03 aprile 2012 by La Padova Bene

L’allucinante trafila per prendere un biglietto per una partita di serie A in Italia, e poi ci stupiamo che gli stadi siano vuoti. Tratto dal sito Dalla Parte del Torto:

Scrivo questo resoconto in ritardo, e con la morte nel cuore, visto che al mio ritorno da Parma sono accadute alcune cose piuttosto tristi. La morte di un calciatore, di un’icona della Lazio, come Giorgio Chinaglia è uno di quegli avvenimenti che ti riempie di amarezza e di malinconia.

Nelle scorse ore i ragazzi della Curva Nord hanno annunciato che, in occasione della prossima partita di campionato contro il Napoli, Long John verrà degnamente ricordato (a differenza della società che si è limitata ad un laconico comunicato di tre righe sul proprio sito ufficiale) e che verranno addirittura invitati in curva i calciatori della Lazio Campione d’Italia nel 1974, affinché la figura di Chinaglia venga omaggiata e commemorata nel miglior modo possibile. Un’iniziativa importante quella della Curva Nord, alla quale, purtroppo, il sottoscritto non potrà assistere o partecipare, visto che le Istituzioni preposte sono riuscite a partorire una nuova, e quanto mai assurda, restrizione proprio in merito alla sfida dei biancocelesti contro la compagine partenopea.

La Questura di Roma e l’immancabile Osservatorio per le Manifestazioni Sportive, infatti, hanno pensato bene di riservare la vendita dei tagliandi per assistere a questa partita di campionato ESCLUSIVAMENTE ai residenti nella regione Lazio, escludendo di fatto tutti quei tifosi, come il sottoscritto, che probabilmente sono residenti fuori Roma per i più disparati motivi (lavoro, famiglia, ecc..) e che magari avrebbero assistito molto volentieri ad una partita come questa. La domanda che sorgerebbe spontanea in questi frangenti è: ma la loro leggendaria Tessera del Tifoso non aveva risolto tutti i problemi relativi alle problematiche per la sicurezza negli stadi Italiani?

Queste disposizioni restrittive non fanno altro che confermare ciò che noi diciamo da tempo, ormai, ovvero che la carta di credito del tifoso è uno strumento totalmente inutile, oltre che essere completamente illegale. Ma torniamo alla trasferta di Parma, e di certo non per cambiare discorso.

Per parlare compiutamente di quanto è successo in terra emiliana, è necessario, però, effettuare un breve preambolo. Nei giorni precedenti alla partita, Stefano Perrone, Responsabile della Sicurezza del Parma Calcio, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato testualmente: “La società del Parma, allo stadio Tardini, in virtù di una determinazione dell’Osservatorio del Luglio scorso, ha riservato un intero settore per le trasferte dei tifosi ospiti non tesserati che non è stato in pratica mai utilizzato, con un danno economico originato da due fattori. Il primo derivante dall’aver dovuto rinunciare ad una quota di circa mille abbonati della Curva Sud, il secondo per i mancati proventi dei non tesserati per le singole gare.”.

Un’iniziativa davvero lodevole quella del Parma. Peccato che la realtà dei fatti risulti totalmente diversa.

Circa una settimana prima della partita, infatti, sul sito ufficiale del Parma Calcio vengono pubblicati i prezzi dei biglietti, e le modalità di acquisto degli stessi, per assistere alla sfida con la Lazio. Ed ecco la sorpresa: i biglietti per la Curva Sud possono essere acquistati esclusivamente dai tifosi che hanno sottoscritto la tessera del tifoso, a 15 euro. I non tesserati e non residenti nel Lazio, come il sottoscritto, avrebbero dovuto optare per l’acquisto di un biglietto di tribuna, con una spesa di minimo 40 euro a tagliando. Ed il tanto decantato settore ospiti per i non tesserati, che fine ha fatto?

Ce lo chiediamo in molti, e alcuni pretendono anche delle risposte da parte della società emiliana. Che replica, via mail (clicca qui per leggere tutto il botta e risposta), alle richieste di spiegazioni di un tifoso laziale: “purtroppo non ci sono vie d’uscita viste le normative vigenti” e l’unica soluzione è quella di acquistare i biglietti di Tribuna con i servizi di Lottomatica Online, “ma ovviamente il prezzo è più alto”.

Secca la replica di alcuni tifosi biancocelesti, allora, che minacciano di acquistare i biglietti della Curva Nord, dove risiede la parte più calda della tifoseria del Parma, al prezzo di 15 euro. La disorientata interlocutrice (clicca qui per leggere il resoconto completo della conversazione telefonica con la società del Parma) con voce balbettante, dopo aver brevemente confabulato con qualche collaboratore, ha cercato di arrampicarsi, malamente, sugli specchi, affermando, erroneamente, che in Curva Nord, essendo il loro feudo, potevano accedere solo ed esclusivamente i residenti di Parma e provincia.

Nel frattempo succede qualcosa di inaspettato. Veniamo infatti a sapere che alcuni ragazzi non tesserati e non residenti sono comunque riusciti ad acquistare i biglietti del settore ospiti semplicemente recandosi presso le ricevitorie della Lottomatica. La speranza, a quel punto, è che la società del Parma, viste le numerose lamentele ed insistenze pervenutegli, abbia deciso di fare un passo indietro, aprendo anche la vendita ai tifosi biancocelesti non residenti nella regione Lazio. Ma purtroppo non è così. Molto più semplicemente le ricevitorie, vista l’enorme confusione venutasi a creare a causa di tutte queste disposizioni e restrizioni senza senso, stanno interpretando, ognuno a proprio modo, le modalità di vendita dei biglietti. Accade quindi che in alcune zone d’Italia i tifosi laziali abbiano la possibilità di acquistare i tagliandi del settore ospiti, mentre in altre zone sono costretti a scontrarsi con il diniego dei rivenditori che si ostinano ad applicare alla lettera le disposizioni impartitegli.

Inizia quindi, via internet, grazie ai social network, una sorta di “rete solidale” tra i tifosi biancocelesti: i ragazzi che sono riusciti ad acquistare i biglietti si mettono a disposizione di chi invece continua ad essere impossibilitato a farlo e, con le copie dei documenti inviati via mail o via fax, acquistano i biglietti per conto loro, per poi consegnarli direttamente a Parma nelle mani degli interessati. Io stesso acquisto i biglietti per alcuni amici provenienti dalle parti più disparate d’Italia.

Tutto questo per non darla vinta a questo assurdo sistema e soprattutto per evitare che le società calcistiche e le aziende che si occupano della rivendita dei biglietti speculino ulteriormente sulla pelle e sulla passione di noi tifosi, costringendoci ad acquistare un biglietto a 40 euro, per poi essere inevitabilmente costretti ad assistere alla partita nello stesso settore dei tesserati “per motivi di sicurezza” dove il biglietto è costato appena 15 euro. Perché è proprio questo quello che succede.

Nel settore ospiti del Tardini, infatti, sono molti i tifosi laziali che con il biglietto di Tribuna sono stati fatti accomodare insieme a noi. Così come sono molti i tifosi (tesserati e non) che giunti a Parma senza biglietto, sono riusciti comunque ad acquistare il biglietto del settore ospiti nel giorno stesso della partita ad un prezzo maggiorato (25 euro) direttamente alle biglietterie situate nei pressi dello stadio. E tutto questo è solo un’ulteriore dimostrazione che tutto il “teatrino” messo in piedi con la tessera del tifoso risulta essere, senza ombra di dubbio, un vero e proprio fallimento!

Tornando alla trasferta vera e propria, io arrivo al parcheggio Scambiatore Nord intorno alle 18.30, dove mi ricongiungo con molti dei ragazzi con cui trascorro la aggior parte delle trasferte al seguito della Lazio. Un po’ di attesa prima di prendere la navetta che ci avrebbe condotto nei pressi dell’ingresso dello stadio, ed ecco che si parte.

Nell’autobus l’entusiasmo è tantissimo. Partono i primi cori, si scaldano le corde vocali per i novanta minuti di sostegno alla nostra squadra, sotto lo sguardo stupito e rapito di alcuni bambini presenti sulla navetta, forse alla loro prima trasferta, che ci guardano con gli occhi sgranati mentre saltelliamo e cantiamo a squarciagola.

Entrati nel settore il primo coro che lanciamo è per Matteo Bagnaresi, il tifoso del Parma tragicamente scomparso, il 30 Marzo del 2008, investito da un pullman di tifosi, durante una sosta in autogrill mentre si stava recando in trasferta a Torino, per la partita contro la Juventus.

La curva di casa dedica la propria, bellissima, coreografia proprio alla figura del Bagna, e accoglie il nostro coro, ripetuto anche ad inizio della partita, con uno scrosciante applauso. Altri cori, prima del fischio d’inizio, vengono dedicati, ovviamente, a Gabriele Sandri, a Francesco Mancini, l’ex portiere della Lazio scomparso nei giorni scorsi a causa di un infarto, e, successivamente, contro il giornalista Rai Enrico Varriale che aveva dichiarato testualmente, qualche giorno prima, che “vedere in classifica la Lazio sopra il Napoli è una bestemmia calcistica”. Ad inizio partita alcuni tifosi laziali esporranno anche uno striscione contro lo stesso giornalista, con su scritto: “VARRIALE MAIALE”.

Inizia la partita ed il nostro gruppetto di non tesserati prende in mano le redini del settore lanciando i cori ed incitando la squadra senza tregua. Purtroppo sul campo la squadra viene travolta per tre reti ad uno, grazie anche alla doppietta di un ex come Sergio Floccari, e l’entusiasmo nel nostro settore va scemando con il trascorrere dei minuti. Restiamo davvero in pochi a cantare fino alla fine, senza sosta, accompagnati dalla goliardia che spesso ci contraddistingue. Molti i cori contro Lotito e contro gli eterni rivali della Roma. Il nostro apporto continua, fino al fischio finale, consapevoli che perlomeno noi ce l’abbiamo messa davvero tutta.

Si esce dal settore e si raggiungono le navette. Fuori dallo stadio il nostro gruppetto continua comunque a cantare, incuranti del risultato finale, sotto l’occhio quasi indispettito degli altri tifosi, inviperiti dalla sentenza del campo. Anche noi siamo, ovviamente, sconfortati dalla sconfitta, ma la passione, la voglia di stare insieme, la goliardia e il nostro modo d’essere hanno sicuramente il sopravvento. Prima di salire sulla navetta, l’ultimo coro è nuovamente per Matteo Bagnaresi, e poi eccoci di nuovo al parcheggio “Scambiatore Nord”, nei pressi dell’uscita autostradale. E’ il momento dei saluti. Molti di noi si rivedranno presumibilmente alla prossima trasferta di Torino contro la Juventus. Sempre a testa alta, sostenendo i nostri colori.

Battiamo le mani, ai veri laziali.

Commenti (0)

0809_17c

Tags: , , , ,

MILAN-LECCE, LA FARSA DEI BIGLIETTI PER I NON TESSERATI…

Posted on 09 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Lecce Giallorossa

Nonostante sia passato oltre un mese ormai, dalla determinazione dell’Osservatorio con cui si dava la possibilità agli ospiti tesserati di acquistare un biglietto per un amico non tesserato, quasi nessun canale di vendita è stato adeguato a questa esigenza. Succede dunque che, nel momento in cui un tifoso voglia acquistare due biglietti con una tessera, la possibilità gli venga negata.

Ovviamente anche il Milan, che vende i biglietti attraverso la Banca San Paolo, non è da meno e così chiunque ci abbia provato in questi giorni non è riuscito ad approfittare dell’offerta 2×1. Le direttive dell’Osservatorio, però, devono essere rispettate e dunque ecco la contorta soluzione trovata dall’A.C. Milan.

Domenica a San Siro ci sarà un botteghino dedicato proprio a questo tipo di vendita, che darà  ai tifosi giallorossi tesserati la possibilità di acquistare un biglietto per se e per un amico non tesserato, anche se residente in Puglia. Naturalmente poichè non è possibilie la vendita del settore ospite il giorno della gara, chi volesse usufruire di questa eventualità dovrà chiedere un biglietto del terzo anello rosso ma l’accesso sarà consentito al settore ospiti.

In giornata dovremmo ricevere l’informazione del numero del botteghino a cui rivolgersi e sarà nostra cura pubblicarlo immediatamente.

PRECISAZIONE: Leccegiallorossa ha avuto queste informazioni attraverso dei canali affidabili, ma declina ogni responsabilità qualora domenica dovessero esserci degli  intoppi per questo tipo di vendita. Purtroppo questa procedura essendo irregolare non verrà confermata ufficialmente, ne dall’U.S.Lecce ne dall’A.C. Milan, pertanto abbiamo dovuto accontentarci della parola che ci è stata data. Ritenevamo comunque nostro dovere diffondere l’informazione ricevuta da fonti attendibilissime.

AGGIORNAMENTO ORE 16.00 DEL 09-03-2012
LA QUESTURA DI MILANO HA UFFICIALMENTE BLOCCATO QUALSIASI VENDITA AI TIFOSI GIALLOROSSI RESIDENTI IN PUGLIA NON TESSERATI, PERTANTO DOMENICA NON SARA’ POSSIBILE ACQUISTARE ALCUN TIPO DI BIGLIETTO !!!

Ancora una volta, l’ennesima presa per il culo… Ho sempre pensato che “l’apertura” dell’Osservatorio di far si che ogni tesserato potesse prendere un biglietto anche per un amico non tesserato fosse una farsa, ed ecco che puntualmente le mie sensazioni vengono confermate!

Vale la pena ricordare che “l’apertura” era stata decisa dall’Osservatorio proprio per fermare l’emorragia di spettatori dagli stadi, ma ancora una volta fra il dire ed il fare si è messo di mezzo il mare, e si è scoperto che la normativa cozzava con un’altra precedentemente emessa nel corso di una delle tante inutili leggi speciali: non si possono vendere biglietti per il settore ospiti il giorno della partita!

I tifosi salentini avrebbero dovuto acquistare il terzo anello rosso, ma di fronte alla possibilità di trovarsi diverse centinaia di giallorossi mischiati ai milanisti, la questura ha declinato ogni responsabilità ed ha optato per la soluzione più ovvia: trasferta vietata ai non tesserati residenti in Puglia, visto che hanno ancora l’opportunità di farlo…

Questo è il motivo per cui continuo a ritenere le loro pensate delle semplici ed autentiche PUTTANATE: non può continuare a decidere chi non sa nemmeno come è fatto uno stadio! 

Rimango in attesa della revisione dell’Articolo 9. Tutto il resto sono stronzate che lascio volentieri ad altri.

Commenti (10)

images

Tags: , , , ,

AI MONZESI CHIEDONO LA TESSERA… PER GIOCARE A MONZA!

Posted on 13 febbraio 2012 by La Padova Bene

Il Tritium è la squadra di Trezzo d’Adda, provincia di Milano per due chilometri, che da qualche anno si è affacciata al calcio che conta. Ovviamente per giocare a certi livelli, aveva bisogno di uno stadio all’altezza, e per questo ha chiesto ospitalità al Monza… Tutto normale, fino a quando non si è giocata Tritium-Monza, che nonostante si disputasse al Brianteo, per i tifosi monzesi ha il valore di una partita in trasferta… Fonte: Il Cittadino

«Questa volta non mi voglio arrabbiare, mettiamola sul ridere. Può esistere una trasferta più surreale di questa? Domenica 12 febbraio h 14:00 Tritium-Monza Stadio Brianteo.
Sembra una passeggiata, ma…. Per comperare il biglietto del settore ospiti in prevendita devo fare il biglietto nel punto vendita solertemente indicatomi dai siti della squadra ospite e ospitante (e già dovremmo esser loro grati per averlo pubblicato per tempo, figuratevi….) entro sabato alle 19:00. Punto vendita: Milano (!!!!!!!!!!!!) Via Pola 19. quindi, calcolando da casa mia (zona semicentrale di monza…), risultano essere km 28 andata e ritorno (mi fido della guidamichelin). Sempre da casa mia ma allo stadio (della trasferta, ovviamente!) sono circa 8 km (fatta tante volta in bicicletta…).
Conclusione: ci vuole l’auto per fare il biglietto ma basta una pedalata per andare allo stadio. Normale, non trovate? E che non ho provato a telefonare al punto vendita per sentire se per caso gli si era rotta la stampante il giorno prima, o se aveva cessato l’attività l’anno scorso, o se doveva aspettare il figlio perchè lui/lei non era capace….se qualcuno si vuole divertire e ci vuol provare, mi faccia sapere…..
Allora metto in atto il piano due: comperò il biglietto domenica (quindi più caro). Ma siamo sicuri che è più caro? calcolando la prevendita, la benzina dei 28 km, la telefonata (necessaria, credetemi) per verificare l’esistenza effettiva del punto vendita, i 16,00 euro della domenica sono un guadagno! “Ma va che sono fortunata…” -eufemismo- Cosa ci vorrà per acquistare il biglietto? i 16,00 euro, risponderanno i più… eh no, mica così semplice. Io sono nata a Monza e risiedo a Monza e quindi devo portare la Tessera del Tifoso (scommettete che chiedono anche la C.I. perchè sulla TdT non c’è la data di nascita????) e mi va bene che la mia è arrivata…c’è chi la sta ancora aspettando (richiesta nel luglio 2010 n.d.a.). Per chi che è nato in provincia di MB ma ora risiede in un’altra provincia basta la Carta Identità (razzisti !!!). Mi chiedo: uno che è nato a Cinisello Balsamo e abita a Cinisello Balsamo, cosa deve portare? Una Lettera del Presidente della Repubblica? o niente????? Lui cos’è? un santo o un dannato? E manca ancora il tocco finale del tempo atmosferico: cosa ci riserverà questo pazzo pazzo inverno glaciale per domenica? Scommettete niente di originale rispetto a quanto sopra????? Comunque sempre e solo forza Monza e ci si vede in coda al botteghino Tifoseria Ospite domenica allo stadio!»

Ancora una dimostrazione dell’assurdità di certi provvedimenti: fare il biglietto in un punto-vendita non attrezzato, richiesta di tessera del tifoso per entrare NEL PROPRIO STADIO… Sono cose che nemmeno nel più abbietto regime dell’Africa Nera sono considerate logiche, ma che invece in Italia trovano non solo successo ma anche chi le sponsorizza! Su facebook esiste una pagina che si chiama “Si alla tessera del tifoso! Perchè ognuno si assuma le sue responsabilità!!!” (clicca qui). Già mi vien da ridere sul perchè ognuno si assuma LE SUE responsabilità, LE SUE di chi!?! Di quello che passa per strada? Lo fermo e gli spiego che mi voglio fare la tessera del tifoso per assumermi le sue responsabilità?

Altro aspetto divertente è che chi ha creato la pagina non ci viene allo stadio… Allora di che cazzo ti preoccupi, dico io!?! Qualcuno penserà che si tratti di qualche sbirro, ma ci credo poco: in genere i blu sono così fottutamente orgogliosi del proprio lavoro che non perdono occasione per rimarcartelo, e che di certo non si nascondono dietro una paginetta da due soldi… Per me è proprio un cerebroleso che ha fatto questa pagina, e l’unico ruolo da “Pubblico Ufficiale” a cui avrebbe potuto aspirare è l’ausiliario del traffico o al massimo il controllore dei biglietti per il bus!

Infine capita di sbellicarsi dalle risate quando si leggono frasi del tipo: “Ora si parla di una possibile abolizione. Dai, torniamo a mandare i delinquenti in giro per gli stadi!”. La tessera ha fallito e presto verrà tolta, ma il cervello pieno di merda di molte persone non si può cambiare, e se l’Italia è messa così male un motivo c’è….

Tornando alla notizia, mi auguro almeno che quando parlate di “riavvicinare le famiglie allo stadio” stiate dicendo per scherzare!

Commenti (1)

189_stadio_curvarobur

Tags: , , , ,

SIENA-LAZIO: L’ODISSEA PER ACQUISTARE UN BIGLIETTO

Posted on 10 gennaio 2012 by La Padova Bene

Dal nostro collaboratore Daniele Caroleo un resoconto sulla trasferta dei laziali a Siena, fra normative sempre più cervellotiche ed assurde. Mi chiedo: poi di domandano per quale motivo la gente non va più allo stadio? Fonte: Dalla parte del torto.

Il 7 Gennaio 2012 si è giocata la partita Siena-Lazio, valida per il campionato di Serie A e, come al mio solito, anche in questo caso decido di imbarcarmi in questa ennesima trasferta al seguito dei biancocelesti.
Come molti ben sanno, infatti, il sottoscritto, pur non avendo assolutamente sottoscritto alcuna “carta di credito del tifoso”, non essendo residente, per motivi di lavoro, nella regione Lazio, ha la possibilità di acquistare il biglietto di qualsiasi settore dello stadio in cui gioca la squadra biancoceleste, tranne che per quello ospiti.
Così come fatto in occasione di ogni trasferta da me effettuata nelle ultime due stagioni, quindi, mi metto a cercare su internet le modalità di vendita dei tagliandi per accedere allo stadio.
Il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Siena recitava testualmente: “I biglietti per la gara Siena-Lazio in programma sabato 7 gennaio alle 18 allo stadio “Artemio Franchi – Montepaschi Arena” sono in vendita in tutto il circuito nazionale Lottomatica.”.
Perfetto, mi dico.
Mi reco quindi nella più vicina ricevitoria Lottomatica-Listicket, per acquistare un tagliando della “Curva San Domenico”, il settore limitrofo a quello destinato alla tifoseria ospiti. Ma giunto qui, ecco l’amara sorpresa: nel circuito nazionale sono stati inseriti solo i biglietti per il settore ospiti, acquistabili solo e unicamente con la tessera del tifoso. Per tutti gli altri settori dello stadio bisogna recarsi nelle ricevitorie di Siena e provincia!
Allucinante!
In pratica se il sottoscritto fosse un tifoso della Lazio o fosse un semplicissimo appassionato di calcio con tessera del tifoso al seguito, e non volessi, per qualsivoglia ragione, essere rinchiuso nel settore ospiti, non potrei acquistare alcun biglietto al di fuori di quello per accedere in questa determinata porzione dello stadio, nonostante la sottoscrizione della tessera mi consenta, così come da disposizioni, di scegliere liberamente qualsiasi settore dal quale assistere alla partite di calcio.
O, ancora peggio, se il sottoscritto fosse un tifoso del Siena non residente in Toscana, non avrei assolutamente la possibilità di acquistare il biglietto per assistere alla partita della mia squadra. Anche perché, e qui siamo al paradossale, sempre secondo il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Siena Calcio, “Il giorno della partita sarà possibile acquistare i biglietti alla Biglietteria “Il Campino” (viale Vittorio Veneto) dalle 10 alle 18,30, in tutti i settori eccetto quello ospiti; la vendita è riservata ai POSSESSORI di tessera del tifoso.”.
Torno quindi, mestamente a casa, e mi rimetto davanti al computer nella speranza di poter acquistare, perlomeno, il biglietto tramite internet. Ma anche in questo caso, niente da fare. Sul sito della Listicket la vendita online, per questa partita, non è stata attivata. Andiamo bene…
Che fare allora?
Fortunatamente ho qualche amico in Toscana che si presta a raggiungere una delle ricevitorie per acquistare il biglietto per me e poi consegnarmelo il giorno della partita. Ovviamente però, non avendo il mio documento al seguito, è costretto a fare il biglietto con i suoi dati. Poco male: tanto c’è la possibilità del “cambio nominativo”, procedura che, come riportato sul sito ufficiale della Listicket, “permette, all’utilizzatore corrente di un titolo cartaceo, di assegnare il proprio titolo ad altro utilizzatore, indicandone i dati anagrafici corretti. Il nuovo utilizzatore sarà abilitato, da quel momento, a varcare i tornelli e accedere all’evento.”.
Acquistato il biglietto, il mio amico mi comunica i dati necessari per effettuare il cambio utilizzatore. Inserisco sul sito il “numero tipografico”, la “carta di emissione” ed il “progressivo di emissione” riportati sul tagliando, e poi procedo ad inserire il mio nome, il mio cognome, la mia data ed il luogo di nascita. Fatto, invio.
Ma ecco che sul sito appare un’insolita scritta: “Si è verificato un errore. Ti chiediamo di metterti subito in contatto con la nostra assistenza per risolvere questo problema.”.
Ripeto la procedura, ma niente.
Non mi rimane che contattare il centro assistenza della Listicket, al numero, a pagamento, 892982.
Mi risponde una signorina gentilissima alla quale espongo il mio problema. La sento digitare qualcosa sulla tastiera e poi confabulare con un’altra persona. Dopo qualche minuto mi dice che neanche lei riesce ad effettuare l’operazione e mi chiede di riprovare a chiamare tra una decina di minuti affinché possa avere il tempo di verificare l’effettiva motivazione di tale problema.
Dopo circa un quarto d’ora ripeto la chiamata e mi risponde la stessa signorina che mi spiega, testualmente, che “il cambio utilizzatore per questa partita non si può fare per motivi di ORDINE PUBBLICO, in quanto il Prefetto di Siena ha disposto il divieto per questo tipo di operazioni”!
Senza parole…
In pratica non mi resta altro da fare che mettermi in macchina e recarmi personalmente a Siena per acquistare il tanto agognato tagliando e, con l’occasione, risarcire il mio amico per un acquisto pressoché inutile.
Il 3 Gennaio, quindi, approfittando di una mia giornata libera, raggiungo il capoluogo toscano e mi reco in una delle ricevitorie autorizzate. Qui, finalmente, previa consegna del mio documento e, addirittura, del codice fiscale (???), riesco ad ottenere, alla “modica” cifra di venticinque euro, un biglietto a mio nome per accedere nella Curva “Beneforti” (o, se preferite, Curva “San Domenico”).
E finalmente arriva il giorno della partita.
Arrivo a Siena intorno alle 16 (il fischio di inizio era previsto per le ore 18) e, seguendo le indicazioni stradali, raggiungo il varco per il parcheggio destinato ai tifosi ospiti. L’accesso delle auto viene disciplinato da due steward che, per far entrare le macchine all’interno dell’area parcheggio, pretendono l’esibizione del biglietto del settore ospiti e della relativa tessera del tifoso. Io non sono in possesso di nessuno dei due, e quindi gli steward mi rimandano indietro, nonostante sia un tifoso della squadra ospite.
Nonostante il traffico, riesco comunque a posteggiare nei pressi dello stadio e raggiungo a piedi l’ingresso C2, quello della Curva Beneforti. Qui, dopo il consueto controllo del tagliando e del documento di riconoscimento, gli steward davanti ai tornelli mi fanno presente che “le bandiere e gli stendardi non possono essere introdotti all’interno dello stadio, tranne nel caso in cui si abbia la tessera del tifoso o  si sia in possesso di regolare autorizzazione”!
Dopo una serie di batti e ribatti, sono quindi costretto ad abbandonare le aste del mio stendardo all’ingresso.
Sembra di vivere un film: ogni minuto che passa, scopro una cosa nuova, una più assurda dell’altra!
Finalmente riesco ad entrare nello stadio, e mi ricongiungo con i ragazzi con cui vivo e trascorro le tante trasferte al seguito della Lazio nel settore dei non tesserati. In questa zona dello stadio i laziali sono in un discreto numero. Il settore ospiti, con circa 1500 tifosi biancocelesti (ed è in occasioni come queste che mi chiedo dove stava tutta questa gente in una trasferta sicuramente meno distante come quella di Napoli) è alla nostra sinistra, ma in mezzo ci sono degli spalti lasciati totalmente vuoti ed inaccessibili dal personale della sicurezza. Alla nostra destra, invece, ci sono i tifosi senesi, separati da noi da un esiguo numero di steward.
La partita finirà con una sonora sconfitta della compagine biancoceleste per ben quattro a zero. L’unica nota positiva della giornata è che, sul risultato di tre a zero alla fine del primo tempo, mentre nel settore ospiti i tifosi laziali, alternano delle pause incomprensibili nell’apporto vocale agli insulti contro la propria squadra e l’allenatore, arrivando addirittura ad evidenziare il possesso di palla della squadra di casa con degli “olè” a mio parere totalmente fuori luogo, nel nostro settore, mentre si sottolinea orgogliosamente a più riprese il nostro non essere tesserati, regna la goliardia e si continua ad incitare e cantare sotto la sguardo stupito e attonito dei tifosi del Siena seduti vicino a noi.
Va detto, per altro, che non tutti nel settore ospiti pare siano stati d’accordo con questo tipo di impostazione e tutto ciò è ampiamente dimostrato anche da alcuni, brevi, momenti di tensione a cui abbiamo potuto assistere dalla nostra zona, nonostante fossimo comunque piuttosto distanti dalla  gradinata dei tifosi laziali tesserati.
A fine partita, mentre la tifoseria senese esulta per l’eccellente risultato acquisito dalla propria compagine, alcuni calciatori biancocelesti vengono sotto il settore applaudendo i laziali presenti, quasi a chiedere scusa per il poco impegno profuso in campo.
All’uscita gli steward ci fanno passare obbligatoriamente per un varco laterale che ci conduce sotto il settore ospiti, facendoci ricongiungere con gli altri tifosi biancocelesti  e facendoci uscire, tutti insieme, in quel famoso parcheggio vietato ai non tesserati.
Arriva quindi il momento dei saluti.
Rientro a Roma dando appuntamento ai miei fratelli laziali alla prossima trasferta e con tanti spunti di riflessione che si agitano nella mia mente, ma soprattutto con la consapevolezza, una volta di più, che la “carta di credito del tifoso”, insieme a tutti quelli che stanno abbondantemente lucrando sulla testa di noi tifosi, stanno uccidendo, ogni giorno che passa, la passione nei confronti di quello che un tempo era il gioco più bello del mondo.

Chi si ricorda della trasferta di Siena dell’anno scorso, quando

Commenti (2)

6255c05767927a48c835a51da186bfde-1270820560

Tags: , , ,

IL COMUNE DA I NUMERI

Posted on 06 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Padova Goal

“Il Mattino di Padova”, “Il Gazzettino” e “Il Corriere del Veneto” informano che dal febbraio 2002 al maggio scorso il Comune, per l’impianto elettrico dello stadio Euganeo, ha speso 293.394 euro. Molti degli incarichi tecnici sono andati all’impresa di Osvaldo Mazza, specialista nella manutenzione di impianti complessi come quello di viale Rocco. La prima spesa importante per la manutenzione dell’apparato tecnico risale al dicembre 2002, quando alla ditta in questione sono stati affidati lavori per circa 31 mila euro. Altri 27.873 (sempre allo stesso impiantista) sono stati spesi nell’ottobre 2003, quindi 23.083 euro nel novembre 2004. Quello dell’Euganeo (compreso il gruppo elettrogeno andato ripetutamente in tilt sabato) è un sistema che ha necessità di una manutenzione costante. Tanto che nel 2005, tra aprile e settembre, Palazzo Moroni ha stanziato ulteriori 35 mila euro in due tranche. Nell’agosto 2006 sempre la ditta Mazza è intervenuta sulle torri faro con una manutenzione costata 22.176 euro. Nel frattempo, nel luglio 2005, il Comune e il Calcio Padova avevano ratificato la nuova convenzione sullo stadio (con scadenza decennale) ad un importo di 300 mila euro. Nell’ottobre 2007 i nuovi lavori sull’impianto elettrico sono costati 10.455 euro, mentre ne sono stati sborsati 23.372 nell’aprile del 2008, questa volta non all’impresa Mazza, ma alla B.P. Engineering srl. Nel febbraio 2009 ancora opere per la manutenzione dell’impianto elettrico: 37.034 euro. Si arriva così al maggio scorso quando per la manutenzione degli impianti elettrici se ne sono andati 6.871 euro.

Il Comune di Padova fa un comunicato a testate unificate! Cazzo, mi sembra di vedere Berlusconi quando faceva i suoi discorsi unificando le reti Mediaset!

Sinceramente mi sa molto di risposta da chi ha la coda di paglia, forse per rispondere alle varie accuse piovute in questi giorni. Adesso abbiamo capito che il Comune ha appaltato i lavori dell’Euganeo all’impresa di tale Osvaldo Mazza, e che in otto anni ci hanno speso quasi 300.000 euro… Benissimo, e quali sono i lavori fatti? Perchè messa giù così ad una persona che non conosce la ditta in questione, potrebbe venir in mente che con quei 300.000 euro sono andati a bere ed a puttane per un bel pò di tempo sulle spalle dei padovani! E poi qui il problema è chiarissimo: è saltato l’impianto di illuminazione ed a quanto pare stando alle parole di Ivo Rossi (ma non si capisce bene nemmeno lui… è molto nebuloso…) il generatore esterno era stato precedentemente escluso da un tecnico per capire se il guasto era interno o esterno all’Euganeo (mi sa tanto di arrampicata sugli specchi, cmq…). Pertanto, visto che il problema si conosce, perchè oltre a fare i comunicati a testate unificate in cui si fa capire ai padovani che di soldi per lo stadio ne sono stati spesi abbastanza (perchè è li che si vuole arrivare…) non si dice anche ai padovani PER COSA sono stati spesi quei soldi? Non c’è niente di strano, si chiama chiarezza, non credo siano cose coperte dal segreto militare…

Sapendo poi come funzionano un pò tutte le cose a Padova, e cioè che lavorano solo gli amici di Quimby, mi chiedo anche quale tipo di rapporto abbia questo Osvaldo Mazza a cui sono stati appaltati TUTTI i lavori di manutenzione per l’impianto di illuminazione senza però poter sapere cosa di preciso è stato fatto. Perchè per fare un esempio stupido, su un argomento che da anni fa molto discutere (lo Spritz), uno che lavora molto a Padova, anzi direi l’unico che lavora nel campo della mondanità è Federico Contin a cui vengono affidate tutte le organizzazioni degli eventi estivi come i Bastioni o il Palagolena… Ma io che ho lavorato nel campo dei trasporti, posso dirvi che l’unica ditta autorizzata a fare le consegne in centro storico a Padova con i furgoni è un’azienda locale (fra l’altro, una delle poche che assume DIPENDENTI e non PADRONCINI) il cui titolare ha qualche grado di parentela (mi pare sia il cugino) con Zanonato… Perchè dico questo? Ma perchè a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca!

Caro Assessore Zampieri, io mi auguro di cuore molto più di lei che il giudice sportivo non possa far altro che scagionare il Padova dalla responsabilità oggettiva di quanto successo sabato. Mi creda, me lo auguro veramente di cuore, e ne sarò felice se ciò accadrà. Ma prima mi conceda il beneficio del dubbio.

Commenti (12)

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Tags: , , , , ,

TORO HOME

Posted on 05 dicembre 2011 by La Padova Bene

In queste ore se ne stanno dicendo di tutti i colori a proposito del “giallo” dell’impianto di illuminazione dell’Euganeo, saltato definitivamente ad un quarto d’ora dalla fine. Io la mia l’ho già detta: finchè si ha uno stadio anti-calcio e che cade a pezzi non ci si può aspettare nulla di buono, ma non si può nemmeno pretendere di fare il salto di qualità definitivo o di programmare una serie A da protagonisti finchè abbiamo questa palla al piede… Semplicemente sarà un film già visto: si va in serie A, ci si rimane un paio di stagioni, e si sprofonda nuovamente nell’inferno della serie C se non cambierà qualcosa anche in quel senso!

Ad ogni modo Padova-Torino non è solo il big-match della serie B, per me e per molti altri significa altro: lo scorso anno all’Olimpico prima della partita le due tifoserie avevano avuto un bel faccia a faccia, e ci avevano rimesso tre nostri ragazzi fermati, di cui uno si è fatto qualche giorno dietro le sbarre. Ad ogni modo avevamo fatto la nostra bella figura, e tutto lasciava presagire che probabilmente i granata si sarebbero potuti vendicare. Meglio non lasciare nulla al caso. Appuntamento la mattina presto per la “classica” grigliata, ma il tempo questa volta è veramente infame. Passiamo un bel pò al coperto sotto il fotovoltaico del parcheggio, abbiamo anche il tempo di intercettare una macchinata sospetta che però non sono granata ma napoletani ed hanno la “tacca” un tantino troppo da sbirri per i nostri gusti… Siccome proprio degli sprovveduti non siamo li lasciamo andare via, certe trappole fanno un pò sorridere…

Intanto il parcheggio si riempie. Le salsicce rompono la fame. Le birre in lattina compensano la mancanza di alcool ormai cronica durante i novanta minuti di gioco (ringraziamo sempre la merda umana di Zanonato!), spunta anche qualcuno che non ha trovato i biglietti della Fattori e dovrà accontentarsi della Sud… Dei granata, gli ospiti più attesi, nemmeno l’ombra… E così a dieci minuti dall’inizio entriamo tutti allo stadio!

Per l’occasione sono in compagnia dell’amico S. di Rimini e di un suo socio, che ringrazio per la presenza. Proprio quando metto piede in Fattori, l’altoparlante spara “Ma quando torno a Padova” ed il popolo biancoscudato alza le sciarpe al cielo (per me è stata una delle trovate migliori, e non a caso ogni domenica riesce sempre meglio… Un consiglio? Anche tutta la Est e la Ovest si alzino in piedi al momento di “Ma quando torno a Padova”, in fin dei conti si tratta dell’entrata in campo e non si perdono azioni da gioco…). Mentre sono impegnato a fotografare la Fattori, il socio riminese mi chiede: “Ma avete un gruppo distaccato nell’altra tribuna?”. Li per li non capisco: guardo la Ovest e vedo una trentina di persone che di colpo si alzano e cominciano a cantare per il Toro fra lo stupore generale!

Come hanno fatto ad arrivare? Gente in giro a studiare la situazione ce n’era, eppure questi sono riusciti a passare “indenni” e ad entrare allo stadio senza destare alcun sospetto… che dire? Bravi, bravi veramente! Quando li ho visti alzarsi a gridare per il Toro istintivamente li ho applauditi, e personalmente provo solo disprezzo per quei “tifosotti” biancoscudati che in Sud-Ovest si sono messi a gridare “Fuori! Fuori!”. Dovremmo essere tutti contenti invece che, in tempi di repressione ai limiti della follia, un gruppo di tifosi “libero” e non legato a ricatti riesce ad accedere allo stadio. Ma cosa vogliamo pretendere? La Sud-Ovest è piena di molti ex-tifosi della Fattori che quest’anno hanno approfittato del nuovo settore per farsi la Tessera del Tifoso… A questo punto sono pure contento che se ne siano andati dalla Fattori, si tengano la loro tessera e se la godano, che noi stiamo bene anche senza di loro… Due parole le spendo anche per i “geni” che in Fattori inizialmente hanno seguito il coro: se n0n avete un cazzo di ultras come modo di pensare, almeno risparmiate il fiato per incitare il Padova, visto che solo i cori contro le tifoserie avversarie vi riescono bene!

Il tempo è uggioso, ma la Fattori è piena e si fa sentire. Dalla parte opposta ci sono circa 300 granata tesserati, ma la piacevole novità è questo gruppetto di ultras torinesi, privi di tessera del tifoso, che da lo stimolo a tutti per cantare meglio… Si canta discretamente nel primo tempo, e per conto mio meglio ancora nella ripresa quando dopo sei minuti andiamo in vantaggio con Ruopolo. Anche il Padova sembra rigenerato dalla vittoria di Modena contro il Sassuolo, e la sensazione è che i tre punti contro il Torino potrebbero rappresentare la svolta della stagione, quando comincia il “balletto” dei riflettori: nel giro di trenta minuti la luce salta per almeno quattro volte. Una anche con il Toro (che indossava un’improbabile divisa blu, un insulto alla storia del calcio italiano!) in attacco, che obiettivamente grida vendetta… Partono anche gli sfottò, i cori contro la giunta, e poi due boati cantati veramente da tutti non solo in Fattori: “Questo stadio fa cagare!” e “Tutti all’Appiani!”. Già, l’Appiani… Altri tempi, altro calcio, ma qui ci hanno voluto togliere tutto, ci hanno voluti spostare alla periferia della città e senza nemmeno darci un impianto per il calcio, ed oggi il problema stadio è sotto gli occhi di tutti. Solo un miope o uno in malafede può non rendersene conto…

La partita viene sospesa alla quarta interruzione, sulle prime sembra che si recuperi il giorno dopo, ma poi comincia a girare la voce che il Toro ha presentato ricorso e che la cosa andrà per le lunghe… Mi torna in mente un precedente illustre: Marsiglia-Milan, Coppa dei Campioni 1990/91, con la luce che salta a tre minuti dalla fine e Galliani che convinse il Milan ad uscire dal campo. La cosa si risolse con la sconfitta a tavolino e l’esclusione per un anno dei rossoneri dall’Europa. Cairo probabilmente si deve sentire un pò Galliani, visto che l’ha fatta sporca: le due squadre si erano già accordate per recuperare il giorno dopo i quindici minuti rimanenti, lui ha deciso di fare ricorso… Poco importa francamente, a questo punto da fare non resta che aspettare per capire dove hanno parcheggiato i granata, per un pò si pensa che abbiano messo le auto nel nostro parcheggio e siano usciti a due a due verso la Ovest, ma è un’attesa inutile per una teoria comunque sbagliata…

Me ne torno a casa a farmi una doccia calda, che ne ho bisogno. Mentre esco dal parcheggio, mi faccio la consueta mezzora di colonna col traffico congestionato. Diecimila persone e si blocca tutto, ditemi voi se questa non è merda! Zanonato non fa nulla e non vuole far nulla per superare questo problema, ed allora è giusto considerare lui la punta dell’iceberg di tutti i problemi biancoscudati. E come ho già detto ieri, è ora di farglielo capire… Padova città ed i poveri stronzi che l’hanno votato non meritano di meglio, noi si!

Commenti (35)

sport_calcio_italiano_roma_store-300×188

Tags: , ,

IL PROBLEMA DEI BIGLIETTI

Posted on 09 novembre 2011 by La Padova Bene

Sport People propone un problema che abbiamo avuto anche qui, a più riprese: l’estrema difficoltà nel reperire i biglietti! A quanto pare è un problema comune, Ticket One, Lottomatica ed altri delinquenti legalizzati fanno gli stessi danni in altre città:

Gentile redazione SP,

vorrei segnalarvi quanto sta accadendo a Napoli circa la vendita dei biglietti. Come avete potuto appurare dai media nei giorni trascorsi, a Napoli comprare un biglietto al botteghino o in ricevitoria sta diventando sempre più complicato: vendite scaglionate, segnale Lottomatica che viene e va, botteghini angusti e capi-popolo prevaricanti sulla folla che fa le nottate, e tutti si indignano. Vorrei sapere, come mai nessuno si sta indignando per la vendita online riservata ai soli possessori della Tessera del Tifoso, che di fatto è altamente discriminante per chi non la possiede? Acquistare un singolo biglietto sarà sempre più complicato per i non fidelizzati che vedranno smaterializzarsi i tagliandi in un batter d’occhio.
Ora mi chiedo, ma secondo l’articolo 3 della Costituzione non è discriminante questa misura? E secondo i vari decreti Amato e Pisanu, che hanno inasprito le procedure introducendo il biglietto nominale e il divieto di privilegi per gruppi di tifosi, non ci troviamo in un caso di violazione di una legge, visto che a livello gerarchico le leggi su citate valgono molto di più della circolare che impone la tessera?
Perchè il popolo non si documenta? Perchè i cittadini credono sia solo un problema degli ultras? Spero ne possa scaturire una bella discussione o altrimenti un bell’articolo su questa situazione molto ambigua e tenuta sotto silenzio, magari situazioni simili accadono altrove.
SVEGLIAMOCI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI… o già lo è?!?
Fiducioso in un vostro riscontro
SALUTI ULTRAS
D.

Grazie innanzitutto per averci scritto. Abbiamo più volte fatto di questi discorsi in privato e questa volta, data la tua apertura, propendendiamo per l’ipotesi di allargare il dibattito in pubblico.
La questione presenta tantissime sfaccettature che è difficile affrontarla senza rischiare di lasciarne inevasa qualcuna. Comunque proviamoci:  su tutta la prima parte della tua segnalazione, non possiamo che limitarci a raccoglierla e diffonderla, visto che è molto specifica della realtà napoletana che non conosciamo in maniera diretta e su cui è quindi più saggio non esporsi.
I problemi più in generale collegati al circuito Lottomatica non sono nemmeno una grandissima novità, visto che si ripetono pari pari da diversi anni in tutte le altre realtà cittadine-calcistiche che si affidano a questo sistema di ticketing (ma anche gli altri come TicketOne o Bookingshow non è che non abbiano pecche…). La risoluzione non è delle più semplici soprattutto perché sul limite dell’utopistico: alla buona vecchia rivendità ai botteghini dello stadio probabilmente non si ritornerà mai più (anche il divieto di aperture degli stessi in determinati momenti, sembra più una legge a vantaggio di Lottomatica e co. che non della sicurezza pubblica), beninteso però che per quanto molte volte inutile è indispensabile “rompere il cazzo”, concedici la licenza poetica, anche con vertenze legali alle stesse compagnie di ticketing quando disattendono i diritti del “cliente”, perché è a questo che purtroppo hanno ridotto i tifosi, altro che “comunità”, “fidelizzazione” e “senso di appartenenza”. C’è chi lo ha fatto tramite le classiche associazioni di consumatori, chi lo ha fatto in proprio come i padovani dopo le trasferte di Bologna e Genova, fatto sta che l’unico modo per farli sanguinare è colpendoli nell’unico posto in cui hanno un surrogato del cuore, cioè il portafogli, e vedrai che pian piano se non proprio tutto, almeno qualcosa si raddrizza.

Sul discorso che invece leghi alla tessera del tifoso, andrebbero fatti dei distinguo. Per come è intesa la tessera del tifoso attuale, quel pastrocchio all’italiana partorito da Maroni e la sua cricca, hai perfettamente ragione di indignarti. Di fatto s’è creato uno strumento di discriminazione che la categoria più radicale dei tifosi non ha potuto far altro che rifiutare, ma la discriminazione in questo caso è stata molto più subdola e meschina visto che sotto le pretese garanzie di sicurezza si muove un apparato che stupra il Diritto e la privacy a tutto vantaggio invece delle banche e dei principali gruppi d’interesse commerciale che gravitano attorno al calcio, siano esse le già citate società di booking, siano esse le televisioni a pagamento, ecc.
Astraendo per un attimo il discorso tessera dalle sue specificità deformi italiane però, ponendo per un attimo l’ipotesi che questa fosse attuata solo come una vera forma di fidelizzazione e premiazione dei suoi tifosi più virtuosi come Weatherill l’aveva concepita, sarebbe tutt’altro che un abominio. Nel mondo perfetto, a cui evidentemente l’Italia non appartiene, un circuito virtuoso che incentiva i propri tifosi migliori, non potrebbe che premiare gli ultras, quelli che ci sono sempre, sia in casa che in trasferta, sia quando si gioca contro la più sconosciuta delle squadre di provincia che contro una big europea. In un sistema a punti, dietro cui non si celi sottilmente repressione e controllo sociale, gli ultras sbaraglierebbero tutti, dagli occasionali agli affezionati dei Distinti o delle Gradinate che però in trasferta non ci vanno o, quando vanno, lo fanno solo per quelle geograficamente più prossime. Premiare i tifosi, magari coinvolgerli anche più direttamente nella vita del club attraverso questi circuiti, rendendoli veramente protagonisti delle scelte e delle politiche della propria compagine come avviene al Sankt Pauli o in misura diversa in tanti altri club europei, sarebbe senza dubbio un passo di riavvicinamento del tifoso stesso al calcio. Questa però resta pura teoria e allo stato attuale la tessera italiana è solo repressione travestita da innovazione (dietro un’innovazione dovrebbero esserci anche degli investimenti e, a parte i soldi spesi per i tornelli, le società calcistiche italiane credo abbiano investito nella tessera qualcosa come 0 € a testa).
L’anomalia non è premiare o incentivare il merito dei tifosi migliori, l’anomalia è tutto il resto dell’apparato collegato alla tessera e che di fatto taglia ingiustamente fuori da questa “competizione” una bella fetta di tifosi, così da fare in modo che il presunto merito diventi piuttosto un privilegio da acquistare monetariamente. Visto che tutto si lega a percorsi informatizzati, tra le citate Lottomatica e affini, non sarebbe poi difficilissimo assegnare punti-premio a chi spende di più in calcio, e nessuno spende più degli ultras, ma a loro le uniche banche dati che interessano sono quelle della “Questura Online” attraverso le quali creare vere e proprie liste di proscrizione che puzzano di Santa Inquisizione, ancor più pericolose fin tanto che sarà in vigore l’articolo 9.
Ci sono tante considerazioni da fare, non ultimo quello dell’obbligatorietà di tale tessera, del tentativo di istituire come unica moneta negli stadi quella elettronica (come sempre a vantaggio delle banche), degli abusi in nome di presunti e strumentalizzati beni superiori quali la sicurezza, della mancanza di controllo sui “controllori” e tante, tante altri ancora.
Il dibattito è aperto, se vogliamo. Questo spazio è a disposizione e questo vuole essere il nostro piccolo, sincero contributo alla discussione.

Sport People.

Commenti (0)

IMGP6330-1024×768

Tags: , , ,

MILAN-BARCELLONA: QUELLI CHE CON LA TESSERA L’HANNO PRESO IN CULO…

Posted on 08 novembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Canale Milan

Aerei prenotati con settimane d’anticipo (spesso a peso d’oro), e per molti la buona volontà per vincere la sfida del “dito più veloce”, all’inizio della vendita online dei biglietti per Milan-Barcellona. Tutto inutile, dopo la decisione della società rossonera (prima nel suo genere, e per certi versi imprevedibile) di assicurare i pochi biglietti disponibili non ai più veloci, ma a chi ha nel tempo accumulato più punti nella propria tessera “Cuore Rossonero”. Decisione che taglia fuori i non possessori della tessera, ma soprattutto, inevitabilmente, la maggioranza dei tifosi rossoneri risiedenti fuori dalla Lombardia, di fronte alla oggettiva difficoltà di aver accumulato punti pari a quelli dei colleghi milanesi.

Canale Milan ha in queste ore raccolto i pareri (e soprattutto l’amarezza, anche se non mancano pareri positivi) dei tifosi rossoneri che per queste ragioni, pur essendosi attrezzati da tempo, dovranno rinunciare alla sfida con Messi e compagni, magari con un ormai inutile aereo A/R prenotato. Siamo certi di svolgere un servizio importante anche per il Milan stesso (da sempre attento alla voce e all’umore dei propri tifosi, cui ha sempre dato importanza), dando voce al sentimento in questo momento prevalente sul nostro spazio Facebook e sul nostro forum:  la delusione.

E’ un esempio-tipo ciò che scrive Denis A. :“Io ho fatto la tessera apposta per vedermi la partita, e vengo da Cosenza, spendo soldi per aereo e albergo e tutto…e ora?”. Scrive invece Michele D.P. : “Mi va bene il discorso tessera….ma che adesso bisogna anche vedere i punti come al supermercato mi sembra esagerato. Direi che la tessera più che semplificare sta allontanando la gente dagli stadi”.
“Non è giusto , sono un ragazzo siciliano che va a Milano apposta per la partita , anch’io ho la tessera rossonera , non posso essere tagliato fuori”, dice Serafino C .

Francesca N. è molto pratica: “normale che chi è di Milano o più vicino a Milano, sia come città, sia come regione ha più punti in quanto una persona del Sud Italia di certo non fa avanti e indietro tutte le domeniche o i mercoledì per una partita per ovvi motivi, non perché non vuole. E non chiamate tifoso occasionale chi non può andare allo stadio perchè l’essere tifoso non si misura in quello”.
E’ appunto quello tra presunti tifosi fedeli e presunti tifosi occasionali il dibattito che monta sulle nostre pagine. Vincenzo A. ha però le idee chiare. “Meritocrazia? E quale sarebbe il merito? Abitare a due passi da Milano e poter vedere il Milan ogni domenica? Questo in italiano si chiama privilegio, non merito. E chi vive lontano, oltre al danno, al dover prenotare aerei e posti letto, a dover spendere il quadruplo per una partita, ha anche la beffa di non poterla vedere. Bravi…premiamo chi mangia le paste domenicali, sparecchia e va a vedere il Milan, e penalizziamo chi si sbatte per posti letto e viaggi, e fa notti in piedi perché per lui anche Milan-Bologna è un sogno di difficile portata…”

Luca C. è deluso quanto diretto: “siamo una societá di borghesotti…che schifo”, è più diplomatico invece Davide M. : “Non sono quel tifoso che è tutte le domeniche allo stadio o in trasferta , ma posso ugualmente dire la mia. allo stadio vado due volte al mese, i punti li avrei comunque. Quello che non mi va è che solo i titolari di Cuore Rossonero possono andarci.  Ho un amico che ha il desiderio di andare a vedere il suo Milan ma non ha soldi per fare nè tessera, né  biglietto così avevo pensato di regalargli il biglietto io … invece no, neanche questo si può fare”….

Non mancano, dicevamo (anche se in minoranza sensibile) i pareri favorevoli. Ad esempio Denis S.: “ chi si fa 50 partite a campionato fra trasferte e San Siro deve essere premiato”, a cui risponde però Tizy C.  “esiste lo sconto per chi fa tante partite, tipo il 30% di sconto per chi ha l’abbonamento e ci sta, ma che devo regalare l’abbonamento e spenderci  400-500 euro per il campionato e altri 200 per la Champions non esiste proprio, io devo vivere con 1.000 al mese e di certo non li regalo! La meritocrazia si deve attuare x il lavoro che è la cosa più importante soprattutto in questo momento di crisi, licenziare chi non lavora e fa il mantenuto statale e dar lavoro a chi vuole veramente lavorare per suoi meriti e non per conoscenza, questa dovrebbe essere la meritocrazia, non per uno sport”.

Cristina M. scrive: “Secondo me è giusto, peró le regole vanno fatte all’inizio dei giochi! Una mia amica non poteva farsi l’abbonamento, ma contava di prendere il biglietto x barcellona…nonostante i 3000 punti stella non ce la farà! Se si fosse saputo a settembre, avrebbe preso l’abbonamento!”. Tra i favorevoli, Alessandro G. (“è giusto così noi che seguiamo sempre il Milan abbiamo la precedenza!”) e Alessandro C.:  “Punti Stella a parte, i tifosi che si lamentano sono stati poco attenti o furbi…. Se avessero fatto il mini abbonamento Champions, sarebbero sicuri di vedersi a S. Siro il big match contro il Barcellona. Quindi ragazzi non vi lamentate, dovevate pensarci prima! Adesso è troppo semplice…”

Parere “intermedio” quello di Federica V.: Davi“io non trovo giusto che non sia stato comunicato prima perchè la gente ha prenotato gli hotel e i voli, ma trovo giusto il metodo. Non si può pretendere di venire allo stadio nei Big match e basta e non si può pretendere che chi va sempre allo stadio non possa avere agevolazioni per questo tipo di partite. Anzi, se avessero cominciato l’anno scorso con Totthenam – Milan io non mi sarei ritrovata a Londra con altri amici in un pub a vedere la partita, sarei stata allo stadio, non sarei andata in banca all’apertura con i terminali “magicamente” bloccati. E in molti hanno avuto lo stesso problema, gente che vedo allo stadio il mercoledì in coppa Italia e che ho visto in quel pub seduti di fianco a me. Non è giusto non essere stati avvertiti prima ma la meritocrazia per i punteggi è giusta. Chi è fedele da anni va premiato”.
Davide S. dice: “è vero che non può essere definito tifoso occasionale chi vive distante, ma vi assicuro che se entrate a san siro nelle partite importanti la maggior parte non sa neanche perchè i big sono indisponibili magari da tempo. Con meno di 40 euro uno faceva un mini abbonamento cl e si parava il culo e se è un tifoso che segue il Milan lo sa che nelle partite di cartello è sold out”. La risposta arriva da Vincenzo S. : “io mi paro il c..o se ho gli elementi per sapere che servirà il miniabbonamento. La società questi elementi non li ha forniti, mai: intendo aggiornamenti sul numero di abbonamenti durante la campagna abbonamenti. Ci sono tanti modi per premiare i tifosi che vanno di più allo stadio ( che non è affatto detto siano i più fedeli), ma non si può privare un tifoso della possibilità di andare allo stadio. Io la penso così. l’ hanno fatta sporca.

E aggiunge, sul nostro forum, quelle che sono probabilmente le righe più incisive: “non è rispetto per i tifosi. Che cos’è sto criterio meritocratico? Che cacchio è? Io non mi sento inferiore a nessun milanista, a nessuno. Ma vivo a Bari, e a 10000 punti stella ci arrivo in una vita. Non è giusto. E aggiungo: se sei una società trasparente, informi puntualmente i tifosi sul numero di abbonamenti. La società, quest’ anno non ha emesso un comunicato che sia uno, nè durante, nè a campagna conclusa. Io, tifoso non meritevole (nuova categoria di tifoso, dopo quello non evoluto), leggo il sito almeno una volta al giorno, e non è mai venuto fuori nessun comunicato. Il tifoso non meritevole come fa a capire? Se li inventa i dati. Perchè se non sei meritevole, almeno cerca di essere Nostradamus. Sono incazzatissimo, e dubito che mi passerà presto”.

Questa volta vado controcorrente: è l’unico utilizzo giusto della Tessera del Tifoso che ho sentito fare fino ad oggi!

Per chi non avesse capito: il Milan, come ha fatto del resto anche l’Inter, ha inviato la tessera “Cuore Rossonero” a tutti coloro che negli ultimi anni abbiano acquistato anche solo un biglietto per una partita a San Siro (e questo spiega l’alto numero di sottoscrizioni alla tessera sbandierate da Maroni: di 800.000 tessere, la metà sono state fatte dalle due squadre milanesi con questo “stratagemma”, altro che fidelizzazione!). Inoltre ha poi inventato questa cosa dei “punti-stella”, ovvero uno speciale punteggio che viene accumulato sulla propria card ogni volta che si va a vedere una partita, in casa ed in trasferta (per esempio, la trasferta a Londra contro il Totthenam della scorsa stagione in Champions League valeva molti più punti stella delle partite in casa in campionato). Una sorta di fidelizzazione, che oggi, alla vigilia di Milan-Barcellona, consente a tutti coloro che hanno seguito di più il Milan e che quindi hanno accomulato il maggior numero di punti-stella di avere la precedenza per l’acquisto dei biglietti. In un paese in cui i biglietti per gli eventi più importanti vanno in mano a sponsor, amici di amici e politicanti vari, una società che premia la costanza dei propri tifosi ha quasi il sapore della rivoluzione! Per capirci, due anni fa in occasione della finale di Champions fra Inter e Bayern Monaco, mentre i tifosi nerazzurri impazzivano fra agenzie di viaggio ed affini, i colleghi tedeschi che “c’erano sempre stati” usufruivano della possibilità di acquistare i biglietti in prevendita con un metodo molto simile…

Di cosa si lamentano i tifosi milanisti? Erano convinti che la Tessera del Tifoso gli desse la certezza matematica di vedersi tutte le partite per intercessione divina?

A me sembrano i soliti discorsi da italioti, di quelli che magari quando è uscita la Tessera del Tifoso ti dicevano: “Beh, se non hai niente da nascondere te la fai, che problema c’è?” e che oggi che si ritrovano a piedi per la partita più importante dei gironi di Champions (ma quanti di questi saranno andati a vedere Milan-Victoria Pilsen?) gridano allo scandalo.

Personalmente ritengo che se la Tessera del Tifoso fosse concepita in questo modo, sarebbe uno strumento giusto e meritocratico. Purtroppo la realtà la conosciamo tutti: è uno strumento di repressione, col quale si va a chiedere alla questura il permesso per poter fare due cose che dovrebbero essere un nostro diritto sacrosanto ed inviolabile, ovvero abbonamento e trasferte! Ma evidentemente agli italioti sta meglio passare la lingua sul culo del questore di turno che guadagnarsi le cose con merito…

Commenti (8)

tessera-del-tifoso

Tags: , ,

AH, CHE GRANDE VANTAGGIO LA TESSERA DEL TIFOSO

Posted on 04 novembre 2011 by La Padova Bene

Questa che pubblico, tratta da “Dodicesimo Uomo“, è la vicenda di un tifoso viola che ha sottoscritto la Tessera del Tifoso, e che sarebbe voluto andare a Verona per vedersi la partita. Sarebbe, appunto…

Sei un tifoso vuoi andare a farti una scampagnata con mangiata, giratina e magari entrare in uno stadio bellino come quello di Verona che e’persino coperto ? Non ci provare nemmeno, l’accoglienza se sei “un ospite” e’ freddamente cordiale.

Si perche’ a prima vista uno puo’pensare, oh una domenica dove si va a trovare qualche amico a Verona poi si mangia e si entra tranquillamente allo stadio , vediamo la partita e si torna a casa. Gia’ la partita, eh un bel problema vederla , uno pensa beh ho fatto la tdt anche se per altri motivi ( un mutuo che nn e’mai arrivato) almeno posso fare tutte le trasferte e non mi romperanno le scatole, ed invece no , proprio nella trasferta piu’facile e tranquilla , il meccaniso diventa kafkiano, modalita’ di acquisto o tramite sito internet boxol ( dove pero’ nn ti danno il biglietto fisico ma solo un voucher che poi devi andare a ritirare con relativa fila dopo aver passato il controllo all entrata, se però’ poi nn puoi andare allo stadio non ti danno il biglietto pagato perche’ non ti sei presentato a ritirarlo…) oppure in banca , gia’ la banca , in Toscana e’ la famosissima CASSA DI RISPARMIO LUCCA PISA E LIVORNO , arriva il comunicato ufficiale , ti danno un bel elenco di filiali ,ti dicono che puoi prenderne 4 a testa basta fornire le 4 tdt in originale vedi che ne hai una vicina a casa, che fortuna dici tra te e te, e’una banca tranquilla non c’è nessuno, vabbe’ si tratta di farsi dare le tdt dagli amici vai li e le prendi per tutti e 4.

Ti presenti in Banca lunedi’ e non ne sanno niente, vai mercoledi e ti dicono torni domani , vai oggi che e’giovedi e ti dicono ah si beh ma non sappiamo neanche come farli, pero’ dopo tre volte che ti vedono. Visto che l’atteggiamento del sottoscritto non era piu’molto cordiale, il solerte bancario mi dice “le do’ una bella notizia , ce ne e’una filiale in centro che ce li ha”, “bella notizia un corno” fo’ io, “c’e’ da farsi 5 km di auto, trovar parcheggio e perdere un altra ora” Non demordo, arrivo a questa fantomatica filiale e li’ la prima sorpresa: deserta! Con un solo impiegato ! “E si va bene di nulla” penso fra me e me, c’è per fortuna tre persone avanti e basta, poi arriva il mio turno e domando i biglietti per Verona , l’impiegato mi fa :”guardi ho solo carta per fare 19 biglietti” , gli fo io “ma ne vorrei solo 4!” tiro fuori le 4 tessere in originale e il documento, l’impiegato mi fa ” Ah se nn ci sono 4 documenti di identita’originali non li posso fare per disposizione della banca “, Guardi, fo io, “che a norma di legge con le tdt in originale me le deve fare, visto che e’previsto dalle decisioni del fantomatico CASMS , al limite le faro’ fare un fax dei documenti degli altri 3″, “ah non c’e'possibilita’ “mi fa ” la Direzione ha deciso cosi’” Morale alla fine di 4 giorni, riesco a fare un solo biglietto maggiorato anche di 3 euro di commissioni per un servizio che non ho ricevuto, ce l ho fatta sono una mosca bianca ho il biglietto fisico dopo 25 euro spese e 3 ore perse in tre gg!

La domanda che faccio e’ ma se la tdt prevedeva che si potesse tranquillamente andare in trasferta ma per determinate trasferte , come Verona vengon messe barriere e trappoline ad ogni passo , che nei campionati stranieri mai si degnerebbero di mettere perche’ li il tifoso e’benvoluto, a che serve questa tdt che peraltro non m ha fatto prendere manco il mutuo agevolato previsto “perche’non davo le garanzie necessarie”?, A cosa serve se hai l’impressione che i tifosi non sian benvoluti allo Stadio? L’amara constatazione e’che ti scoraggiano ad andare con poco”fairplay” e non ti danno quel rispetto che poi pretendono dai tifosi!

Tutte le volte che qualcuno “apre gli occhi” rispetto a ciò che ci raccontano sulla tessera del tifoso, per me è un piccolo passo avanti…

Commenti (3)

Scansiona 5

Tags: , , , , ,

SUCCEDE A VARESE, NELLA PATRIA DI MARONI…

Posted on 19 ottobre 2011 by La Padova Bene

Venerdì sera alcuni ragazzi della Fattori, sprovvisti di tessera del tifoso, hanno deciso di seguire il Padova a Varese, la patria di Maroni. La partecipazione alla trasferta non era in programma, ma i ragazzi hanno deciso di tentarci lo stesso dopo aver notato su un sito internet la possibilità di acquistare un biglietto a prezzo ridotto per la partita. Detto, fatto, sono partiti alla volta della città lombarda, col consueto fatalismo di chi rischia di non riuscire ad entrare allo stadio. Invece nessuno ha fatto storie, almeno fino al momento di emettere il biglietto, regolarmente ritirato dopo aver consegnato l’apposito coupon allo sportello accrediti. Eccone una prova (ho cancellato il nome e cognome del possessore, per motivi di privacy):

Chiaramente il fatto di avere un regolare biglietto in mano non mette al riparo dalla possibilità di essere tenuti fuori dallo stadio, come successo questo week end ai doriani ad Ascoli ed agli empolesi a Bari… Invece ecco la sorpresa: il “sicurissimo” Franco Ossola, stadio di Varese, città natale del Ministro Maroni (mica cazzi…) non ha nessun sistema di controllo! O meglio, i tornelli ci sono ma sono tutti aperti e non è necessario passare il biglietto sotto il lettore per entrare, gli stewards ci sono ma non chiedono il documento a nessuno! E pensare che qui ci sarebbe qualcuno (Zampieri, te fiscia ee rece?) che sostiene che per andare in serie A ci vogliono altri tre milioni e mezzo di euro (!!!) per adeguare ulteriormente l’Euganeo… Nella città di Maroni il tempo si è fermato, e si può entrare senza dover mostrare nessun documento a chicchessia e senza passare per nessun tornello!!!

Facile come bere un bicchiere d’acqua, i ragazzi entrano allo stadio ed espongono la pezza “Tribuna Fattori” tranquillamente nei distinti, come se niente fosse… La cosa non sfugge ai solerti occhi della Digos locale, e dopo nemmeno un quarto d’ora arrivano gli stewards tutti trafelati: “Ma voi ce l’avete la tessera del tifoso?”, “No!”, “Ma come cazzo avete fatto ad entrare?”, “Facendo il biglietto qui allo sportello accrediti”, “Non è possibile, ci state prendendo in giro!”. I ragazzi, per il solo fatto di non aver la tessera del ministro di casa vengono quasi trattati da camorristi. Ad un certo punto il capo-steward fa partire l’accusa: “Voi vi siete procurati dei tagliandi falsi!”. Chiaramente la cosa è durata anche troppo, e un ragazzo esibisce il biglietto. Lo stesso biglietto che ho pubblicato sopra, sulla cui autenticità non ci sono dubbi. Ed infatti gli stewards sbiancano…

Ancora un po’ di conciliabolo, poi gli stewards ritornano con un aria molto meno baldanzosa ed arrogante: “Vi possiamo chiedere PER PIACERE di spostarvi nel settore ospiti insieme agli altri tesserati?”. La trattativa va avanti per un po’, ed a fine primo tempo sette ragazzi vengono spostati nella curva ospiti.

Un’altra decina invece, avendo pagato anche una bella cifra per il biglietto, decidono di rimanere in tribuna fianco a fianco con i varesini. Proprio delle ottime misure di sicurezza. Eccezionali direi. Continuo a ribadire che non siamo a Napoli, non siamo in terronia, non siamo in una qualsiasi città del Sud tanto facile ai luoghi comuni: SIAMO A VARESE, ESTREMO NORD DELL’ITALIA, CITTA’ NATALE DEL MINISTRO DEGLI INTERNI, ILL.MO DR. ROBERTO “BOBO” MARONI!

I ragazzi nella ripresa si uniscono così ai tifosi tesserati presenti in curva ospiti. E qui si capisce un attimo il perché di controlli così “leggeri”: un ragazzo, regolare possessore di tessera del tifoso, mostra il suo biglietto. Chiaramente anche qui ho cancellato il nome per motivi di privacy (lascio le iniziali, per far capire che il nome c’era). Guardatelo, e giudicate voi stessi:

Biglietto scritto a mano, riportante nome e cognome del destinatario, manco la data di nascita, il settore ed il prezzo!!! Probabilmente ci sarà stato un disguido telematico, o un guasto nel sistema di emissione, o che cazzo ne so… ma la sicurezza? La portiamo avanti a colpi di penna biro?

In conclusione, possiamo dire che nell’epoca della tessera del tifoso e di tutti i proclami sulla sicurezza; a Varese, nella città del Ministro Maroni, la sicurezza nello stadio locale è così gestita:

-Possibilità per chiunque di acquistare un biglietto allo sportello accrediti dello stadio

-Dati del possessore scritti a penna, peraltro senza nemmeno indicare altri dati importanti per l’identificazione come la data di nascita (tassativa qui a Padova) o il codice fiscale

-Tornelli non funzionanti ed aperti (questo si era già notato nel campionato scorso)

-Stewards che non controllano i documenti

Sarebbe questa l’applicazione del famigerato “decreto Amato”!?! Ma vi rendete conto di cosa sarebbe potuto succedere???

Niente sarebbe potuto succedere, appunto… Viene solo da chiedersi se tutti quei proclami e tutte quelle spese per adeguare gli stadi (fra l’altro, il Franco Ossola farebbero prima a buttarlo giù che ad adeguarlo…) fossero così strettamente necessarie, di fronte a quanto si è visto a Varese.

Ripeto, Varese. Non parliamo di Napoli. Parliamo di una città considerata (a ragione o a torto) roccaforte leghista, che ha dato i natali all’attuale Ministro degli Interni. Quel Bobo Maroni che tanto insiste sulla bontà delle sue normative. Talmente insiste che nemmeno nella sua città d’origine se lo cagano più, come del resto non si cagano più molto il suo partito.

Direi che, a questo punto, è utile far passare questo bel video, censurato da quasi tutte le televisioni, a proposito del “caloroso” benvenuto che proprio Varese ha riservato al leader del partito di Maroni, Umberto Bossi, nell’ultimo congresso leghista tenuto in città:

Ho la sensazione che la Lega sia al capolinea. E con essa, la Tessera del Tifoso.

Commenti (18)


Collabora con noi


SEGUICI!!!