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Tag Archive | "iniziative"

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COMBATTIAMO GLI SPRECHI: CAMPAGNA CONTRO L’ONMS

Posted on 18 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: As Roma Ultras

Il Governo Monti, qualche giorno fa, ha invitato tutti i cittadini a segnalare sprechi da tagliare. Ovviamente mi avete segnalato un palese spreco che direi di segnalare in massa: l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. Il testo è abbastanza semplice: “Quale cittadino fruitore di manifestazioni sportive, segnalo l’inutilità dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, le cui decisioni hanno contribuito a svuotare gli stadi italiani e a rendere sempre più difficile la partecipazione all’evento sportivo. Un simile organismo è peraltro ormai superato anche per l’esame e la valutazione delle “partite a rischio” in quanto per lo stesso tutte le partite sono a rischio e sono quindi interdette alla maggior parte dei tifosi di calcio italiani. La sua eliminazione contribuirebbe al risparmio, al riaffollamento degli stadi e, perché no, anche all’eliminazione di quel sentimento di irritazione dei tifosi che – come il sottoscritto – hanno perso il piacere di andare allo stadio ed ha difficoltà a seguire da uomo libero la propria squadra del cuore”. L’opinione può essere inserita in questa pagina del sito del governo, previa compilazione dei campi,http://governo.it/spendingreview/RedWeb_Form.htm ed anche inviata via mail, se lo si vuole, tramite il sito di Repubblica.it: segnalasprechi@repubblica.it

Mi sembra un’iniziativa buona e giusta. In un’epoca in cui si cerca di limitare gli sprechi, paghiamo un’organismo inutile come l’Osservatorio, il cui unico risultato raggiunto è stato quello di rendere la vita impossibile a tutti i tifosi. Sarebbe ora di farli chiudere.

S-E-G-N-A-L-I-A-M-O!

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INGRIFATI PERUGIA IN MEMORIA DELLO “SKONDRO”

Posted on 17 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Perugia Today

Amare la propria squadra del cuore, almeno a Perugia, coincide anche con lo stesso amore e rispetto per la propria città che ogni domenica dà un’anima e un accento particolare agli 11 giocatori che scendono in campo. Un esempio su tutti sono gli Ingrifati, gruppo ultrà perugino, che questa mattina insieme al vice-sindaco Nilo Arcudi ha ufficializzato una donazione di 15mila euro per risistemare e mettere nuovi giochi per i bambini nel parchetto di San Sisto tra via Albinoni e via Pizzetti.

Una donazione importante che è figlia di un altro amore: ovvero quello per Andrea Vinti, detto lo Skrondo, capo storico degli Ingrifati scomparso negli ultimi mesi del 2008 mentre si trovava in Brasile. Le difficoltà economiche di Andrea costrinsero i tifosi del Grifo a fare un appello nazionale per una colletta che avrebbe consentito di trasportare la salma del ragazzo dal Brasile in Italia. All’appello hanno risposto in tanti da Perugia e da tante altre tifoserie del Paese e così furono molti i denari raccolti.

I soldi non spesi per i funerali – che si sono svolti al Curi – sono stati custoditi gelosamente dagli Ingrifati per poter creare un progetto a favore della città e che avrebbe fatto ricordare per molti anni ancora la figura dello Skrondo. I tifosi, da domani, non solo sono i finanziatori del Parco ma se ne prenderanno ancora cura per la manutenzione e per dare vita a nuove iniziative in campo sociale. Una bella storia nata però dalle lacrime per un amico che non c’è più.

Una bella iniziativa, come del resto ce ne sono tante nel mondo ultras. Molto spesso (direi quasi sempre) la gente ha un’idea sbagliata degli ultras, ed a tutt’oggi in Italia, dove il movimento esiste da più di 40 anni, per molti l’ultras è colui che lancia uno scooter giù dagli spalti di San Siro. Invece, come ho sempre detto, dietro le curve ci sono storie di amicizie, di aggregazione, di solidarietà…. anche di violenza, certo, che però è sbagliato presentarla come l’unico aspetto di un movimento vasto e variegato.

Di fronte poi alle iniziative di solidarietà portate avanti da molte tifoserie, c’è sempre il “sapientone” di turno che arriva a sostenere che tutto viene fatto in funzione del “lavarsi la coscienza”… Fa ridere perchè poi se si va a conoscere il “sapientone” in questione proprio dai suoi gusti, dalle idee politiche, dal modo di vivere; si finisce per scoprire molte cose interessanti anche sul valore (scarso) della persona!

In realtà moltissimi gruppi ultras hanno sempre fatto del proprio impegno sociale una bandiera, e non è un caso che quest’iniziativa venga proprio dagli Ingrifati Perugia, che sul campo sono sempre stati fra i più attivi. Credo che tanta gente, prima di parlare degli ultras, dovrebbe sciacquarsi la bocca. Con l’acido, possibilmente.

 

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RIVOLTA IN SPAGNA, NESSUNO NE PARLA

Posted on 17 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Julie News

MADRID – Dopo le scosse telluriche, in Spagna, arrivano anche quelle sociali: da Twitter e Facebook l’attivismo si è trasferito nella piazza principale di Madrid (La Puerta del Sol) attraverso la viva (ma per ora totalmente pacifica) protesta di centinaia di migliaia di giovani “indignados” provenienti da tutto il territorio iberico.

Guardando le immagini in diretta attraverso ustream e tramite i video caricati su youtube, si intuisce subito la portata non trascurabile del movimento di contestazione e rivendicazione; esploso questa volta nel cuore dell’Europa. Uno dei pochi giornali italiani che sono occupati di raccontare brevemente la rivolta, l’Unità, scrive che il folto gruppo di persone è composto in prevalenza da giovani che si autodefiniscono “senza casa” (e senza futuro) e che, esasperati, hanno deciso di scendere in piazza per esigere una reale alternativa all’attuale classe politica che dirige la Spagna.

Precari, disoccupati e studenti: tutte categorie che raccolgono sempre più persone e che trasudano sempre più rabbia e frustrazione. Questi nuovi gruppi di “scontenti” travano attraverso internet il modo di coordinarsi ed organizzarsi per grandi manifestazioni di massa. Un popolo di insoddisfatti che cresce di numero giornalmente e al quale, lo stesso Zapatero, resosi conto della grande partecipazione che ha riscosso il movimento, ha detto di voler dare ascolto. Gli “Indignados” denunciano in particolare la collusione tra politici e banchieri e molti di loro non nascondono simpatie per il pensiero anarchico; visto come unica alternativa credibile all’oramai azzoppato modello democratico.

Al momento, alle ore 00:08, si nota la piazza ancora stracolma e si sente con chiarezza la voce di un ragazzo che parla attraverso un impianto d’amplificazione invocando il ricambio politico, la coscienza sociale e le riforme che aiutino i giovani e le categorie deboli. Poi ancora:”No alla speculazione”, “no alla privatizzazione”, “no ai politici corrotti”.

NASCE IL MOVIMENTO 15-M.E se in Italia esiste il Cinque Stelle, in Spagna c’è quello che anche l’Unità definisce “il movimento spontaneo dei giovani anticrisi del «15 M» (per 15 maggio)”. Sono stati già 50.000 gli attivisti coinvolti nei movimenti di piazza e, sia il centrodestra che il centrosinistra spagnolo, ha mostrato vivo interesse per la nuova formazione partita dal basso ed esplosa grazie al web 2.0. Del resto, con un tasso di disoccupazione pari al 20%, la Spagna è un terreno sicuramente molto fertile per la nascita di sommosse sociali su larga scala.

Il 15-M conta sull’adesione di centinaia di migliaia di persone ed è riuscito a raggiungere oltre 40 città iberiche. Intanto, anche Zapatero, dato già per perdente alle elezioni previste per il prossimo 22 maggio, si dice disposto a dare ascolto alle istanze dei giovani  che denunciano:”Si salvano le banche e non i cittadini” e poi precisano:”Non siamo noi ad essere antisistema ma è il sistema ad essere contro di noi“. Il malcontento spagnolo, però, evidentemente non interessa molto gli organi d’informazione italiani che, fino ad oggi, hanno trattato in maniera non troppo approfondita i fatti di Madrid (in tv il primo servizio su Madrid è passato il pomeriggio del 19 maggio).

Anche l’Unità, infatti, è arrivata con tre giorni di ritardo sulla manifestazione e l’articolo comparso sul Corriere è datato 18 maggio. L’Ansa ha diffuso qualche riga passata però inosservata data la mole schiacciante di notizie (e non notizie) legate alle amministrative 2011. Distrazioni magari anche comprensibili dato il periodo anche se, ciò che resta difficile credere, è la mancanza d’attenzione praticamente generalizzata e contemporanea e la scarsa risonanza dell’evento riscontrata anche su organi come Reuters e La Stampa; solitamente attenti a tutto ciò che di importante accade all’estero.

Ovviamente anche in Italia nessun giornale ha riportato la notizia. Ma non poteva andare diversamente: in un paese la cui storia è basata sulla menzogna, si ha il terrore che la gente possa svegliarsi ed autorganizzarsi. Meglio, molto meglio, allevare un popolo sull’ignoranza, sulle notizie strappalacrime da Studio Aperto, sul Grande Fratello e sulla Vita in Diretta. Meglio continuare a coltivare una divisione fra destra e sinistra che nel mondo attuale non ha più alcun senso. Perchè se la gente si sveglia e capisce, sono cazzi…

Ovviamente chi gestisce questo sito la pensa in maniera molto diversa dal “sistema” in generale, e quindi ha deciso di pubblicare questa notizia, anche se non strettamente calcistica. Che male potrà mai fare essere informati?

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CACCIA ALLE STREGHE

Posted on 13 aprile 2012 by La Padova Bene

Questo è l’articolo de La Nuova Venezia:

CHIOGGIA. Obbligo di firma in commissariato a Chioggia e divieto di accesso a manifestazioni sportive per un periodo che va dai tre ai cinque anni. Questo il duro provvedimento (Daspo) con cui il questore di Venezia Fulvio della Rocca ha punito 6 tifosi per gli incidenti legati alla partita Clodiense-Miranese di domenica 1 aprile.

I tifosi, un’ora prima dell’incontro, avevano inscenato un corteo per le vie del centro di Chioggia, accendendo e lanciando fumogeni. Giunti allo stadio, fra il primo e il secondo tempo della partita i tifosi in questione, disattendendo gli accordi presi con la polizia, si sono lanciavano verso l’entrata, travolgevano gli addetti ai controlli, hanno danneggiato la biglietteria e sono entrati con la forza allo stadio senza pagare il biglietto.

Le indagini degli agenti del commissariato hanno permesso di individuare, anche grazie alle riprese video, i tifosi più facinorosi che avevano promosso i fatti. La sanzione più pesante (5 anni) è stata inflitta a un 39enne e un 28enne, entrambi recidivi in quanto già colpiti negli anni scorsi da precedente Daspo. Tre anni di divieto, invece, a due 44enni, un 34enne e un minorenne.

A tutti, escluso il minorenne, è stato imposto l’obbligo di firma al commissariato di Chioggia durante le partite della Clodiense.

Dunque questa è la versione pubblicata dai giornali, che presumibilmente non è altro che il copia/incolla di qualche velina della questura…

Questa invece è la versione di un ragazzo di Chioggia, che pubblico a confronto di quella sopra, visto che non l’hanno fatto i giornali. C’è da dire che qui qualcuno non la racconta giusta, e conoscendo le parti in causa io un’idea ben precisa ce l’ho…

Vi scrivo per fare chiarezza su quanto è successo domenica primo aprile e per far capire come siamo vittima di una repressione spaventosa.

Come ben sapete il 5 agosto 2011 a seguito della scomparsa della società il nostro gruppo “Ultras Union Clodia Sottomarina 1984” si è sciolto. A seguito della scomparsa della storica società, ne è stata creata una di nuova chiamata “clodiense”, senza divagare troppo in dettagli, questa società ha voluto rompere totalmente con il passato nello specifico, il nome nuovo, simbolo diverso e colori granata verde al posto del granata.

La squadra che gioca in campionato di eccellenza, prima in classifica, a differenza della vecchia società fa una media di 80 persone in casa (c’è da contare dirigenti, settore giovanile che va sempre in massa, parenti dei giocatori e tifoseria ospite) una miseria se pensiamo che la media spettatori a Chioggia è sempre stata di 1000 persone con picchi non rari di 2.500 fino a 3.200 presenze.

Per questo il primo aprile abbiamo deciso, come ex utras, di andare allo stadio durante la partita della clodiense a cantare cori per la vecchia Unione, con la speranza di sensibilizzare la nuova società sul tenere le tradizioni e per far capire quanto pubblico perdono a causa di queste scelte!

La manifestazione è stata totalmente pacifica ed essendo d’iniziativa popolare, non ultras, è stata concordata con le autorità proprio per evitare incidenti o casini che avrebbero portato, oltre che a rogne, alla delegittimazione dell’iniziativa.

In un centinaio ci si è trovati fuori dallo stadio a cantare e, come previsto, a inizio secondo tempo siamo entrati in curva a cantare. E’ andato tutto liscio, tanto che, i giornali e i blog, il giorno dopo hanno elogiato questa iniziativa per far avvicinare tifoseria e società!

L’unica cosa è stato che siamo entrati senza pagare il biglietto, ma la porta è stata fatta trovare aperta e nessuno a difenderla, ma siccome il clima era pacifico e tranquillo, lo stesso presidente della nuova società ha detto che non gli importava che siamo entrati senza pagare e non voleva rogne per questo motivo.

Adesso sono arrivate 6 diffide, tutte pesantissime perché da 3 a 5 anni con obbligo di firma, tra cui un ragazzo di 16 totalmente incensurato. Le accuse sono delle più assurde, ci viene detto che abbiamo devastato il centro di Chioggia con torce e spaventando la popolazione, ci aver devastato la biglietteria (biglietteria totalmente integra senza un graffio), di aver acceso torce nel percorso per andare lo stadio etc.

Il tutto ampliato in maniera MITOLOGICA dalla stessa stampa, che 2 settimane fa ci aveva elogiati!

Scrivendo che noi siamo ultras facinorosi della clodiense che abbiamo attuato una contestazione violenta contro la società e, infatti, chi è stato daspato è stato daspato come ultras della clodiense!

Cosa senza senso, dato che noi, che non andavamo in stadio da 1 anno, ci siamo andati per tifare la vecchia squadra, non la squadra in campo e non ci sono mai stati cori CONTRO la dirigenza attuale!

Sembra quanto più evidente che contro di noi c’è una repressione a tutto campo, negli ultimi 3 anni abbiamo ricevuto nel complesso ben 25 diffide, nemmeno una per scontri, tutte per cazzate tanto per avere il pelo sull’uovo per diffidarci. La nostra tifoseria in 27 anni di vita non è mai stata in serie C, per tanto i numeri sono quelli che sono, abbiamo sempre militato tra prima categoria, promozione, eccellenza e serie D. 24 diffide in 3 anni sono una marea!

Questo è il breve resoconto, più avanti vedrò di mandarvi qualcosa di più lungo approfondito, ma la cosa è davvero ridicola, tante cazzate non mi è mai capitato di leggerle!

24 diffide a Chioggia non sono poche, considerate le dimensioni. Adesso però mi chiedo: chi vuole la fine degli Ultras Chioggia? Perchè rileggendo vari articoli ho come la sensazione che in una città “particolare” (chi vive in Veneto lo sa) si voglia cercare di “normalizzare” tutto, a partire dallo stadio. Ben sapendo che dietro questi fini “nobili” c’è sempre qualche interesse molto m€no nobil€, mi viene da pensare che forse l’attuale società della Clodiense ha più di qualche interesse nel far sparire il movimento ultras dalla cittadina lagunare…

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SIENA TRIP FROM AVELLINO

Posted on 04 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Sport People

Sorpresa in Siena-Udinese, gara durante la quale una trentina di ultras avellinesi hanno fatto la loro comparsa in Tribuna allo stadio “Artemio Franchi”.

Qualcosa di simile era già avvenuto in Cittadella-Empoli, allorquando un gruppo di tifosi padovani si presento durante questa gara del tutto estranea alle sorti della propria beneamata compagine, impegnata in trasferta ad Ascoli, per sottolineare l’assurdità e l’inutilità della tessera del tifoso, strumento che secondo i suoi inventori servirebbe ad allontanare la violenza e riavvicinare i tifosi veri. La realtà invece parla di tifosi veri, quelli disposti a tutto per la propria squadra, che sono spesso e volentieri lasciati fuori dalle mura dello stadio se non accettano di scendere a compromessi con questa tessera che un ente assolutamente imparziale come il Garante per la Privacy ha definito del tutto illegittimo, senza che però ciò influisse più di tanto sulla sua esistenza.

In questo caso, la presenza dei tifosi avellinesi oltre all’ennesima ridicolizzazione della tessera del tifoso, era volta anche a mettere sotto i riflettori la propria questione interna, venutasi a creare dopo il fallimento dell’US Avellino e la successiva nascita dell’AS Avellino (inizialmente SSD Avellino.12), squadra in cui il vecchio zoccolo duro del tifo non s’è mai riconosciuto, tanto che diversi sono stati i gruppi sciolti dopo la morte del vecchio sodalizio biancoverde.
Nonostante lo scioglimento degli “Splatter”, dei “Bush” e dei “Cruels” proprio per il venir meno della loro vecchia ragione di vita, esiste ed è comunque ancora attivo un manipolo di tifosi che lotta per la difesa del nome, del logo, dei colori e della tradizione dello scomparso US Avellino, dunque questa occasione era una vetrina come un’altra per mettere in evidenza tanto l’assurdità della tessera del tifoso quanto più in generale la ferocia del calcio moderno, capace di distruggere tutta la passione popolare che un tempo ruotava attorno alla palla di cuoio pur di ingrassare i propri meccanismi televisivi, economici e politici.

Bella inziativa, lode dunque agli orfani dell’US Avellino che ancora non s’arrendono e che hanno dimostrato quale sia la parte vera, viva e sana  del calcio, proprio in un periodo storico in cui gli attori principali del calcio si dimostrano marci fino all’osso.
Infine, sarebbe inutile dirlo ma lo facciamo a scanso di quelli che potrebbero avanzare idee maliziose, non c’è stata alcuna tensione durante la loro presenza sugli spalti, anzi, gli stessi hanno ricevuto la massima solidarietà del pubblico presente e, all’esterno, hanno avuto anche modo di solidarizzare con il “Collettivo IncUdine”, gruppo di non tesserati che girano comunque al seguito dell’Udinese, nonostante spesso e volentieri si ritrovino di fronte all’impossibilità di poterla sostenere dagli spalti per via di queste stupide norme che non permettono a dei tifosi così follemente innamorati di poter seguire la propria squadra ma che paradossalmente lasciano il via libera a chiunque altro a cui di solito non interessa niente di tutto ciò per cui i tifosi combattono e cercano di preservare.

Rispetto per la mossa degli avellinesi. Calciatori, dirigenti, presidenti, arbitri, sbirri, ministri: tutto passa. Gli ultras no!

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MANTOVA: PARTE LA CLASS ACTION CONTRO IL CALCIOSCOMMESSE

Posted on 04 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Mantova Blog

Ricordate la class action che il Centro di Coordinamento Mantova Club aveva messo in piedi in sinergia con gli ultras della Te per chiedere i danni ai protagonisti del Calcioscommesse? Ebbene, siamo arrivati al dunque: negli ultimi mesi l’avvocato Dionigi Biancardi ha lavorato nell’ombra per preparare l’offensiva legale, ed ora si fa sul serio. Più di un centinaio i tifosi che hanno firmato il documento alla presenza del notaio Tortora all’Hotel Cristallo di Cerese. Per quanti volessero ancora firmare (noi lo faremo), niente paura: il CCMC informa che nei prossimi giorni sarà resa nota una nuova data nella quale sarà possibile aderire all’azione legale dei tifosi biancorossi. Ovviamente – fanno sapere dal Centro di Coordinamento – non è necessario appartenere a un club riconosciuto per poter firmare l’azione legale.

Ovviamente non posso far altri che benedire quest’iniziativa, ed anzi se potessi firmare anchio ne sarei felice! Non sono tifoso del Mantova, ma sono semplicemente uno dei tanti appassionati di calcio che si sente tradito da questi pagliacci viziati, e dato che ho l’opportunità di mandare Gervasoni e compagni di merende a lavorare in catena di montaggio per il resto della loro vita, non vedo perchè farmela scappare!

Tutte le tifoserie coinvolte nella bagarre dovrebbero muoversi in questo senso, invece che parlare (molto “italianamente”) di complotto contro la propria squadra o di inscenare manifestazioni a difesa del proprio pseudo-simbolo (e che bel simbolo di merda, verrebbe da dire!) che si arricchiva sulla pelle della loro squadra del cuore!

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LA CURVA FURLAN TORNA A SCUOLA…

Posted on 03 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Sport People

Ci siamo!

Domenica ci giochiamo buona parte del nostro campionato e del nostro futuro.

E’ stata una settimana intensa per la Curva Furlan con gli striscioni appesi in giro per la città per caricare la squadra e invitare il pubblico a riempire le gradinate del Nereo Rocco e con i volantini distribuiti fuori dai licei per cercare di avvicinare qualche giovane a una realtà che con fede e passione rappresenta i colori rossoalabardati ovunque.

Anche la Triestina Calcio con una politica di prezzi popolari ha fatto la sua parte e ha apprezzato molto il lavoro svolto per pubblicizzare al meglio questa partita… ora tocca a te! Vieni anche tu domenica in Curva Furlan: aggregazione, cori e passione per una domenica all’insegna del tifo alla nostra amata Unione.

Ti aspettiamo nella parte bassa a cantare con noi, porta una bandiera e convinci un tuo amico a venire con te.

Sosteniamo a gran voce la nostra squadra e diventiamo il dodicesimo uomo in campo per novanta minuti, solo così potremo far vedere a tutti quanto ci teniamo all’Unione Sportiva Triestina Calcio.

Trovo che la Curva Furlan sia uno dei gruppi attualmente più “avanti” del panorama italiano, a partire dal modo di combattere la tessera (niente incontri solo scontri) fino a queste iniziative che denotano attaccamento alla città, al territorio, voglia di porsi come una valida alternativa giovanile… Bellissima l’idea di volantinare fuori dalle scuole, ancora più bella quella di tenere proprio dei dibattiti nelle stesse scuole come hanno fatto alcuni gruppi (Bresciani, mi pare). Una cosa di cui avevo parlato anche qui a Padova con alcuni miei soci (ricevendone in cambio uno sberleffo ed un sonoro “Basta cagade!”). Gli auguro un futuro radioso, per me se lo meritano…

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VERGOGNA TARANTINA

Posted on 05 marzo 2012 by La Padova Bene

Recentemente il Taranto Calcio e la tifoseria jonica sono stati loro malgrado protagonisti di una vicenda che oserei definire strana. Per capirne di più, pubblico questa mail inviatami dal lettore Carmine (che ringrazio):

Salve , son un tifoso del Taranto e desidero portare a Vostra conoscenza quanto accade nella mia città. Qualche settimana fa i Taranto Supporters, un gruppo di tifosi della nostra squadra, attraverso il proprio guestbook hanno lanciato un’iniziativa volta a raccogliere fondi per acquistare uno spazio sulla nostra maglia in quanto priva di sponsor ufficiali. Tutta la tifoseria si è mobilitata ed ha raccolto più di undicimila euro. Attraverso un sondaggio sul proprio sito i Taranto Supporters hanno chiesto ai propri concittadini quale messaggio avrebbero voluto vedere sulle maglie del Taranto. E’ stata scelta la scritta RespiriAmo Taranto che, oltre ad esprimere amore verso la squadra, voleva sensibilizzare le coscienze a proposito dei gravi problemi che l’inquinamento  crea nella nostra città.

Prima della partita con la Ternana, la Lega Pro autorizza il Taranto calcio ad utilizzare la scritta RespiriAmo Taranto sulle maglie da gioco. A due giorni dalla gara, il vicedirettore Ghirelli ritorna sui suoi passi e dice che a seguito di una segnalazione (?) è costretto a revocare il permesso a mettere quello slogan sulle maglie poichè conterrebbe un messaggio politico (!!!). Niente di tutto questo, il messaggio era solo e soltanto legato all’amore per la squadra e, come vi ho già detto, era uno slogan contro i veleni che la grande industria ci propina da anni causando tumori e altre malattie legate all’inquinamento. Di questo divieto si è parlato in tante trasmissioni televisive e su molte testate web.

La ciliegina sulla torta è arrivata oggi quando allo stadio mi hanno impedito di entrare indossando quella maglia!!!

Saluti
Carmine Guarini

Dunque, io sarò anche ignorante come mi sento spesso accusare (vi risparmio da chi me lo sento dire, potreste indurmi a pensare che lo debbo ritenere un complimento!) ma sinceramente non riesco a capire cosa ci sia di politico in una scritta “RespiriAMO Taranto”. Fra l’altro, l’iniziativa è dei Taranto Supporters, che non mi risultano essere un partito politico ma un gruppo di tifosi. Fra l’altro non mi è mai sembrato che venissero messi veti su iniziative di qualsiasi schieramento politico in occasione di partite di calcio: forse le iniziative “politiche” che provengono dai partiti vanno bene e quelle che provengono dai tifosi no? Sembrerebbe che le cose stessero proprio così…

Se poi andiamo ad analizzare meglio la vicenda, potremmo essere indotti a pensar malissimo: viene bocciato uno slogan che di fatto va contro l’inquinamento di una delle città più inquinate del Sud Italia. A che pro? Potremmo per esempio pensare che in mezzo ci siano interessi ben precisi a bloccare un’iniziativa del genere. Anche politici. Magari, perchè no, gli interessi di qualcuno che Taranto la inquina sul serio e non vuole che il malcontento della cittadinanza venga fuori. Chissà, forse questo qualcuno è anche strettamente legato alla mafia… Può essere che la stia dicendo giusta? Qualcuno a proposito di “mafia” dirà “Normale, siamo a Sud…”. Beh, io qualche dubbio in merito mi permetto di sollevarlo: per capire basta che guardiate nella nostra città certe speculazioni edilizie (per esempio Via Anelli qualche anno fa) create suo tempo dal padovanissimo Zanonato, chi lavorava in certi ambiti, dove lavora oggi, chi gestisce qualsiasi iniziativa che passa per la nostra città e che tipo di rapporti ha (parentela o amicizia di partito) col primo cittadino… Il sistema è lo stesso, cambia solo il nome che gli si da!

La cosa ancora più grave è che ad un singolo tifoso (non ad una squadra quindi) venga negato il diritto ad entrare allo stadio con la maglietta raffigurante il sopracitato slogan. Perchè? Ma perchè è uno slogan politico, of course! Non bisogna pensare male. Per esempio, non bisogna pensare che qualche persona molto potente che inquina Taranto e che ha legami con la mafia voglia impedire del tutto che uno slogan pacifico e “pulito” possa far breccia fra la gente; e che per fare ciò abbia mobilitato la Lega Pro e le forze dell’ordine locali. In fin dei conti non vorremo mica pensare che le forze dell’ordine siano il braccio armato della “casta” no? Loro lavorano esclusivamente al servizio del cittadino, e lo fanno per mille euro al mese (pensate che fessi!)… E la Lega Pro? Suvvia, una struttura così pulita ed organizzata, con un sant’uomo tutto d’un pezzo come Mario Macalli alla dirigenza, capace di risanare il debito di gran parte delle squadre iscritte… Non possiamo assolutamente pensare che abbiano messo in piedi un apparato del genere!!!

Mi chiedo con che coraggio vadano in giro a raccontare che vogliono avvicinare i tifosi al calcio. Loro il calcio lo concepiscono esclusivamente come una questione di interesse privato, e meno tifosi ci sono allo stadio meglio è! Anzi, a dirla proprio tutta dei tifosi li vorrebbero: rincoglioniti, ma pur sempre tifosi! Quelli a cui propinare qualsiasi cosa, che se ne stiano buoni al loro posto e che non si facciano venire strane idee in testa come questi delinquenti dei Taranto Supporters…

A Taranto, l’ennesima pagina vergognosa della Repubblica delle Banane. Nelle foto, la risposta della tifoseria tarantina (Curva Nord e Gradinata) ed in apertura la maglia “proibita” e “politicizzata”!

 

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PER NON DIMENTICARE PORT SAID

Posted on 21 febbraio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Free Palestine

E’ stato il primo corteo degli Ultras del Ahli dopo il massacro di Port Said. Il corteo è partito intorno 17.15 ore locali dal club al-Ahli per arrivare alla procura. Tutti erano vestiti con le magliette rosse della squadra di calcio e sventolavano le loro bandiere, oltre alle quali molte erano con i volti dei ragazzi, amici, fratelli uccisi, il numero è arrivato a 194 martiri, nessuna dichiarazione ufficiale per ora. C’era una bandiera gigante di un celerino e la frase police bastards.

Un corteo giovanissimo c’erano ragazzi visibilmente al di sotto dei 17 anni. La determinazione e la forza con cui hanno urlato i cori è indescrivibile. Mentre urlavano saltavano e sembrava ci fosse un terremoto, per quanta foga esprimevano. La rabbia era tanta e lungo il corteo ci sono stati molti momenti di silenzio. Il corteo non è passato come al solito a piazza Tahrir ma hanno scelto di salire sul ponte di 6 october (uno dei ponti più importanti del Cairo per la viabilità) per bloccare il traffico e farsi sentire.

In quel momento è arrivato anche un furgoncino con il sound che ha diretto i cori fino alla fine. Erano molto organizzati con il servizio d’ordine, il cordone umano non ha mai lasciato un istante il corteo in balia del caos. Arrivati alla procura i fumogeni hanno colorato la strada e dopo qualche ora di presidio, il corteo si è sciolto.

Sono passate tre settimane dalla strage di Port Sais (Clicca qui), e c’è chi sopratutto in Europa vorrebbe far passare i fatti accaduti come normale violenza legata al calcio, che questa volta ha portato al compimento di una strage. I soliti ultras cattivoni insomma. La risposta degli Ultras Al-Ahlawy va in questa direzione: non dimenticare e non mistificare la verità!

 

 

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POLONIA: CANCELLATA LA SUPERCOPPA FRA LEGIA E WISLA

Posted on 13 febbraio 2012 by La Padova Bene

In vista di Euro 2012 le forze dell’ordine polacche stanno mostrando i muscoli. Ieri era in programma il match di Supercoppa fra il Legia Varsavia (detentore dello scudetto) ed il Wisla Cracovia (detentore di Coppa), partita che avrebbe messo di fronte due fra le tifoserie più turbolente e temute d’Europa. Per questo motivo, la polizia ha deciso la cancellazione del match. Una scelta molto paurosa, tipicamente italiana: se nessuno va allo stadio, non ci possono essere incidenti. E così sia. Tuttavia, migliaia di tifosi del Legia (a mio parere, una delle migliori realtà ultras europee al giorno d’oggi) si sono radunati allo stadio ed hanno inscenato una manifestazione di protesta. Durante la quale ovviamente non sono mancati momenti di tensione con la polizia, che comunque si è limitata a controllare che la situazione non degenerasse. Foto e video sono ripresi da Ultras-tifo.net:

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