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A PADOVA NON CI SI SMENTISCE MAI…

Posted on 17 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Il Mattino di Padova

CHIESANUOVA. Oggi i riflettori si riaccendono sugli stadi italiani. Si è tenuta infatti la cerimonia di intitolazione del centro sportivo Brentella all’ispettore capo della Polizia Filippo Raciti. La sua morte ha cambiato il mondo del calcio e l’educazione alla legalità deve continuare con il passare del tempo per garantire stadi più sicuri per tutti, tifosi e famiglie. Padova, a cinque anni dalla tragedia, si propone come capofila nel perseguimento di questo obiettivo: «la morte di Raciti è stata uno spartiacque» spiega l’assessore allo Sport Umberto Zampieri, che ha seguito il progetto in tutte le sue fasi, «a suo tempo aveva stimolato una reazione molto determinata ma con il passare del tempo l’attenzione rischia di scemare. Per questo motivo è importante ricordare».

Tra il 2002 e il 2007, anno della tragedia, in Italia ci sono stati 1.114 incidenti a seguito di partite che hanno causato 6mila feriti, 8mila denunciati e millecinquecento arresti. Gli scontri di Catania portano ad una serie di cambiamenti, tra cui la messa a norma degli stadi, l’introduzione degli steward e restrizioni nelle trasferte delle tifoserie. «Questi provvedimenti hanno avuto degli effetti», continua Zampieri, «gli scontri sono calati del 42 per cento e i feriti del 70 per cento tra i poliziotti e del 50 per cento tra il pubblico. Questo è accaduto fino al 2010, anno in cui il Ministero degli Interni ha segnato un nuovo aumento del 20 per cento degli scontri con feriti a seguito delle partite di serie A e serie B». Sempre secondo i dati del Ministero dell’Interno i gruppi ritenuti violenti e pericolosi in Italia sono 450 e arrivano a mobilitare più di 60mila persone.

«Questi numeri ci fanno comprendere quanto sia importante lavorare sul fronte della prevenzione» continua l’assessore, «spiegando ai più giovani che la violenza e l’estremismo non c’entrano nulla con lo sport. Rendersi protagonisti di atti di illegalità può comportare conseguenza molto gravi». Per arginare la violenza negli stadi Zampieri propone una strategia diversificata: da una parte bisogna lavorare sul fronte del potenziamento delle misure che servono a reprimere i violenti, garantendo la certezza della pena e continuando con l’utilizzo dei Daspo. Attività utili a isolare i gruppi di ultras, ma non basta. «Lo sport è uno strumento per trasmettere valori e lavoriamo insieme alle associazioni perché la pratica sportiva di base sia vissuta con i ragazzi» continua, «Raciti ha drammaticamente simboleggiato quanto terribili possano essere le conseguenze di atteggiamenti violenti e illegali. Bisogna ricordarlo ed estendere il messaggio anche agli altri sport, per questo abbiamo coinvolto oltre a società calcistiche (Calcio Padova, Calcio Cittadella e San Paolo calcio) altri mondi, come il Fidia Volley e il Petrarca Rugby, oltre al Coni e alla Figc».

Tanto per cambiare a Padova la giunta del PDmenoL (rubo la citazione a Beppe Grillo, non perchè abbia particolare ammirazione per lui ma perchè è particolarmente azzeccata…) non si smentisce mai, gettando la maschera ad ogni occasione e dimostrandosi esattamente ciò che sono: dei radical-chic, dei berlusconiani di sinistra che vorrebbero dare al mondo lezioni morali su argomenti su cui nemmeno loro sono preparati…

Punto numero uno: il “monumento” fa semplicemente cagare! Una lastra di marmo con incisa una frase fatta. Il muraro che sta facendo i lavori di fronte a casa mia, con cinquanta euro riusciva probabilmente a fare di meglio! Ma ora mi si dirà che non era importante la bellezza della scultura ma il messaggio che questa deve veicolare… peccato che alla fine la scultura, bella o brutta che sia, la paghiamo noi! O credete anche alla favola che chi l’ha creata abbia lavorato gratis?

Punto numero due: Zampieri è il solito che snocciola dati a comodo, suggeriti probabilmente dal questore di turno, senza verifica alcuna in merito. E quando gli si fa una domanda precisa (Michele Toniato dell’IDV l’aveva fatto un pò di tempo fa) svicola il discorso, dando risposte che sono “non-risposte” tese solo ad affermare la propria tesi e senza un contradittorio preciso.

Dal 2007 ad oggi c’è stato sicuramente un calo di incidenti e feriti, ma non certo perchè il governo ha operato “con rigore” (secondo me si è buttato…) nei confronti dei violenti, ma semplicemente perchè ha penalizzato TUTTI i tifosi indistintamente. Si dice “fare un deserto e chiamarlo pace”. Questo è stato fatto: gli stadi sono sempre più vuoti e grigi, la gente è sempre più disamorata del calcio e le “mitiche” famiglie che si volevano (a parole) riportare allo stadio non si sono mai viste. Perchè Zampieri non dice tutta la verità?

Quanto al “fronte della prevenzione” tanto caro a Zampieri, egli finge di non sapere che il Daspo è una misura fortemente limitativa della libertà personale che andrebbe quanto meno decisa da un giudice e non arbitrariamente da un questore. Non a caso più del 50% dei daspati vede decadere i propri reati per decorrenza dei termini, e di quelli che arrivano a sostenere un processo, il 75% viene assolto. Di che certezza della pena parliamo?

Sarebbe utile che qui a Padova ci si occupasse dei problemi più seri della città, e si lasciasse perdere queste inutili manifestazioni demagogiche a cui partecipa un pubblico di gente OBBLIGATA (dubito che per scolaresche e settori giovanili ci fosse possibilità di scelta…) e che tanto piacciono alla Banda Zanonato! Si è capito che in Giunta si ragiona in certi termini perchè di voti dal nostro ambiente non ne arrivano, e lo sanno. Diversamente sarebbero li tutti a passarci la lingua sul culo ed a dire che in fondo “siamo dei bravi ragazzi”. Intendiamoci: è giusto, ci si odia a vicenda e non c’è spazio per nulla. Però almeno finitela di raccontare cazzate ai cittadini, tanto non vi salveranno dal disastro sociale e politico a cui state andando incontro…


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FALSI COME UNA BIRRA ANALCOLICA

Posted on 14 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Mattino di Padova

PADOVA. Padova diventa leader in Italia nella lotta contro la violenza negli stadi e si impegna nel ricordo di Filippo Raciti, l’ispettore capo di Polizia morto nel 2007 durante gli disordini del derby Catania-Palermo. Mercoledì gli sarà intitolato il centro sportivo Brentelle di Chiesanuova e per la prima volta in Italia gli verrà dedicato un monumento, ideato dallo scultore Elio Armano. Ieri il questore Vincenzo Montemagno e il sindaco Flavio Zanonato hanno ribadito il valore culturale del monumeto, che mercoledì sarà inaugurato con una vero e proprio inno alla legalità. Il tema ricorre forte durante l’intera giornata, a partire dall’incontro «Passione per lo sport e legalità» previsto alle 10 al centro sportivo Brentella con studenti, rappresentanti delle società sportive di base e degli enti di promozione sportiva. Il clou sarà alle 11 con il taglio del nastro. Oltre al sindaco e al questore è confermata la presenza di Marisa Grasso, vedova di Raciti «che si è commossa quando ha saputo dell’iniziativa» confessa Montemagno, e saranno presenti anche il vicepresidente della Figc Demetrio Albertini e il presidente di Assocalciatori Damiano Tomasi.

Tanti i bambini e i ragazzi invitati alla manifestazione, perché la cerimonia è un momento educativo. La sera al teatro Verdi ci sarà il concerto della Banda della Polizia di Stato che suonerà un «Inno allo Sport». L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento dei posti e il questore rivolge un invito a tutta la cittadinanza: «Mi farebbe davvero piacere vedere la partecipazione dei cittadini alle iniziative, tutta la società civile si stringe attorno alla figura di Raciti, morto mentre stava difendendo la legalità. Lo sport è agonismo e competizione, non può essere mai tragedia».

«Questa cerimonia è di particolare soddisfazione per la Polizia» aggiunge Zanonato, «Raciti è una figura simbolica per lo sport che si gioca in ambiente tranquillo e sereno». Di simbolismo è intrisa anche la scelta del centro Brentelle: «è il più grande della città» spiega l’assessore allo sport Umberto Zampieri, «frequentato ogni giorno sia per lo sport che per il parco, da giovani e da famiglie».

La cerimonia è accompagnata da una serie di iniziative dedicate ai ragazzi. Tra queste, la distribuzione di materiale informativo dedicato ai più piccoli con la Carta Etica dello Sport. Le parole di Zanonato e Zampieri ribadiscono l’impegno della città di Padova nel ricordare il 2 febbraio 2007, data della morte: «Quel giorno sono stati offesi i valori dello sport e i valori fondamentali di ogni essere umano».

Più che un monumento a un caduto, mi sembra un bel monumento alla falsità. Del resto in una città popolata e governata da radical-chic del cazzo (come sono, niente più niente meno, i membri della Giunta Zanonato “per fortuna al suo ultimo mandato”) non ci si può aspettare nulla di diverso.

Per la cronaca sembra che Raciti non fosse stato ucciso dalla furia degli ultras, la sera di quel maledetto Catania-Palermo. Pare proprio che a stenderlo fosse stato un collega in retromarcia col defender  ma quest’ipotesi è sempre stata scartata a priori. Si è preferito trovare due capri espiatori, Antonino Speziale e Daniele Micale, che hanno pagato per tutti. Nonostante ci sia più di qualche dubbio sulla loro colpevolezza e nonostante sopratutto Speziale abbia già pagato col carcere i fatti che gli erano imputati quella sera.

Ma a Padova si preferisce lavarsi la bocca e creare l’ennesimo monumento all’indecenza. Perchè allora non un monumento per ricordare Gabriele Sandri? Forse perchè la sua è una morte scomoda? In fin dei conti su Raciti e molto più comodo far credere alle favole che raccontano che alla verità, e la commemorazione con tanto di banda di polizia, con i rappresentanti di coloro che si vendono le partite e con le lacrime di coccodrillo della Vedova Raciti è molto più suggestivo!

Se volete sapere qualcosa di più circa i ver risvolti del caso Raciti, cliccate qui.

“…Quindi, allo scopo di evitare che l’autovettura potesse prendere fuoco, mentre era in corso un fitto lancio di oggetti e si udivano i boati delle esplosioni, chiudevo gli sportelli ed innescata la retromarcia ho spostato il Discovery di qualche metro. In quel momento ho sentito una botta sull’autovettura ed ho visto Raciti che si trovava alla mia sinistra insieme a Balsamo, portarsi le mani alla testa” (L’AUTISTA DEL DEFENDER).

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Cagliari Calcio v Juventus FC  – Serie A

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OGNI TANTO SI GIOCA ANCHE SUL CAMPO E VIENE ASSEGNATO QUALCHE TITOLO…

Posted on 07 maggio 2012 by La Padova Bene

Dopo qualche anno la Juventus è tornata a vincere il suo bello scudetto. Dico “qualche anno” genericamente perchè non si capisce bene quale sia stato l’ultimo, se nel 2006 o nel 2003. Conta poco comunque: se non l’avesse vinto lei, l’avrebbe vinto il Milan. O l’Inter, a patto di ritrovare qualcuno che metta ordine in quel cazzo di spogliatoio di psicopatici. Ormai il calcio italiano se lo spartiscono loro tre, chi ha tentato di tenergli il passo negli anni scorsi è finito nella merda (Parma, Lazio e Fiorentina), chi vorrebbe tenerglielo oggi semplicemente non può competere (Napoli, Roma, Lazio… tolgo l’Udinese che non punta allo scudetto e fa miracoli ogni anno!). I bei tempi dello scudetto a Verona o alla Samp sono più che lontani, decisamente un’altra epoca. Tanto che spesso arrivo a pensare che le tre squadre a strisce per eccellenza potrebbero mettersi a fare il loro bel campionato europeo per club insieme alle più ricche e blasonate d’Europa (Real, Bayern, ManUtd, ecc) e levarsi dal cazzo definitivamente: ci restituiranno un campionato mozzato, ma sicuramente più vero e più a misura di noi “poveri”!

Ciò che mi intristisce non è il loro scudetto. Ciò che mi intristisce è la gente che lo festeggia. La gente di Padova in modo particolare, visto che qui ci vivo… La mia dolce metà mi spiegava di come lei veda spesso facce che si ricorrono nel festeggiare di anno in anno Milan, Juve, Inter o Padova, e che ha la sensazione che ci sia gente che aspetta solo di vedere chi vince lo scudetto per mettersi addosso la maglietta giusta e salire sul carro dei vincitori. Non lo escludo, conoscendo la faccia di merda degli italioti. Ma la tristezza rimane…

Lo scorso anno avevo criticato i 23.000 di Padova-Novara con la più classica delle frasi fatte (“Dove siete stati in tutti questi anni?”) e per risposta ho ricevuto numerose critiche anche da tifosi biancoscudati che mi facevano notare come ci si lamentasse sempre di essere in pochi a tifare Padova quando in realtà ci si sente una “razza eletta” e non si è per nulla aperti verso i nuovi tifosi. Se permettete per conto mio questo significa girare un discorso a proprio uso e consumo, e non è molto onorevole, sopratutto quando viene fatto da gente che vorrebbe far credere al mondo di avere una testa ed invece è solo alla ricerca della polemica continua. Non è questione di apertura verso i nuovi tifosi, io sono il primo apertissimo ed accogliente verso qualsiasi nuovo tifoso biancoscudato, ad un patto: che venga per tifare Padova! E non venitemi a dire per piacere che i 23.000 di Padova-Novara erano li per tifare, visto che abbiamo fatto più tifo nella partita contro il Pescara di due settimane fa! Era semplicemente gente che è salita sul carro dei vincitori, o meglio ha partecipato ad un evento mondano come può essere la “Notte bianca” o l’apertura di un locale di tendenza. Non tutti, ma una buona fetta si. Come lo dico? Basta dare un occhio alle presenze che normalmente affollano lo stadio Euganeo…

State pur tranquilli che fra i gobbi da poltrona (la razza peggiore, quella che è convinta anche di aver subito chissà quali torti nel corso della propria storia calcistica!) che stasera festeggiavano in Prato ce n’erano moltissimi fra i 23.000 di Padova-Novara. Che avevano portato via il posto a chi c’era sempre stato. E che se tutto va bene oggi vi verrebbero a dire: “Ma dai cazzo! Vai ancora a vedere il Padova? Ma pensa te…”. Non sto dicendo niente di nuovo, ma fa rabbia lo stesso…

Ed allora forse è il caso di capire che, prima di parlare di serie A, sarebbe opportuno cambiare la cultura sportiva di questa città. Che non è impossibile, se ciascuno di noi si impegna nel suo piccolo… Di fenomeni da baraccone ne sono passati un pò troppi da queste parti, sarebbe però il caso di dare una sterzata all’ambiente, di provarci. Oppure di rassegnarsi e tenersi ciò che si ha, ma evitando anche ambizioni che a questo punto sarebbero ridicole ed immeritate….

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A PADOVA CI SONO STRANIERI E STRANIERI…

Posted on 04 aprile 2012 by La Padova Bene

Ricevo e pubblico:

La domenica del derby con il cittadella sono arrivato allo stadio con un pelo di ritardo, dopo i rituali controlli da parte degli steward (controlli di per sè inutili) mi avvio verso i tornelli della fattori dove vedo un buon dispiego di forze dell ordine, almeno una ventina (per cosa poi?), con un gruppetto di 6 7 di loro a fare cerchio vicino la camionetta. passando butto l occhio per vedere cosa succede e vedo un mio amico erasmus (20enne classe 91, francese) intento a disquisire con i celerini. chiedo loro cosa sia successo e mi rispondono “il ragazzo è un po agitato”, ragazzo che io personalmente conosco ed è tutto tranne uno che possa creare problemi. un altro gruppetto di carabinieri è attorno a un altro gruppo di studenti stranieri tutti del regno unito a parlare con uno di loro, irlandese sui 22 anni, per cose che a primo occhio apparevano totalmente formali.

Una volta dentro lo stadio mi faccio raccontare cosa abbiano combinato di così grave per meritarsi un 15 minuti di colloqui e conversazione con i garanti della nostra sicurezza all interno dello stadio: il ragazzo francese è stato fermato e perquisito, spinto sulla camionetta e intimato a tirare fuori la droga, di cui lui ovviamente non era in possesso. Sbalordito ha iniziato a dire che non aveva nulla, con il suo scarso italiano, chiedendo perchè gli avessero buttato per terra il tabacco (non sono sicuro fosse il tabacco, ma qualcosa glie lo han buttato per terra) e, ovviamente, agitandosi a intimidazioni continue, non essendo lui abituato a un trattamento del genere a una partita di pallone. L’altro ragazzo irlandese, abituato a ben altri scenari sportivi, si è presentato ai tornelli con la sua reflex da 600 euro, ignaro del fatto che a padova levano le bandiere o le trombette ai bambini perchè possibili oggetti contundenti (poi una volta entrato all euganeo credo abbia capito quanto poco ci sia da fotografare). le forze dell ordine lo han fermato e costretto a star fuori finchè non avrebbe consegnato la sua reflex, vista come possibile oggetto di problemi, dato che potrebbe essere stato, secondo loro, lanciato in campo come oggetto contundente. a questo credo non ci sia nemmeno bisogno di commenti. Con il suo scarso italiano è riuscito a farsi lasciare la macchina, ma ha dovuto lasciare giu l obiettivo della camera (anche questo ha un costo elevato) per poi vederselo restituire all’uscita. Non ho idea di come abbiano fatto a capirsi, dato che potrei scommettere sull elevata cultura della lingua inglese d chi li ha fermati.

Va detto che il ragazzo era vestito un po casual, ma niente assolutamente che potesse dare nell occhio, o che potesse giustificare una perquisa. piu che altro è l unico motivo, insieme al fatto che fosse straniero, che possa aver spinto gli intelligentoni a perquisirlo cosi. Ha fortemente influito il fatto che siano stranieri credo (un francese e un irlandese, nel 2012).

Questi sono studenti stranieri che rimangono a padova per un anno, che volevano vedere lo stadio padovano, tifare la città di cui si sono innamorati vivendo qui e divertirsi un po in maniera sana. Allo stadio non ci sono piu venuti.

Carissimo,

mi sembra evidente che a Padova nel 2012 esistono “stranieri di serie A” e “stranieri di serie B”. E per capirlo basta leggere gli ultimi fatti di cronaca che si sono verificati in alcuni quartieri della nostra città (Clicca qui). Gli stranieri di serie A sono tutti quelli che in qualche maniera possono essere sfruttati nel fare lavori che gli italiani non vogliono più fare (o meglio, nell’accettare salari che gli italiani non possono più accettare), essere utilizzati come cavie in situazioni di degrado utilissime per i “piani” del “sindaco”, ed essere potenziale bacino di voti per determinate aree politiche ben precise o strumento di propaganda per determinate altre aree politiche ben precise…

Gli stranieri di serie B sono quelli come i tuoi amici, che oltre ad essere studenti e quindi gente che al massimo viene qui a bivaccare per un anno, sono anche tifosi di calcio, categoria che in itaGlia viene vista con il fumo negli occhi!

Posso solo immaginare che i “solerti tutori dell’ordine” non vedessero l’ora di attaccar briga con qualcuno (li vediamo belli schierati prima di ogni partita a fare il doppio filtro, con quell’aria di sfida di chi ti dice “io ho la divisa, tu no!”) e che una volta trovati due ragazzi stranieri, che non avevano il tipico atteggiamento da sottomissione italiota per il semplice motivo che nel loro paese NON VIVONO ALL’INTERNO DI UNO STATO DI POLIZIA PERPETUO e quindi sono ben coscienti DI AVERE DIRITTI E DOVERI ANCHE NEI CONFRONTI DI CHI VESTE UNA DIVISA, abbiano subito approfittato della situazione.

E quanto meno inquietante la risposta che ti hanno dato, “Il ragazzo è un pò agitato”. Assomiglia molto a ciò che dissero di Giuseppe Uva dopo che il suo amico era riuscito ad avvisare il 118 dalla Caserma dei Carabinieri. O a ciò che subì Federico Aldrovandi, un altro “ragazzo un pò agitato”. Chissà, magari se non passavi tu e non ti fermavi li a discutere con le forze dell’ordine, avrebbero potuto fare la stessa fine. Tanto a chi interessa? Sono solo tifosi, non hanno diritti… Già non li hanno i comuni cittadini in Italia, figurati loro!

Ti ringrazio per avermi dato modo di portare alla luce questo fatto. Ce ne vorrebbero di più di segnalazioni come le tue.

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PADOVA-TORO 0-3: QUESTI SONO I BENEFICI CHE HA PORTATO L’EUGANEO!

Posted on 15 marzo 2012 by La Padova Bene

Mi rendo conto di andare in parte controcorrente, ma vi dirò che me l’aspettavo il ribaltone di Padova-Torino, e non solo per il “peso” del Toro: da subito ho avuto la netta sensazione che le responsabilità dello Stadio Euganeo (e di chi ne è l’effettivo proprietario!) fossero ben maggiori di ciò che ci volevano far credere (Clicca qui per leggere). Subito nei giorni successivi era arrivato il famoso “comunicato a reti unificate” del Comune di Padova (Clicca qui) che portava le cifre dei soldi dati alla ditta appaltatrice dei lavori di manutenzione allo stadio. La ditta Osvaldo Mazza: ricordiamoci questo nome perchè è il principale responsabile del danno causato al Padova! Il tecnico della Ditta Osvaldo Mazza quel giorno staccò l’impianto generale dal gruppo di continuità, salvo poi tentare di riattaccarlo per dare la colpa all’Enel. Ergo, una ditta appaltatrice SCELTA DAL COMUNE come principale responsabile del danno subito dal Padova!

Tornando a noi, quel famoso comunicato che ho linkato sopra per me era molto indicativo di quanta coda di paglia avesse il Comune, proprietario dell’Euganeo, sull’accaduto. Oggi abbiamo la conferma: il Padova, ancora una volta, è stato danneggiato da quello che è lo stadio peggiore d’Italia, e stavolta non solo per la dispersione o la freddezza dell’impianto! Adesso cosa ci dirà Zanonato? Ed il vice-sindaco nonchè “tifosissimo biancoscudato” Ivo Rossi? Zampieri non lo chiamo nemmeno in causa perchè tanto risposte non ne da, e non potrebbe essere diversamente visto che in Giunta fa più che altro la marionetta…

Per me l’Euganeo è IL PROBLEMA PRINCIPALE del Calcio Padova, ed è ora che TUTTI ci rendiamo conto che dobbiamo fare la guerra a questo stadio. Tutti. Dalla società all’ultimo dei tifosi. Mi auguro che questo mio appello non cada nel vuoto, perchè dobbiamo capire una volta per tutte che senza stadio non c’è futuro nemmeno per il Calcio Padova 1910!

Come si fa una guerra? Innanzitutto una bella richiesta danni al Comune di Padova da parte del Calcio Padova stesso, che ha subito un danno per una negligenza ben precisa, e magari aggiungendoci anche il “danno biologico” subito dai tifosi; ed in secondo luogo con un Project Financing serio per avere un domani uno stadio migliore, visto che il Comune soldi per sistemare l’Euganeo non ne tirerà mai fuori e che Cestaro non ne ha abbastanza da spendere (o meglio, non ha un ritorno accettabile da solo)…

CIO’ CHE DOBBIAMO CAPIRE, ASSOLUTAMENTE, E’ CHE NE VA DEL FUTURO STESSO DEL CALCIO PADOVA; E DA OGGI IL TEMPO DELLE CHIACCHIERE, DEI PROCLAMI E DEGLI SLOGAN CONTRO LO STADIO DEVE FINIRE: AZIONI CONCRETE E LEGALI! Se non ve ne siete accorti, ci stiamo rimettendo solo noi, GRAZIE A QUESTO STADIO!

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RAPINATO IL CENTRO SPORTIVO BRENTELLA

Posted on 08 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Il Mattino di Padova

CHIESANUOVA. Ancora un’incursione dei ladri al Centro sportivo Brentella di via Pelosa: martedì pomeriggio i predoni sono penetrati negli spogliatoi della struttura ed hanno portato via le scarpe ai giocatori del Calcio Padova (in quel momento giocavano gli atleti classe 1996). Non si allenta dunque la morsa criminale sui rioni di Chiesanuova, Montà e Brentelle. Alcuni giorni fa (il 28 febbraio) i ladri avevano colpito per ben tre volte il quartiere, rivolgendo le loro sgradite attenzioni ad un bar in via Chiesanuova (il bar Rosa), alla casetta prefabbricata nella pista di Bmx al parco Brentelle, e infine alla palestra di pallavolo del vicino centro sportivo.
Al bar Rosa hanno scassinato la porta d’ingresso, stessa sorte hanno subito, all’interno del locale, le macchinette dei videogiochi; i malviventi sono riusciti ad impadronirsi di ben 900 euro, rimasti nel dispositivo cambiamonete. Tuttavia questa ondata di criminalità stride con l’intitolazione del centro sportivo Brentella alla memoria di Filippo Raciti, l’ispettore capo di polizia morto a Catania nel 2007 durante un violento scontro tra tifosi. In questi giorni la giunta ha deliberato di intitolare il centro di via Pelosa alla memoria del giovane in divisa per sottolineare il significato pulito dello sport, quello che dovrebbe stimolare un tifo ispirato a regole etiche ed al rigetto di ogni violenza. Tanto che il questore Vincenzo Montemagno, durante l’intitolazione, si è rivolto al parco come «luogo che diventerà un simbolo, un inno alla legalità: lo sport è vita e non può essere inteso in altro modo». Proprio per il valore simbolico attribuito al parco ed alle strutture sportive al suo interno, l’assessore allo sport Umberto Zampieri ha reagisce con grinta agli ultimi blitz dei aldri. «Stiamo ragionando sull’ipotesi di dotare il parco di videosorveglianza – esordisce – In vista della nuova infornata di telecamere. Ad oggi non abbiamo raccolto proteste o lamentele da parte delle associazioni e dei genitori, ma ci preoccupiamo lo stesso perché non sono episodi da sottovalutare. Al parco di via Pelosa ci sono due custodi, ma la zona è vasta e aperta e non possono sorvegliarla tutta nello stesso tempo». L’esponente del Pd ricorda poi le scorribande della «Mdm», la gang di giovani e giovanissimi che si firmava «la mafia di Mortise», sgominata la scorsa estate dalla squadra mobile dopo aver messo in ginocchio le strutture sportive cittadine (soprattutto all’Arcella dopo l’incendio al Colbachini e a Mortise con le fiamme date alle strutture del Plebiscito). «Quella banda è stata brillantemente catturata dalla polizia – scandisce Zampieri – E siamo fiduciosi che accadrà anche per questa seconda ondata di delinquenza. Il fatto che siano episodi meno gravi non li rende meno importanti».

Neanche a farlo apposta… E’ di due giorni fa la notizia dell’intitolazione del Centro Sportivo a Raciti (clicca qui), ed arrivano subito i ladri! Verrebbe da dire che “Dio vede e provvede”…

Mi sembra ovvio che tanto clamore deriva dal fatto che l’ironia della sorte ha voluto che i ladri andassero a colpire un luogo che la Giunta Comunale ha eletto simbolo del nulla… In altri casi nemmeno si sono scomodati i nostri cari assessori! Le parole di Zampieri poi fanno cadere le palle, ma non è una novità: basterebbe farsi un giro in stazione per capire quanto la legalità sia in realtà di casa in certe zone di Padova, ma lui preferisce citare il successo sulla MDM, una banda di quattordicenni che facevano scritte sui muri per noia… forse perchè è stato questo il massimo successo raggiunto sul campo della lotta alla criminalità? Andiamo proprio bene allora…

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APPIANI, TRAMONTA L’IPOTESI DEL SINTETICO

Posted on 08 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova Sport

Michele Toniato, consigliere comunale dell’IdV, ha effettuato ieri un nuovo sopralluogo allo stadio Appiani. Come è noto l’intenzione è quella di riportare in vita il vecchio impianto nei pressi di Prato della Valle. “Il primo intervento da fare – ha spiegato Toniato – è quello sulle gradinate, mentre accantono l’idea del campo sintetico, dato che quello esistente è ancora in ottime condizioni. Per i lavori sulle gradinate c’è però bisogno del parere della Soprintendenza, atteso da mesi”. Uno sponsor importante, come abbiamo riportato qualche settimana fa, si è già fatto avanti. Ma non basta: “Servono altri sponsor, rinnovo l’appello ai privati”. La cifra necessaria richiesta è quantificata in circa 500.000 euro.

Mi fa piacere che il sintetico sia stato messo da parte. Il manto erboso dell’Appiani ha la sua valenza storica, visto che fu il primo manto costruito con la tecnica detta “a dorso di mulo”, ed in un ottica di tradizione è giusto salvaguardarlo (anche perchè dovreste vederlo… sembra un prato all’inglese!).

Michele Toniato sta facendo molto per l’Appiani. Però servono ulteriori risorse. Spero che questo articolo, per quanto poco, possa smuovere qualcosa…

Che ne dite di ritrovarci tutti a breve all’Appiani? Dico, tutti i tifosi biancoscudati, tutti quelli che si sentono legati a quello stadio, tutti quelli che pensano che la tradizione sia importante?

 

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IL CENTRO SPORTIVO BRENTELLA INTITOLATO A RACITI

Posted on 07 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Il Mattino di Padova

 Il Centro sportivo Brentella sarà intitolato alla memoria di Filippo Raciti, l’ispettore capo di Polizia morto a Catania nel 2007, durante alcuni scontri tra tifosi. a giunta di Padova ha deliberato di intitolare il centro di via Pelosa n. 74/c alla memoria del poliziotto.

Il significato dell’intitolazione come stimolo ad uno sport ed a un tifo ispirati a regole etiche e al rigetto di ogni violenza sarà dato dal questore Vincenzo Montemagno e dall’assessore allo sport Umberto Zampieri che nelle prossime ore spiegheranno il perché della decisione.

L’intitolazione formale del centro sportivo sarà affiancata da iniziative concordate con Questura e Polizia di Stato che coinvolgano il mondo sportivo cittadino e i giovani sul tema del tifo responsabile.

La decisione, presa d’intesa con la Questura, è nata “nell’ottica di creare un luogo che simbolicamente unisca lo sport e la memoria di tutti i poliziotti che hanno perso la vita – ha sottolineato l’assessore allo Sport Umberto Zampieri – Dopo la morte dell’Ispettore capo Raciti iniziò il percorso sulla messa a norma degli stadi per garantirne l’accessibilità a tutti i tifosi. Questa intitolazione non è un gesto simbolico ma un sostegno concreto a uno sport e a un tifo ispirati a regole etiche”.

Soddisfatto il questore Vincenzo Montemagno: “Questo luogo diventerà un simbolo, un inno alla legalità – ha commentato – Lo sport è vita e non può essere inteso in altro modo. Per la cerimonia ci sarà la signora Raciti che ha scelto di parlare ai giovani di sport per dare un messaggio sul vero valore dello sport”.

L’intitolazione ufficiale del centro sportivo è prevista per maggio e sarà affiancata da una serie iniziative che coinvolgeranno il mondo sportivo cittadino e i giovani sul tema del tifo responsabile.

Premesso che non ho nulla in contrario al fatto che il centro sportivo Brentella venga intitolato ad una persona morta, mi fa un pò ridere tutta la retorica che c’è dietro questi eventi. Retorica che porta spesso a dire delle puttanate, come quella detta dall’Assessore Zampieri, che ultimamente non perde occasione di starsene zitto…

Dopo la morte dell’Ispettore capo Raciti iniziò il percorso sulla messa a norma degli stadi per garantirne l’accessibilità a tutti i tifosiAh si? E dove? A me sembra sia iniziato semplicemente un percorso che ha portato a rendere più difficile l’avvicinamento del tifoso allo stadio, e se le problematiche relative all’afflusso dei tifosi allo stadio sono state in parte risolte (almeno adesso a Padova l’afflusso è più scorrevole rispetto ai primi tempi quando i tornelli spesso si bloccavano o si formavano lunghe code al prefiltraggio), per l’emissione dei biglietti siamo ancora alla preistoria… Ancora non ho capito che senso abbia andarsi a comprare i biglietti in prevendita non presso la sede della società, o in una rivendita apposita gestita dalla società, bensì in una tabaccheria o in altre attività commerciali che normalmente tutto fanno tranne che i bigliettai! Perchè invece di riempirsi la bocca di retorica non dicono che debbono far guadagnare società truffaldine come Ticket One? Sarebbero più onesti almeno… Quanto al garantirne l’accessibilità a tutti i tifosi, mi pare che proprio non ci siamo: ancora oggi le trasferte vengono limitate se non vietate in toto in base alla provenienza geografica delle persone, e questa è una norma razzista e discriminatoria: l’Assessore Zampieri dovrebbe saperlo visto che proprio lui fa parte di uno schieramento che a parole è contro ogni forma di discriminazione… O debbo pensare (come peraltro già penso) che discriminazione e razzismo esistano solo verso determinate categorie di persone, quando fanno comodo?

Inoltre, sarebbe il caso di ricordare anche tutti quei tifosi e semplici cittadini, che hanno perso la vita proprio per mano delle forze dell’ordine: Gabriele Sandri, Stefano Furlan, Fabio di Maio, Celestino Colombi, Maurizio Alberti, Carmine Plaitano; ma anche Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Rassman… Oppure esistono morti di serie A e serie B? Lo chiedo perchè mi sembra che qui, tolto Gabriele Sandri la cui memoria è stata riabilitata alla grande dallo splendido impegno di una famiglia che comunque (grazie al cielo!) ha anche la possibilità economica per farlo, tutti gli altri morti siano dimenticati, e meno se ne parla e meglio è!

Quanto al “tifo responsabile” ed alla “legalità” vale la pena ricordare che per la morte di Raciti è tuttora indagato un ragazzo utilizzato da subito come “capro espiatorio”… Ancora una volta voglio ricordare il suo “iter” giudiziario, che mi sembra quanto mai indicativo: fondamentalmente è accusato di aver lanciato un sottolavello che avrebbe colpito Raciti, causandogli un’emoragia interna. Inizialmente si era parlato di una bomba carta, che lo avrebbe colpito in pieno, poi di un sottolavello che gli avrebbe spappolato il fegato. Non si è capito tuttavia come glielo avrebbe spappolato… Il suo iter giudiziario è quanto meno particolare: viene da prima scagionato dai R.I.S. di Parma (quindi non da un gruppo ultras, ma da un corpo dei carabinieri specializzato in un certo tipo di analisi…) secondo i quali le ferite riportate non sono compatibili con il corpo contundente utilizzato, e rimesso in libertà dal GIP, quindi nuovamente arrestato per ordine del Tribunale dei Minori di Catania.  La Corte Suprema tuttavia non fu d’accordo con questo nuovo arresto, ed invitò i giudici a rivedere la loro posizione. Tuttavia il Tribunale dei Minori non fu d’accordo con la Corte Suprema e ne dispose nuovamente l’arresto. Ancora la Cassazione lo rimette nuovamente in libertà, ritenendo incolmabili le lacune indiziarie, ma a questo punto interviene il PM che non ne vuole sapere di archiviare il suo caso e lo rinvia a giudizio con l’accusa di omicidio volontario. Fino ad oggi ha scontato due anni di carcere per resistenza aggravata. E’ stato anche denunciato per violazione del Daspo nel 2010, per aver assistito ad un allenamento del Catania. Al processo Speziale viene condannato a 14 anni, dopo otto ore di camera di consiglio. Otto ore per raggiungere un’unanimità di giudizio. Si va quindi in appello. E qui si verifica un’altro “piccolo” giallo: uno dei testimoni, un maresciallo dei carabinieri in servizio quella sera, non riconosce il sottolavello mostrato in aula come l’oggetto che ha colpito Raciti: “quello – ha ribadito in aula – però era completo di vasche per l’acqua, mentre questo ne è sprovvisto”. Speziale dal canto suo ha sempre ammesso di aver utilizzato il sottolavello negli scontri, dapprima per farsi largo per uscire dalla Curva e poi di averlo lanciato verso le forze dell’ordine senza tuttavia aver colpito nessuno. Ma viene ancora condannato a otto anni, per omicidio non più volontario ma preterintenzionale. La sua vicenda non si è ancora conclusa.

Caro Assessore, la legalità deve essere a 360 gradi oppure solo quando fa comodo?

 

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PER TUTTI I SUBBUTEISTI DI PADOVA: O.S.C. VECIO APPIANI!

Posted on 04 marzo 2012 by La Padova Bene

Una buona notizia per tutti gli appassionati di Old Subbuteo di Padova e provincia: dopo una pausa di qualche anno, riapre il club “Vecio Appiani”!

Tale sodalizio era nato infatti nel 2009 per opera di tre amici (Massimo, Ale e Beppe) appassionati giocatori da una vita. Dopo un breve periodo di tempo l’attività del club si era sospesa per trasferirsi a Vicenza presso il club “Magnagati”, per poi riprendere  quando io ed un socio siamo entrati in contatto con i fondatori ed abbiamo deciso di riformare il club!

Viene definito Old Subbuteo il gioco nella sua versione originale, quindi niente Total Soccer, calcio da tavolo, basi piatte o derivati simili!

Per chi fosse interessato, ci ritroviamo il martedì sera presso il Cafè Tourquoise a Legnaro (PD) anche se a breve cambieremo sede. Tutti sono benvenuti. VIENI ANCHE TU A GIOCARE CON NOI!

 

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I “NUOVI MOSTRI” DI PADOVA

Posted on 26 febbraio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Il Mattino di Padova

GUIZZA. P. D. G. N., 22 anni, riconosciuto come il capo della baby gang della Guizza, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo di Padova: i militari per acciuffarlo hanno dovuto circondare il palazzo in cui abita, ad Albignasego in via Petrarca. Il giovane, di origini siciliane, è stato colpito da due ordini di esecuzione di pena emessi dalla procura dei minori per i quali deve scontare la pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione per i reati di furto, rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Per un lungo periodo era anche sparito dalla città, rifugiandosi dai parenti a Catania. Ma l’altro ieri è tornato a casa, nell’appartamento dei genitori al confine tra Albignasego e la Guizza. Appena i carabinieri del nucleo investigativo sono stati informati del fatto, hanno circondato il palazzone, riuscendo a entrare a fatica per via del padre che ha tentato di bloccare la porta d’ingresso. Il ventiduenne poi ha provato a buttarsi fuori dalla finestra per fuggire ancora una volta ma è stato acciuffato dal tenente colonnello Francesco Rastelli.
P. D. G. N. si è reso responsabile in questi ultimi anni di una lunga serie di episodi di violenza in città. Nel 2008, in Prato della Valle, durante la semifinale dei mondiali, una volante della polizia è stata bloccata dalla folla e alcuni ragazzi ne hanno approfittato per sfasciarla con i caschi: in quel gruppo c’era anche lui. Nel 2009, maggiorenne da pochi giorni, venne arrestato con l’accusa di rapina in concorso e lesioni dagli uomini della squadra mobile perché riconosciuto come uno degli esecutori del pestaggio avvenuto l’anno prima in galleria Garibaldi. E ancora una feroce aggressione tra Guizza e Bassanello ai danni di due fidanzati che se ne stavano tranquillamente fermi al semaforo. Ora deve farsi carico del conto presentato dalla giustizia.
N. è stato arrestato nell’ambito di un servizio coordinato dei carabinieri della Legione Veneto. I militari della Compagnia di Padova hanno denunciato 9 persone in stato di libertà per inottemperanza all’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale, per ingresso clandestino e per appropriazione indebita. In totale sono stati impiegati 32 uomini, affiancati da una squadra del nucleo anti sofisticazioni, a bordo di 16 autovetture. Nel corso dell’operazione sono stati controllati 18 locali pubblici, 71 veicoli e 143 persone. Gli uomini del nucleo investigativo del comando provinciale invece hanno arrestato M. A. A., tunisino, 40 anni, il quale deve scontare un anno di carcere per reati inerenti alla falsificazione di banconote. In manette anche D. M., di Trebaseleghe, 53 anni, condannato a 5 anni per violenza sessuale.

La Baby-gang della Guizza! Per due-tre anni nei giornali locali ci hanno fatto due coglioni così con questa baby-gang della Guizza, nemmeno fosse la Banda della Magliana…

Uno potrebbe pensare che il quartiere Guizza sia qualcosa di simile al Bronx, ma niente di tutto questo. Una volta (anni ’80-’90) era abbastanza malfamato, ora non più. Direi che è uno dei pochi quartieri dove la situazione è migliorata invece che peggiorare. C’è all’interno del quartiere una banda di ragazzi che vive commettendo bravate, a volte lievi a volte grosse, non certo una baby-gang di sudamericani, di quelle che vivono a Milano o Genova (e da qui si capisce il provincialismo di molti padovani, perchè che non abbiano idea di come è la situazione in giro per il mondo ci sta, ma che non sappiano nemmeno come funziona in altre città italiane vuol dire che questi oltre Sottomarina non sono mai andati!). Bande di ragazzi così un tempo erano la normalità, oggi però ci sono leggi diverse e soprattutto tanta voglia di “giustizialismo” in giro, e si sono trovati ad essere dipinti come i “mostri” del quartiere. Il mito della Baby-gang della Guizza è la pura e semplice creazione di qualche giornalista padovano, e tutti (dico TUTTI!) gli sono andati dietro!

ATTENZIONE: Non voglio certo dire che sono dei santi, e nemmeno che vadano capiti e perdonati. Troppo comodo. Dico solo che sulla stampa locale principalmente, e negli uffici della questura di Padova anche, li si è voluti trasformare in mostri. Da ragazzini un pò sbandati ma recuperabili, questi oggi sono dei pregiudicati con la vita rovinata, grazie a questa propaganda… Ma a che pro? Semplice, creare dei “mostri” per distrarre l’opinione pubblica padovana da quelli che sono i veri problemi. Mentre leggevo i commenti di molti padovani sulla pagina dell’articolo del Mattino, io mi sono vergognato: gente che plaude ad un’azione che ha il solo scopo di mostrare i muscoli da parte delle forze dell’ordine, quando ci sarebbero problematiche ben più complesse in molti quartieri della città, ma non vengono affrontate semplicemente perchè lo scopo di chi passa da queste parti è FARE CARRIERA PRESTO E BENE, possibilmente senza andarsi ad incasinare troppo la vita colpendo immigrati (che sono difesi dalle associazioni specifiche, e che purtroppo hanno anche un peso specifico, soprattutto in una città di mangiaparticole) o delinquenza vera (che può reagire molto male). Ho frequentato e frequento tutt’ora la Guizza, e di tutto questo “terrore” causato dalla baby-gang di cui si parla spesso non ne ho mai sentito l’odore nemmeno in lontananza, quindi non è che parlo a caso…

Nel caso specifico, guardiamo bene lo svolgersi dell’azione: trenta carabinieri, DICO TRENTA CARABINIERI per arrestare un ragazzino… Chi cazzo è, Bernardo Provenzano? Non vi sembra che ci sia qualcosa che stoni?

Cosa cazzo mi dicono trenta DICO TRENTA carabinieri che circondano un palazzo per arrestare un ragazzino, quando in altre zone della città dove ci sarebbero problemi più grossi di carabinieri e poliziotti non se ne vede nemmeno uno?

A me questa sembra il classico “mostrare i muscoli” delle forze dell’ordine: ci si fa propaganda imbastendo una scenata assurda per catturare un ragazzino allo scopo di mostrare all’opinione pubblica (che purtroppo, lo dicono molti commenti qui dentro, si bevono queste stronzate come l’acqua) che le forze dell’ordine sono ben presenti; ma chi vive tutti i giorni la realtà di certi quartieri sa che in realtà lo stato è completamente assente dove ce ne sarebbe bisogno…

Ricordo anni fa una retata contro i ragazzi della curva: quartieri illuminati a giorno, elicotteri in volo (tanto pagate voi, padovani tonti!), decine di agenti pistole in pugno a svegliare interi palazzi (in qualche palazzo, tanto per far vedere bene che loro c’erano ed erano in azione, si premurarono bene di suonare in piena notte i campanelli di ignare famiglie che stavano dormendo per far vedere che erano li ad arrestare un loro condomino!)… A che pro? Gli arresti si possono eseguire lo stesso con meno clamore e meno sperpero di denaro pubblico, soprattutto evitarne la spettacolarizzazione perfettamente inutile e fine a se stessa, quando poi si viene a sapere di ragazzi in carcere diversi mesi per reati per i quali si mettono a ridere le stesse guardie carcerarie, e delinquenti veri che escono di galera dopo un anno per decorrenza dei termini!

DICIAMOLO PURE: QUESTE SCENATE SONO TUTTO UN TENTATIVO DI COPRIRE L’INCAPACITA’ CRONICA DI GESTIRE SITUAZIONI DI DEGRADO CHE SONO PRESENTI IN TUTTE LE CITTA’ EUROPEE MA CHE IN ITALIA VENGONO SEMPLICEMENTE IGNORATE PER ANDARE A COLPIRE POI PESANTEMENTE IL RAGAZZINO DI TURNO CHE FA QUALCHE CAZZATA E CHE SI TROVA A FARE POI IL CAPRO ESPIATORIO!!!

Attenzione: non dico che se ha sbagliato non debba pagare… dico che il suo caso sta venendo usato per distrarre l’opinione pubblica da problematiche ben più pressanti!

Viva le forze dell’ordine!?! No grazie, del loro “rambismo” non so che farmene! Sono semplicemente il braccio armato della casta politica, la cui attività oggi serve per difendere quegli stessi porci che stanno affamando il paese, e non certo i cittadini che pagano le tasse… Che sono gli stessi che poi praticano i tagli al loro servizio, per i quali li sentiamo tanto frignare!

E non mi sento certo tranquillo quando li vedo in giro: personalmente non ho nulla da nascondere, ma penso e ripenso a quei ragazzi che non avevano fatto niente ma che a casa non sono più tornati grazie all’eccesso di zelo di qualche agente: penso a Federico Aldrovandi, barbaramente massacrato da quattro agenti che gli sono saliti sopra soffocandolo; penso a Gabriele Sandri, colpito da un proiettile mentre dormiva in auto; penso a Giuseppe Uva, fermato per una bravata, stuprato ed ucciso in caserma; penso a molti altri… Dalla parte delle forze dell’ordine? No grazie, dalla parte di QUESTE forze dell’ordine non ci sarò mai, visto che loro non sono dalla parte del cittadino…

Immagino già che qualcuno mi verrà a dire che gli esempi che ho fatto “se la sono cercata”: conosco il disco a memoria, sono i classici personaggi che a parole e verso gli altri sono i primi cultori della “legge ed ordine”, e sono anche i primi frignoni che gridano all’ingiustizia quando beccano una multa per un divieto di sosta…

Ma del resto c’è anche un motivo se molti ragionano così: l’italiano medio in genere passa la vita a piegare la testa ed a farsi sottomettere da chiunque, di conseguenze da bravi frustrati bramano il fatto di poter indossare una divisa per poter fare ad altri ciò che subiscono loro… Siamo un paese dove qualsiasi cretino che si mette la divisa di ausiliario del traffico si sente in diritto di spadroneggiare (e per fortuna che non ha la pistola altrimenti sparerebbe!) e volete che un carabiniere o un poliziotto non si sentano in diritto di fare e disfare sulla pelle degli altri?

Il ragazzo in questione non lo conoscevo, ma se tanto mi da tanto è pure una vittima…

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