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CALCIO: SERIE A; ROMA-GENOA

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ROMA-GENOA: DASPO PER DUE TIFOSI

Posted on 22 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Rai News

Sono due i tifosi nei confronti dei quali il Questore di Roma Tagliente ha adottato il Daspo – divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive – per la durata di 5 anni, dopo la partita Roma/Genoa che si è svolta due sere fa allo stadio Olimpico.

In entrambi i casi a motivare la misura di prevenzione è stata l’accensione e il lancio durante la partita di artifizi pirotecnici.

Per uno dei due tifosi è l’arresto in flagranza differita. Si tratta di un 43enne con precedenti per reati da stadio, stupefacenti e tentato omicidio. L’uomo e’ stato immortalato durante l’incontro quando, dopo aver acceso un petardo, lo ha lanciato verso una rampa di scale dove vi erano altri tifosi, creando rischi per la loro incolumità. Le esigenze di evitare turbative per l’ordine pubblico e di preservare la sicurezza degli altri tifosi e degli operatori della Questura ha fatto optare gli agenti per l’arresto in flagranza differita. Dopo alcune ore il 43enne è stato infatti fermato dagli agenti della Questura nei pressi della propria abitazione dove, dopo essere stato identificato, è stato accompagnato in ufficio e tratto in arresto.

Per l’altro tifoso, un romano di 34 anni, è invece scattata la denuncia in stato di libertà per lo stesso reato. Incensurato, è stato bloccato da personale della Digos durante le fasi di deflusso dallo stadio per aver lanciato un petardo verso il terreno di gioco.

A Roma sono specializzati nel punire severamente i lanciatori di fumogeni e petardi. Peccato che negli ultimi cinque anni siano state accoltellate ben 20 persone nei pressi dell’Olimpico, ed il responsabile non sia mai stato riconosciuto. Proprio un bel lavoro, complimenti!

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IL DERBY DI ROMA

Posted on 05 marzo 2012 by La Padova Bene

Cominciamo dal consueto comunicato da parte della questura romana. Ormai vivono per fare comunicati… Ad ogni modo un passaggio è effettivamente interessante:

…Intorno alle ore 12:30 i servizi ad ampio raggio pianificati hanno evitato il contatto tra due gruppi delle opposte tifoserie. In particolare, un primo gruppo di circa 800 tifosi laziali si e’ diretto in corteo da Ponte Milvio verso lo stadio, mentre, in concomitanza, un altro gruppo di pari consistenza di supporters romanisti ha tentato di muoversi dal Lungotevere Maresciallo Diaz nella stessa direzione. La dislocazione dei contingenti ha evitato contatti, creando una zona cuscinetto e inducendo a desistere i due gruppi. Nella circostanza e’ stata disposta la chiusura temporanea di alcuni tratti della viabilita’, che e’ stata riaperta poco dopo, una volta cessate le esigenze, al fine di assicurare la piena mobilita’ della zona dello stadio…

E’ una novità tutta laziale quella di raggiungere l’Olimpico in corteo, già successo contro Atletico Madrid e Fiorentina. Dei momenti di tensione ci sono effettivamente stati, con lancio di oggetti e molti cori anche beceri da parte romanista nel momento in cui passava il corteo laziale. E’ girata voce anche di cori romanisti contro Gabriele Sandri, ma dopo aver verificato penso di poter smentire categoricamente la cosa: del resto, gli stessi romanisti erano presenti in strada la notte dell’11 novembre 2007; e hanno appoggiato tutte le iniziative fatte a Roma in memoria di Gabriele. I giallorossi non si sono mai risparmiati nell’infangare in passato altri “morti famosi” laziali come Paparelli o Re Cecconi, ma Gabriele Sandri è considerato super-partes, una vittima della repressione, qualcosa che va oltre il tifo calcistico…

Da segnalare un altro episodio grave, avvenuto proprio nel momento in cui il corteo laziale e quello romanista si sono sfiorati: un 25enne di nazionalità spagnola è stato accoltellato ad una coscia nel Lungotevere Maresciallo Diaz. Niente di grave per fortuna. Pare che non centrasse proprio niente col derby, che fosse uno studente universitario in erasmus a Roma e che si trovasse in zona casualmente, finendo per essere scambiato per chissà chi e beccandosi un ricordino sulla gamba… Le due tifoserie romane mi sono sempre molto piaciute, entrambe. Un pò di più i romanisti, debbo essere sincero, ma ho sempre apprezzato anche i laziali. Hanno solo una grande, immensa pecca: l’uso smodato di armi da taglio! Rischi di camminare nei pressi dell’Olimpico, sentire il ronzio di un motorino alle tue spalle, beccarti una puncicata sul culo e vedere lo stesso motorino che si allontana. Il tutto senza tirarti nemmeno due pugni di benvenuto. Non ne vedo sinceramente il senso, e non lo capirò mai… Vedendo poi che ci va in mezzo gente che non centra, a maggior ragione!

Altri sei daspo ed un arresto ci sono stati per reati minori: due ventunenni si sono beccati due e cinque anni di Daspo per aver scavalcato i cancelli dello stadio in piena notte per appostarsi all’interno (CINQUE ANNI DI DASPO PER UNO SCAVALCAMENTO: UNO STUPRATORE PRENDE MENO IN PROPORZIONE!), un 18 enne due anni di daspo per aver scavalcato la recinzione esterna il Largo De Boisis e un 42 enne per aver superato il separatore interno della Curva Nord, altri due per aver tentato di entrare allo stadio senza biglietto. Ancora un ventisettenne per il possesso di un petardo, un diciannovenne per aver aggredito uno steward nel tentativo di entrare allo stadio senza biglietto. Ed ancora, tre laziali per aver cercato di introdurre nell’impianto uno striscione non autorizzato. Leggendo questa sorta di “bollettino di guerra dei poveri” mi viene da dire che in questura a Roma lavorano tanto per bloccare i pesci piccoli, ma che non sanno assolutamente evitare il problema più grosso che è quello degli accoltellamenti all’esterno dello stadio. Del resto, mi pare evidente che a questi interessa portare non dei risultati ma dei numeri per far carriera, quindi se accoltellate un ragazzo fuori dallo stadio va tutto bene, ma non azzardatevi a fare i furbi e scavalcare perchè vi rompiamo il culo! E poi ci stupiamo delle cose…

Per il resto, le solite belle coreografie da parte laziale, la solita curva “old-style” romanista, tutta fumogeni e tifo vocale. Il derby romano continua a mantenere il suo fascino anche in anni difficili come questi.

Un ultima nota: la curva romanista ha esposto proprio al centro uno striscione in favore di Luca Abbà, il ragazzo rimasto ferito dopo che si era arrampicato su per un traliccio dell’alta tensione in Val di Susa: “Difendi la tua terra dalla democrazia che uccide! Daje Luca, No Tav!”. Particolare curioso, che esce un pò dalla logica degli schemi visto che la Sud (o meglio coloro che la portano avanti) sono generalmente più schierati verso destra al contrario del movimento No-tav. Tuttavia le due curve romane spesso e volentieri hanno dimostrato di saper superare anche gli steccati idelogici, specie di fronte a problematiche comuni: cito ad esempio il caso dello striscione esposto nel 2001 dai laziali in onore di Carlo Giuliani. Un modo per far capire che la repressione in realtà non ha nessun colore…

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IL CONCETTO DI “LIBERTA’ DI ESPRESSIONE” NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE…

Posted on 15 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Il Fatto Quotidiano

E’ di un giorno la notizia che il Questore di Roma Francesco Tagliente ha imposto il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Roma per due anni a Salvatore Barbera, Responsabile della Campagna Clima ed Energia di Greenpeace, che ha organizzato una protesta srotolando davanti Montecitorio uno striscione con una foto di Genova colpita dall’alluvione del mese scorso e chiedendo al nuovo esecutivo di cambiare la politica climatica del Paese. Via da Roma per due anni, quindi. Una punizione che nemmeno il più accanito ultras plurifermato è solito avere.

E a proposito di ultras e del Questore Tagliente, era la finale di Coppa Italia, fine maggio di quest’anno a Roma, giocavano Inter e Palermo, le squadre di due delle città italiane con più infiltrazioni mafiose. Avevamo saputo che uno dei procuratori antimafia di Palermo sarebbe stato presente allo stadio Olimpico, così come il Presidente del Senato Renato Schifani, noto per le sue passate frequentazioni con gentaglia legata più o meno direttamente alla mafia. Come Movimento delle Agende Rosse decidemmo di comprare (a nostre spese ovviamente) due biglietti per la partita per portare un messaggio di sostegno a quei magistrati coraggiosi e di posizione ferma contro chiunque provasse a tagliare loro le gambe, fisicamente o figurativamente che fosse. Portammo con noi due striscioni, uno con su scritto Trattativa Stato-Mafia, fuori la verità, l’altro Stragi ’92-’93: giù le mani da chi indaga.

Il primo lo lasciammo in bella vista, il secondo invece lo nascondemmo arrotolandolo intorno al busto di Angelo, perché come diceva Andreotti, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. E infatti il primo striscione, che avevo in mano io, fu sequestrato. Un agente mi fermò, lesse lo striscione, chiamò tramite radio il suo superiore, che chiamò il suo superiore e così via di grado in grado (ad un certo punto dalla radio chiesero anche che mestiere facesse Salvatore Borsellino…) fino ad arrivare al Questore in persona, che impose al suo sottoposto (persona che ancora ricordo con un sorriso per la sua gentilezza) di portarmi nel distaccamento della Questura di Roma sotto lo stadio per identificarmi. Non sapevo che per identificare una persona servisse essere in un posto preciso, oltre che mostrare il proprio documento. Quindi andammo nella sede preposta e lì avvenne l’incontro con il dottor Tagliente. Che nemmeno mi guardò e fece: “ah, è lei, eh….”, parlando al collega.

Io: “Buonasera, mi dica, qual’è il problema? Ci siamo informati e ci hanno detto che sarebbe stato autorizzato qualsiasi striscione tranne quelli a sfondo politico o con insulti”.
“Ah, e questo non le sembra politico?”
“Vede simboli partitici? Da quando in qua l’antimafia è politica?”
“Signorina, non faccia la furba… mi dia i documenti”. E dopo averli letti: “Ah è di Roma… e che le interessa Inter-Palermo? E fa la fisioterapista… e perché si occupa di queste cose?”
“Perché mi interessano. Collaboro con Salvatore Borsellino… sa, il fratello del giudice Paolo… abbiamo fondato un’associazione antimafia.”
E lui: “Questa è una manifestazione sportiva. E si parla solo di calcio. E ora vada, va… lo striscione rimane qui.”

Certo non lo si può tacciare di incoerenza, perché la decisione di espellere da una città una persona che lotta per un mondo migliore sul piano ecologico è in perfetta linea con il suo precedente comportamento tenuto con noi. Eppure le forze dell’ordine seguono lo stesso codice penale che dice che se qualcuno commette un reato per salvare un bene supremo come la vita, il fatto non costituisce reato…

Di solito gli ultras ne subiscono di ben peggiori, altro che due anni di foglio di via (magari per gli ultras ci fosse ancora il foglio di via, aggiungo!).

Ciò che descrive la protagonista è esattamente ciò che capita a molti ragazzi delle curve. Che lo striscione parli delle infiltrazioni mafiose all’interno dello stato o che sia un semplice “No alla tessera del tifoso!”, ci sono certi messaggi che sono banditi a priori…

Una cosa mi fa piacere: che adesso stiate pian piano capendo che esistono luoghi nel paese in cui la Costituzione viene calpestata. Lo stadio è uno di questi. Altro che impunità

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ROMA-JUVE, UN ARRESTO E QUATTRO DENUNCIE

Posted on 14 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Roma Capitale

La partita di calcio Roma-Juventus, valida per il 15° turno di Serie A, è stata l’ennesima occasione per alcuni balordi di mettersi in mostra. Grazie all’intervento degli equipaggi di Polizia impegnati a largo raggio si è evitato il peggio. Nei pressi di via Lorenzo il Magnifico, infatti, due tifosi giallorossi hanno avvicinato dei supporters avversari. I due sono stati trovati in possesso di un coltello e due cinte con cui erano pronti ad offendere. L’aggressione è stata però sventata dal pronti intervento delle forze dell’ordine.

Uno dei due aggressori, un 23enne romano, è stato arrestato per il reato di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Il ragazzo ha infatti tentato una colluttazione con i poliziotti per tentare la fuga. Tentativo verificatosi poi vano. L’altro aggressore è stato identificato in un 21enne, anch’egli di Roma, e denunciato.

In precedenza, intorno alle 20, durante i controlli di prefiltraggio, era stato bloccato un 19enne in possesso di fumogeni e denunciato dalla Polizia per possesso di fuochi pirotecnici. Il giovane è stato sottoposto a Daspo per 3 anni. Fermati anche due minorenni nei pressi dei varchi di accesso allo stadio . Uno era sprovvisto di biglietto per vederela partita, l’altro era in possesso di uno striscione non autorizzato. Per entrambi sono arrivate sanzioni per violazione del regolamento d’uso.

I comunicati di propaganda che fa Tagliente a Roma sono qualcosa di assurdo. Cioè questo si vanta di fermare gente con fumogeni e striscioni non autorizzati o senza biglietto e scrive “è stato evitato il peggio”! E guardo anche il giornalista che gli va dietro coi discorsi…

Spero ci si renda conto che dare tre anni di Daspo per uno striscione non autorizzato (scommetto che c’era scritto “No alla tessera”, ma guarda un pò!) è un’assurdità bella e buona. Quello poi senza biglietto non ho capito che reato abbia commesso.

E vedo che chi vuole “muoversi” si muove ugualmente. Ed allora dove sta tutta la sicurezza del famoso “modello Tagliente”? Nei comunicati?

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ROMA-NAPOLI 2008, TRENITALIA UNICA COLPEVOLE!!!

Posted on 06 dicembre 2011 by La Padova Bene

Ricorderete quel famoso Roma-Napoli di tre anni fa. Uno dei casi più clamorosi di “falso giornalistico”. Una trappola mediatica preparata da settimane con l’uscita dei calendari. Incidenti completamente inventati, danni di fantasia per 500 milioni di euro, un treno fatto sparire per non far scoprire la verità, ore ed ore di servizi televisivi a mostrare una violenza che non trovava nessun riscontro nemmeno dalle immagini (ricorderete che il grosso delle immagini degli incidenti erano costituite da tifosi partenopei in corteo dentro la Stazione Termini all’arrivo del treno, una torcia accesa ed un paio di ragazzi bardati dentro l’Olimpico, di cui uno che buttava un pericolosissimo bicchiere di carta…

Questo secondo Studio Aperto erano incidenti. Io sarò ignorante ma non vedo un solo atto di violenza. Sento cori ostili, certo, vedo due gruppi che fanno entrambi paura, ma non vedo un solo atto realmente violento…

E Maroni? Ci ricordiamo quel Ministro che vietò ai napoletani tutte le trasferte per un’intera stagione calcistica, e che da li in poi cominciò a promuovere la Tessera del Tifoso (che entrò in vigore solo due anni dopo)?

Oggi sono stati tutti sputtanati da una sentenza storica, che riconosce che ai tifosi partenopei furono creati dei grossi disagi e che condanna Trenitalia ad un cospicuo risarcimento danni. Fonte: Calcio Napoli 24.

Domanda: perchè oggi su Studio Aperto non si vedono gli stessi servizi di allora per far luce sull’intera vicenda?

Chiudete un attimo gli occhi e rilassatevi. Se vi diciamo Roma-Napoli cosa vi viene in mente? E se a Roma-Napoli aggiungiamo 31 agosto 2008? Ancora niente? Con la parola “trappola” la memoria vi aiuta? E Trenitalia? Bene, ci siamo tutti. Nessun tifoso napoletano deve, può, vuole dimenticare quella giornata di fine estate. La partita della vergogna, quella della presunta devastazione della stazione di Roma Termini, quella del fatidico treno danneggiato per oltre 500mila euro, dell’arrivo ritardato con i tifosi giunti allo stadio “Olimpico” solo all’inizio del secondo tempo. Quella gara ha significato l’inizio di una lunga, lunghissima persecuzione nei confronti della tifoseria napoletana culminata con un divieto di circa un anno ad accompagnare la squadra lontano dal San Paolo. L’ex Ministro Maroni ricorderà bene quella giornata così come tutti quegli organi di stampa che mistificarono clamorosamente la realtà dei fatti con servizi montati e smontati con proditoria mano esperta.
Ebbene, il tempo è galantuomo, ed oggi, a distanza di 3 anni e mezzo da quegli eventi, giunge un piccolo risarcimento morale per tutti quei tifosi che, testimoni degli eventi, si spesero invano per far conoscere la realtà dei fatti.  Già la Procura della Repubblica di Napoli aveva svelato le esagerazioni di Trenitalia, con il procedimento penale iscritto inizialmente per devastazione e saccheggio e ben presto archiviato con l’accusa di danneggiamenti. Oggi giunge l’ennesima conferma: Trenitalia è colpevole per non essere stata in grado di gestire e ben organizzare un evento ampiamente prevedibile e cui avrebbe potuto rimediare con una migliore organizzazione dei servizi.
Lo ha sancito la sentenza n.85606/10 della VI Sez. Civile del Giudice di Pace di Napoli resa dal dr Ciaramella.
A raccontarlo è l’Avvocato Salvatore Barbuto. “Quel giorno alla Stazione Termini sono stato testimone di come furono trattati centinaia di tifosi del Napoli e delle vergognose condizioni in cui furono costretti a viaggiare. Ho suggerito così, immediatamente, ai sigg.ri Cozzolino e De Laurentis di attivarsi per vedere risarciti i danni patiti. Così, insieme agli avvocati Monda e Cammarota, professionisti che collaborano con il mio studio ed esperti di tutela dei consumatori, abbiamo approfondito la vicenda. Questa sentenza sancisce quello che sin dall’inizio era apparso chiarissimo: l’afflusso dei tifosi in quella giornata era un evento previsto e prevedibile, cosicché tutti i disagi di quella giornata non sono addebitabili ad altri se non a Trenitalia, che – come precisa il Giudice in sentenza – avrebbe potuto rimediare con una migliore organizzazione dei servizi. La difesa di Trenitalia è apparsa inconsistente: le motivazioni addotte per giustificare i ritardi ed i disagi provocati agli utenti si risolvono in una serie di disorganizzazione e servizi imputabili allo stesso vettore.”
I signori De Laurentis e Cozzolino hanno così commentato la vicenda e un esito fino a ieri inaspettato: “Questa sentenza è per noi importantissima perché giunge a ripristinare un po’ di verità e soprattutto a risarcire moralmente chi ha vissuto i fatti di quel lontano 31 agosto;  idealmente vogliamo dividerlo con tutte quelle persone che in quel giorno furono dapprima costretti a sopportare ogni tipo di disservizio di un viaggio durato oltre 6 ore; quindi, a dover sopportare nei giorni successivi un vero attacco mediatico che etichettò quei viaggiatori come delinquenti e Trenitalia come vittima impotente di quanto accaduto.” Per quanto ci riguarda, non bisogna aggiungere altro ad una vicenda che oltraggiò profondamente l’immagine di Napoli e dei napoletani e che, apparve sin da subito un vero e proprio tranello in cui, in molti, cascarono per amore della propria squadra. Il tempo sta mettendo a posto i pezzi per ricostruire un puzzle di dignità violata. E, a proposito di tempo, “chi ha tempo non aspetti tempo” per farsi riconoscere i propri diritti dopo i soprusi e le posticce sperequazioni mediatiche di quel 31 agosto 2008.

“Tutti i disagi di quella giornata non sono addebitabili ad altri se non a Trenitalia, che avrebbe potuto rimediare con una migliore organizzazione dei servizi”. Stampatevelo bene in mente questo passaggio, signori bempensanti!


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DELIRIO D’ONNIPOTENZA – 2 (ROMA)

Posted on 24 novembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Tifosi della Roma

Se provi a entrare oggi allo Stadio Olimpico, nel tempio del tifo italiano, dove anche gli avversari si commuovono da sempre per lo spettacolo dei tifosi romanisti, non sei più un libero cittadino.

Sei un potenziale delinquente. Anzi, non sei neanche potenziale. Lo sei e basta. Perdi tutta la libertà e i diritti. Sei solo uno da schedare. Altro che aprire gli stadi alle famiglie. Qui alle famiglie si aprono solo i commissariati. Quanti ragazzi hanno dovuto chiamare i genitori per dire di essere stati portati al posto di Polizia perchè in possesso di un cartoncino plastificato giallo o rosso che avrebbe, sommato agli altri, colorato la Curva? Tanti. Per di più multati di 172 euro. E se recidivi rischiano il Daspo. Misura adottata per la violenza e non certo per pittoresche e storiche scenografie. Da ragazzo assistevo alla gioia e ai colori dell’Olimpico. Ai marmi bianchi pieni di sfide, romanità, paste al forno, carte da scopetta e bandiere. Fa parte della nostra storia e della nostra vita. E della vita del calcio. Oggi, portando allo svuotamento di quel luogo sacro, ci si vuole impedire di tutto. Non se ne può proprio più. È quindi è ora di dire basta a queste idiozie. E dirlo ad alta voce. Perché da sempre il calcio, come ha spiegato con efficacia nell’editoriale di ieri il direttore Carmine Fotia, ha un’essenza precisa.

E questa – un mix perfetto di epica, etica, ed estetica – va oltre le meschine nuove regole di un sistema a pezzi. Dovreste dircelo che state spingendo per una schedatura di massa di tutti gli italiani. Dovreste avvertire che state sempre più “lavorando” per farci restare a casa davanti alla televisione. E farci assuefare al calcio in HD. E che dovremo sempre più spesso, e per tutti i nostri movimenti, chiedere il permesso alla Mamma Questura. Nell’epoca del Grande Fratello e della tracciabilità continua (web- cellulari – codici fiscali a pioggia) la democrazia è in ginocchio davanti alla stupidità. Si sostiene che le regole sono regole e le leggi sono leggi. E vanno rispettate anche se sbagliate e sciocche. Non siamo della stessa idea. Le regole, come le leggi, si cambiano. E comunque prima esiste la richiesta della loro interpretazione elastica. Ci vuole tuttavia – per una giusta interpretazione delle regole – di un minimo d’intelligenza, e ce ne rendiamo conto.

Oggi questa latita. Come presto saremo costretti a fare noi romanisti. O a chiedervi di arrestarci tutti. Perché ognuno di noi ha sempre in tasca un cartoncino di plastica giallorosso. E abbiamo intenzione di usarlo sempre. E il mio, la sera, finisce sotto il cuscino. Come la pistola di Billy the Kid. Sarò pericoloso e perseguibile per questo? Spero di sì.

CONTUCCI: “BASTA TRATTARE I TIFOSI COME CRIMINALI. RIPENSIAMO LE NORME”
«Forniremo assistenza legale gratuita. Faremo ricorso al Prefetto». Parla al plurale Lorenzo Contucci. Parla al plurale, perché parla indossando più vesti: di romanista, di avvocato e di consigliere di MyRoma, l’azionariato popolare romanista. L’associazione scenderà in campo contro la multa da 172 euro comminata domenica dal G.o.s. dell’Olimpico, il Gruppo operativo di sicurezza che fa capo al Commissariato Prati, a quei ragazzi pescati – ma pescati per davvero: che criterio hanno usato per fermarli? – a portare dentro l’Olimpico del materiale plastico non autorizzato per la scenografia. Perché se multi loro, multi la Sud. E se multi la Sud, multi tutti. Pure la società, che sui propri social network ha reso omaggio alla più bella dimostrazione di colore da quando c’è bisogno di un permesso per dire “Ti Amo” all’amore più grande che c’è. Alla Roma.

Contucci, è sempre più uno stadio di polizia?

Io dico: o si decide di adottare il metro del rigore assoluto, e allora mi devo aspettare che venga multato pure il Roma Club che tiene attaccato uno striscione sulle vetrate. Oppure bisogna usare il buonsenso. E’ stata punita una scenografia che la Roma ha messo sulla sua pagina Facebook! Io capisco che tu poliziotto debba levare il cartoncino al ragazzo che tenta di introdurlo, ma da qui a multarlo di 172 euro… Questa è miopia.

E invece si colpisce qua e là.

Una parte della legge Amato prevede il daspo da 2 mesi a 2 anni, in caso di seconda violazione del regolamento d’uso dello stadio. Ma questo è assurdo, perché il daspo punta a sanzionare dei comportamenti violenti. E cosa c’è di violento nel gesto di un tifoso che butta della carta per terra, invece che in un cestino? Questa è maleducazione, mica violenza.

Perché pure questa è una violazione del regolamento?
Certo. E’ un’altra stortura del sistema. Se legge il regolamento, dovrebbero essere sanzionati praticamente tutti gli spettatori. Faccio un esempio. Il giorno di Roma-Juve, per colpa dei cartelloni che impediscono di vedere, parecchi tifosi nel parterre della Tevere saranno costretti a restare in piedi, oppure a sistemarsi in un altro posto. Teoricamente, se fosse applicato alla lettera il regolamento, andrebbero multati tutti. Invece si fa una scelta selettiva: tu vieni multato, tu no.

E in base a quali criteri?
Facile. Sono puniti i pezzi di plastica che servono alla scenografia non autorizzata oppure gli striscioni contro la tessera del tifoso. Quando invece altri tipi di striscioni continuano a entrare.

Si può definire cervellotica la determinazione del 2007, figlia del dopo-Raciti, in cui sono state fissate delle regole stringenti proprio per l’autorizzazione richiesta?
Totalmente cervellotica. E poi qui ogni questore fa come gli pare. A Bari, ma anche in altre città del Sud, si sentono i tamburi. A Napoli anche il trombettiere. Sia chiaro, non sto dicendo che il trombettiere non debba entrare, ma mi domando perché quella fase emergenziale sia stata istituzionalizzata.

In sostanza, avvocato, lei chiede che vengano ripensate quelle norme che regolamentano il tifo.
Auspico un ripensamento. Vorrei che fosse allentata la morsa. I tifosi non sono dei teppisti e non è possibile che vengano trattati come tali solo perché sono contrari alla tessera del tifoso.

Ecco, questo è un altro punto denunciato da qualche ragazzo della Curva: il trattamento da parte di qualche funzionario.
C’è un tale stato di tensione allo stadio, che per bypassare delle autorizzazioni assurde le cose si fanno in modo carbonaro. Io capisco lo smacco per non essere riusciti a impedire una bella scenografia, ma non si può trattare un tifoso come un criminale solo perché ha portato dei cartoncini che hanno colorato un Olimpico deserto.

E poi oltre al danno c’è la beffa. Sul verbale di accertamento si invita l’interessato «a portare in visione al Commissariato Prati l’attestazione dell’avvenuto pagamento». Quando si paga una multa per essere passati col rosso, non si è tenuti a mostrare la ricevuta ai vigili.
Esatto, io non sono affatto costretto. Metta caso che vivo all’estero, che faccio? Devo tornare apposta?

Lei auspica un ripensamento. Cosa si può fare?
Si può rivedere l’articolo 9 della legge Amato. Il principio dovrebbe essere che il biglietto non dovrebbe essere rilasciato solo a chi è sotto daspo. Mi spiego. Se sono stato daspato dal questore e poi anche dal giudice in primo grado, non è possibile che mi debba fare altri cinque anni senza stadio dal giorno della sentenza definitiva, come previsto invece dalla legge Amato. Non posso pagare tre volte per lo stesso fatto. Le cito un caso. Nel 2010 un mio assistito si è visto confermare dalla Cassazione una sentenza di condanna per gli incidenti di Brescia-Roma del ’94. Incidenti per i quali all’epoca aveva subìto prima un daspo dal questore e poi uno dal giudice. Una volta scontate le diffide, era tornato tranquillamente all’Olimpico. Ma dopo che nel 2010 la sentenza di condanna è diventata definitiva, dovrà restare fuori altri cinque anni. Mentre magari un assassino che ha ammazzato due bambini, una volta scontata la condanna, è libero di andare all’Olimpico.

ENZO FOSCHI: “SIAMO AL DELIRIO. UNO SPETTACOLO TANTO BELLO NON PUO’ PORTARE AD UN PROVVEDIMENTO SIMILE”
«Siamo al delirio». Commenta così Enzo Foschi, consigliere regionale del Pd, la vicenda che ha visto domenica scorsa multare, con euro a testa, decine di ragazzi per aver portato all’interno dello stadio, ciascuno di loro, un foglio di plastica colorata. «E’ una cosa incredibile – continua Foschi – sapere che la conseguenza di una coreografia così bella, tanto da essere lodata anche dalla società giallorossa sulla propria pagina Facebook, abbia potuto dar luogo a provvedimenti del genere. E’ vero che i funzionari devono applicare la legge, ma anche la legge va applicata con intelligenza. E qui mi sembra che se ne sia dimostrata davvero poca. Tanto più che, se si legge lo striscione (peraltro autorizzato, ndr) al quale si accompagnava, ci troviamo di fronte a qualcosa di anomalo rispetto a come si concepisce il calcio italiano. Una scritta assolutamente distensiva e, soprattutto, apprezzata e condivisa da tutto lo stadio. Perché ribadiva che ciò che conta è l’impegno del calciatore, anche al di là del risultato, che può arrivare o meno. E se arriva, è meglio, altrimenti pazienza. Non se ne può essere schiavi. Credo che sia la prima volta che si fa un’affermazione di questo tipo. Solo Zeman ragionava così… Chissà, deve essere apparsa offensiva verso quanti hanno un’altra idea del calcio. Ma che idea è la loro? Forse quella della robotizzazione… Mi sarei semmai aspettato che venisse applicato il Daspo all’arbitro e al guardalinee, per aver annullato il gol di Osvaldo. Perché è quello il vero scempio a cui si è assistito».

PAOLO CENTO: “FACCIAMO UNA SOTTOSCRIZIONE PER PAGARE LE MULTE PERCHE’ SIAMO TUTTI NOI “COLPEVOLI””
Ci va giù ancora più duro, Paolo Cento. «E’ assolutamente incredibile ciò che si è visto domenica, con la multa inflitta ai ragazzi della Sud – dice l’esponente di Sinistra e Libertà. – Il ministro Cancellieri deve intervenire al più presto, per sanare una situazione che non è più sopportabile. Mi riferisco a questo continuo colpire i tifosi, senza che si assista ad alcuna forma di violenza da parte loro. In questo caso, erano solo portatori di una coreografia bellissima. E allora, sembra quasi una persecuzione. Bene ha fatto Il Romanista a sollevare il problema, dando spazio a questa vicenda sulle proprie pagine. Mi viene da dire che siamo tutti “colpevoli” di quella coreografia. E propongo quindi di dar vita ad una grande colletta, che tolga a quei ragazzi il peso delle multe che si ritrovano da pagare. Si sarebbe dovuta multare tutta la curva? Semmai tutto lo stadio. Perché tutti noi che eravamo lì abbiamo condiviso e applaudito quello striscione e quei tanti cartoncini colorati, o quadretti di plastica che fossero. Lancio pertanto, attraverso il Romanista, l’idea di una sottoscrizione in favore di quei tifosi, pagando tutti noi quelle multe. E si promuova anche un incontro con il questore di Roma e il Ministero dell’Interno, dicendo loro che siamo tutti “corresponsabili” di quella scenografia. E’ certamente importante che la Roma abbia ringraziato la curva per quei colori che l’hanno riempita e, soprattutto, quello striscione “Mai schiavi del risultato”. Un grande segno di maturità, in un momento in cui, a fronte di un progetto portato avanti dalla società, che ha scelto di investire in una squadra di giovani, si discute molto sul valore del risultato. Ripeto: se Il Romanista si farà promotore di una campagna di raccolta fondi, sarò pronto a dare la mia adesione con una quota. Come dovremmo fare tutti, di fronte a qualcosa di incomprensibile e di dubbia interpretazione qual è la vicenda di domenica scorsa. Perché non se ne abbiano a ripetere altre».

MARIO STADERINI: “E’ IL GRANDE FRATELLO, QUELLO DI ORWELL. CON NORME INCOSTITUZIONALI E ILLIBERALI”
«Con l’impazzimento dei controlli a cui assistiamo, sembra ormai di stare al Grande Fratello. E intendo quello del romanzo di Orwell, non quello televisivo di oggi». E’ quanto sostiene Mario Staderini, segretario Radicali Italiani, a commento della vicenda che ha visto multare decine di tifosi per la scenografia allestita all’Olimpico domenica scorsa. «Sta emergendo, passo dopo passo – continua Staderini – la follia derivante da una panoplia di strumenti di repressione assolutamente inutili, perché ingiustificati e autoritari. Aggiungo che questa normativa, sia a livello complessivo che di singole disposizioni, è incostituzionale e illiberale. Ed è ora che sia smantellata, pezzo per pezzo, rivolgendosi ai tribunali. Io stesso, per esempio, ho in piedi il ricorso avanzato rispetto al divieto di andare in trasferta per i tifosi residenti a Roma, che è un’altra cosa grave. E passiamo così da divieti basati sulla residenza geografica o che discriminano addirittura in base al sesso, come al derby, dove se non eri donna non potevi andare in Tevere, fino alle multe per dei cartoncini colorati, solo perché parte di una scenografia. Peccato che non fossi allo stadio domenica scorsa, altrimenti mi sarei autodenunciato. Mi viene da pensare che sia stata una vera e propria ripicca, motivata magari dal fatto che, in precedenza, la stessa Sud aveva fatto una coreografia non autorizzata. E oggi come oggi, fare una coreografia non autorizzata significa compiere un gesto da mentalità ultras, proprio perché è vietato. Che equivale a dire di un comportamento, quello della curva, che viene punito solo perché c’è un divieto. Che non ha però ragione di esistere».

Anche a Roma c’è un personaggio attentissimo alla propria carriera. Quel Tagliente che già fu questore a Firenze, un’altro che vuole far carriera, e che di fatto ha sempre fatto carriera, utilizzando i tifosi…

Sarebbe veramente ora di chiedere conto del proprio lavoro a certi personaggi.

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ROMA, PRIMO PASSO VERSO IL CARNET…

Posted on 10 novembre 2011 by La Padova Bene

Articolo ripreso da “Il Romanista”:

Il progetto prende forma, l’idea muta in sostanza, la Roma si fa Magica. Se Sabatini ha tirato fuori dal cilindro il Conejo, il meno conosciuto capo della biglietteria Carlo Feliziani si accontenta del coniglio.

Anzi, dei conigli. Da lunedì si potranno comprare on line i biglietti di tutte le gare casalinghe. Tutte tranne il derby, Roma-Napoli e Roma-Catania, partite delicatissime per le quali a Trigoria si aspettano particolari restrizioni in fase di prevendita. Chiariamoci. Non è l’agognato carnet – a proposito, ci siamo, quello “doc” sarà messo quasi certamente in vendita per il girone di ritorno! – perché non garantisce sconti sul pacchetto di incontri. Non garantisce sconti, ma solide realtà. Se comprate adesso i biglietti, e la società deciderà un giorno di alzare i prezzi perché magari la squadra si troverà a lottare per qualcosa di meraviglioso, il risparmio è assicurato. Se proprio lo volete definire carnet, a Trigoria piace parecchio la definizione di carnet fai-da-te.

TUTTO E SUBITO Si legge sul sito della Roma: «Da lunedì 14 novembre sarà possibile acquistare anticipatamente tramite Internet (www.listicket.it) i biglietti per le gare di campionato in programma fino al termine della stagione (sono escluse le sole gare Roma-Napoli, Roma-Lazio e Roma-Catania). I possessori di AS Roma Club Privilege usufruiranno di un periodo di prelazione». Prelazione. Non vendita esclusiva, come invece è accaduto – anzi, come è dovuto accadere: la Roma non voleva, è stata costretta – per la campagna abbonamenti, riservata per forza ai soli tesserati.

PREZZI GIÙ Lunga premessa. La Roma continua a ritenere illogiche le critiche sull’aumento dei prezzi in occasione della partita con il Milan campione d’Italia. Per una Curva si sono pagati 22 euro, contro i soliti 13, accusava una parte del tifo romanisti. Ok, ma “soliti” quando? “Soliti” nell’attuale stagione. Di sicuro, però, non in quella passata, quando un biglietto di Curva per RomaCesena veniva 17 euro. Senza contare che un abbonamento, sempre di Curva, è costato 235 euro. Che diviso per 19 partite fa 12 euro e 37 centesimi a gara. Ovvero, solo 63 centesimi in meno di quanto pagato dai non abbonati-non tesserati per ogni sfida all’Olimpico salvo quella con il Milan (22 euro). Nonostante sappia quindi di stare dalla parte della ragione, la Roma ha deciso di abbassare i prezzi, specie in tribuna, di questo carnet fai-da-te anche per i due big match: Roma-Juve e Roma-Inter.

BUON COMPLEANNO La Roma si è inventata il birthday day. Si legge su asroma.it: «Se la tua data di nascita coincide con la data in cui si disputa un incontro della Roma, potrai festeggiare con amici e parenti allo Stadio Olimpico vedendo giocare la tua squadra del cuore. Acquistando infatti fino ad un massimo di 20 biglietti nel settore Distinti Nord Famiglia, saranno applicate speciali tariffe ridotte». Il comunicato dice tutto. Il pacchetto potrà essere acquistato esclusivamente nei Roma Store.

L’OMAGGIO Da Baldini a Feliziani, passando per Sabatini e Fenucci, la nuova Roma ama essere di parola. Era stato promesso un omaggio a chi non avesse gettato nel secchio il biglietto di RomaSlovan. E così sarà. Per l’ottavo di finale di Coppa Italia (possibili date: 8 o 13 dicembre, oppure 11 gennaio 2012, per avversario la Fiorentina o l’Empoli), sono previste super-agevolazioni. Chi aveva un biglietto di Curva, pagherà per lo stesso settore 1 euro. Chi lo aveva di Distinti, se vorrà riandare in Distinti potrà acquistare il tagliando spendendo 2 euro. Per la Tevere si sale a 7 euro, per la Monte Mario a 10

Questo non è il carnet, ma è già un primo passo importante… Il carnet dovrebbe essere attivo per il girone di ritorno, con sostanziosi sconti a chi lo acquisterà, quasi come si trattasse di un abbonamento. Attendiamo fiduciosi

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ARRESTATO TIFOSO LAZIALE, ARRIVANO GLI AVVOLTOI

Posted on 07 novembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Il Messaggero

ROMA – È finito in manette F.N., uno degli amici di Gabriele Sandri che si trovava in macchina con il tifoso laziale nell’autogrill vicino ad Arezzo l’11 novembre 2007, quando Gabbo fu ucciso da una pallottola sparata da Luigi Spaccarotella. N. è stato arrestato a Roma dai carabinieri poco prima di Lazio-Parma, durante un controllo nell’area dello stadio Olimpico. Nella sua auto aveva coltelli, martelli e altri oggetti pericolosi: per lui l’accusa è di porto di oggetti e armi atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive.

Nei pressi di via Morra di Lavriano i militari hanno notato due autovetture con un totale di cinque persone a bordo che avevano un atteggiamento sospetto. Durante il controllo all’interno di una delle due macchine, dove si trovavano N., che ha 42 anni, un 34enne di Parma e un minorenne, è uscito fuori un piccolo arsenale.

Sono stati trovati infatti cinque martelli, un manganello telescopico, due coltelli da cucina (uno con lama da 20 centimetri), due coltelli a serramanico, due chiavi inglesi, cinque aste lunghe un metro, tra cui alcune di metallo, due pinze, oltre ad adesivi e a una bandiera. I cinque sono state portati in una caserma dei carabinieri e dopo gli accertamenti svolti assieme alla polizia sono stati arrestati Negri e il 34enne di Parma. Il minorenne, che ha sedici anni, è stato invece denunciato. Nei loro confronti il questore ha adottato un Daspo della durata di un anno.

Cristiano Sandri: «Rimango sorpreso da quanto mi viene riferito e spero che chi è stato denunciato possa chiarire tutto. Lazio-Parma non era una partita a rischio e faccio fatica a immaginarmi lo scenario descritto – dice il fratello di Gabriele – In una partita pacifica, con due tifoserie unite nel ricordo di due ragazzi (l’altro è Matteo Bagnoresi, tifoso del Parma morto nel 2008, ndr), mi riesce difficile pensare che qualcuno portasse in giro un arsenale. L’11 novembre si deve apporre una targa importante e mi infastidisce l’accostamento tra mio fratello e quello che sarebbe accaduto, e uso il condizionale».

Prima della partita il presidente della Lazio Lotito e quello del Parma Ghirardi avevano presentato, in presenza del padre e del fratello di Gabriele, le maglie con il logo della Fondazione Sandri con cui le due squadre sono scese in campo oggi.

Un anniversario come momento di pacificazione. Quattro anni dopo quel tragico 11 novembre 2007 la famiglia di Gabriele Sandri tornerà nell’autogrill di Badia Al Pino sull’A1 per ricordare con una targa commemorativa la morte di Gabbo, ucciso a 26 anni, mentre era in macchina con i suoi amici. «Si conclude un percorso – racconta il fratello di Gabbo, Cristiano Sandri – e spero sia un segno di pacificazione per tutti».

Nonostante l’iter a tratti incerto, Cristiano Sandri spera che «con la volontà di tutti arrivino in tempo le autorizzazioni necessarie». A ricordare Gabbo, il ragazzo della Balduina, dj dei locali romani tifoso della Lazio, sarà una targa con poche semplici parole “In ricordo di Gabriele Sandri, cittadino italiano. Mai più 11 novembre”.

La notizia mi sembra un tantino artefatta… Lazio-Parma era tutto fuorchè una partita a rischio, quindi dubito che l’arsenale ritrovato servisse per scontri fra le due tifoserie. Che poi quale arsenale? Passi per il manganello telescopico ed il coltello a serramanico che in una città come Roma (e come tutte le grandi città) forse è meglio averlo e non averne bisogno che trovarsi nella situazione opposta… Ma martelli, arnesi da cucina, chiavi inglesi ed aste di plastica sono arnesi in libera vendita, che avrebbero potuto servire per ben altro che scontri allo stadio… Ad ogni modo è chiaro che se ti trovano certe aggeggi in macchina rischi la denuncia e, se sei nei pressi di uno stadio, la denuncia si trasforma in arresto. Ma da qui in poi comincia l’artefazione: cosa centra che l’arrestato era amico di Gabriele Sandri? Se domani arrestano il mio vicino di casa cosa significa, che io siccome lo conosco e spesso mi fermo a scambiare due parole con lui e qualche volta ci siamo anche bevuti una birra insieme al bar sotto casa, allora sono un potenziale delinquente? E’ questo che si vuole? Infangare la memoria di Gabbo? Guarda caso questa notizia, data in questo modo, viene fuori il giorno di un Lazio-Parma in cui due tifoserie hanno celebrato insieme due ragazzi (Gabriele Sandri e Matteo Bagnaresi) morti in circostanze strane in occasione di manifestazioni sportive; e guarda caso viene fuori sopratutto quando la targa commemorativa in onore di Gabbo sembra aver ottenuto tutti i nulla osta necessari!

Ci hanno sempre provato ad infangare l’immagine di Gabriele, forse per rendere “un pò meno colpevole” Spaccarotella, ed “un pò meno angelo” Gabriele. Nelle prime ore successive al suo omicidio venne fuori la notizia di presunti sassi trovati in tasca a Gabriele. Venne smentita quasi subito, Gabriele al momento della sua morte stava dormendo in macchina; tuttavia è singolare che oggi, a quattro anni dalla sua scomparsa, ci sia ancora gente convinta che sia morto partecipando ad una rissa: premesso che se anche due gruppi di tifosi si fossero affrontati dalla parte opposta della strada, è da pazzi sparare con la pistola ad altezza d’uomo, rischiando di beccare qualche altro mezzo che magari in quel momento transitava casualmente in autostrada e facendo così una strage; voglio sottolineare che della presunta macchina di tifosi juventini diretta a Parma non è mai stata trovata traccia, e nessun testimone ha mai confermato la versione di Spaccarotella secondo la quale dall’altra parte si stava svolgendo una rissa fra tifosi…

Sottolineare l’amicizia di un arrestato con Gabriele Sandri quasi a volerne sminuire la morte è un atto vigliacco, che solo un uomo di merda può fare…

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AS ROMA

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CARNET DI BIGLIETTI: FUMATA GRIGIA PER LA PROPOSTA DELLA ROMA

Posted on 28 ottobre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Padova Goal

IL ROMANISTA (D. GALLI) – Fumata grigia. La Lega di A ha cominciato a prendere in esame l’idea della Roma di un carnet di biglietti anche per i non tesserati. Sarà stilato un documento che dovrà essere condiviso dalle società, rivelano fonti vicine a Via Rosellini, quartier generale del sindacato dei presidenti di A.
Solo allora la palla (ri)passerà all’Osservatorio sulle manifestazioni sportive per una nuova determinazione. Quella definitiva. I tempi potrebbero però essere abbastanza lunghi. Biblici, forse. E non è escluso allora che la Roma decida di forzare la mano. Per suonare la sveglia e imprimere un’accelerazione.
Quella di ieri è stata comunque una giornata importante. La Roma, dicono a Milano, ha spiegato agli altri diciannove club della Serie A che il progetto di vendere un carnet di tagliandi liberalizzato, cioè non più vincolato al possesso o meno della tessera del tifoso, non significa affatto bypassare il principio, fissato nel protocollo di intesa siglato al Viminale il 21 giugno dalla stessa Lega di A, che impedisce di concedere abbonamenti e facilitazioni di qualsiasi genere ai non tesserati. Già, ma che bisogno c’era di andare a Milano? Perché rivolgersi alla Lega se il “niet” al disegno giallorosso era stato formalizzato dall’Osservatorio in ben due determinazioni? Beh, primo perché la Lega di A è uno dei componenti dell’Osservatorio. Secondo, perché anche la Lega di A si era opposta al progetto della Roma.
Aveva votato contro sicuramente in occasione dell’ultima determinazione. La ragione? Qualche potente club del Nord, che peraltro pare non fosse presente ieri, si era lamentato con Via Rosellini sostenendo che la Roma fosse andata per la propria strada infischiandosene dell’accordo generale sottoscritto dalla Lega, e mettendo così a rischio il progetto sulla tessera del tifoso. Terzo, e per quanto possa apparire curioso, perché i funzionari del Viminale stavano – anzi, stanno – dalla parte della Roma. Hanno sempre ritenuto valida la proposta della Roma, assolutamente in linea con i criteri generali del protocollo di giugno e finanziariamente intelligente. Non era quindi certamente a loro che si doveva rivolgere la Roma. La nostra società ha presentato agli altri club tutti i vantaggi di un progetto che, se avallato dalla Lega e quindi automaticamente anche dall’Osservatorio, produrrebbe sicurezza (terminerebbero i motivi di contrasto tra tesserati e non tesserati) e profitto. La Lega ha apprezzato, ma molti club continuano a essere diffidenti. C’è chi teme ancora che il carnet mini alle basi il progetto sulla tessera del tifoso. Eppure, il carnet della Roma è sostanzialmente una tessera di Serie B: non può essere rilasciata a chi presenta motivi ostativi e poi ha la foto del titolare. Non è però – ecco la differenza – uno strumento finanziario. Non consente a nessuno di lucrare sulla passione romanista. È semplicemente un’ottima iniziativa di biglietteria che farà (farebbe) risparmiare parecchio ai tifosi della Roma. Pare che anche a Milano l’abbiano capito. Tempi lunghi, dicevamo. La Lega di A preparerà un documento da condividere con le società. Solo a quel punto, le carte saranno spedite al Viminale. Il rischio è che l’eventuale nulla osta arrivi ben oltre il giro di boa del campionato. Ma la Roma è disposta ad aspettare così tanto? A occhio e croce, no.

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IL GIOCHETTO DI MARONI…

Posted on 20 ottobre 2011 by La Padova Bene

Sono ormai passati alcuni giorni dagli scontri di piazza a Roma, e credo che i tempi siano maturi per qualche riflessione più “approfondita” sul tema…

Le immagini che abbiamo visto da Piazzale San Giovanni hanno fatto gridare tutti allo scandalo, e nel solito clima di isteria collettiva tipicamente italiota, il Consiglio dei Pregiudicati (Ministri) sta varando delle nuove leggi speciali. Le ennesime leggi speciali. Che però questa volta non riguardano lo stadio ma le piazze… Qualcuno sta già aprendo gli occhi, rendendosi conto che probabilmente gli ultras tutti i torti non li avevano (clicca qui). Qualcun altro li aprirà in futuro, quando si ritroverà un Daspo da manifestazione per motivi quanto mai pretestuosi, magari per aver cantato uno slogan contro il presidente del Consiglio o contro le Istituzioni (cosa che negli stadi è la normalità). Tempo al tempo.

Per la verità, la domanda che mi pongo, che tutti dovrebbero porsi è: come è stato possibile tutto ciò? Cioè stiamo parlando di una manifestazione programmata da almeno un mese, che si sapeva che avrebbe portato a Roma almeno 200.000 persone, e che si sapeva che avrebbe potuto scatenare gravi incidenti… Come è stato possibile che la Questura di Roma si sia fatta cogliere impreparata? In fin dei conti a Roma non c’è un questore qualsiasi, ma c’è un certo Tagliente. Uno che quando era a Firenze mise la museruola agli ultras viola. Che fu il promotore del famoso “modello Firenze”. Che addirittura sapeva riconoscere una persona dalla calligrafia di una scritta sul muro e che nel periodo di massima isteria collettiva nel calcio propose di non vietare ai tifosi l’uso di altoparlanti ma di collegarli alla questura, di modo che se partiva il coro “sbagliato” loro potevano disattivarli (non se ne fece niente ed i megafoni e gli altoparlanti vennero definitivamente vietati… PER FORTUNA, mi viene da dire a questo punto!). Che per pura sfiga se n’era andato dall’Osservatorio 35 giorni prima di quel famoso Catania-Palermo che costò la vita a Raciti, altrimenti sarebbe andato personalmente a bloccare la retromarcia del defender.

Come è stato possibile che una questura così importante, comandata da un uomo di simili capacità, si sia fatta cogliere impreparata nel gestire l’ordine pubblico?

Non trovando altre spiegazioni, mi affido a quelli che la sanno lunga. Ricordate ancora la famosa “ricetta democratica” di Cossiga quando era Ministro degli Interni? “Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri.”? Ecco, direi che siamo in piena “ricetta democratica” anche oggi, e che Maroni ha voluto prendere per buono il consiglio dell’Illustre collega democristiano… Senza dare ordini in merito però, ma affidandosi semplicemente alle reazioni corrispondenti alle azioni del governo!

Da un pò di tempo infatti gli agenti di Polizia lamentano le condizioni critiche in cui sono costretti a svolgere il proprio lavoro. I tagli continui ai fondi, le dotazioni obsolete… perfino il fatto che per far girare le “volanti” sono costretti a far benzina di tasca propria! Nei giorni precedenti la manifestazione di Roma il governo aveva tagliato altri 60 milioni di euro dai fondi per l’ordine pubblico e le missioni. E quale è stata la reazione dei poliziotti? Quella di lasciar fare i manifestanti, mi pare ovvio, mettersi in un angolo e guardare… Molti hanno notato questo atteggiamento della polizia a Roma, al di la delle belle parole dei politicanti, quei “Grazie” alle forze dell’ordine detti più per convenienza che per convinzione (a che serve il grazie quando non fai altro che tagliare, tagliare e tagliare?).

In un altro paese il Ministro degli Interni verrebbe fatto dimettere all’istante dopo un disastro del genere, ma qui siamo in Italia e Maroni ha addirittura avuto modo di festeggiare! Motivo? Ha preso due piccioni con una fava: ha gettato fango sul movimento degli Indignati, ed ha ottenuto il via libera per nuove, dittatoriali e pericolosissime leggi repressive. Starnazzando frasi senza senso, come è sua abitudine. Vi ricordate il post Italia-Serbia dell’anno scorso? “Poteva scapparci il morto!”, gridò di fronte all’Europa che lo derideva… Stessa cosa che ha gridato dopo la manifestazione di Roma… “Poteva scapparci il morto!”, ed allora facciamo in modo che in futuro il morto ci sia sul serio, possibilmente! Si perché quello che Di Pietro non ha capito (e non mi stupisce la cosa…) ma che invece Maroni sa benissimo, è che le leggi repressive che lui propone, riprese dall’ambito stadio, non hanno assolutamente risolto i problemi. Anzi, li hanno incancreniti: quando venne introdotto il Daspo (1989) le curve degli stadi erano ancora in mano a controparti riconoscibili, che agivano alla luce del sole; una volta sbaragliati questi, i rimanenti sono passati alla “clandestinità” e le forze dell’ordine e le istituzioni sono diventate a tutti gli effetti un nemico da combattere. Non me lo invento io, lo dice un certo Marinelli, del Centro Studi di Polizia (clicca qui)…

Cosa punta a fare Maroni? Punta a destabilizzare i contestatori, e vuole che in piazza rimangano solo i “violenti”, a sfasciare tutto ed a scontrarsi con le forze dell’ordine. Di modo che la Casta possa continuare ad agire impunemente, e che alle contestazioni possa rispondere puntando il dito e sentenziando semplicemente “Quelli sono violenti, noi coi violenti non ci parliamo!” (altro discorso vecchio, usato in occasione dell’emissione della Tessera del Tifoso). Con un bel po’ di arresti di massa e “divieti di manifestazione”, che non risolvono il problema (anzi casomai rafforzano le fila degli estremisti: se io sono un manifestante pacifico, e mi viene vietato in maniera pretestuosa di partecipare ad una manifestazione, al mio ritorno non sarò più pacifico ma mi unirò alle fila dei “black-block”. Non cambia niente, ma vuoi mettere quante soddisfazioni mi tolgo?), ma che fanno tanto effetto e tanta scena di fronte al popolo mangiaspaghetti! In fin dei conti gli italioti sono teledipendenti, e bisogna dargli in pasto ciò che vogliono sentirsi dare in pasto: quante volte è stata mostrata la statuetta della Madonna fatta a pezzi in televisione? Bene, scommettiamo che fra i maggiori sostenitori del “Daspo per manifestazione” ci sono fior fiore di cattolici praticanti?

Resto in attesa della tessera del manifestante; qualcosa di simile è stato fatto con la proposta di chiedere “garanzie patrimoniali” ai promotori di manifestazioni, che probabilmente non passerà ma che ai prossimi casini verrà nuovamente tirata in ballo, sono pronto a scommetterci…

Nella foto in apertura, Er Pelliccia, il ragazzo che lanciava un estintore verso le forze dell’ordine. Se tanto mi da tanto, questo ragazzo un giorno sarà Ministro degli Interni. Ricordatevi la sua faccia…

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