Questo sito non vuole in nessun modo rappresentare nella sua interezza la Tribuna Fattori di Padova ed i gruppi ultras ad essa associati.
Tutti i contenuti di questo sito debbono essere intesi come il pensiero personale di un qualsiasi frequentatore del sopracitato settore.

Tag Archive | "tifosi"

calcio-scommesse-news-450×310

Tags: , ,

MANTOVA: PARTE LA CLASS ACTION CONTRO IL CALCIOSCOMMESSE

Posted on 04 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Mantova Blog

Ricordate la class action che il Centro di Coordinamento Mantova Club aveva messo in piedi in sinergia con gli ultras della Te per chiedere i danni ai protagonisti del Calcioscommesse? Ebbene, siamo arrivati al dunque: negli ultimi mesi l’avvocato Dionigi Biancardi ha lavorato nell’ombra per preparare l’offensiva legale, ed ora si fa sul serio. Più di un centinaio i tifosi che hanno firmato il documento alla presenza del notaio Tortora all’Hotel Cristallo di Cerese. Per quanti volessero ancora firmare (noi lo faremo), niente paura: il CCMC informa che nei prossimi giorni sarà resa nota una nuova data nella quale sarà possibile aderire all’azione legale dei tifosi biancorossi. Ovviamente – fanno sapere dal Centro di Coordinamento – non è necessario appartenere a un club riconosciuto per poter firmare l’azione legale.

Ovviamente non posso far altri che benedire quest’iniziativa, ed anzi se potessi firmare anchio ne sarei felice! Non sono tifoso del Mantova, ma sono semplicemente uno dei tanti appassionati di calcio che si sente tradito da questi pagliacci viziati, e dato che ho l’opportunità di mandare Gervasoni e compagni di merende a lavorare in catena di montaggio per il resto della loro vita, non vedo perchè farmela scappare!

Tutte le tifoserie coinvolte nella bagarre dovrebbero muoversi in questo senso, invece che parlare (molto “italianamente”) di complotto contro la propria squadra o di inscenare manifestazioni a difesa del proprio pseudo-simbolo (e che bel simbolo di merda, verrebbe da dire!) che si arricchiva sulla pelle della loro squadra del cuore!

Commenti (0)

curva-chievo2

Tags: , ,

CLIENTI O TIFOSI?

Posted on 08 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Gianluca Vighini Blog

Ogni tanto c’è qualcuno che parlando di chi assiste ad una partita di calcio tira fuori il termine “cliente”. Lo fa anche oggi la Gazzetta rispondendo ad una lettera di un lettore. Mi fa un po’ ridere francamente. Cliente è qualcuno che paga per avere una merce sperando che quello che ha pagato corrisponda al valore della cosa comprata.
Fosse così, vedendo quanto costa assistere ad un match di calcio, raramente quel “cliente” sarebbe soddisfatto dell’acquisto. Senza contare il masochismo: alzate all’alba per seguire la squadra, ore di trasferte in pullman disagiati, tornelli, peripezie per acquistare i biglietti, eccetera, eccetera.
Fossimo stati “clienti” a Verona saremmo andati ad abbonarci in massa in Lega Pro? È evidente che il concetto di “cliente” è un concetto che esce dalla testa bacata di qualche addetto al marketing che ritiene quel povero tifoso, null’altro che un soggetto da spremere al fine di svuotargli il portafoglio.
È evidente anche che il calcio è molto di più del semplice rapporto tra azienda e cliente. C’è una passione, a volte persino malsana, che non è possibile riscontrare da nessuna parte. C’è una totale e cieca fiducia, tanto che si arriva a chiamarla “fede calcistica”.
È quella che ha permesso al Verona di non crollare in questi anni, di reggere l’urto di una squadra che stava in serie A, ma senza quell’appeal di passione e di emozione che il Verona ha riservato invece ai propri tifosi.
Il Chievo ha cercato di attingere in questi anni ad un pubblico “tiepido”, appunto un pubblico di “clienti” che era interessato più a vedere la serie A (Inter, Milan, Juve in primis) che il Chievo stesso. Colpisce quindi che Campedelli, ai mugugni di questo pubblico-cliente davanti a penosi spettacoli (non di risultati, sempre discreti in realtà) abbia risposto: “Se vogliono divertirsi vadano al cinema o al circo”.
Il problema, per Campedelli è infatti proprio questo. I clienti se ne sono andati da altre parti in cerca di uno spettacolo decente e lo stadio, così, è rimasto vuoto con l’unica cornice di pochi ma veri e affezionati tifosi (e non clienti, appunto).
Resta però un dubbio: lo spettatore televisivo di Sky e Mediaset premium è un cliente o un tifoso? Perchè oggi è proprio grazie ai diritti televisivi che chi non ha tifosi allo stadio riesce a sopravvivere. È giusto? Ma soprattutto reggeranno Sky e Mediaset Premium a distribuire denaro, tantissimo, senza un ritorno? È quello che vedremo nel prossimo futuro.

Riflessione molto bella e profonda. Debbo ammettere che da Vighini non mi sarei mai aspettato una riflessione così profonda. In questo, potrebbe tranquillamente insegnare a molti “pseudogiornalisti-tifosi” di Padova!

Quanto a realtà come il Chievo (il cui modello è stato copiato da molti altri come Sassuolo, Cittadella ed Albinoleffe con scarsissimi risultati in termini di pubblico…), sono il classico esempio di ciò che vorrebbe il “calcio moderno”: pubblico poco numeroso e poco problematico, composto, ordinato, che non crea problemi… Il fatto è che per creare un pubblico del genere bisogna privarlo della passione: Campedelli ha anche accettato di “giocare” in questo senso, coinvolgendo proprio quella fetta di Verona che tifa per le squadre a strisce. Tanto che cosa aveva da perdere? Con la sola passione difficilmente avrebbe potuto competere con lo strapotere dell’Hellas!

Tuttavia il tifo di plastica nel calcio non può esistere, ed anche dove esiste non potrà mai durare a lungo: oggi il pubblico “con la puzza sotto al naso” del Bentegodi sta abbandonando il Chievo, e Campedelli ha cominciato a sbottare. Ah, quanto gli farebbero comodo i tifosi veri in questo momento! Quelli che magari ti creano qualche problemino per eccesso di passione, ma non ti abbandonano mai nemmeno quando tutto sembra crollarti addosso!

E poi diciamocelo francamente: a me l’anima buonista di Verona ha rotto i coglioni! Sono dieci anni che giocano in A, e tutti li hanno sempre dipinti come “società modello”, “tifoseria modello”, “tifo per famiglie”… Io se fossi veronese mi rifiuterei di portare mia figlia a vedere il Chievo, non voglio mica che mi cresca rincoglionita!!!

Care società di calcio, prendete appunti: dovreste aver capito che i vostri veri tifosi in realtà vi servono come il pane…

Commenti (11)

406567_3140619947013_1010366955_3196998_590394105_n

Tags: , , , , , ,

VERGOGNA TARANTINA

Posted on 05 marzo 2012 by La Padova Bene

Recentemente il Taranto Calcio e la tifoseria jonica sono stati loro malgrado protagonisti di una vicenda che oserei definire strana. Per capirne di più, pubblico questa mail inviatami dal lettore Carmine (che ringrazio):

Salve , son un tifoso del Taranto e desidero portare a Vostra conoscenza quanto accade nella mia città. Qualche settimana fa i Taranto Supporters, un gruppo di tifosi della nostra squadra, attraverso il proprio guestbook hanno lanciato un’iniziativa volta a raccogliere fondi per acquistare uno spazio sulla nostra maglia in quanto priva di sponsor ufficiali. Tutta la tifoseria si è mobilitata ed ha raccolto più di undicimila euro. Attraverso un sondaggio sul proprio sito i Taranto Supporters hanno chiesto ai propri concittadini quale messaggio avrebbero voluto vedere sulle maglie del Taranto. E’ stata scelta la scritta RespiriAmo Taranto che, oltre ad esprimere amore verso la squadra, voleva sensibilizzare le coscienze a proposito dei gravi problemi che l’inquinamento  crea nella nostra città.

Prima della partita con la Ternana, la Lega Pro autorizza il Taranto calcio ad utilizzare la scritta RespiriAmo Taranto sulle maglie da gioco. A due giorni dalla gara, il vicedirettore Ghirelli ritorna sui suoi passi e dice che a seguito di una segnalazione (?) è costretto a revocare il permesso a mettere quello slogan sulle maglie poichè conterrebbe un messaggio politico (!!!). Niente di tutto questo, il messaggio era solo e soltanto legato all’amore per la squadra e, come vi ho già detto, era uno slogan contro i veleni che la grande industria ci propina da anni causando tumori e altre malattie legate all’inquinamento. Di questo divieto si è parlato in tante trasmissioni televisive e su molte testate web.

La ciliegina sulla torta è arrivata oggi quando allo stadio mi hanno impedito di entrare indossando quella maglia!!!

Saluti
Carmine Guarini

Dunque, io sarò anche ignorante come mi sento spesso accusare (vi risparmio da chi me lo sento dire, potreste indurmi a pensare che lo debbo ritenere un complimento!) ma sinceramente non riesco a capire cosa ci sia di politico in una scritta “RespiriAMO Taranto”. Fra l’altro, l’iniziativa è dei Taranto Supporters, che non mi risultano essere un partito politico ma un gruppo di tifosi. Fra l’altro non mi è mai sembrato che venissero messi veti su iniziative di qualsiasi schieramento politico in occasione di partite di calcio: forse le iniziative “politiche” che provengono dai partiti vanno bene e quelle che provengono dai tifosi no? Sembrerebbe che le cose stessero proprio così…

Se poi andiamo ad analizzare meglio la vicenda, potremmo essere indotti a pensar malissimo: viene bocciato uno slogan che di fatto va contro l’inquinamento di una delle città più inquinate del Sud Italia. A che pro? Potremmo per esempio pensare che in mezzo ci siano interessi ben precisi a bloccare un’iniziativa del genere. Anche politici. Magari, perchè no, gli interessi di qualcuno che Taranto la inquina sul serio e non vuole che il malcontento della cittadinanza venga fuori. Chissà, forse questo qualcuno è anche strettamente legato alla mafia… Può essere che la stia dicendo giusta? Qualcuno a proposito di “mafia” dirà “Normale, siamo a Sud…”. Beh, io qualche dubbio in merito mi permetto di sollevarlo: per capire basta che guardiate nella nostra città certe speculazioni edilizie (per esempio Via Anelli qualche anno fa) create suo tempo dal padovanissimo Zanonato, chi lavorava in certi ambiti, dove lavora oggi, chi gestisce qualsiasi iniziativa che passa per la nostra città e che tipo di rapporti ha (parentela o amicizia di partito) col primo cittadino… Il sistema è lo stesso, cambia solo il nome che gli si da!

La cosa ancora più grave è che ad un singolo tifoso (non ad una squadra quindi) venga negato il diritto ad entrare allo stadio con la maglietta raffigurante il sopracitato slogan. Perchè? Ma perchè è uno slogan politico, of course! Non bisogna pensare male. Per esempio, non bisogna pensare che qualche persona molto potente che inquina Taranto e che ha legami con la mafia voglia impedire del tutto che uno slogan pacifico e “pulito” possa far breccia fra la gente; e che per fare ciò abbia mobilitato la Lega Pro e le forze dell’ordine locali. In fin dei conti non vorremo mica pensare che le forze dell’ordine siano il braccio armato della “casta” no? Loro lavorano esclusivamente al servizio del cittadino, e lo fanno per mille euro al mese (pensate che fessi!)… E la Lega Pro? Suvvia, una struttura così pulita ed organizzata, con un sant’uomo tutto d’un pezzo come Mario Macalli alla dirigenza, capace di risanare il debito di gran parte delle squadre iscritte… Non possiamo assolutamente pensare che abbiano messo in piedi un apparato del genere!!!

Mi chiedo con che coraggio vadano in giro a raccontare che vogliono avvicinare i tifosi al calcio. Loro il calcio lo concepiscono esclusivamente come una questione di interesse privato, e meno tifosi ci sono allo stadio meglio è! Anzi, a dirla proprio tutta dei tifosi li vorrebbero: rincoglioniti, ma pur sempre tifosi! Quelli a cui propinare qualsiasi cosa, che se ne stiano buoni al loro posto e che non si facciano venire strane idee in testa come questi delinquenti dei Taranto Supporters…

A Taranto, l’ennesima pagina vergognosa della Repubblica delle Banane. Nelle foto, la risposta della tifoseria tarantina (Curva Nord e Gradinata) ed in apertura la maglia “proibita” e “politicizzata”!

 

Commenti (3)

bambini-pisciano-su-polizia1

Tags: , , ,

…E CONTINUANO A RACCONTARCI CHE VOGLIONO “AVVICINARE LE FAMIGLIE ALLO STADIO”!

Posted on 28 febbraio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Tutto Cesena

Allo stadio Bentegodi ci sono sempre difficoltà per i tifosi cesenati al seguito, ma chi pensava che i problemi fossero limitati alle gare contro l’Hellas, da ieri si deve ricredere. Eppure c’erano tutti i presupposti perchè la giornata si svolgesse in un clima pacifico e sereno, considerati gli ottimi rapporti tra il Coordinamento club Cesena e quello degli Amici club Verona. I problemi infatti sono sorti con gli steward e le forze dell’ordine, che hanno rovinato l’atmosfera amichevole e di festa che si era creata grazie ai tanti piccoli tifosi presenti. Proprio i piccoli tifosi sono state le prime vittime al limite dell’assurdo. Dopo essersi sfidati in mattinata, le due giovani tifoserie si erano date appuntamento nel settore distinti per guardare e tifare insieme, ognuno con i propri colori. Invece al momento di entrare, lo striscione “salvatevi, noi ci crediamo”, preparato dai cesenati, non ha superato il vaglia degli steward che non lo hanno fatto entrare perchè non ignifuco, al punto che alcuni bambini amareggiati sono scoppiati a piangere dalla delusione. La stessa sorte in curva è toccata in curva ai tifosi del Club Kick-off sempre con la stessa motiviazione precedente. Ma non è finita, alle 14.55 la polizia voleva perquisire per motivi di ordine pubblico un pullman, sotto consiglio del presidente dei Clubs Checchia, l’autista si è rifiutato perchè le forze dell’ordine erano prive di regoalre autorizzazione. A quel punto la polizia si è limitata ad annotare i dati dell’autista.

Credo proprio che molti dei bambini di Cesena presenti al Bentegodi abbiano chiuso con lo stadio “grazie” agli inflessibili stewards veronesi, “opportunamente” addestrati in una delle roccaforti di Maroni (Tosi, il sindaco di Verona, è il suo “delfino”). Ma non continuano a ripeterci di voler avvicinare le famiglie allo stadio? Beh, credo proprio che non ci riusciranno mai con questi metodi: debbono ancora capire che la gente allo stadio ci va per divertirsi, non per sperimentare la loro cazzo di sicurezza! A nessuno di quelli che frequentano lo stadio interessa una minchia di sentirsi sicuro perchè vede che lo stadio è blindato, anzi sarebbe meglio che la sicurezza fosse meno “invasiva” e meno visibile, ma più presente, e non per le minchiate che si inventano loro. Che senso ha togliere uno striscione ai bambini perchè “non ignifugo”? Sono convinto che i bambini non sanno nemmeno cosa significa “ignifugo”, e se tutto va bene nemmeno molti stewards… Però lo tolgono, non importa se è assurdo: gli hanno detto di fare così, loro debbono fare così! Probabilmente nessuno gli avrebbe mai fatto alcun appunto per lo striscione dei bimbi cesenati, ma per non saper ne leggere ne scrivere l’hanno bloccato, così non c’è nulla da dire e non ci sarà alcuna macchia sul loro operato… Chissà a quale luminosa carriera ambiscono!!!

Sullo striscione del club “Kick-off” non dico nulla perchè mi rendo conto che non ne hanno capito il significato: non si può pretendere che sappia l’inglese gente che sa a malapena l’italiano!

Molto bello anche l’aneddoto con la polizia che vuole perquisire un pullman e l’autista che si rifiuta. SI RIFIUTA (!!!). E’ bastato che gli chiedessero un mandato e questi sono andati nel panico, cosa abbastanza normale quando nove volte su dieci si opera nella piena illegalità! D’altra parte, gli è andata male: se il pullman fosse stato degli ultras, avrebbero convinto l’autista e gli occupanti con una bella carica, un bel pò di manganellate magari date col manico del manganello e perchè no un bel lacrimogeno sparato all’interno. Tanto in un secondo tempo sarebbe stato molto semplice dare la colpa agli stessi ultras inventandosi qualcosa e tutti gli avrebbero creduto… Ma le teste rotte di bambini e tifosi anziani sarebbero qualcosa difficile da giustificare, ed allora hanno rinunciato!

Tempo fa si parlava proprio dell’assurdità di molti provvedimenti con un rappresentante dell’AICB, in occasione di una tramissione televisiva in cui mi disse pure che proprio a Verona avevano sequestrato ad un tranquillo tifoso tesserato uno striscione con scritto “Pazzi per Legati” perchè conteneva la parola “Lega” e poteva essere veicolato come messaggio politico (il che la dice lunga sul cervello che debbono avere da quelle parti!). Tuttavia la persona in questione sosteneva che chi non ha nulla da temere non si oppone ai controlli, e mi citava il caso della sua partecipazione alla Maratona di New York dove gli avevano applicato un microchip alla gamba… A questo punto mi piacerebbe chiedere al signore in questione: i membri del club Checchia di Cesena, che sottolineo sono appartenenti ad un club di normalissimi e pacifici tifosi e non ad un gruppo ultras, hanno evidentemente qualcosa da nascondere visto che si sono opposti al controllo del proprio pullman? O forse hanno solo un pò di dignità in più che gli impedisce di farsi usare come cavie da laboratorio? Chissà, magari non hanno tutto questo interesse spasmodico a difendere la tessera del tifoso che invece noto in alcuni membri dell’AICB, chissà perchè…?

Purtroppo gli italiani si confermano i soliti mangiaspaghetti che non valgono un centesimo: la maggior parte degli abitanti di questo “bel” paese conduce una vita estremamente triste e frustrante, a cui non si ribella perchè gli hanno insegnato che “è sbagliato”. Tantissimi ambiscono alla divisa, allo status di “pubblico ufficiale”, perchè lo vedono come una via d’uscita: se nella vita non sono nessuno, se perfino la loro moglie gli mette i piedi in testa (e qualche volta anche l’amante della moglie), con la divisa addosso verrebbero automaticamente rispettati! Ecco perchè ci capita di trovare fra gli italiani tanti ignoranti ottusi che giustificano Spaccarotella piuttosto che gli assassini di Federico Aldrovandi dicendo che le vittime “se la sono cercata”: sono quelli che “bramano” una divisa per poter dare un senso alla loro vita… Ecco perchè quando la divisa arriva, fossero anche le divise più “sfigate” dello steward, dell’ausiliario del traffico o del controllore del bus; molto spesso coloro che le indossano si sentono Dio in terra, e si investono di un’arroganza senza limiti! In tutto ciò, potete ben capire perchè a dei bambini di Cesena non fanno entrare uno striscione al Bentegodi, anche se basterebbe un minimo di elasticità mentale per farlo passare…

 

Commenti (7)

fair play village bari sampdoria 2011 2012

Tags: , , , ,

SAMPDORIA VILLAGE SABATO ALL’EUGANEO

Posted on 12 gennaio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Padova 24 ore.

Sabato lo stadio Euganeo sarà un po’ meno brutto. Grazie ai tifosi della Sampdoria. Una bella iniziativa quella di sabato: l’idea è quella di rendere il calcio una festa e non una occasione per insultare e all’occorrenza menare le mani per dare sfogo alla propria imbecillità e una alternativa alle frustrazioni ed ai fallimenti personali dei soliti violenti. Stiamo parlando della bellissima zingarata dei tifosi doriani che al parcheggio nord dell’Euganeo si chiamerà “Padova-Samp Fair Play Village”: “la festa itinerante organizzata da U.C. Sampdoria assieme al Calcio Padova – scrivono nel comunicato ufficiale – per offrire a tutti i tifosi un’occasione di socializzazione e amicizia nello spirito di un calcio più etico. Un esempio di distensione, reso possibile anche dall’interessamento delle forze di pubblica sicurezza che hanno permesso che un settore solitamente separato dal resto dello stadio diventasse un luogo d’incontro per tutti gli sportivi.
L’evento, organizzato con il patrocinio del Comune di Padova, si svolgerà dalle 11 alle 19 presso il parcheggio nord dello stadio Euganeo, per l’occasione aperto a tutti i tifosi di entrambe le Squadre. L’accesso è libero e gratuito per tutti, saranno aperti due ingressi sia dalla parte Ovest che dalla parte Est dell’Euganeo.

Il villaggio della sportività accoglierà i tifosi biancoscudati e sampdoriani nel pre e nel post-partita tra cibo e merchandising, amicizia e animazione. Nell’occasione sarà messo in vendita tutto il materiale ufficiale biancoscudato, permettendo ai tifosi di risparmiare i costi di spedizione dello shop virtuale.
Alle 17, dopo il triplice fischio finale, il Village offrirà a tutti focaccia genovese, birra, vino e altri prodotti tipici omaggiati in degustazione dalla Provincia di Savona e dalla Camera di Commercio di Padova, in un tipico momento di “Terzo Tempo”.

Questo il programma della giornata:

Ore 11: Apertura Village.

Area Outdoor + Area Giochi
Animazione, Photo Fun, Nintendo Wii, calcio balilla.

Area Food & Beverage
Ore 11 – 15: Degustazione di prodotti tipici delle regioni Liguria e Veneto.
Ore 17 – 18: Terzo Tempo.

Area Shop
Ore 11- 19: vendita di gadget e merchandising ufficiale di U.C. Sampdoria e Calcio Padova.

Area Welcome
Ore 11 – 19: Info point di promozione dei prossimi eventi di Genova e della provincia padovana, in collaborazione col Consorzio di Promozione Turistica di Abano e delle Terme Euganee.
Ore 19: Chiusura Village.

Un altro pò e Gottardo si tirava una sega sul fair-play village della Sampdoria. Me lo vedo, a menarselo e schizzare sullo schermo come nemmeno davanti a Youporn, me lo vedo proprio…

Qualcuno tuttavia dovrebbe spiegargli che l’iniziativa non è dei tifosi della Sampdoria, ma della società U.C.Sampdoria. Ammesso che capisca la differenza fra le due cose, beninteso. Anche perchè i tifosi della Sampdoria sabato non ci saranno: per l’ennesima, ridicola, stupida ed insensata decisione dell’Osservatorio, il quale nonostante le due società fossero d’accordo per ospitare i tifosi sampdoriani sprovvisti di tessera del tifoso (che come quasi ovunque sono la maggioranza di quelli che vanno in trasferta) ha vietato la trasferta a quest’ultimi. Il motivo non c’è, anzi ce n’è uno solo: sono quattro parassiti statali, che ragionano di burocrazia e non col cervello!

Detto questo la domanda mi sorge spontanea: a che servono le cazzate come il Sampdoria Fair Play Village se poi non si fanno venire i tifosi allo stadio? Ci debbono andare gli zingari che vivono dietro l’Euganeo o le puttane che ci lavorano la notte? 

Se poi l’articolista doveva dire la sua puttanata circa le persone frustrate (solo perchè non coglie la sua di frustrazione) allora va bene. Un consiglio: mandiamolo a coltivare i campi. Avremo sicuramente più prodotti naturali sul mercato, ed un imbecille in meno a scrivere stronzate.

Commenti (10)

1291571526822_em0500pe

Tags: , , ,

A PISA LA GENTE NON E’ INDIFFERENTE…

Posted on 05 gennaio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Pisa Today

Un atteggiamento forse intimidatorio e repressivo quello che spesso è stato tenuto nei confronti della Curva Nord e le ultime diffide giunte prima di Natale in seguito alla situazione-megafoni sono state l’ennesima goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai stracolmo da tempo. Mettersi a raccontare tutte le questioni che hanno portato alle diffide ormai sarebbe ripetitivo e ai limiti dell’inverosimile, ma la questione sta diventando insopportabile per gli ultras e non solo.

Il sindaco Marco Filippeschi, intervenendo sulla questione, ha detto che rimarrà vigile provando ad accertare e verificare determinate situazioni. Anche il socio di minoranza Stefano Sbrana ha chiesto chiarimenti attraverso una lettera: “Quale socio di minoranza lancio un appello affinchè tutti i soci del Pisa, le istituzioni con il sindaco a capo e gli esponenti della Questura possano fare una tavola rotonda perchè si possa sviluppare un dialogo e definire un percorso per tutelare la passione del tifo a Pisa. Sono venuto a conoscenza, grazie al comunicato dei ragazzi della Nord, dell’ennesimo Daspo inflitto per comportamenti che all’apparenza sono di fatto pacifici. La legge va rispettata e parimenti il massimo rispetto va tributato a chi la applica, nondimeno ritengo opportuno rilevare che a Pisa, nelle ultime due stagioni, si siano avuti episodi (a partire da Pisa-Chioggia del 27.3.2010 fino alle ultime multe per i megafoni…..) che ci impongono di riflettere, perchè così si rischia di fare svanire la passione del tifo nerazzurro. Che è la nostra prima forza”.“

Della repressione assurda e fuori da ogni senso logico che si sta verificando a Pisa ne abbiamo già parlato (clicca qui). Ciò che però mi fa piacere notare è che tutta la città si sta coalizzando contro questa repressione: giornalisti, opinione pubblica, perfino il sindaco! Mi immagino se la cosa succedesse qui, ed il faccione tronfio di Zanonato che va in tv a complimentarsi con le forze dell’ordine: l’ha già fatto cinque anni fa quando tre guardie carcerarie inventarono un’aggressione nel parcheggio della Sud e tre nostri ragazzi pagarono con lunghe diffide senza che nei loro confronti ci fosse uno straccio di prova, e lui non trovò di meglio da fare col suo compagno di merende Sinigaglia che regalare ai tre presunti aggrediti una maglia del Padova come segno di scuse da parte della cittadinanza (scuse di cosa? Uno addirittura era in ferie in Sicilia quando venne chiamato a ritirare il premio, altro che “ferito”!)…

A Pisa invece tutti si stanno rendendo conto della situazione ridicola, e che certi provvedimenti che denotano solo una totale mancanza di elasticità non aiutano a combattere la violenza negli stadi, ma servono solo ad avvelenare ulteriormente il clima, contribuedo a svuotare realmente lo stadio dalla passione e dal tifo…

Mi auguro che la situazione li a Pisa si sblocchi perchè prendere diffide per aver introdotto megafoni, tamburi o per aver fatto una coreografia non autorizzata è una barzeletta!

Commenti (6)

fincantieri

Tags: , ,

PANETTONE E SPUMANTE AL GENOA, PER NON DIMENTICARE LA FINCANTIERI

Posted on 30 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Repubblica

La vertenza Fincantieri è arrivata a sorpresa sul campo di allenamento del Genoa a Pegli: un tifoso rossoblù, “Massi”, operaio in forza allo stabilimento di Sestri Ponente, ha infatti superato la recinzione e ha invaso il terreno su cui si allenavano Frey e compagni “armato” di panettone e spumante.

La seduta è stata sospesa per pochi minuti, il tempo per capire l’obiettivo del tifoso: fare auguri natalizi insoliti al Genoa ricordando la delicata vertenza dello stabilimento genovese di Fincantieri, a rischio chiusura per mancanza di commesse. Il tifoso è infatti uno dei lavoratori che da giorni danno vita a un presidio permanente all’ingresso del cantiere.

Mi piace il termine “operaio-tifoso” utilizzato da Repubblica. Tutto per non dire le cose come stanno: “Massi” è solo uno dei tanti uomini che ogni mattina si alzano dal letto per portare in tavola il pane e che a fine mese si trovano a combattere con bollette e scadenze. Non certo come i quattro stronzi figli di puttana strapagati che si giocavano il destino delle loro squadre e dei loro tifosi alle scommesse…

Mi piace anche il risalto mediatico che si è voluto dare alla notizia: qualche riga giusto sull’edizione genovese di Repubblica! Gli operai di Fincantieri potrebbero anche morire, ma sono convinto che per raccontarci la vita di qualche stronzo strapagato giornali-carta igienica come la CAZZETTA dello Sport farebbero carte false…

Il gesto invece è stato un gesto civile, da “signore”: portare a dei miliardari panettone e spumante per ricordar loro che c’è gente come i loro stessi tifosi (su cui questi spesso sputano) che probabilmente panettone e spumante non se lo possono permettere…

Solidarietà agli operai Fincantieri, per quel poco che può importare…

Commenti (2)

283085_707743_a567ea46df_12679912_medium

Tags: , , ,

MANTOVA: CLASS ACTION DEI TIFOSI CONTRO IL CALCIO-SCOMMESSE

Posted on 29 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Mantova Blog

L’avvocato Dionigi Biancardi, vicepresidente del Ccmc, è stato effettivamente a Cremona ieri per sondare il terreno per conto dei tifosi biancorossi, che si vorrebbero costituire come parte offesa nella vicenda del calcioscommesse, primi tra tutti i sostenitori delle squadre coinvolte. Fitti i contatti tra i rappresentanti dei club e i Virgilians Kaos, che a Santo Stefano avevano lanciato l’iniziativa, subito raccolta con entusiasmo dal Coordinamento, tanto che nei prossimi giorni dovrebbero essere rese note le modalità di adesione per tutti i tifosi che vorranno vedere riconosciute le loro istanze. Questo avverrà non appena ci sarà il deposito della richiesta, ragionevolmente dopo l’Epifania, fanno sapere dal Ccmc. Quindi cari tifosi, abbiate pazienza: si apre la possibilità concreta di avere giustizia, anche se solo simbolicamente. Molte altre tifoserie toccate loro malgrado dallo scandalo, intanto, sembra stiano prendendo contatti con il Ccmc per impostare un’iniziativa analoga. Una sorta di class action, insomma, che potrebbe valicare i confini provinciali.

Sarebbe ora che questi pezzi di merda pagassero non solo con le squalifiche, delle quali non gliene frega niente (molto spesso sono ex-calciatori) ma proprio che risarcissero i tifosi di tasca loro…

 

Commenti (0)

20111216_548228

Tags: , , ,

QUASI COMPLETAMENTE ASTEMIO…

Posted on 19 dicembre 2011 by La Padova Bene

Notizia di qualche giorno fa. Fonte: Il Gazzettino

UDINE – Un tasso alcolemico impressionante, da coma etilico: 8,3. Infatti, a misurarglielo, sono stati i medici dell’ospedale di Udine dove è stato portato privo di conoscenza.
Ebbene, il protagonista, un tifoso scozzese, non ha battuto ciglio e non ha riportato conseguenze particolari. Dopo un paio d’ore di sonno, l’uomo si è svegliato e, consapevole di aver recuperato le forze, ha rassicurato i medici di potercela fare e tranquillamente è uscito dall’ ospedale sulle proprie gambe.

Tranquillamente ha raggiunto l’aeroporto e stamani era già di nuovo in Scozia. Non é stato l’unico tifoso scozzese a non godersi la partita: un altro, un 29enne di Glasgow, ha trascorso la serata in Questura, aveva aggredito due steward del suo stesso Paese che, al seguito della squadra, a inizio gara sono intervenuti nel settore ospiti per rimuovere lo striscione “Fuck Uefa” che i tifosi biancoverdi avevano appena srotolato. Il giovane avrebbe spintonato uno dei due steward facendolo cadere oltre i sedili della gradinata, e colpito a calci sulla schiena il secondo. Denunciato, è stato liberato dopo le formalità di rito ed è già a casa anche lui. A suo carico verrà emesso un Daspo.

Da parte mia, massimo rispetto per quel signore scozzese con tasso alcoolico superiore a 8… Gli scozzesi hanno decisamente un problema con l’alcool: ce n’è troppo poco in giro!

 

 

Commenti (8)

img_zcfILH

Tags: , ,

CHI SONO I TIFOSI?

Posted on 09 novembre 2011 by La Padova Bene

Gli amici di Dodicesimo Uomo pubblicano questa interessante analisi sociologica. Finalmente qualcosa che va oltre i soliti luoghi comuni:

Si parla tanto di tifosi di calcio, ma pochi, dalle stesse istituzioni sportive ai media, per non parlare della politica, sono interessati a capire chi sono davvero. In articolo del 2002, il sociologo inglese Richard Giulianotti ha tracciato un interessante schema che classifica i tifosi in quattro categoria a seconda di come si collocano nel quadrante formato dalle due assi hot/cool e traditional/consumer. La prima asse riguarda il tipo di identificazione con il club: hot (caldo) sta per una intensa solidarietà, cool (freddo) per una appartenenza in qualche modo calcolata. La seconda asse riguarda le diverse forme di coinvolgimento rispetto al club per cui si tifa: traditional (tradizionale) sta per una partecipazione forte, legata alla cultura popolare, consumer (consumatore) sta per una partecipazione più debole, basata sugli aspetti commerciali.

Vengono così individuati quattro gruppi di tifosi:
- i supporters si collocano nel quadrante hot/traditional
- i followers si collocano nel quadrante cool/traditional
- i fans si collocano nel quadrante hot/consumer
- i flaneurs si collocano nel quadrante/cool consumer.

I supporters (hot/traditional) hanno con il loro club un rapporto emotivo di lungo periodo e molto forte, simile a quello che li lega a parenti ed amici. E’ il tipo di sostenitori per cui il tifo più si avvicina alla religione. Anche con lo stadio c’è una relazione di particolare affetto. I supporters formano un subcultura nel senso più classico, e possono presentare delle differenziazioni al loro interno, ad esempio tra lo zoccolo duro del tifo e chi si è unito più recentemente. Hanno un forte attaccamento al club ed a ciò che rappresenta per la comunità, di solito partecipano attivamente e per lungo tempo alle iniziative legate ai colori sociali.

I followers (cool/traditional) sono tifosi di tipo tradizionale ma più freddi, più distanti. Il loro rapporto con il club può essere più o meno forte ed è influenzato da aspetti sportivi (rivalità con un’altra squadra o con un gruppo di tifosi) o sociali (di natura etnica, o religiosa). In genere, però, non sono legati al club dagli aspetti commerciali. Possono anche tifare per più squadre, ma in qualche modo legate tra loro (ad esempio dal trasferimento di un giocatore particolarmente apprezzato), e mai per due club rivali. Si trovano sul segmento cool anziché sul segmento hot, ma sono comunque tifosi di tipo tradizionale, legati al ruolo sociale del club. Il loro contributo è però meno impegnativo, senza coinvolgimento attivo.

I fans (hot/consumer) sono tifosi che hanno con il loro club un rapporto forte ma mediato dal mercato, quindi dall’acquisto di prodotti di merchandising e di azioni, dalla partecipazione alle raccolte di fondi. I mezzi di comunicazione, dalle riviste alla televisione, facilitano la relazione, che resta però più o meno “pragmatica”: l’assenza di risultati sportivi può portare alle proteste, dove il legame è più forte, o ad un allontanamento, dove il legame è più debole. Anche il rapporto con i giocatori è più simile a quello tra le celebrità ed i propri ammiratori che non a quello tra gli eroi sportivi ed i tifosi. I fans però sono particolarmente consapevoli delle esigenze economiche e finanziarie della società sportiva ed hanno bisogno, a causa del loro essere sia hot che consumer, di segni di riconoscimento, di modi materiali di dimostrare il loro attaccamento al club. In particolare, i fans hanno in genere una buona cultura ed un reddito medio alto. Difficilmente frequentano lo stadio.

I flaneurs (cool/consumer) più che tifosi sono spettatori, e la loro relazione con il club, oltre che mediata dal mercato e dai mezzi di comunicazione, è virtuale, spersonalizzata, basata sulle sensazioni del momento. È scarsa la solidarietà con gli altri tifosi. Inoltre, i flaneurs sono soprattutto consumatori, privi della smisurata fedeltà del tifoso tradizionale: anzi, possono facilmente cambiare club o addirittura sport. Data queste caratteristiche, sono collegati alle grandi squadre di livello internazionale e non sono invece interessati a i club medio-piccoli della zona in cui vivono. Sono i cosiddetti “tifosi modaioli”, quelli che si avvicinano alla squadra del momento e sono pronti a lasciar perdere quando non è più trendy.

L’articolo di Richard Giulianotti, dal titolo “Supporters, Followers, Fans, and Flaneurs – A Taxonomy of Spectator Identities in Football” è stato pubblicato dal “Journal of Sport & Social Issues”.

Commenti (2)


Collabora con noi


SEGUICI!!!