Questo sito non vuole in nessun modo rappresentare nella sua interezza la Tribuna Fattori di Padova ed i gruppi ultras ad essa associati.
Tutti i contenuti di questo sito debbono essere intesi come il pensiero personale di un qualsiasi frequentatore del sopracitato settore.

Tag Archive | "trasferte"

b_struppastabia

Tags: , , , ,

EBBENE SI, A CASTELLAMMARE STRUPPA 86 NON E’ NEMMENO ARRIVATA!

Posted on 18 maggio 2012 by La Padova Bene

Ricevo e pubblico

Ci  tenevamo a far sapere quello che è accaduto al nostro gruppo nella giornata di sabato 12 maggio quando una parte di noi si è messa in viaggio a bordo di un pullman per raggiungere Castellamare di Stabia dove avrebbe giocato l’ U.C. Sampdoria.

Con la grande coerenza che ci contraddingue, visto quello che abbiamo fatto in questa stagione combattendo la tessera in molti stadi d’Italia, stavamo affrontando l’ennesimo viaggio con il dubbio e la speranza di riuscire a entrare e sostenere la nostra squadra. Questa speranza era rafforzata dal fatto che eravamo tutti, e sottolineamo tutti, provvisti di regolare tagliando di ingresso allo stadio.Il viaggio scorre come sempre tra la nostra allegria e goliardia, quando una volta arrivati nei pressi di Napoli veniamo fatti deviare dalle forze dell’ordine verso un autogrill. Questo sembra essere il solito controllo di routine, fino a che con il passare inesorabile dei minuti, ci viene chiesto se siamo provvisti di tessera del tifoso. Al nostro secco no inizia un batti e ribatti che da parte delle forze dell’ordine ha il solo scopo di raggiungere le ore 15 (orario di inizio della gara) per scortarci fino a 100 km a nord in modo che non potessimo raggiungere in nessun modo lo stadio di Castellamare. In pratica tre ore sotto al sole cocente fermi in autogrill, schedati, perquisiti e rispediti indietro senza se e senza ma. Come potrete ben immaginare e capire stiamo parlando di tre camionette della polizia e varie auto private di agenti in borghese, il tutto per 15 ragazzi!!!!!!!

A tutto ciò vorremo aggiungere che oltre all’ottusità e ai metodi repressivi vi è un’altra prerogativa di chi decide tutto questo, l’IGNORANZA.

Il divieto, come da comunicato sul sito ufficiale dell’U.C. Sampdoria, sarebbe stato per tifosi liguri SPROVVISTI di tessera del tifoso. Quando facciamo notare che nel nostro pullman è presente un ragazzo nato e residente a Trento e che se volesse potrebbe entrare senza alcun problema, ci viene risposto che non è cosi e che il divieto è totale. Tutto ciò è per rendere l’idea di chi prende le decisione e gestisce l’ordine pubblico nel nostro paese!

Ci rimettiamo in viaggio per raggiungere Genova e anche qui riusciamo ad ottenere un piccolo record, questa volta molto simpatico e goliardico come pensiamo di essere noi di Struppa 86. Il nostro secondo autista inizia a sorseggiare birre caricato dal nostro sostegno ed arriva a Genova “leggermente” alticcio, tanto da non sapere piu dove sia la sua abitazione!..Questo piccolo annedoto per farvi capire che potrete toglierci tutto ma non potrete mai toglierci la libertà di fare quello che più ci piace!

…I PERMESSI E I TORNELLI NON CI FERMANO MAI…..

STRUPPA “86.

Commenti (0)

6a01543377f54e970c0168eb7d00b3970c-450wi

Tags: , , , , ,

DORIANI RIMANDATI A CASA DA CASTELLAMMARE DI STABIA

Posted on 15 maggio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Ultras Tito – Sito ufficiale

12/05/2012

Ecco a voi l’ennesima messa in scena da parte delle autorità “in-competenti”.

In settimana decidiamo di organizzare il pullman per Castellammare di Stabia. Ogni tanto ci riproviamo, ogni tanto speriamo che rivivere una trasferta come piace a noi possa cancellare quest’annata maledetta all’insegna delle restrizioni e delle assurdità. Vogliamo condividere questo viaggio di 750km con chi per tutto il campionato è andato avanti a testa alta con il solo obiettivo di non lasciare sola la nostra maglia nei momenti bui come in quelli felici, anche a costo di guidare per migliaia di chilometri un’auto per raggiungere la tappa proposta dal calendario del campionato di serie B. Sappiamo già in partenza  che viaggiare in pullman comporta il “rischio di essere intercettati”, già,  perchè siamo talmente scomodi, in quanto non tesserati, che per “scovarci” si  muovono tutti i più attenti funzionari d’Italia. Ci facciamo forti del fatto di  avere acquistato i biglietti e dell’assenza di “precedenti” con la  tifoseria della Juve Stabia…  E invece ecco che a 50 km da Napoli arriva la  telefonata dalla questura locale al nostro autista. Veniamo intimati di fermaci, cosa che avviene al casello di Castellammare…

Ad aspettarci al casello ci sono 2 camionette dei  carabinieri ed altrettante della polizia, 3 volanti della polizia e 4 macchine  della Digos, praticamente più forze dell’ordine che tifosi, veniamo scortati in  un piazzale, identificati, ripresi con le telecamere, vengono controllati i  biglietti che abbiamo acquistato per il settore distinti unitamente ai documenti  d’identità… A questo punto si apre il summit tra i vari funzionari che devono  decidere cosa fare di noi…

Ecco cosa siamo riusciti a capire mentre eravamo sul rovente piazzale: sia la società dello Juve Stabia, sia la Questura di Genova, hanno dato il via libera per il nostro accesso allo stadio. Quando sembra che il vento, per una volta, soffi nella nostra direzione, ecco la doccia fredda “niente da fare”. Ma non solo, non si accontentano del divieto, il “funzionario capo” sostiene che ci devono scortare fino a Napoli nord…i soliti ordini dall’alto… incredibile! Risaliamo sul pullman e lo stesso esercito che ci ha accolto ci scorta fuori città fino in autostrada.

Ci chiediamo, ma ce ne saranno problemi in Italia piuttosto che 50 persone che vogliono solo andare allo stadio? Ora vi chiediamo: QUANTO PUO’ ESSERE COSTATO TUTTO QUESTO ALLO STATO ITALIANO E QUINDI AI CITTADINI? NON SAREBBE STATO PIU’ FACILE BUTTARCI NEL SETTORE OSPITI? OPPURE LASCIARCI ANDARE NEL MOMENTO IN CUI HANNO DECISO CHE NON POTEVAMO ENTRARE?

Vorremmo che la gente comune ragionasse su quanto raccontato perché si tratta realmente di uno stato di polizia dove vengono violati diritti come la libertà di movimento e, come se non bastasse, a spese del cittadino italiano.

In settimana, tramite un comunicato, avevamo domandato un “segnale concreto”, che ci fosse dimostrato che non siamo gli unici capaci di usare il buon senso. (http://www.ultrastito.com/2012/05/iachini-dalla-parte-dei-tifosi.html).

…Ecco a voi la “loro” risposta…

Ringraziamo chi ha voluto compiere quest’ennesima prova d’amore, aggregazione e amicizia sotto l’insegna dei colori blucerchiati e che domani sarà ancora lì a lottare per i nostri diritti e per i nostri ideali pur sapendo che il rischio di imbattere in uno stato incompetente è sempre, purtroppo, molto elevato.

NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI…

LIBERTA’ PER GLI ULTRAS!

Sembra una barzeletta ma non è così. Lo stato italiota, così attento agli sprechi ultimamente, non lesina spese per dare la caccia a 50 “pericolosissimi” tifosi che vogliono seguire la Sampdoria a Castellammare di Stabia. Da sputargli in faccia…

Commenti (3)

1

Tags: , , , ,

TORINO AWAY

Posted on 09 maggio 2012 by La Padova Bene

Negli ultimi anni la partita contro il Toro ha assunto un forte significato, sopratutto per vicende diciamo così “interne” al campo che tuttavia hanno assunto risalto assoluto anche nei rapporti “sugli spalti” fra le due tifoserie. Inutile negare che oggi ci si sta sui coglioni alla grande. Se vogliamo è un pò la situazione che era nata con i viola verso la metà degli anni ’90, anche se in quel caso le motivazioni puramente calcistiche erano praticamente inesistenti…

Lo scorso anno circa 3.000 tifosi biancoscudati invasero Torino nella partita che ci consegnò i playoff, e fu festa grande. Una delle giornate di stadio più belle della mia vita. Un anno dopo la situazione è diametralmente opposta, il Padova è riuscito a buttare via una stagione che avrebbe dovuto vincere a man bassa grazie a un demente che passa le ore inginocchiato a bordo campo. Sopratutto l’ha buttata via negli ultimi mesi, quando il demente è riuscito a perdere completamente la bussola…

Ad ogni modo, qui non ci crede più nessuno. Inoltre quest’anno c’è pure la tessera del tifoso che da una grossa mano a svuotare gli stadi come è nell’obiettivo degli addetti ai lavori, quindi siamo circa una cinquantina pronti a partire. Sappiamo che andiamo a rischiare molto, dai proclami che girano pare che ci stiamo infilando in zona di guerra, e di questi tempi non c’è di che stare molto tranquilli sopratutto per quelle che potrebbero essere le conseguenze penali di qualsiasi azione: se le persone per quanto brutte possano essere sono pur sempre fatte di carne e non d’acciaio, il discorso cambia quando si parla di giustizia ed aule di tribunali…

Ad ogni modo con la Torino granata la questione è quanto mai aperta, e si parte ugualmente. Ricordo uno striscione di una tifoseria, mi pare i livornesi, che in trasferta a Venezia nell’anno del fallimento si presentarono con lo striscione “Ultimi si, conigli no!”. Ecco, credo che anche di noi si possano dire tante cose ma non certo che siamo conigli…

La trasferta comincia come molte altre sul park dell’Euganeo. Fortuna vuole che, seppur sprovvisti dell’inutile tessera del tifoso, siamo riusciti a trovare i biglietti. Che non danno comunque garanzia, ma è sempre meglio che niente. Siamo con tre furgoni ed auto. Ed io capiterò proprio sul più pesante dei tre furgoni. Vabbè, poco male tutto sommato… Il viaggio prosegue tranquillamente. I miei compagni di viaggio si strafogano di birra e quant’altro, io invece non toccherò semplicemente un goccio d’alcool per tutto il viaggio. E non solo per il fatto che per un pur breve tratto dovrò mettermi alla guida: diciamo che ho addosso una certa tensione, e quando capto situazioni di pericolo sopratutto fuori casa evito accuratamente di bere, anzi vado proprio di analcolici. La lucidità è molto importante in queste situazioni, almeno per me…

Nell’ultimo autogrill ci compattiamo e facciamo la conta. Ci sono anche tanti ragazzi giovani, all’esame di maturità da stadio. Io era dalla trasferta di Napoli in C1 che non ero così teso. Gli ultimi chilometri trascorrono velocemente, anche perchè sto guidando mentre dietro di me imperversa il Gioca Jouer in versione nazista. Poi ci calmiamo, ed attraversiamo l’immenso Corso Unione Sovietica che porta dritto all’Olimpico. La zona è un dedalo di palazzi, vie, stradine. Se mai i granata volessero farci una sorpresa avrebbero tutto a favore… Ma è presto, molto presto, e di gente in giro ancora poca. A leggere tutto ciò che girava su internet pareva che ci avrebbero fatto la pelle come avessimo messo piede nella città sabauda, invece siamo giunti quasi inaspettati, e pare proprio che a quell’ora la “gente buona” se ne stesse sotto la Maratona a chiarire questioni personali. E va bene, noi il nostro l’abbiamo fatto…

Comincia a questo punto la trattativa con la polizia per entrare allo stadio: nessuno di noi ha la tessera del tifoso, ma tutti o quasi abbiamo i biglietti. Ed ai blu torinesi la questione non sembra interessare granchè, anzi a dirla tutta sembra non fregare proprio nulla di nulla: l’unica cosa, dobbiamo entrare uno a uno con documento in mano e farci riprendere. I soliti metodi da carcere di massima sicurezza. Italietta da due soldi. Torino è piena di immigrati clandestini e di gente strana di tutte le razze, ma si schedano coloro che si presentano in trasferta senza tessera del tifoso. E’ un vero peccato che nessuno di quei garantisti da strapazzo che difendono sempre e comunque la feccia (Per esempio, Gottardo) prenda mai posizione su queste violazioni dei nostri diritti di cittadini. Forse perchè non portiamo voti alla causa dei loro padroni. E’ un vero peccato, perdono l’occasione di farsi vedere migliori di ciò che si pensa che siano…

Quando entriamo manca ancora un ora e mezza al fischio d’inizio, ma i pochi granata presenti sugli spalti ci fanno capire bene l’aria che tirerà, sommergendoci di fischi e insulti. In Primavera (la curva di fianco al settore ospiti) qualcuno ci tira anche delle fotocopie di bollette della luce, mentre dai distinti uno più grasso di me mi chiama “ciccione” ed i miei soci gli fanno segno che ha ragione! Man mano che passano i minuti lo stadio si riempie, molti cori contro di noi, moltissimi contro la Juve neo-scudettata. Ciò che non capisco, è che sembra quasi facciano i cori contro i gobbi rivolgendosi contro di noi. Mi sa tanto che quel sito-spazzatura di Toro News (clicca qui) da queste parti ha fatto proseliti. Ad inizio partita la Maratona si presenta con lo striscione “Maratona Club Torino” in bella mostra, e con migliaia di bandierine bianche e granata a formare tipo una scacchiera, con i tamburi di sottofondo e con qualche torcia. Nel resto dello stadio invece vengono accese centinaia di stelline. Una cosa non capisco: le stelline sono articoli pirotecnici a tutti gli effetti, che sono vietati in toto, ovvero non possono essere introdotti in uno stadio nemmeno previa autorizzazione alla questura. Idem per i tamburi che in Maratona vengono utilizzati tranquillamente. A Pisa c’è gente che è stata diffidata per aver introdotto un tamburo all’interno dello stadio, mentre questure come quella di Roma per fare un esempio ogni settimana emette il suo bel bollettino di guerra in cui c’è sempre qualche persona diffidata per aver introdotto articoli pirotecnici allo stadio. A Padova abbiamo pagato migliaia di euro di multe per accensione di fumogeni, mentre in posti come Castellammare di Stabia invece abbiamo visto una splendida coreografia a base di torce e luminarie, ed a Torino le luminarie non solo le tengono in mano ma le lanciano anche (con movimenti al limite del patetico) dentro il nostro settore. Non solo ma per novanta minuti abbiamo sentito il rullo dei tamburi della Maratona. Ed allora io vorrei che qualche cervellone mi spiegasse bene non tanto come funziona la legge, ma per quale motivo se io introduco un tamburo o una luminaria dentro lo stadio Olimpico di Torino non faccio nulla di male, mentre se compio lo stesso identico gesto a Pisa mi becco un daspo di cinque anni. Voglio una risposta, che non sia “Eh, ma siamo in Italia…” perchè altrimenti un giorno mi compro un mitragliatore e faccio strage di tutti quelli che trovo per strada e poi proprio perchè “siamo in Italia” mi appello alla seminfermità mentale e dopo dieci anni sono di nuovo libero e pronto a colpire!

Nel settore ospiti siamo circa un centinaio, poco meno, di cui una trentina di teseerati. Il nostro scopo era presenziare, e direi che l’abbiamo fatto molto bene, per il resto di tifo facciamo poco. Giusto qualche coro per sottolineare che ci siamo.  E rispondiamo alle offese dei granata ripetendo gli insulti a noi stessi, “Padovano pezzo di merda!” oppure “Cestaro spegni la luce!”, una questione su cui rimarcano continuamente (ma che hanno finito per prendere nel culo, e non mi dispiace nemmeno un pò!). Intorno a noi, una massa di scimmie urlanti attaccate alle vetrate. Per lo meno negli anni scorsi in Curva Primavera si notava qualche bel faccione ed un discreto gruppetto di casuals. Quest’anno invece è piena di mongoloidi, ed a questo proposito apro una parentesi: ho sempre avuto stima del Popolo Granata, dove per “popolo” non intendo gli ultras o la Maratona, intendo proprio la tifoseria granata nel suo insieme. Mio nonno era tifoso del Grande Torino, dopo la tragedia di Superga aveva smesso di seguire il calcio (motivo per cui non me la sono mai sentita di speculare su Superga nemmeno per scherzo fra amici…) e quando ero piccolo mi parlava spesso e volentieri di quella che era la squadra più forte del mondo dell’epoca. Ma anche della gente granata, e di come a Torino gli Agnelli si comprassero tutto con i soldi e la gente vera di Torino tifasse Toro in contrapposizione a loro. In base a questi racconti ho sempre immaginato il popolo granata con un altro stile. Purtroppo però i mesi di commenti, di offese e di minacce letti su internet e le scene patetiche viste al di la del vetro mi hanno tolto ogni illusione, e mi hanno aperto gli occhi su quanto tutto il mondo in realtà sia paese: a Padova abbiamo diversi mongoloidi e gente che dietro una tastiera spaccherebbe il mondo, qua ce ne sono almeno dieci volte tanti, è solo una questione di grandezza della città e di proporzione numerica. Le scimmiette che picchiano sul vetro dovrebbero avere maggior rispetto di quel divisorio, perchè la vetrata è li apposta per difenderli: senza di quella prenderebbero schiaffoni ogni domenica e da chiunque si presentasse nello spicchio!

Discorso a parte va fatto per la Maratona, che rimane una curva storica del panorama ultras italiano. Un tempo era rappresentata da numerosi e validi gruppi come gli storici Ultras, Korps, Ragazzi, Fedelissimi, Viking, ecc In seguito all’ondata repressiva seguita alla morte di Raciti, i gruppi diciamo così “storici” hanno chiuso i battenti. In primis gli Ultras Granata che insieme agli Ultras Tito della Samp si giocavano il primato per essere stati il primo vero gruppo ultras della storia in Italia. In seguito alcune vecchie facce molto discusse hanno dato (o meglio, hanno ridato) vita al Maratona Club Torino, che non è altro che il primo storico nome della tifoseria organizzata granata. Una svolta che voleva far si che si ripartisse da zero, ma che è durata pochi mesi: per motivi che non conosco, dopo un pò il Maratona Club Torino è morto ed i ragazzi più giovani hanno dato vita al gruppo Torino Senza Scorta che ha portato avanti un certo modo di essere fino a quest’anno, fra l’altro andando ovunque senza tessera del tifoso. Nel corso di questa stagione sono nate ulteriori frizioni, il Maratona Club Torino è tornato alla ribalta ed i ragazzi di Torino Senza Scorta hanno sciolto il gruppo, anche se in realtà continuano ad andare eccome allo stadio ma senza più una vera organizzazione alle spalle. Pare che spesso volino botte fra le due fazioni e si dice che in mezzo al Maratona Club ci sia gente che sulla Maratona vuol fare business, ma queste cose non le posso certo sapere io e quindi mi limito a illustrare la situazione. Rimane il fatto che nel momento in cui eravamo arrivati noi, il grosso della loro gente era sotto la Maratona a chiarire questioni personali. Il tifo comunque questa sera è su livelli molto alti, e pure nel resto dello stadio si crea un discreto effetto (anche se più che ad una bolgia mi viene da pensare ad uno zoo, viste appunto le scimmiette urlanti della Primavera appese al vetro!). La Maratona canta alla grande, se avesse cantato con questa intensità anche lo scorso anno probabilmente ci avrebbero battuti. Da segnalare anche uno striscione di solidarietà agli ultras genoani per la recente vicenda delle maglie fatte togliere ai giocatori.

Sul campo finisce 3-1 per il Toro, molti dicono che non abbiamo giocato male, per me abbiamo semplicemente fatto schifo al cospetto di una squadra che avrà anche il nome ma non è certo irresistibile. Del resto stiamo facendo schifo da mesi sotto la guida del Demente, e proprio le sue parole nel post-partita di Torino mi hanno dato ulteriormente sui nervi: sono mesi che non stiamo giocando più a calcio, sono mesi che siamo completamente in balia degli eventi, sono mesi che lui non ci sta più capendo un cazzo! Chi vuole prendere per il culo quando dice che “la rimonta non è impossibile!”? Ha fatto disastri quest’anno, demolendo con precisione certosina le motivazioni di chi va in campo (peraltro già scarse di suo… non serviva l’aiuto di Dal Canto!) ed ora vorrebbe caricare un ambiente in piena crisi depressiva quando a tre giornate dalla fine siamo a quattro punti dal sesto posto dopo essercene fatti rimontare ben quindici!?! Almeno tenesse chiusa quella fogna di bocca!!! Ora mancano tre giornate alla fine del campionato, ed io mi auguro solo che finisca presto e che poi ci tuffiamo nell’estate buttandoci alle spallo lo schifo che è stato questa stagione: penso solo che se ci fosse un altro mese da giocare potremmo seriamente rischiare i playout e la retrocessione, quindi è meglio che finisca presto quest’incubo e che poi si faccia piazza pulita, o che quantomeno si riparta senza il Demente!

Dopo un’oretta torniamo alle macchine ed ai furgoni per ripartire alla volta di Padova. Ma la trasferta non è ancora finita. Alla fine spunteranno fuori, e ci sarà un incontro ravvicinato che chiude il sipario sulla trasferta. Torino sarà anche in crisi ma rimane sempre una trasferta divertente, dove non ci si annoia di sicuro!

Noi Ultras Padova il nostro campionato l’abbiamo onorato. Se i mercenari ed il demente avessero avuto un quarto della nostra grinta e del nostro orgoglio, avrebbero vinto il loro a man bassa. Cestaro rimani, e fai piazza pulita!

Commenti (2)

552914_3656985630478_1449737504_3248253_1840087813_n

Tags: , ,

GROSSETO AWAY AT SEA

Posted on 01 maggio 2012 by La Padova Bene

Ci abbiamo provato. Nonostante i sei palloni presi a domicilio dal Pescara, una quarantina di ragazzi della Fattori sabato mattina si sono messi in viaggio per Grosseto. Di entrare allo stadio però non se ne parla, impossibile qualsiasi escamotage, qualsiasi tentativo. Alla fine, la scelta era fra il farsi “inglobare” dai blu nel parcheggio ospiti e passare un intero sabato alle loro dipendenze o farsi una bella mangiata di pesce nella vicina Marina di Grosseto ascoltando la partita per radio. Provate ad indovinare cosa abbiamo deciso?

E così dopo aver appeso le pezze questa volta al porticato di un bel ristorante con vista spiaggia, abbiamo vissuto la nostra partita a base di alici marinate, cozze, insalata di mare, carpaccio di pesce spada con grana e pomodorini e spaghetti allo scoglio. Tutte cose che la tessera del tifoso non ci avrebbe dato. Almeno fino a quando non decideranno di metterla obbligatoria anche per accedere ai ristoranti, ed allora forse sarà il caso di porre la pietra tombale sulla triste storia di questo triste paese (non manca molto cmq!).

Quanto alla partita, per chi si aspettava un riscatto dopo Pescara e sopratutto una squadra caricata per la restituzione dei tre punti persi contro il Torino, sarà rimasto deluso. Ancora una volta il Padova ha gettato la maschera, dimostrando di essere ciò che è: una squadra di fighette presuntuose e di prime donne guidate da una primadonna altrettanto presuntuosa (senza però avere le capacità che al limite potrebbero giustificare il fatto di sentirsi una spanna sopra gli altri…) in panchina. E così oggi siamo riusciti a “mangiarci” alla prima occasione utile anche i tre punti ottenuti per Padova-Toro. Sarà utile che questi signorini cambino registro, ed alla svelta!

Domani arriva il Sassuolo. Io ci crederò ancora e continuerò a cantare dalla Fattori, per il nostro orgoglio. Ma state pur tranquilli che a fine campionato facciamo i conti…

Commenti (3)

ternana_vercelli

Tags: , ,

VERCELLI: L’ULTIMO BARLUME DI UMANITA’ DEL CALCIO ITALIANO

Posted on 25 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Tuttoggi

Ancora un angolo di umanità è rimasto nel carrozzone, sempre più agitato, che fa muovere il calcio; dimenticando per un attimo ‘zingari’, tifosi minacciosi e polemiche arbitrali, provate a immaginare, nel migliore dei mondi possibili, che una signora dia ospitalità in casa a 2 giovani sconosciuti e tifosi della squadra avversaria, rimasti senza biglietto, in occasione di una ‘calda’ partita di calcio. La notizia non ha bisogno di retorica e fiocchetti di ricamo, i fatti sono una testimonianza sufficiente.

Domenica scorsa a Vercelli la Ternana si giocava una bella fetta di serie B allo stadio Piola; più di 600 tifosi al seguito dei rossoverdi si sono sobbarcati una trasferta da 600 km. Tra questi anche 2 ragazzi senza tessera del tifoso e senza biglietto, rimasti disperatamente fuori dallo stadio di Via Tripoli. Proprio in quella via c’è una palazzina con i balconi che si affacciano sul terreno di gioco del Piola; la signora del 5° piano Franca Del Piccolo, in accordo col marito Virgilio, hanno invitato i 2 ragazzi ternani a salire sul proprio balcone: “Non potevo lasciare quei 2 ragazzi senza poter vedere la partita dopo 600 km. – ha detto la signora al cronista de “La Stampa” che ha lanciato la notizia – Li ho fatti salire offrendo loro caffè e la possibilità di vedere la partita sul balcone”. I giovani, quasi increduli, si sono offerti in mille profusioni di gratitudine “mi hanno invitato a casa loro a Terni – ha detto la signora Franca – e mi volevano addirittura pagare, cosa che ho assolutamente rifiutato”.

Nella patria dei figli di puttana, qualche persona dal volto umano è rimasta. Fa specie notare che questo atteggiamento di apertura venga da una signora che abita nei pressi dello stadio, e che magari avrebbe potuto avere anche qualche motivo per non voler aprire ai due ragazzi, e non dalle istituzioni: andare in trasferta senza tessera vuol dire spesso rimanere fuori dallo stadio con la radiolina accesa e circondati da poliziotti che ti deridono e ti provocano. Probabilmente gli stessi poliziotti che poi quando si calano nel ruolo di sindacalisti frignano per gli stipendi bassi, frignano per il comportamento dei tifosi e fanno le povere vittime immacolate!

Tutti dovremmo imparare qualcosa dalla signora Franca Del Piccolo…

Commenti (2)

542572_2964328148908_1282765030_32129835_675367929_n

Tags: , , , , ,

FINALE COPPA ITALIA, ADDIO AI BIGLIETTI CARTACEI

Posted on 19 aprile 2012 by La Padova Bene

Fonte: Dalla Parte del Torto

In questi giorni abbiamo assistito al caos e all’impotenza della Federazione difronte alle richieste dei club su quando giocare o non giocare il recupero della 33esima giornata. Fino a qualche settimana fa sempre la Lega si era resa nota per l’incapacità di saper gestire il “traffico” dei biglietti e addirittura la scelta della città in cui far giocare la finale di Coppa Italia del 20 maggio.

Da anni ormai è noto che la finale si giochi all’Olimpico di Roma, beh quest’anno diversi stadi sono stati scelti  poi scartati per disputare la partita…Milano, Firenze…la decisione finale, partorita con molto ritardo e dopo non pochi litigi e prese di posizione (ricordiamo che Petrucci stesso non voleva concedere l’Olimpico), è stata Roma.

Ma il perchè di quest’articolo non è certo il fare mera polemica sul lavoro della Federazione, perchè sarei banale, bensì incentrarmi sulle modalità di vendita dei biglietti. Se nelle ultime due stagioni le difficoltà create dalla tessera del tifoso sono note a tutti, e vanno di volta in volta peggiorando, anche se ora si intravede qualche spiraglio, con la finale di Coppa Italia si sperimenterà un nuovo, ulteriore sistema di “sicurezza” che potrebbe anche entrare in vigore già dall’inizio della prossima stagione o sicuramente a breve, anche se per ora, speriamo almeno, sono più voci che atti pratici: chi, come moltissimi gruppi grandi o piccoli, era riuscito sino ad ora ad aggirare i divieti posti dall’osservatorio, non avrà più stratagemmi ai quali attaccarsi in quanto non saranno più messi in vendita biglietti cartacei, ma il biglietto verrà caricato virtualmente sulla tessera in possesso dell’acquirente. Queste di seguito sono le disposizioni per Juventus-Napoli: dal 26 aprile prelazione per gli abbonati delle due squadre con caricamento sulla tessera del tifoso e rilascio contestuale del segna posto; dal 2 maggio prelazione per i possessori della “Juventus Membership” e “Napoli Club Azzurro Card” in modalità digitale anch’essa. Infine, se dovessero avanzare posti liberi, partirebbe la vendita classica con i biglietti cartacei. Una situazione che mette veramente tutti alle strette, non tanto gli ultras bianconeri QUASI tutti abbonati o comunque muniti di tessera del tifoso, quanto quelli partenopei…una misura che, se attuata d’ora in avanti, sarà un ennesima messa alle strette del mondo ultras e del calcio italiano in generale, sempre più costretto ad avvicinarsi, solo nella teoria lungi dalla pratica, al modello inglese.

Se in finale ci fosse andato il Siena? Tutt’altra storia

Sinceramente vedo la cosa poco applicabile in vista del prossimo campionato, anche se possibile: l’orientamento del governo è sempre stato quello di imporre la tessera come “conditio sine qua non” per accedere agli spalti, quindi posso immaginare che se fosse rimasto Maroni si sarebbe andati in questa direzione. Col governo tecnico non lo so, si è parlato di modificare l’articolo 9 ma per ora siamo sempre in attesa di novità sul tema…

Rimane il fatto che se si fosse persone intelligenti, quest’idea la si farebbe morire sul nascere. Come? Boicottando la finale di Roma e boicottando qualsiasi altra partita in cui si utilizzi questo sistema di distribuzione… Purtroppo non siamo persone intelligenti in Italia, e lo dico con una certa amarezza. Ma è impossibile sostenere tesi diverse quando si sente parlare gente che, in vista del prossimo campionato, sta meditando di farsi la tessera del tifoso!

Certo, tifoserie come veronesi, milanisti, gobbi ed interisti hanno una certa libertà e vanno in trasferta “più o meno” senza problemi. Ma con la spada di damocle dell’articolo 9 sospesa sulla testa. A suo tempo è stato fin troppo chiaro il giochetto di Maroni che, ben conscio del fatto che la maggior parte delle curve italiane avrebbe boicottato la tessera del tifoso, ha emesso la famosa circolare relativa ai cinque anni: in pratica, questa circolare interpreta l’articolo 9 della Legge Amato non come un’esclusione a vita per chiunque abbia avuto il minimo problema da stadio, ma come una limitazione solo per chi ha avuto condanne penali anche solo di primo grado negli ultimi cinque anni. 

Già messa così la questione sembra diversa. In realtà è molto più subdola di ciò che si pensa, considerando che nel nostro ordinamento giuridico i processi si svolgono su tre gradi di giudizio: se io prendo una diffida di tre anni ed alla scadenza del provvedimento vengo giudicato colpevole in primo grado “pago” con l’esclusione dal servizio tessera del tifoso per cinque anni; se dopo quattro anni e mezzo affronto il secondo grado e vengo nuovamente giudicato colpevole, vengo escluso per altri cinque anni; se dopo ulteriori quattro anni la Corte di Cassazione mi giudica innocente, io mi sono trovato a farmi (Da innocente!) ben (3+4,5+4=) 11 anni e mezzo senza la possibilità di sottoscrivere la tessera, farmi l’abbonamento e seguire la mia squadra in trasferta!

Non solo, ma nel momento in cui tutte le tifoserie avessero sottoscritto la tessera del tifoso e fossero tornate in trasferta, state pur tranquilli che la cosa non sarebbe finita qui: ai primi incidenti di una certa gravità (che si verificano per la legge dei grandi numeri… dubito che ci sarà mai un Fiorentina-Juve o un Roma-Napoli con entrambe le tifoserie presenti e senza incidenti! E nel momento in cui questo succede non ha senso far pagare ai tifosi di tutta Italia i problemi creati da una o più singole tifoserie! Ma fatelo capire agli italiani, ormai capaci solo di populismo da due soldi…) scatterebbe l’applicazione dell’articolo 9 “alla lettera” come è previsto dalla Legge Amato, ovvero che chiunque nel corso della propria “carriera da stadio” abbia ricevuto anche solo una diffida poi passata in giudicato vent’anni fa o dalla cui accusa è stato poi assolto, non può più sottoscrivere la tessera del tifoso e pertanto non può più sottoscrivere l’abbonamento per lo stadio, seguire la propria squadra in trasferta e, se il sistema “sperimentato” nella finale di Roma venisse adottato anche per il futuro del calcio italiano, nemmeno più acquistare un biglietto per lo stadio!

Ne consegue che quanto meno prima di sottoscrivere la tessera del tifoso sarebbe utile e giusto che prima venisse modificato l’articolo 9. Ma molti di quelli che hanno iniziato a farmi un certo tipo di discorsi tutto ciò non lo sanno. O, se lo sanno, fingono di non capire. Guardano il proprio orticello. E ti vengono a dire, col tono come se avessero ragione: “Senti, io ho fatto la mia protesta, ma adesso sono stufo e voglio tornare in trasferta…”.

HO FATTO LA MIA PROTESTA!?!

La verità è che se gli italiani sono pecore, i tifosi italiani non sono molto diversi. Quando siamo in grado di produrre certi ragionamenti, dovremmo avere il coraggio di non lamentarci più di nulla: in fin dei conti, se l’Italia è ridotta così è proprio grazie a gente che ha sempre ragionato guardando il proprio piccolo orticello… Rimanendo nel caso specifico, i futuri “Tesserati pentiti” saranno quelli che scaveranno la fossa proprio ai loro stessi amici che oggi non sono tesserati e che non lo saranno in futuro, perchè saranno loro che con il loro atteggiamento finiranno per fare il gioco del governo e isolare quelli che di loro non ci stanno.

Allora, è pur vero che la tessera è stata concepita per dividere, come riconosce qualcuno; ma è pur vero che a dividere sono stati quei tifosi che se ne sono fregati da subito, fin dalla sua introduzione (quando ti dicevano “Io non ho niente da nascondere!”) unitamente a coloro che, all’inizio della prossima stagione, decideranno di sottoscrivere la tessera del tifoso perchè “Hanno fatto la loro protesta ed ora vogliono tornare in trasferta” e perchè “Questa protesta non serve a niente”. Come dicevo un pò di tempo fa, chi si tessera è complice. Lo penso tuttora e ne sono assolutamente convinto. Dal prossimo anno, vedremo quanti ancora si renderanno complici di una situazione ben oltre il limite del ridicolo, finendo per alimentare le politiche repressive del governo e tirando la zappa sui piedi a coloro con i quali hanno sempre condiviso le gradinate. 

Ed ora tesseratevi pure. Sappiate però che sarete complici. E colpevoli per la vostra parte.

Commenti (4)

calcio_seriea_Bagnaresi_coreografia_367329167

Tags: , , , ,

RESOCONTO DI UN LAZIALE A PARMA

Posted on 03 aprile 2012 by La Padova Bene

L’allucinante trafila per prendere un biglietto per una partita di serie A in Italia, e poi ci stupiamo che gli stadi siano vuoti. Tratto dal sito Dalla Parte del Torto:

Scrivo questo resoconto in ritardo, e con la morte nel cuore, visto che al mio ritorno da Parma sono accadute alcune cose piuttosto tristi. La morte di un calciatore, di un’icona della Lazio, come Giorgio Chinaglia è uno di quegli avvenimenti che ti riempie di amarezza e di malinconia.

Nelle scorse ore i ragazzi della Curva Nord hanno annunciato che, in occasione della prossima partita di campionato contro il Napoli, Long John verrà degnamente ricordato (a differenza della società che si è limitata ad un laconico comunicato di tre righe sul proprio sito ufficiale) e che verranno addirittura invitati in curva i calciatori della Lazio Campione d’Italia nel 1974, affinché la figura di Chinaglia venga omaggiata e commemorata nel miglior modo possibile. Un’iniziativa importante quella della Curva Nord, alla quale, purtroppo, il sottoscritto non potrà assistere o partecipare, visto che le Istituzioni preposte sono riuscite a partorire una nuova, e quanto mai assurda, restrizione proprio in merito alla sfida dei biancocelesti contro la compagine partenopea.

La Questura di Roma e l’immancabile Osservatorio per le Manifestazioni Sportive, infatti, hanno pensato bene di riservare la vendita dei tagliandi per assistere a questa partita di campionato ESCLUSIVAMENTE ai residenti nella regione Lazio, escludendo di fatto tutti quei tifosi, come il sottoscritto, che probabilmente sono residenti fuori Roma per i più disparati motivi (lavoro, famiglia, ecc..) e che magari avrebbero assistito molto volentieri ad una partita come questa. La domanda che sorgerebbe spontanea in questi frangenti è: ma la loro leggendaria Tessera del Tifoso non aveva risolto tutti i problemi relativi alle problematiche per la sicurezza negli stadi Italiani?

Queste disposizioni restrittive non fanno altro che confermare ciò che noi diciamo da tempo, ormai, ovvero che la carta di credito del tifoso è uno strumento totalmente inutile, oltre che essere completamente illegale. Ma torniamo alla trasferta di Parma, e di certo non per cambiare discorso.

Per parlare compiutamente di quanto è successo in terra emiliana, è necessario, però, effettuare un breve preambolo. Nei giorni precedenti alla partita, Stefano Perrone, Responsabile della Sicurezza del Parma Calcio, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato testualmente: “La società del Parma, allo stadio Tardini, in virtù di una determinazione dell’Osservatorio del Luglio scorso, ha riservato un intero settore per le trasferte dei tifosi ospiti non tesserati che non è stato in pratica mai utilizzato, con un danno economico originato da due fattori. Il primo derivante dall’aver dovuto rinunciare ad una quota di circa mille abbonati della Curva Sud, il secondo per i mancati proventi dei non tesserati per le singole gare.”.

Un’iniziativa davvero lodevole quella del Parma. Peccato che la realtà dei fatti risulti totalmente diversa.

Circa una settimana prima della partita, infatti, sul sito ufficiale del Parma Calcio vengono pubblicati i prezzi dei biglietti, e le modalità di acquisto degli stessi, per assistere alla sfida con la Lazio. Ed ecco la sorpresa: i biglietti per la Curva Sud possono essere acquistati esclusivamente dai tifosi che hanno sottoscritto la tessera del tifoso, a 15 euro. I non tesserati e non residenti nel Lazio, come il sottoscritto, avrebbero dovuto optare per l’acquisto di un biglietto di tribuna, con una spesa di minimo 40 euro a tagliando. Ed il tanto decantato settore ospiti per i non tesserati, che fine ha fatto?

Ce lo chiediamo in molti, e alcuni pretendono anche delle risposte da parte della società emiliana. Che replica, via mail (clicca qui per leggere tutto il botta e risposta), alle richieste di spiegazioni di un tifoso laziale: “purtroppo non ci sono vie d’uscita viste le normative vigenti” e l’unica soluzione è quella di acquistare i biglietti di Tribuna con i servizi di Lottomatica Online, “ma ovviamente il prezzo è più alto”.

Secca la replica di alcuni tifosi biancocelesti, allora, che minacciano di acquistare i biglietti della Curva Nord, dove risiede la parte più calda della tifoseria del Parma, al prezzo di 15 euro. La disorientata interlocutrice (clicca qui per leggere il resoconto completo della conversazione telefonica con la società del Parma) con voce balbettante, dopo aver brevemente confabulato con qualche collaboratore, ha cercato di arrampicarsi, malamente, sugli specchi, affermando, erroneamente, che in Curva Nord, essendo il loro feudo, potevano accedere solo ed esclusivamente i residenti di Parma e provincia.

Nel frattempo succede qualcosa di inaspettato. Veniamo infatti a sapere che alcuni ragazzi non tesserati e non residenti sono comunque riusciti ad acquistare i biglietti del settore ospiti semplicemente recandosi presso le ricevitorie della Lottomatica. La speranza, a quel punto, è che la società del Parma, viste le numerose lamentele ed insistenze pervenutegli, abbia deciso di fare un passo indietro, aprendo anche la vendita ai tifosi biancocelesti non residenti nella regione Lazio. Ma purtroppo non è così. Molto più semplicemente le ricevitorie, vista l’enorme confusione venutasi a creare a causa di tutte queste disposizioni e restrizioni senza senso, stanno interpretando, ognuno a proprio modo, le modalità di vendita dei biglietti. Accade quindi che in alcune zone d’Italia i tifosi laziali abbiano la possibilità di acquistare i tagliandi del settore ospiti, mentre in altre zone sono costretti a scontrarsi con il diniego dei rivenditori che si ostinano ad applicare alla lettera le disposizioni impartitegli.

Inizia quindi, via internet, grazie ai social network, una sorta di “rete solidale” tra i tifosi biancocelesti: i ragazzi che sono riusciti ad acquistare i biglietti si mettono a disposizione di chi invece continua ad essere impossibilitato a farlo e, con le copie dei documenti inviati via mail o via fax, acquistano i biglietti per conto loro, per poi consegnarli direttamente a Parma nelle mani degli interessati. Io stesso acquisto i biglietti per alcuni amici provenienti dalle parti più disparate d’Italia.

Tutto questo per non darla vinta a questo assurdo sistema e soprattutto per evitare che le società calcistiche e le aziende che si occupano della rivendita dei biglietti speculino ulteriormente sulla pelle e sulla passione di noi tifosi, costringendoci ad acquistare un biglietto a 40 euro, per poi essere inevitabilmente costretti ad assistere alla partita nello stesso settore dei tesserati “per motivi di sicurezza” dove il biglietto è costato appena 15 euro. Perché è proprio questo quello che succede.

Nel settore ospiti del Tardini, infatti, sono molti i tifosi laziali che con il biglietto di Tribuna sono stati fatti accomodare insieme a noi. Così come sono molti i tifosi (tesserati e non) che giunti a Parma senza biglietto, sono riusciti comunque ad acquistare il biglietto del settore ospiti nel giorno stesso della partita ad un prezzo maggiorato (25 euro) direttamente alle biglietterie situate nei pressi dello stadio. E tutto questo è solo un’ulteriore dimostrazione che tutto il “teatrino” messo in piedi con la tessera del tifoso risulta essere, senza ombra di dubbio, un vero e proprio fallimento!

Tornando alla trasferta vera e propria, io arrivo al parcheggio Scambiatore Nord intorno alle 18.30, dove mi ricongiungo con molti dei ragazzi con cui trascorro la aggior parte delle trasferte al seguito della Lazio. Un po’ di attesa prima di prendere la navetta che ci avrebbe condotto nei pressi dell’ingresso dello stadio, ed ecco che si parte.

Nell’autobus l’entusiasmo è tantissimo. Partono i primi cori, si scaldano le corde vocali per i novanta minuti di sostegno alla nostra squadra, sotto lo sguardo stupito e rapito di alcuni bambini presenti sulla navetta, forse alla loro prima trasferta, che ci guardano con gli occhi sgranati mentre saltelliamo e cantiamo a squarciagola.

Entrati nel settore il primo coro che lanciamo è per Matteo Bagnaresi, il tifoso del Parma tragicamente scomparso, il 30 Marzo del 2008, investito da un pullman di tifosi, durante una sosta in autogrill mentre si stava recando in trasferta a Torino, per la partita contro la Juventus.

La curva di casa dedica la propria, bellissima, coreografia proprio alla figura del Bagna, e accoglie il nostro coro, ripetuto anche ad inizio della partita, con uno scrosciante applauso. Altri cori, prima del fischio d’inizio, vengono dedicati, ovviamente, a Gabriele Sandri, a Francesco Mancini, l’ex portiere della Lazio scomparso nei giorni scorsi a causa di un infarto, e, successivamente, contro il giornalista Rai Enrico Varriale che aveva dichiarato testualmente, qualche giorno prima, che “vedere in classifica la Lazio sopra il Napoli è una bestemmia calcistica”. Ad inizio partita alcuni tifosi laziali esporranno anche uno striscione contro lo stesso giornalista, con su scritto: “VARRIALE MAIALE”.

Inizia la partita ed il nostro gruppetto di non tesserati prende in mano le redini del settore lanciando i cori ed incitando la squadra senza tregua. Purtroppo sul campo la squadra viene travolta per tre reti ad uno, grazie anche alla doppietta di un ex come Sergio Floccari, e l’entusiasmo nel nostro settore va scemando con il trascorrere dei minuti. Restiamo davvero in pochi a cantare fino alla fine, senza sosta, accompagnati dalla goliardia che spesso ci contraddistingue. Molti i cori contro Lotito e contro gli eterni rivali della Roma. Il nostro apporto continua, fino al fischio finale, consapevoli che perlomeno noi ce l’abbiamo messa davvero tutta.

Si esce dal settore e si raggiungono le navette. Fuori dallo stadio il nostro gruppetto continua comunque a cantare, incuranti del risultato finale, sotto l’occhio quasi indispettito degli altri tifosi, inviperiti dalla sentenza del campo. Anche noi siamo, ovviamente, sconfortati dalla sconfitta, ma la passione, la voglia di stare insieme, la goliardia e il nostro modo d’essere hanno sicuramente il sopravvento. Prima di salire sulla navetta, l’ultimo coro è nuovamente per Matteo Bagnaresi, e poi eccoci di nuovo al parcheggio “Scambiatore Nord”, nei pressi dell’uscita autostradale. E’ il momento dei saluti. Molti di noi si rivedranno presumibilmente alla prossima trasferta di Torino contro la Juventus. Sempre a testa alta, sostenendo i nostri colori.

Battiamo le mani, ai veri laziali.

Commenti (0)

DSCF4529

Tags: , , ,

VICENZA AWAY

Posted on 02 aprile 2012 by La Padova Bene

Tempo di derby. Vicenza fa sempre uno strano effetto nelle menti di tutti i tifosi biancoscudati, ed anche in tempo di tessera del tifoso la voglia di onorare il derby, dentro o fuori dello stadio non ha importanza, è sempre forte. Già nella scorsa stagione la Fattori aveva portato circa 300 ragazzi fuori dal Menti, ed al ritorno si era scatenata la “caccia all’uomo” da parte della celere per le strade della città berica (clicca qui). Quest’anno si decide di riprovarci, e di riprovare ad entrare.

Al ritrovo all’Euganeo, la stragrande maggioranza dei ragazzi ha già il biglietto in mano. E pensare che per questa partita non c’è la possibilità nè di accedere senza tessera (e fin li ovvio! Non ce l’hanno concesso nemmeno a Cittadella), nè di entrare con l’amico tesserato di turno! La verità è che hanno fatto talmente tanta confusione fra circolari e controcircolari che non ci sta capendo più un cazzo nessuno, ed i primi a non capirci più un cazzo sono proprio i rivenditori…

Si parte, ci si ritrova alle porte di Vicenza per compattare il gruppo, e nasce una piccola discussione su come procedere: dalle voci pare che ci sia un gruppo di vicentini in attesa in un bar nei paraggi, ma è una voce infondata, ed alla fine optiamo per andare direttamente allo stadio, tutti insieme… detto, fatto: primo incrocio, semaforo rosso, gruppo che si spezza in due! La nostra solita organizzazione certosina… Per strada sono molte le pattuglie in giro, ma riusciamo ad arrivare indenni al Menti seppur alla spicciolata. Ci ritroviamo al bar di fronte il settore ospiti, la polizia in giro sembra disorientata, di sicuro non ha colto bene la situazione. I padroni di casa sono in giro anche loro, e non passa molto tempo prima che si arrivi ai primi “scambi di opinioni” con loro (e con i pescaresi, presenti a fianco dei gemellati).

Nel frattempo il nostro gruppo cresce, ed alla fine saranno circa 200-250 i Ragazzi della Fattori che, col biglietto e senza tessera del tifoso, riusciranno ad accedere al Menti. Un’altra vittoria della Fattori contro il Sistema, un’altra piccola battaglia portata a conclusione! La dedico a tutti quelli che ci dicono “Fatevi la tessera e piantatela di rompere i coglioni!”, la coerenza non paga mai abbastanza, e riuscire ad aggirare il sistema è una soddisfazione incredibilmente più grande che riuscire a vedere ogni sacrosanta partita (che sarebbe nostro diritto se proprio vogliamo discutere!).

Dentro lo stadio saremo circa un migliaio fra tesserati e non. Decidiamo di compattarci e di tifare tutti insieme. Una serata d’altri tempi, sulla quale mi concedo una piccola riflessione personale: “circa un migliaio” di padovani a Vicenza qualche anno fa sarebbe stata una cifra da partita amichevole, o da trasferta effettuata in piena zona retrocessione e con l’entusiasmo sotto i tacchi! Oggi il fatto stesso che i giornali esaltassero questa presenza, misera nel rapporto distanza/importanza del match, ma perfettamente capibile in un contesto in cui si cerca in ogni modo di obbligare i tifosi a “stare a casa” dallo stadio, da la dimensione di quanto siano cambiati i tempi. E di quanti passi indietro abbia fatto l’Italia. E’ assurdo negare che la tessera del tifoso non abbia svuotato gli stadi, è da imbecilli dire che “se non si ha niente da nascondere la si fa”, è da pecore dire “fatevela anche voi!”. Se ci fosse un minimo di coscienza, di fronte ai mille tifosi scarsi portati in trasferta chiunque dovrebbe alzarsi e dire “basta!”, anzichè esortare gli altri a farsela!

Dal punto di vista del tifo pur senza fare niente di impressionante diventiamo ben presto padroni degli spalti: la curva berica sembra non esistere quasi più a livello vocale; stranissimo ripensandoli a come erano un tempo! Oggi la Sud del Menti vive molto sul dualismo “Vigilantes vs. 1902″ e direi che la situazione è visibilissima anche ad occhi meno “esperti”. Due gruppi in se molto diversi: da una parte i Vigilantes sui quali mi risparmio ogni commento, dall’altra gli “emergenti” 1902 affiancati da altri gruppi minori (South Terraces e Zona Mucchio) che formano un discreto quadrato e ci tengono a ribadire la loro distanza dai primi… A differenza dei Vigilantes che negano da sempre questo derby e continuano a cantare ogni volta che ci incontrano il patetico “Noi odiamo l’Hellas Verona”; i 1902 sentono abbastanza il derby con noi, e per l’occasione rompono gli indugi (dopo anni di malcelata “indifferenza”) con uno striscione: “IN LAGUNA FAI L’ESALTATO, A VICENZA SEMPRE SCORTATO. PADOVA MERDA!”. Sinceramente non capisco molto il senso di uno striscione del genere: sono anni che non ci andiamo in laguna, mentre a Vicenza questo è stato il secondo anno consecutivo che siamo andati senza scorta (la scorsa stagione gli sbirri ci intercettarono in corteo dopo poche centinaia di metri, quest’anno siamo arrivati fin davanti lo stadio). Avrebbero potuto fare semplicemente “PADOVA MERDA”, oppure buttarsi sull’ironia di metà anni ’90 (“GAVIO NETA’ EL PONARO?”) che almeno qualche sorriso lo strappava… In fin dei conti, e con tutto il rispetto per il loro gruppo che reputo valido quanto meno in prospettiva, credo non possano certo dire che non abbiamo onorato il derby come si deve, in entrambe le occasioni!

Sul campo il Padova non esalta, ma trova la vittoria con un tiro fortunato di Succi. Il Vicenza è veramente poca roba, e temo che in queste condizioni per loro sarà dura salvarsi (cosa che personalmente mi auguro e gli auguro: almeno che ci lascino il derby!). Finale di partita con la squadra a festeggiare sotto la curva una vittoria che mancava da 54 anni… OGGI PERO’, CONCEDETECELO, HA VINTO LA FATTORI!!!

 

Commenti (51)

brescia_rigamonti1

Tags: , , , ,

BRESCIA AWAY

Posted on 13 marzo 2012 by La Padova Bene

Articolo de “Il Mattino di Padova”, domenica 11 marzo 2012:

Giornata convulsa, controversa, intensa per i tifosi. A Brescia era presente anche una delegazione di ragazzi della Fattori, una settantina. Una ventina, però, non ce l’ha fatta a raggiungere il capoluogo lombardo, bloccata all’uscita del casello autostradale dalla Polizia che li ha rispediti indietro. “Questa è un’ingiustizia, va contro i diritti di libera circolazione dei cittadini”, la protesta dei tifosi che continuano a rifiutare la tessera. Il resto della delegazione è riuscito ad avvicinarsi, senza problemi, allo stadio “Rigamonti”….

Direi poco altro da aggiungere sul tema della trasferta in terra lombarda, se non che già durante il viaggio venivamo “avvisati” di non presentarci al Rigamonti, con tanto di minacce di essere portati in questura e diffidati. Diffidati non si sa perchè: non ci risulta a tutt’oggi che recarsi in gita in un’altra città sia un reato, a meno che non sia cambiata la Costituzione a nostra insaputa!

Fin troppo evidente il tentativo di creare del “terrorismo psicologico” a chi continua a rifiutare quello che è ormai diventato uno strumento inutile, oltre che un vero e proprio fallimento. E francamente danno fastidio anche le considerazioni che qualche “anonimo” tifoso biancoscudato continua a scrivere via internet, sul fatto che sarebbe ora di darci un taglio con la protesta e di sottoscrivere la tessera: non che questo stia minando la nostra protesta, anzi casomai ci sta radicando nelle nostre posizioni, ma è appunto un fastidio che qualche “illuminato” tifoso potrebbe anche risparmiarsi, tanto non cambieremo idea…

Commenti (4)

0809_17c

Tags: , , , ,

MILAN-LECCE, LA FARSA DEI BIGLIETTI PER I NON TESSERATI…

Posted on 09 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Lecce Giallorossa

Nonostante sia passato oltre un mese ormai, dalla determinazione dell’Osservatorio con cui si dava la possibilità agli ospiti tesserati di acquistare un biglietto per un amico non tesserato, quasi nessun canale di vendita è stato adeguato a questa esigenza. Succede dunque che, nel momento in cui un tifoso voglia acquistare due biglietti con una tessera, la possibilità gli venga negata.

Ovviamente anche il Milan, che vende i biglietti attraverso la Banca San Paolo, non è da meno e così chiunque ci abbia provato in questi giorni non è riuscito ad approfittare dell’offerta 2×1. Le direttive dell’Osservatorio, però, devono essere rispettate e dunque ecco la contorta soluzione trovata dall’A.C. Milan.

Domenica a San Siro ci sarà un botteghino dedicato proprio a questo tipo di vendita, che darà  ai tifosi giallorossi tesserati la possibilità di acquistare un biglietto per se e per un amico non tesserato, anche se residente in Puglia. Naturalmente poichè non è possibilie la vendita del settore ospite il giorno della gara, chi volesse usufruire di questa eventualità dovrà chiedere un biglietto del terzo anello rosso ma l’accesso sarà consentito al settore ospiti.

In giornata dovremmo ricevere l’informazione del numero del botteghino a cui rivolgersi e sarà nostra cura pubblicarlo immediatamente.

PRECISAZIONE: Leccegiallorossa ha avuto queste informazioni attraverso dei canali affidabili, ma declina ogni responsabilità qualora domenica dovessero esserci degli  intoppi per questo tipo di vendita. Purtroppo questa procedura essendo irregolare non verrà confermata ufficialmente, ne dall’U.S.Lecce ne dall’A.C. Milan, pertanto abbiamo dovuto accontentarci della parola che ci è stata data. Ritenevamo comunque nostro dovere diffondere l’informazione ricevuta da fonti attendibilissime.

AGGIORNAMENTO ORE 16.00 DEL 09-03-2012
LA QUESTURA DI MILANO HA UFFICIALMENTE BLOCCATO QUALSIASI VENDITA AI TIFOSI GIALLOROSSI RESIDENTI IN PUGLIA NON TESSERATI, PERTANTO DOMENICA NON SARA’ POSSIBILE ACQUISTARE ALCUN TIPO DI BIGLIETTO !!!

Ancora una volta, l’ennesima presa per il culo… Ho sempre pensato che “l’apertura” dell’Osservatorio di far si che ogni tesserato potesse prendere un biglietto anche per un amico non tesserato fosse una farsa, ed ecco che puntualmente le mie sensazioni vengono confermate!

Vale la pena ricordare che “l’apertura” era stata decisa dall’Osservatorio proprio per fermare l’emorragia di spettatori dagli stadi, ma ancora una volta fra il dire ed il fare si è messo di mezzo il mare, e si è scoperto che la normativa cozzava con un’altra precedentemente emessa nel corso di una delle tante inutili leggi speciali: non si possono vendere biglietti per il settore ospiti il giorno della partita!

I tifosi salentini avrebbero dovuto acquistare il terzo anello rosso, ma di fronte alla possibilità di trovarsi diverse centinaia di giallorossi mischiati ai milanisti, la questura ha declinato ogni responsabilità ed ha optato per la soluzione più ovvia: trasferta vietata ai non tesserati residenti in Puglia, visto che hanno ancora l’opportunità di farlo…

Questo è il motivo per cui continuo a ritenere le loro pensate delle semplici ed autentiche PUTTANATE: non può continuare a decidere chi non sa nemmeno come è fatto uno stadio! 

Rimango in attesa della revisione dell’Articolo 9. Tutto il resto sono stronzate che lascio volentieri ad altri.

Commenti (10)


Collabora con noi


SEGUICI!!!