Arriva il derby nella domenica più fredda dell’anno. Sveglia prestino e via in zona stadio, alla fine passerò almeno sette ore al gelo e mi ritroverò a concludere la giornata ed a scrivere il resoconto con un mal di testa da competizione…
Un tempo Padova-Verona non era propriamente la partita più attesa dell’anno: nei primi anni ’90, quando avevo appena cominciato a frequentare lo stadio, il Verona non era ancora diventato un habituè delle serie minori, ed era ancora visto un pò da tutti come “Il Verona Campione d’Italia”. La partita era abbastanza attesa, diciamo per una questione di prestigio, e poi c’erano sempre le Brigate Gialloblù e per una realtà emergente come i padovani erano un banco di prova discretamente impegnativo. C’era la voglia di mettersi in mostra contro di loro, ma anche una certa ammirazione, che fino a pochi anni fa c’è sempre stata da parte biancoscudata: se c’è una cosa che non ci manca da queste parti (almeno a livello di curva) è l’onestà intellettuale, e le Brigate Gialloblù ma più in generale i veronesi erano visti semplicemente come una delle tifoserie migliori d’Italia, per certi versi “avanti”. Fino al 1992/93 il derby col Verona era abbastanza sentito, poi andò scemando principalmente per il motivo sopra citato, poi anche perchè molti padovani del giro “politico” avevano amicizie che contavano a Verona, e soprattutto perchè in quegli anni vennero su Venezia e soprattutto Vicenza, due sfide decisamente più sentite… Nel nostro ultimo anno di C (1997/98) credo non fossimo più di 400 al Bentegodi. Non molti di meno di quelli che erano loro all’Euganeo, e con la giustificazione che stavamo andando a puttane a livello societario… Ci siamo ritrovati in serie C nel 2007/08, ed il rispetto che fino a quel momento c’era stato cominciò a scricchiolare quando una ventina di butei cercò di fare il numero sotto la nostra curva verso mezzogiorno, ma trovarono circa 100 ragazzi belli preparati ad attenderli: le conoscenze fra i capi delle due fazioni evitò che la cosa finisse in battaglia, ma da quel giorno il rapporto cominciò a scivolare sempre più verso la rivalità. Ultimamente, anche con la storia della tessera del tifoso, posso dire che sono andati in culo un pò a tutti, quindi la rivalità è tornata a bruciare come nei primi anni ’90.
Durante quest’ultima settimana ho visto un’attesa abbastanza forte, e soprattutto voci ad almientare la tensione come quella di un’ottantina di scaligeri che avrebbero comprato il biglietto direttamente in Curva Sud. Niente di tutto ciò, o se anche fosse stato vero sono poi stati mandati nel settore ospiti. Ma altre voci erano girate, si parlava di possibili “visite di cortesia”, e chiaramente le persone che me l’avevano fatto capire non è gente che si inventa le cose: qualcosa avranno sentito… Il fatto che non sia andata così, è solo stato una tortura per il mio corpo. Pace, si accetta anche questo, fa parte del gioco. In biglietteria prima della partita capita anche di incrociare qualche singolo tifoso gialloblù, ma siccome qui non siamo a Napoli ma a Padova e siccome a noi interessano gli altri ultras o perlomeno la gente che si definisce in un certo modo, il padre di famiglia o il tifosotto di turno lo lasciamo stare. Certo, poi ci può essere il tifosotto di turno che va a raccontare ai suoi amici con vanto di essere finito a fare il biglietto sotto la curva di casa senza che nessuno abbia fiatato, ma è un vanto del cazzo perchè soprattutto quando uno è un illustre sconosciuto anche nella sua curva si fa presto a far cadere il palco…
Verso le 14,30 si diffonde la voce che ci sia parte della crema gialloblù a Crema Sport, qualcuno parte, ma si rivelerà il solito bluff dettato dalla tensione. Tensione eccessiva, che farà brutti scherzi anche durante la partita…
Parto a descrivere il tifo con il commento di un ragazzo neutrale presente in sud-ovest, che per la cronaca fa parte di una tifoseria rivale sia di Padova che di Verona: Tifo padovano nel secondo tempo molto meglio che nel primo. In generale buono. I veronesi si e no, non li sentivo molto. Belli i cori contro Tosi. Purtroppo lo stadio non vi da la possibilità di far notare il potenziale sia come tifo che fuori. Questo è quanto, per conto mio, ora si scatenino pure le macchiette gialloblù nei commenti, per me contano solo per meri fini statistici…
Parlando invece seriamente degli ospiti: erano veramente in tanti, 2.500, non me ne ricordo così tanti nemmeno negli anni ’90 (anzi, ci sono stati campionati in cui arrivavano in 5-600). Ho seguito l’inizio partita al centro, poi vedendo che la tensione era sempre più alta e non avendo troppa voglia in questo periodo di crearmi più casini del dovuto, mi sono spostato di lato. Da li ho sentito più di qualche coro loro, e bisogna dire che rimangono comunque belli ed originali nel sostegno alla squadra. Per il resto, i veronesi di oggi mi ricordano molto i vicentini della seconda metà degli anni ’90: hanno una bellissima carta lucente fatta di numeri e tifo, ma ho l’impressione che dietro questa carta non ci sia cioccolata. Solo il tempo potrà darmi ragione o torto…
Hanno una cosa che purtroppo nelle altre città venete manca: l’attaccamento alla maglia! Ecco, se c’è una cosa che il tifoso padovano medio dovrebbe imparare è quella di essere più tifoso ignorante e meno allenatore. La squadra va sostenuta, punto. Si contesta quando c’è da contestare, sicuramente non si passa la partita a commentare questo o quel giocatore piuttosto che i cambi del tecnico. Non in Fattori almeno. Ecco perchè a volte vorrei una curvetta di 1.500 posti: per quelli che tifano, gli altri servono a poco… Fatta questa premessa, che è un dato di fatto facilmente riconoscibile da chiunque, per me il tifo della Fattori è stato più che buono. Si poteva fare di più, ma comunque non è stato male. Nei primi 45 minuti spostato di lato notavo come quasi tutti cantassero, mentre me la raccontavo con una “vecchia gloria” che mi raccontava di quanto gli fossero andati in disgrazia (e quanto lo capisco…) i veronesi dopo aver sottoscritto la tessera del tifoso. In generale penso che i problemi siano di altra natura, ed al primo posto ne metto due: chi non regge l’alcool dovrebbe bere il meno possibile, e chi non sa stare al suo posto dovrebbe imparare a starci (Specie se chi non fa poi molto per attirarsi simpatie, poi ha anche da lamentarsene…)! Poi, in uno stadio come l’Euganeo, è abbastanza normale che se uno va in Est, con la Fattori di fianco, il tifo non lo sente. Non ci vuole un professore per capirlo, ma evidentemente oggi qualcuno della Est aveva il dente avvelenato… A proposito: bella coreografia, ho visto un netto miglioramento dai tempi dello scudo del Comune di Vicenza! Anche se, quando andavo a scuola, se nel compito di italiano avessi preso due nel primo test ed otto nel secondo, la professoressa minimo mi avrebbe chiesto da dove avevo copiato il secondo. Che è quello che mi chiedo io oggi…
Sul campo ho visto un derby parecchio deludente, specie se si parlava di “riscatto!” dopo la figuraccia di Bari, come si parlava in settimana. Diciamo pure che il Padova non ha a tutt’oggi uno straccio di gioco, pur avendo una rosa di un certo livello. A meno che non siano tante le squadre di B che possono permettersi di tenere Milanetto in tribuna e Cacia e Lazarevic in panchina… Tuttavia in novanta minuti ho visto una sola azione degna di nota: il tiro di Cutolo, dopo un errore della difesa gialloblù, che se non si fosse fatto prendere dalla foga e dall’emozione probabilmente sarebbe finito in fondo al sacco ed oggi staremmo parlando di altro… Per il resto, poco o niente, anzi a dirla tutta ho visto meglio il Verona, squadra priva di stelle ma quadrata e rognosa. Per fortuna che la difesa ha tenuto, almeno oggi, nonostante l’insicurezza costante garantita da Pellizzoli, che in certi momenti sembra che sia sotto cura da psicofarmaci (anche oggi aveva “battezzato fuori” un corner del Verona che fortunatamente è finito sulla traversa)! Chi non so quanto terrà ancora a lungo è Dal Canto, campione di demotivazione. Anche oggi ha fatto la sua puttanata: con un attacco quanto mai sterile ci ha messo 88 minuti per togliere un evanescente Cutolo (E’ evanescente da un pò… Un altro che rompe il cazzo perchè non ha il posto fisso?) e buttare dentro Lazarevic. Mi auguro che se dovesse rimediare una scoppola anche a Modena, gli sia presentato il conto. A meno che gli obiettivi della società non siano cambiati ad inizio stagione…
E parlando proprio di “obiettivi societari”, sono rimasto alquanto perplesso dalla pochezza uscita dal mercato di gennaio. Ho sempre nutrito la massima fiducia in Foschi, ma dopo l’acquisto di Bentivoglio, l’ennesimo giocatore che dovrebbe servire palloni ad attaccanti troppo fighette per sfruttarli (in questo momento, l’unico che mi piace per l’impegno al di la della prova scarsa di oggi, è stato Hallenius…), e nessun rinforzo in una difesa che fino adesso ha fatto acqua da tutte le parti, non vorrei dovermi ricredere… Come sono rimasto perplesso da alcune mosse di Cestaro, come l’arrivo di Baraldi, o anche la presenza di suo figlio (uno a cui del Padova non è mai interessato un picchio, anzi se fosse stato per lui suo padre avrebbe venduto dopo il primo anno di presidenza in serie C…) in settimana a Bresseo. E come mi ha lasciato perplesso la dichiarazione di Cestaro sui petardi (più fumogeni che petardi) accesi oggi: “Se arriva la multa stavolta se la pagano i tifosi! Devono rispondere delle loro azioni.”. Mi ha lasciato perplesso perchè non è da lui, mi pare più una risposta nello stile “No me ne ciava pì un casso e no ste romparme i coioni….”. Ed allora ribadisco la domanda: gli obiettivi societari sono cambiati rispetto ad inizio stagione? Se si, mi piacerebbe saperlo subito, almeno mi metto il cuore in pace che il Padova in Europa non lo vedrò mai…