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CLIENTI O TIFOSI?

Posted on 08 marzo 2012 by La Padova Bene

Fonte: Gianluca Vighini Blog

Ogni tanto c’è qualcuno che parlando di chi assiste ad una partita di calcio tira fuori il termine “cliente”. Lo fa anche oggi la Gazzetta rispondendo ad una lettera di un lettore. Mi fa un po’ ridere francamente. Cliente è qualcuno che paga per avere una merce sperando che quello che ha pagato corrisponda al valore della cosa comprata.
Fosse così, vedendo quanto costa assistere ad un match di calcio, raramente quel “cliente” sarebbe soddisfatto dell’acquisto. Senza contare il masochismo: alzate all’alba per seguire la squadra, ore di trasferte in pullman disagiati, tornelli, peripezie per acquistare i biglietti, eccetera, eccetera.
Fossimo stati “clienti” a Verona saremmo andati ad abbonarci in massa in Lega Pro? È evidente che il concetto di “cliente” è un concetto che esce dalla testa bacata di qualche addetto al marketing che ritiene quel povero tifoso, null’altro che un soggetto da spremere al fine di svuotargli il portafoglio.
È evidente anche che il calcio è molto di più del semplice rapporto tra azienda e cliente. C’è una passione, a volte persino malsana, che non è possibile riscontrare da nessuna parte. C’è una totale e cieca fiducia, tanto che si arriva a chiamarla “fede calcistica”.
È quella che ha permesso al Verona di non crollare in questi anni, di reggere l’urto di una squadra che stava in serie A, ma senza quell’appeal di passione e di emozione che il Verona ha riservato invece ai propri tifosi.
Il Chievo ha cercato di attingere in questi anni ad un pubblico “tiepido”, appunto un pubblico di “clienti” che era interessato più a vedere la serie A (Inter, Milan, Juve in primis) che il Chievo stesso. Colpisce quindi che Campedelli, ai mugugni di questo pubblico-cliente davanti a penosi spettacoli (non di risultati, sempre discreti in realtà) abbia risposto: “Se vogliono divertirsi vadano al cinema o al circo”.
Il problema, per Campedelli è infatti proprio questo. I clienti se ne sono andati da altre parti in cerca di uno spettacolo decente e lo stadio, così, è rimasto vuoto con l’unica cornice di pochi ma veri e affezionati tifosi (e non clienti, appunto).
Resta però un dubbio: lo spettatore televisivo di Sky e Mediaset premium è un cliente o un tifoso? Perchè oggi è proprio grazie ai diritti televisivi che chi non ha tifosi allo stadio riesce a sopravvivere. È giusto? Ma soprattutto reggeranno Sky e Mediaset Premium a distribuire denaro, tantissimo, senza un ritorno? È quello che vedremo nel prossimo futuro.

Riflessione molto bella e profonda. Debbo ammettere che da Vighini non mi sarei mai aspettato una riflessione così profonda. In questo, potrebbe tranquillamente insegnare a molti “pseudogiornalisti-tifosi” di Padova!

Quanto a realtà come il Chievo (il cui modello è stato copiato da molti altri come Sassuolo, Cittadella ed Albinoleffe con scarsissimi risultati in termini di pubblico…), sono il classico esempio di ciò che vorrebbe il “calcio moderno”: pubblico poco numeroso e poco problematico, composto, ordinato, che non crea problemi… Il fatto è che per creare un pubblico del genere bisogna privarlo della passione: Campedelli ha anche accettato di “giocare” in questo senso, coinvolgendo proprio quella fetta di Verona che tifa per le squadre a strisce. Tanto che cosa aveva da perdere? Con la sola passione difficilmente avrebbe potuto competere con lo strapotere dell’Hellas!

Tuttavia il tifo di plastica nel calcio non può esistere, ed anche dove esiste non potrà mai durare a lungo: oggi il pubblico “con la puzza sotto al naso” del Bentegodi sta abbandonando il Chievo, e Campedelli ha cominciato a sbottare. Ah, quanto gli farebbero comodo i tifosi veri in questo momento! Quelli che magari ti creano qualche problemino per eccesso di passione, ma non ti abbandonano mai nemmeno quando tutto sembra crollarti addosso!

E poi diciamocelo francamente: a me l’anima buonista di Verona ha rotto i coglioni! Sono dieci anni che giocano in A, e tutti li hanno sempre dipinti come “società modello”, “tifoseria modello”, “tifo per famiglie”… Io se fossi veronese mi rifiuterei di portare mia figlia a vedere il Chievo, non voglio mica che mi cresca rincoglionita!!!

Care società di calcio, prendete appunti: dovreste aver capito che i vostri veri tifosi in realtà vi servono come il pane…

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23 TIFOSI DELL’HELLAS DIFFIDATI OTTO MESI DOPO I FATTI

Posted on 15 febbraio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Tg Verona

La Digos di Verona ha perquisito le abitazioni di 23 tifosi dell’Hellas ritenuti responsabili di gravi turbative all’ordine pubblico in occasione dell’ incontro di calcio tra la squadra gialloblù e la Salernitana, per finale di andata dei Play Off per il campionato di 1/a Divisione-girone A 2010-2011, disputatosi al Bentegodi lo scorso 12 giugno. Quel giorno raggiunsero Verona circa duemila sostenitori campani. Per i più facinorosi di entrambi gli schieramenti, la rivalità che divide le due tifoserie divenne l’occasione per causare disordini prima, durante e dopo la gara. In particolare, alla fine della partita (peraltro vinta per 2-0 dalla compagine locale, che poi si guadagnò la promozione alla serie cadetta), un gruppo di ultras veronesi, almeno 300, in gran numero travisati per non farsi riconoscere, tentarono di aggredire in massa i tifosi ospiti che stavano uscendo dal loro settore. Per evitare il contatto tra opposte fazioni, si frapposero i reparti di Polizia che furono fatti oggetto di sassi e di altri corpi contundenti, con il ferimento di alcuni agenti.

Da parte loro, al momento del deflusso, alcuni ultras salernitani si resero responsabili di altre azioni violente, anche sulla bretella autostradale. Riportato l’ordine in città, la Digos di Verona arrestò in flagranza di reato 13 persone, denunciandone altre sei in stato di libertà (in grande maggioranza campani). Le indagini della Digos sono proseguite e grazie anche alle immagini registrate durante i disordini sono stati riconosciuti, nonostante il loro camuffamento, altri 23 ultras scaligeri, per i quali il pm Francesco Rombaldoni ha emesso i decreti di perquisizione domiciliare, la cui esecuzione ha permesso oggi di acquisire ulteriori riscontri di prova circa la loro colpevolezza.

Otto mesi più tardi arriva un altro conto salato da pagare per i veronesi. DICO, OTTO MESI PIU’ TARDI!!! Mi sembra una cosa abbastanza ridicola ed anche poco credibile. A naso, la sensazione è che si tratti di un ricatto: probabilmente qualcuno in questura a Verona aveva qualcosa da far pagare ai tifosi gialloblù, ed ha aspettato il momento buono…

Oppure si è solo voluto aspettare che si calmassero le acque, visto che quel giorno la dinamica degli incidenti non fu chiarissima e che ci fu anche un bel pò di polemica fra la questura ed il Sindaco di Verona Tosi che accusò senza troppi complimenti i poliziotti di eccesso di zelo per aver sparato lacrimogeni in mezzo a tranquilli tifosi gialloblù che stavano mangiando (Clicca qui). Un “calmare le acque” che in questo caso dimostra una certa vigliaccheria: se le forze dell’ordine avevano agito nel giusto e nel rispetto della legge, perchè questa necessità?

E’ proprio vero che Spaccarotella non è solo…

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VERONA HOME

Posted on 05 febbraio 2012 by La Padova Bene

Arriva il derby nella domenica più fredda dell’anno. Sveglia prestino e via in zona stadio, alla fine passerò almeno sette ore al gelo e mi ritroverò a concludere la giornata ed a scrivere il resoconto con un mal di testa da competizione…

Un tempo Padova-Verona non era propriamente la partita più attesa dell’anno: nei primi anni ’90, quando avevo appena cominciato a frequentare lo stadio, il Verona non era ancora diventato un habituè delle serie minori, ed era ancora visto un pò da tutti come “Il Verona Campione d’Italia”. La partita era abbastanza attesa, diciamo per una questione di prestigio, e poi c’erano sempre le Brigate Gialloblù e per una realtà emergente come i padovani erano un banco di prova discretamente impegnativo. C’era la voglia di mettersi in mostra contro di loro, ma anche una certa ammirazione, che fino a pochi anni fa c’è sempre stata da parte biancoscudata: se c’è una cosa che non ci manca da queste parti (almeno a livello di curva) è l’onestà intellettuale, e le Brigate Gialloblù ma più in generale i veronesi erano visti semplicemente come una delle tifoserie migliori d’Italia, per certi versi “avanti”. Fino al 1992/93 il derby col Verona era abbastanza sentito, poi andò scemando principalmente per il motivo sopra citato, poi anche perchè molti padovani del giro “politico” avevano amicizie che contavano a Verona, e soprattutto perchè in quegli anni vennero su Venezia e soprattutto Vicenza, due sfide decisamente più sentite… Nel nostro ultimo anno di C (1997/98) credo non fossimo più di 400 al Bentegodi. Non molti di meno di quelli che erano loro all’Euganeo, e con la giustificazione che stavamo andando a puttane a livello societario… Ci siamo ritrovati in serie C nel 2007/08, ed il rispetto che fino a quel momento c’era stato cominciò a scricchiolare quando una ventina di butei cercò di fare il numero sotto la nostra curva verso mezzogiorno, ma trovarono circa 100 ragazzi belli preparati ad attenderli: le conoscenze fra i capi delle due fazioni evitò che la cosa finisse in battaglia, ma da quel giorno il rapporto cominciò a scivolare sempre più verso la rivalità. Ultimamente, anche con la storia della tessera del tifoso, posso dire che sono andati in culo un pò a tutti, quindi la rivalità è tornata a bruciare come nei primi anni ’90.

Durante quest’ultima settimana ho visto un’attesa abbastanza forte, e soprattutto voci ad almientare la tensione come quella di un’ottantina di scaligeri che avrebbero comprato il biglietto direttamente in Curva Sud. Niente di tutto ciò, o se anche fosse stato vero sono poi stati mandati nel settore ospiti. Ma altre voci erano girate, si parlava di possibili “visite di cortesia”, e chiaramente le persone che me l’avevano fatto capire non è gente che si inventa le cose: qualcosa avranno sentito… Il fatto che non sia andata così, è solo stato una tortura per il mio corpo. Pace, si accetta anche questo, fa parte del gioco. In biglietteria prima della partita capita anche di incrociare qualche singolo tifoso gialloblù, ma siccome qui non siamo a Napoli ma a Padova e siccome a noi interessano gli altri ultras o perlomeno la gente che si definisce in un certo modo, il padre di famiglia o il tifosotto di turno lo lasciamo stare. Certo, poi ci può essere il tifosotto di turno che va a raccontare ai suoi amici con vanto di essere finito a fare il biglietto sotto la curva di casa senza che nessuno abbia fiatato, ma è un vanto del cazzo perchè soprattutto quando uno è un illustre sconosciuto anche nella sua curva si fa presto a far cadere il palco…

Verso le 14,30 si diffonde la voce che ci sia parte della crema gialloblù a Crema Sport, qualcuno parte, ma si rivelerà il solito bluff dettato dalla tensione. Tensione eccessiva, che farà brutti scherzi anche durante la partita…

Parto a descrivere il tifo con il commento di un ragazzo neutrale presente in sud-ovest, che per la cronaca fa parte di una tifoseria rivale sia di Padova che di Verona: Tifo padovano nel secondo tempo molto meglio che nel primo. In generale buono. I veronesi si e no, non li sentivo molto. Belli i cori contro Tosi. Purtroppo lo stadio non vi da la possibilità di far notare il potenziale sia come tifo che fuori. Questo è quanto, per conto mio, ora si scatenino pure le macchiette gialloblù nei commenti, per me contano solo per meri fini statistici…

Parlando invece seriamente degli ospiti: erano veramente in tanti, 2.500, non me ne ricordo così tanti nemmeno negli anni ’90 (anzi, ci sono stati campionati in cui arrivavano in 5-600). Ho seguito l’inizio partita al centro, poi vedendo che la tensione era sempre più alta e non avendo troppa voglia in questo periodo di crearmi più casini del dovuto, mi sono spostato di lato. Da li ho sentito più di qualche coro loro, e bisogna dire che rimangono comunque belli ed originali nel sostegno alla squadra. Per il resto, i veronesi di oggi mi ricordano molto i vicentini della seconda metà degli anni ’90: hanno una bellissima carta lucente fatta di numeri e tifo, ma ho l’impressione che dietro questa carta non ci sia cioccolata. Solo il tempo potrà darmi ragione o torto…

Hanno una cosa che purtroppo nelle altre città venete manca: l’attaccamento alla maglia! Ecco, se c’è una cosa che il tifoso padovano medio dovrebbe imparare è quella di essere più tifoso ignorante e meno allenatore. La squadra va sostenuta, punto. Si contesta quando c’è da contestare, sicuramente non si passa la partita a commentare questo o quel giocatore piuttosto che i cambi del tecnico. Non in Fattori almeno. Ecco perchè a volte vorrei una curvetta di 1.500 posti: per quelli che tifano, gli altri servono a poco… Fatta questa premessa, che è un dato di fatto facilmente riconoscibile da chiunque, per me il tifo della Fattori è stato più che buono. Si poteva fare di più, ma comunque non è stato male. Nei primi 45 minuti spostato di lato notavo come quasi tutti cantassero, mentre me la raccontavo con una “vecchia gloria” che mi raccontava di quanto gli fossero andati in disgrazia (e quanto lo capisco…) i veronesi dopo aver sottoscritto la tessera del tifoso. In generale penso che i problemi siano di altra natura, ed al primo posto ne metto due: chi non regge l’alcool dovrebbe bere il meno possibile, e chi non sa stare al suo posto dovrebbe imparare a starci (Specie se chi non fa poi molto per attirarsi simpatie, poi ha anche da lamentarsene…)! Poi, in uno stadio come l’Euganeo, è abbastanza normale che se uno va in Est, con la Fattori di fianco, il tifo non lo sente. Non ci vuole un professore per capirlo, ma evidentemente oggi qualcuno della Est aveva il dente avvelenato… A proposito: bella coreografia, ho visto un netto miglioramento dai tempi dello scudo del Comune di Vicenza! Anche se, quando andavo a scuola, se nel compito di italiano avessi preso due nel primo test ed otto nel secondo, la professoressa minimo mi avrebbe chiesto da dove avevo copiato il secondo. Che è quello che mi chiedo io oggi…

Sul campo ho visto un derby parecchio deludente, specie se si parlava di “riscatto!” dopo la figuraccia di Bari, come si parlava in settimana. Diciamo pure che il Padova non ha a tutt’oggi uno straccio di gioco, pur avendo una rosa di un certo livello. A meno che non siano tante le squadre di B che possono permettersi di tenere Milanetto in tribuna e Cacia e Lazarevic in panchina… Tuttavia in novanta minuti ho visto una sola azione degna di nota: il tiro di Cutolo, dopo un errore della difesa gialloblù, che se non si fosse fatto prendere dalla foga e dall’emozione probabilmente sarebbe finito in fondo al sacco ed oggi staremmo parlando di altro… Per il resto, poco o niente, anzi a dirla tutta ho visto meglio il Verona, squadra priva di stelle ma quadrata e rognosa. Per fortuna che la difesa ha tenuto, almeno oggi, nonostante l’insicurezza costante garantita da Pellizzoli, che in certi momenti sembra che sia sotto cura da psicofarmaci (anche oggi aveva “battezzato fuori” un corner del Verona che fortunatamente è finito sulla traversa)! Chi non so quanto terrà ancora a lungo è Dal Canto, campione di demotivazione. Anche oggi ha fatto la sua puttanata: con un attacco quanto mai sterile ci ha messo 88 minuti per togliere un evanescente Cutolo (E’ evanescente da un pò… Un altro che rompe il cazzo perchè non ha il posto fisso?) e buttare dentro Lazarevic. Mi auguro che se dovesse rimediare una scoppola anche a Modena, gli sia presentato il conto. A meno che gli obiettivi della società non siano cambiati ad inizio stagione…

E parlando proprio di “obiettivi societari”, sono rimasto alquanto perplesso dalla pochezza uscita dal mercato di gennaio. Ho sempre nutrito la massima fiducia in Foschi, ma dopo l’acquisto di Bentivoglio, l’ennesimo giocatore che dovrebbe servire palloni ad attaccanti troppo fighette per sfruttarli (in questo momento, l’unico che mi piace per l’impegno al di la della prova scarsa di oggi, è stato Hallenius…), e nessun rinforzo in una difesa che fino adesso ha fatto acqua da tutte le parti, non vorrei dovermi ricredere… Come sono rimasto perplesso da alcune mosse di Cestaro, come l’arrivo di Baraldi, o anche la presenza di suo figlio (uno a cui del Padova non è mai interessato un picchio, anzi se fosse stato per lui suo padre avrebbe venduto dopo il primo anno di presidenza in serie C…) in settimana a Bresseo. E come mi ha lasciato perplesso la dichiarazione di Cestaro sui petardi (più fumogeni che petardi) accesi oggi: “Se arriva la multa stavolta se la pagano i tifosi! Devono rispondere delle loro azioni.”. Mi ha lasciato perplesso perchè non è da lui, mi pare più una risposta nello stile “No me ne ciava pì un casso e no ste romparme i coioni….”. Ed allora ribadisco la domanda: gli obiettivi societari sono cambiati rispetto ad inizio stagione? Se si, mi piacerebbe saperlo subito, almeno mi metto il cuore in pace che il Padova in Europa non lo vedrò mai…

 

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TOSI VA A PERORARE LA CAUSA DEI BUTEI

Posted on 20 gennaio 2012 by La Padova Bene

Fonte: Varese News

E’ un viaggio un po’ inusuale, quello che ha fatto giovedì - 19 gennaio - il sindaco di Verona Flavio Tosi. Il primo cittadino della città di Romeo e Giulietta si è presentato in prefettura per perorare la causa di 94 ultras veronesi, colpiti da altrettanti daspo, durante la trasferta di campionato a Varese lo scorso 18 dicembre. Tosi aveva già annunciato alla stampa veneta che voleva incontrare il questore e il prefetto di Varese, perché riteneva eccessivi i provvedimenti che impediranno ai tifosi della squadra scaligera l’ingresso alle competizioni sportive.
Il questore Marcello Cardona era stato molto severo nell’occasione. I supporters veneti erano arrivati al Franco Ossola nonostante vi fosse l’obbligo di acquistare preventivamente il biglietto d’ingresso e la loro presenza fuori dagli spalti aveva creato problemi alla questura.
Flavio Tosi, noto più che altro per il suo ruolo di sindaco anticonformista vicino alla corrente dell’ex ministro Maroni, ha una grande attenzione per il mondo ultras della sua città e ha deciso di chiedere alle autorità varesine una attenuazione della misura. Il ricorso al daspo si può presentare al prefetto o al tar, ma anche l’ente che ha emesso il provvedimento lo può in teoria ritirare.
Flavio Tosi non è passato inosservato in città. Prima di recarsi dal prefetto ha incontrato in comune il sindaco Attilio Fontana e l’ex ministro dell’interno Roberto Maroni, insieme al senatore Fabio Rizzi e all’ex sindaco di Novara Giordano. Il clima era davvero euforico, racconta chi era presente, dopo la serata del “Maroni Day” che ha segnato l’attacco frontale dei maroniani contro l’entourage di casa Bossi, il cerchio magico. Tosi ha anche rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa in cui ha espresso grande soddisfazione per la decisione di Umberto Bossi di valorizzare il ruolo di Maroni.
«E’ stato un incontro molto sereno – ha commentato il senatore Fabio Rizzi – abbiamo scambiato alcune valutazioni politiche, poi Tosi è andato a occuparsi della vicenda che ha riguardato i tifosi della squadra veronese».

Ora questo post verrà invaso dai commenti dei veronesi che si sentiranno chiamati in causa. Purtroppo gli scaligeri sono una tifoseria grande e numerosa, e come tutte le tifoserie grandi e numerose sono piene di gente che non ha mai fatto un cazzo ma che parla e che proprio per non aver mai fatto un cazzo ha la coda di paglia…

In realtà, lo scopo di quest’articolo è quello di dire “Beati loro che hanno Tosi!”. Un sindaco tifoso che capisce i tifosi. Che si vuole di più? Qui ci tocca tenerci Quimby che non ama non solo i tifosi ma nemmeno la città di Padova, ma ce lo ciucciamo perchè molti padovani ragionano col culo e non con la testa. Dio vede e provvede, comunque!

 

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SCONTRI A PESCARA

Posted on 17 gennaio 2012 by La Padova Bene

Fonte: MNews

Pescara 16 gennaio 2012 – Nell’immediata vigilia del posticipo di Serie B tra Pescara e Verona, si sono registrate scaramucce tra gruppi isolati di tifosi delle due squadre – circa settanta persone complessivamente -, venuti a contatto nelle vicinanze dello stadio Adriatico, all’incrocio tra viale Marconi e viale della Pineta. Le Forze dell’Ordine sono intervenute prontamente, dividendo i due gruppi; i sostenitori opsiti sono stati poi accompagnati all’interno dello stadio nel settore curva sud.

Le cronache parlano anche di un pescarese arrestato con un tirapugni (Clicca qui).

Ed è sempre con immenso piacere che mi rendo conto, grazie a notizie come queste, di quanto la tessera del tifoso stia in realtà funzionando al contrario! Grazie Maroni!

 

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LIBERI I QUATTRO VERONESI IN CARCERE DA OTTOBRE

Posted on 16 gennaio 2012 by La Padova Bene

Fonte: L’Arena

È stato il presidente del collegio, il dottor Sandro Sperandio, a revocare la misura per i quattro tifosi dell’Hellas arrestati in ottobre al termine dell’incontro tra la squadra veronese e la Nocerina. Da ieri mattina quindi Nicolò Banterla, Antonio Drago, Marco Marchesini e Luca Martinatti sono liberi, senza alcun obbligo di sorta. Liberi ma non possono assistere a manifestazioni sportive, a loro carico infatti resta, al momento, il provvedimento amministrativo emenanto dal Questore di Verona. Un processo nel quale anche ieri i difensori dei quattro giovani (il collegio è formato dagli avvocati Paolo Tacchi Venturi, Renzo Segala, Federico Lugoboni, Giuseppe Trimeloni e Giovanni Adami) hanno espresso la propria doglianza circa i filmati (trasmessi dalla Questura poco prima di Natale) e in particolare sul fatto che le immagini contenute nei dischetti fossero «parziali e incomplete» nel senso che, come ha sottolineato l’avvocato Tacchi Venturi in una memoria che è stata depositata al collegio, «sarebbe di estremo interesse vedere tutta la dinamica che ha portato all’arresto dei quattro giovani per poter verificare il loro comportamento nei momenti che l’hanno preceduto». E anche ieri, le difese hanno ribadito che si tratta di un filmato assemblato secondo un preciso ordine cronologico di tutte le riprese effettuate sia all’interno sia all’esterno dello stadio. Da qui l’ennesima richiesta, alla quale si sono associati anche gli altri difensori, del deposito dei file originali da cui poi sono state estrapolate le immagini. E in particolare hanno espresso le proprie doglianze perchè le riprese sono state depositate in tre scaglioni diversi. «È lecito chiedersi», si sostiene nella memoria difensiva, «se le presenti immagini sono state salvate dopo sette giorni dalla partita di calcio, se il montaggio è stato eseguito nell’immediatezza dei fatti o successivamente». E hanno chiesto nuovamente la copia integrale di quanto ripreso dalle telecamere poste nei pressi dello stadio la notte tra il 21 e il 22 ottobre. Il processo riprenderà in aprile (il 19 saranno convocati i testimoni citati dal pubblico ministero Francesco Rombaldoni) mentre in maggio saranno sentiti i testi delle difese. Gli arresti, lo ricordiamo, avvennero dopo l’incontro di calcio Hellas-Nocerina, un dopopartita particolarmene movimentato nel corso del quale anche i tifosi della Nocerina si resero responsabili di danneggiamento e lancio di oggetti. Per loro precedette la procura campana mentre fuori dallo stadio i quattro veronesi vennero arrestati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lancio di oggetti. Uno solo di loro anche per lesioni nei confronti di un carabiniere.

In genere, quando uno sta molto tempo in carcere “preventivamente”, al momento della sua liberazione il giudice dispone gli arresti domiciliari, o l’obbligo di firma quotidiano, perchè vuol dire che l’individuo è “socialmente pericoloso”. Questi invece hanno fatto quasi tre mesi di carcere per poi essere liberati senza alcuna ulteriore restrizione, il che vuol dire che probabilmente non c’era nemmeno motivo per tenerli dentro!

Sarebbe bello che le spiegazioni adesso le dessero i vari “eroici” poliziotti che hanno portato avanti le indagini ed eseguito gli arresti…

 

 

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TENSIONE A VARESE

Posted on 19 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Cronaca Live

VARESE / Sfiorati i momenti di tensione fuori dallo stadio del Varese mentre era in corso il match contro la seconda in classifica, Hellas Verona. Problemi con parte della tifoseria in trasferta, accorsa in massa a sostenere i giallo blu. Da una parte una cinquantina di tifosi a bordo del bus-navetta rimasti bloccati sulla salita di via Macchi per guasto, dall’altra il divieto di accesso allo stadio per i circa 100 tifosi giunti a Varese senza biglietto. Le immagini esclusive mostrano l’intervento di un cordone della polizia in tenuta antisommossa, mentre gli animi dei “mastini scaligeri” si scaldavano (IL VIDEO).

L’arrivo di oltre 1100 tifosi “regolari” aveva già messo in allarme la questura, che aveva optato per una misura preventiva che comportava la chiusura delle strade cittadine tra le 10 e 30 e le 15 del pomeriggio, quindi due ore prima del match, fino a conclusione. Una misura che si è resa necessaria dopo la comparsa di alcune scritte minacciose – altre offensive – sui muri della città. Nessuna prova che esse possano essere riconducibili ai tifosi dell’Hellas, ma onde evitare disordini il questore ha preferito “prevenire e non curare”. E così, oltre alla chiusura di alcuni corsi cittadini e la deviazione di alcuni mezzi di trasporto pubblico, anche il divieto di acquisto dei biglietti per ordini di posto diversi da quelli del settore ospiti in curva sud per ai veronesi dell’ultima ora, indipendentemente dal possesso o meno della tessera del tifoso. L’intervento di mediazione della polizia e il buonsenso dei tifosi ha vinto sull’istinto, e fuori dallo stadio non si sono verificati particolari problemi.

Fatemi capire: il questore di Varese è convinto che i veronesi durante la settimana siano andati nella sua città a fare scritte offensive sui muri? Proprio una bella fantasia non c’è che dire…

A Varese hanno fatto passare come un successo la propria incapacità nel gestire l’ordine pubblico. Cinquanta veronesi tenuti fuori, pur provvisti di tessera del tifoso. Ma il possesso della Tessera del tifoso non dava il diritto di potersi mettere nel settore che si voleva?

La cosa ancora più divertente è che alcuni ragazzi di Padova, sprovvisti di tessera del tifoso, lo scorso 14 ottobre si sono recati a Varese e sono riusciti tranquillamente ad accedere agli spalti dello stadio (CLICCA QUI)… Circa cinquanta veronesi, muniti di tessera del tifoso, non sono stati fatti entrare!

Proprio un bell’affare farsi la tessera, non c’è che dire; anche in virtù del fatto che non è vero come vorrebbe far credere a qualcuno che “continuano a fare ciò che hanno sempre fatto”: ciò che si è sempre fatto oggi non lo fa più nessuno, nè noi nè i veronesi nè qualsiasi altra tifoseria! Se quei cinquanta avessero dovuto fare “ciò che si è sempre fatto” sarebbero entrati sfondando i cancelli, semplicemente…

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TAFFERUGLI A LIVORNO-VERONA

Posted on 06 dicembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Il Tirreno

LIVORNO.Un agente ferito, un tifoso del Verona medicato alla testa dopo aver preso una manganellata. Tre macchine distrutte, cori, sfottò, braccia tese contro pugni chiusi, tricolori col fascio e bandiere rosse con la falce e il martello. Ma soprattutto una tensione che è rimasta alta per tutta la giornata con due picchi: l’arrivo dei tifosi veronesi nella zona dello stadio con il faccia a faccia evitato di un soffio con un centinaio di amaranto appostati lungo il viale Italia e poco dopo all’ingresso dell’Armando Picchi quando i supporter gialloblù hanno cercato di forzare il cordone della polizia ricevendo in cambio un paio di cariche e qualche manganellata. «Rossi di m…, voi siete rossi di m…» cantano i gialloblù. «Veronesi tutti appesi», è la risposta dei padroni di casa.  Livorno-Verona era una partita a rischio e si è dimostrata tale. In settecento ieri mattina sono partiti dal Veneto per raggiungere la Toscana. A Livorno, invece, sono stati ospitati ultrà da Marsiglia e Atene e per l’occassione, intorno al Picchi, si è rivisto anche qualche volto conosciuto ai tempi delle Bal.  «Bruceremo la città», avevano minacciato su alcuni forum riservati ai tifosi dell’Hellas per far alzare ulteriormente il livello di guardia. Al centro della rivalità gli ideali politici opposti, precedenti nei quali si erano verificati scontri, arresti e denunce. Per non parlare dell’antipatia dichiarata tra il tecnico Andrea Mandorlini e la tifoseria amaranto. Ecco perché nonostante l’Osservatorio del Ministero avesse dato l’ok alla trasferta, il servizio d’ordine ha ricordato quello degli anni in cui lo stadio veniva blindato. Duecento cinquanta tra agenti e militari, il doppio rispetto a una gara normale, centoventi steward tra i quali una ventina arrivati dal Veneto e la curva sud chiusa ai padroni di casa. La parola d’ordine: evitare che le due tifoserie vengano a contatto.  Sono da poco passate le 14 quando arrivano i primi veronesi: sono un centinaio divisi tra macchine e un pullman. «Questi sono quelli tranquilli», spiega un carabinieri lungo via dei Pensieri. Passano pochi minuti ed ecco le prime notizie sul resto della carovana. «Si sono fermati davanti ai Rex e vogliono proseguire a piedi», avvisano. La passeggiata prosegue fino all’hotel Universal: il tempo di terrorizzare alcuni passanti e capire che lo stadio è troppo lontano e decidere di risalire a bordo. Quando i pullman arrivano all’altezza della Baracchina rossa i tifosi livornesi sono tenuti al di là del cordone. «Come mai, come mai non ci caricate mai», provocano quelli dell’Hellas prima che una cinquantina provi a forzare il blocco. Vola qualche manganellata. «Eravamo pochi – dice un agente – ci potevano prendere di sorpresa e non so come sarebbe andata». Invece il serpentone scorre fino allo stadio. Altra carica. Durante la partita si sparge la voce che le due tifoserie si siano date appuntamento sul lungomare più tardi. «Vi aspettiamo fuori». Alle 18 i settecento escono dallo stadio. «Cambiamo percorso», spiegano dalla Questura. Si passa da Ardenza terra. L’ultimo sospiro è davanti ai cimiteri quando un braccio teso esce da un finestrino. «Fascista di m..» urla un signore con la camicia a quadri.

Incidenti zero grazie alla tessera del tifoso insomma…

Pongo una domanda ai sostenitori della tessera: visto e considerato che di incidenti ancora ne capitano (vedi l’ultimo fine settimana, con Genoa-Milan e Livorno-Verona), e che il costo della sicurezza negli stadi non è cambiato di molto (assistiamo ancora a città blindate); mi spiegate una volta per tutte che senso ha che questo inutile pezzo di plastica esista ancora?

Il sistema è fallito, occorre farsene una ragione!

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QUARANT’ANNI DI BRIGATE GIALLOBLU’

Posted on 29 novembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Repubblica

E’ un giorno particolare per i tifosi veronesi e più in generale per il movimento ultras italiano. Quarantanni fa esatti, il 30 novembre 1971, nascevano le Brigate Gialloblù Verona Calcio Club, uno dei primi gruppi ultras organizzati in Italia. La partita di stasera allo stadio Tardini porta con sé un ulteriore anniversario perché proprio 20 anni fa, in novembre, le stesse Brigate Gialloblù si sciolsero a seguito della dura repressione mossa contro il gruppo da parte delle forze dell’ordine. Corsi e ricorsi storici che porteranno molti tifosi scaligeri allo stadio di Parma per ricordare la doppia data.

Le Brigate Gialloblù di Verona sono state in assoluto il gruppo più originale, “particolare” ed innovativo del panorama ultras italiano. Possiamo dire senza temere smentita che hanno scritto la storia degli ultras, cambiando il modo di tifare in Italia ed influenzando moltissime tifoserie. Oggi le Brigate non ci sono più, ma il loro ricordo influenza ancora gli stessi tifosi scaligeri, che pur avendo ancora una tifoseria di grande livello soffrono la frustazione di non essere più “quelli delle Brigate”. Peccato, peccato veramente.

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LIBERATI I QUATTRO VERONESI IN CARCERE

Posted on 21 novembre 2011 by La Padova Bene

Fonte: Corriere del Veneto

VERONA – Affollata come tutt’altro che spesso accade, l’aula del Tribunale collegiale ha dovuto pazientare per quasi una quarantina di minuti prima che il giudice Sandro Sperandio scandisse una notizia che già nelle ultime ore era nell’aria: tutti e tre gli ultrà dell’Hellas che si trovavano ancora costretti a restare rinchiusi dietro le sbarre del carcere di Montorio dal famigerato dopo-partita tra la squadra di casa e la Nocerina datato 22 ottobre scorso, hanno potuto uscire dalla cella grazie alla concessione degli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni. E’ stato alle 10.52 (questo l’orario che compare nero su bianco nel verbale d’udienza) che N. B. (classe ’91, di Affi, rappresentato dagli avvocati di fiducia Beniamino Zermini e Federico Lugoboni), A. D. di Vigasio (classe ’81, legale di fiducia Mirko Zambaldo) e L. M. (classe ’83, di Pescantina, difeso dai legali Giuseppe Trimeloni e Giovanni Adami) hanno ottenuto la scarcerazione andando a raggiungere ai domiciliari il coimputato M. M. (classe ’83, residente a Negrar, difensori Paolo Tacchi Venturi e Renzo Segala), a cui gli «arresti in casa» erano già stati dati due giorni prima su decisione del giudice per le indagini preliminari Laura Donati.

Ultimamente ho trovato spesso qualcuno di Verona che mi ha scritto su questo spazio dicendomi che loro “non sanno cosa farsene della nostra solidarietà”… Siccome per me dare fastidio è sempre un punto d’orgoglio, massima solidarietà ai quattro ragazzi arrestati, e spero che riescano a dimostrare la loro estraneità ai fatti!

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