
1980, Padova-Maceratese, Stadio Appiani...i nostri “padri”!
Ultima del carro stocazzo. Saremo un’arretrata provincia dell’impero, un disastro in politica economia cultura scienza arte e cose così, ma per quel che ci riguarda noi in Europa ce la comandiamo, ovunque e comunque. Qui non si parla di musica pop rock punk, o di stili spettacolari, o di pura, deliziosa perché inutile, violenza. Qui si parla di un tarlo che non riesce a farti accontentare del pub distrutto, della curva conquistata, dell’adrenalina che ti pompa un’elettricità che non c’è droga al mondo... Dentro di noi c’è un grumo di rabbia antica, mai sopita, che ci spinge oltre il limitato orizzonte della battaglia, e ci conduce ineludibilmente alla guerra di classe. Se abbiamo conquistato il continente, se da Lisbona a Mosca, da Copenhagen ad Atene si scorge in ogni curva il segno della nostra influenza, non è per qualsivoglia feroce imbattibilità, ma perché vi abbiamo portato un modello di conflitto applicabile nei più disparati contesti socio-geografici. Noi siamo stati gli untori di un germe che ha attecchito e proliferato, fino ad assurgere ai supremi ranghi di epidemia continentale e di allarme internazionale. Noi siamo stati il peggior dito al culo che potesse capitare al sistema del calcio, ed alle sue milizie armate.
(Valerio Marchi)
Nella primavera 2004 sulla fanzine "Stile Appiani" uscì a puntate una ricostruzione storica degli ultras italiani; un'idea nata così, in un periodo di piena crisi, con l'idea di offrire uno spunto diverso al lettore su quello che è il "magico mondo della curva". Pochi sanno realmente cosa c'è "dietro" una curva, secondo l'opinione pubblica italiota gli ultras sono "quelli che spaccano tutto" o più specificatamente "quelli che lanciano motorini dagli spalti". D'altra parte questo è il paese in cui c'è Berlusconi al governo, e molte cose si possono spiegare tranquillamente da certi "spunti"... Ma anche molti ragazzi che la curva la frequentano, in realtà la vivono marginalmente, come un luogo in cui passare il tempo la domenica o il sabato pomeriggio, un posto come un altro, tanto gli fa andare in curva, tanto gli fa andare in discoteca, tanto gli fa andare in centro con la ragazza... Pochi, molto pochi (beata pigrizia!) si sono posti delle domande, hanno cercato di capire "da dove viene" la curva, il perchè di certi cori, di certi simboli, di certi modi di fare (e di vivere), di amicizie e rivalità fra tifoserie... Il sottoscritto è fra quei pochi, ed i motivi principali per cui oggi riprendo in mano un argomento già trattato sei anni fa sono essenzialmente due: 1-Perchè in sei anni sono cambiate parecchie cose, soprattutto a livello legislativo, e quindi è giusto avere un quadro completo ed aggiornato dell'insieme... 2-Perchè notando questa preoccupante tendenza all'ignoranza generalizzata, vorrei che questo lungo lavoro di ricerca (osservo le curve e tutto ciò che ci ruota intorno da quasi vent'anni!) potesse servire a molti altri ragazzi per avere una visione a 360° di un mondo ancora oggi oscuro (parliamo di un mondo che esiste da quarant'anni, è grave che la gente non abbia un'idea precisa di cosa sono!). Non mi interessa vantarmi del mio "sapere", anzi in questi vent'anni tutto ciò che "so" è tempo che man mano è stato tolto a cose forse anche più importanti. Quando una passione brucia, brucia parecchio anche di te. A questo punto, che almeno tutto questo "sapere" possa essere anche un valido aiuto per altri...